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La Grande Sintesi della Tradizione Esoterica a cura di Guido Da Todi

- LEZIONE VENTINOVESIMA - (Parte prima)

v  Caratteristiche dei 14 pleniluni annuali e caratteristiche dei 14 segni zodiacali.

v Plenilunio dell'Ariete.

v Plenilunio della Balena (Cetus).

v Plenilunio del Toro (Wesak: appendice al plenilunio del Toro).

v Il voto del Buddha: quello di essere presente, ogni anno, in quest'ultimo plenilunio, nella vallata dell'Himalaya, ove la festa del Wesak ha luogo

Diamo delle linee indicatrici alle qualità dei quattordici pleniluni, senza soffermarci a spiegare più ampiamente la loro natura e i dettagli. Desideriamo che lo studente basi il proprio intuito su dei brevi, ma essenziali formulari; che amplierà, in seguito, con la propria pratica.

Sottolineiamo, inoltre, che le date che leggerete sotto ogni specifico plenilunio riguardano il periodo degli influssi zodiacali di quel segno, e non i cicli lunari che vi si svolgono. Per potere conoscere questi ultimi vi sarà sufficiente munirvi di un semplice calendario ove siano indicate le fasi della luna.

Plenilunio dell'Ariete

(dal 16 aprile all'11 maggio)

È il plenilunio dei Raggi dispari, dell'organizzazione, della nascita. È il plenilunio della ricerca intellettuale, nel piano mentale concreto. In questo periodo, molta potenza generatrice è latente nell'atmosfera. Il Segno in questione ha affinità con l'elemento fuoco, o, con il primo dei quattro Eteri Cosmici; il campo astratto e delle conquiste universali incombe. Il fuoco dilaga, vuole affermarsi, non desidera opposizioni, critiche. La luna dona energie per imprese eccezionali; ma, abbisogna, da parte del discepolo, di una conoscenza del dettaglio, di un'acqua moderatrice, che freni il ruggito e l'impetuosità del Segno dell'Ariete. Attenzione alla sovraeccitazione mentale, alle delusioni dovute alla mancanza di coerenza tra l'ideale suggerito dal Segno Astrologico e la minuta realtà delle cose che inquadrano la vita quotidiana. L'Ariete è il Segno delle grandi conquiste solari, è il Segno del vero paladino della Tavola Rotonda, è il Segno del Primo, del Terzo, del Quinto e del Settimo Raggio, che tutti sintetizza nell'affermazione della Divinità Una. Ecco le ispirazioni e le possibilità del plenilunio attuale; Marte, pianeta non sacro del Sesto Raggio, dà anche una devozione potente agli ideali. Ma, stia attento il discepolo a saper adoperare gli influssi che percepisce; se egli diventa schiavo della loro potenza, invece di giocare la parte meravigliosa di cavaliere della Tavola Rotonda, correrà il rischio di divenire, agli occhi della gente, un qualunque Don Chisciotte. Invece di un combattente che possiede l'oculata visione generale di un capitano, e dei piani di battaglia, potrebbe divenire un irascibile soldato, facinoroso e violento. La volontà creatrice e indomita ci è donata dalla luna; ma, dietro allo sprazzo di tanta energia divina, il vero messaggio dell'Ariete è: la ragion pura, elemento indefettibile ad ogni volontà. Cerchi il discepolo di rintracciare il messaggio.

Il centro che deve essere adoperato, fruttuosamente, durante le meditazioni di questo mese, sia quello della testa; che batte in accordo con quello tra gli occhi, quello della gola e quello sacrale. (Primo Raggio: brahmarandra; Quinto Raggio: ajna; Terzo Raggio: chakra della gola; Settimo Raggio: chakra sacrale).

Si raccomanda di usare soltanto il chakra della testa, che, comunque, dovrebbe essere vivificato e utilizzato in modo costante, in ogni attività peculiare dello studente. Vulcano è il pianeta (occulto) del mese.

Questo plenilunio è misteriosamente collegato al mondo minerale che, come si sa, è frutto della collaborazione del Signore del Primo Raggio e del Signore del Settimo Raggio.

La dolce e forte influenza del Manu Vaivasvata è particolarmente latente, durante il plenilunio dell'Ariete.

Il Chohan (Iniziato di 6° grado) Morya è il Maestro del Primo Raggio.

Plenilunio della Balena (Cetus)

(dal 12 maggio al 6 giugno)

(Per forza di cose si hanno poche statistiche sul plenilunio della Balena. Quindi, di seguito, diamo solo una traccia di questo segno "solare).

Il terzo segno dello zodiaco è Cetus: la Balena. Questo segno non è compreso nel tradizionale sistema astrologico, ma la sua coda appare chiaramente fra l'Ariete ed il Toro.

Cosa sappiamo di Cetus? Nell'Enciclopedia Britannica Cetus è: "..una costellazione dell'emisfero meridionale e, secondo le leggende greche, era il mostro mandato da Nettuno a divorare Andromeda, che fu ucciso da Perseo..". La Universal World Reference Encyclopedia sostiene che "..era una delle 48 costellazioni originali di Tolomeo.."; fatto che ne attesta la antichità. L'esistenza di Cetus non ci deve sorprendere: è sempre stata lì; è "nuova" solo per gli astrologi che, fino adesso, l'hanno trascurata.

