Qualcuno vuole ripensare
all'euro ? di G.Cambria
La retorica trombona del PUR (Pensiero Unico di Regime) ci
ha fatto ingoiare l'idea che l'euro fosse salvifico. Nessuno
ha mai spiegato quali fossero i vantaggi dell'euro per i cittadini
italiani: forse perchè non ce n'erano. Tutti parlavano
di generici benefici irrinunciabili all'economia, o di danni
irreparabili in caso di mancata adesione. L'euro si è
rivelato una catastrofe per i più. Da un giorno all'altro
tutti i prezzi, dei beni privati come dei pubblici servizi,
è raddoppiato. Sono raddoppiati i guadagni di chi vende
beni e servizi indispensabili, ma non sono raddoppiati gli
stipendi, che hanno perso da un giorno all'altro la metà
del loro valore. Siccome fin dall'inizio era intuibile il
rischio che gli italiani dicessero no all'euro, nessuno ha
chiesto il loro parere. Diversamente che altrove, nessuno
ha pensato o proposto un referendum. Centro, Destra e Sinistra
col supporto dei pennivendoli dei media hanno venduto i miracoli
dell'euro. Pochissime e inascoltate le voci critiche o almeno
dubbiose. E' stato fatto qualche patetico tentativo di addebitare
la colpa dei disastri prodotti dall'euro alle mancate politiche
di ammortizzazione come la stampa dell'euro di carta o la
compresenza temporanea di una doppia moneta. Come se il disastro
euro fosse soprattutto un fatto psicologico: la gente spende
di più e male perchè sbaglia ad attribuire il
giusto valore all'euro o perchè fatica a conteggiare
le monetine! Invece in tutto ciò c'è pochissimo
di psicologico. I salari si sono dimezzati per il semplice
fatto che il giorno dopo il cambiamento della moneta le merci
ed i servizi, privati e pubblici, hanno aumentato il loro
prezzo dal 30 al 100%.
A distanza di cinque anni, nessuno accenna nemmeno a un vago
dibattito di verifica. Erano vere le ipotesi dei tanti che
ci hanno portato al disastro? Cosa è successo a quei
Paesi che si sono tenuti alla larga dall'euro? Come si vede
dalla piantina qui sotto, la Norvegia non è nemmeno
nella Comunità Europea e non si ha notizia di una sua
condizione economica disastrosa. Fra i Paesi membri tradizionali
della Comunità (escludendo quindi i Paesi di recente
aggregazione) Inghilterra, Danimarca e Svezia non fanno parte
della famigerata "zona euro". Se le profezie degli
euro-entusiasti fossero state vere, questi Paesi dovrebbero
registrare economie in coma. Invece non risulta che l'essersi
tenuti fuori dall'Europa (come la Norvegia) o dall'euro (come
Inghilterra, Danimarca e Svezia) ha messo questi Paesi in
crisi. Anzi, queste economie vanno da meglio a molto meglio
della nostra. Questa banale constatazione però non
scalfisce le granitiche certezze degli euro-amanti e dei tromboni
di regime.