Cetus è il segno solare dei nati fra il 12 maggio ed il 6 giugno.

Prendiamo in esame l'elenco delle persone nate sotto Cetus per vedere quali ne siano le caratteristiche.

Questo non è il segno dei politici. Solo un presidente americano è nato sotto questo segno: John F.Kennedy (29 maggio).

È un presidente ricordato, però, non solo per la sua tragica fine, ma per l'atmosfera di cultura e di arte che ha portato alla Casa Bianca. Rammentiamo tutti il poeta Robert Frost alle cerimonie di inaugurazione, e molti grandi artisti, come il violoncellista Pablo Casals vennero alla Casa Bianca durante il periodo kennediano.

Effettivamente, Cetus sembra essere un ottimo segno per gli artisti; in particolare, per gli attori. Molti dei nati sotto di esso hanno raggiunto una fama notevole. Lawrence Olivier (22 maggio), Arthur Conan Doyle (22 maggio) e Margot Fonteyn (18 maggio) hanno ricevuto l'onoreficenza di cavaliere; e Bertrand Russel (18 maggio), il grande filosofo e matematico, l'avrebbe senz'altro ottenuta se fosse stato meno impegnato politicamente (cioè, fastidioso per l'establishment); John Masefield (1°giugno) è stato, per molti anni, Poeta Laureato d'Inghilterra. Morris Evans ebbe grande successo nella carriera; molti ex combattenti ricorderanno la sua interpretazione (militare) di Amleto. Anche Bob Hope (29 maggio) ha ricevuto i sentiti ringraziamenti di più di un presidente per i suoi splendidi spettacoli per le truppe americane all'estero.

I figli di Cetus sembrano, spesso, non avere sicurezza in sé stessi (ma, osservate gli altri aspetti dell'oroscopo!); molti hanno un grande fascino, anche se sono impulsivi. Se date loro qualche consiglio vi ascolteranno educatamente e, in genere, senza dissentire; ma, continueranno a fare quello che facevano prima..

In genere, i figli di Cetus sono un poco narcisisti e molto consci del proprio fascino e del loro effetto sugli altri; inoltre, non sembrano influenzati dall'ambiente. A differenza dello Scorpione, Cetus riesce a funzionare con efficenza, nonostante il rumore, la confusione e la mancanza di tempo. In questa maniera, mantiene un certo distacco, non entrando troppo a contatto con gli altri ed i loro problemi. D'altro canto, sono nel loro elemento, se circondati da gente interessante ed amano trovarsi al centro dell'attenzione.

Cetus è un segno nuovo per l'astrologia e ci vorrà molto lavoro per stabilire la sua vera importanza nella gerarchia dello Zodiaco.

Perciò, le conclusioni alle quali siamo arrivati qui sono solo sperimentali.

Riassumendo, i figli di Cetus hanno una tendenza naturale per le arti e la cultura (specie, per il teatro ed il cinema) e non sembrano esservi limiti ai risultati cui possono giungere, una volta intrapresa una di queste carriere; la politica, invece, non sembra essere il loro campo.

I nati sotto Cetus hanno ottimi rapporti con i nati entro i dieci giorni che precedono, o seguono, la loro data, e con quasi tutti i nati sotto i Pesci, i Gemelli, la Vergine, il Sagittario e l'Aquario

Non vanno d'accordo con il Cancro, il Leone, lo Scorpione ed il Capricorno.

Plenilunio del Toro (Wesak)

(dal 7 giugno al 2 luglio)

Come il precedente plenilunio è servito a vivificare la sfera mentale del discepolo, frammento dell'Elemento Cosmico FUOCO, così, l'attuale plenilunio serve a spiritualizzare la sfera del suo organismo eterico-denso, frammento dell'Elemento Cosmico terra. Il Toro è un segno di terra. E, dalle alte lande celesti, la Costellazione invia un profumo radiante ed inflessibile sul pianeta che, inserendosi nell'uomo, ha, per scopo, di fargli comprendere la suggestiva melodia che scaturisce dal Cristo incarnato; infatti, Dio sarebbe ben debole e minuscolo se fosse schiavo del suo cielo. Gli è necessario unificarsi alla natura materiale, per integrarla alla divina. È un messaggio, quello del Toro, che tutti i discepoli dovrebbero comprendere. Stia bene attento, il praticante, alle energie del presente mese. Se la sua saggezza non è ferma ed equilibrata, invece di alimentare la natura divina del suo corpo eterico-denso si accentueranno i difetti prettamente di desiderio. Invece di un'arca di fermo potere, dalla quadrata penetrazione della massa materiale, dal dominio sublime della roccia realistica, (qualità che il Segno del Toro offre), nascerà il disincanto di un'anima ottusa, amante dei piaceri erotici, ostinata e testarda, per puro rantolo involutivo, pigra e simile alle bestie omonime che trascinano i carri dei contadini nelle campagne. La materia dell'ambiente quotidiano, durante l'attuale plenilunio, gli è più cedevole che negli altri mesi; stia, però, attento, il discepolo, a non impaniarsi in tale argilla. Il messaggio del plenilunio è il seguente: si riconosca che ogni frammento del piano solido ha una controparte eterica e, quindi, si applichi l'arte di girare le chiavi occulte negli eteri-densi, sì da pervenire a rintracciare le Infinite Ali dei Piani Eterico-Cosmici, di cui i primi sono un semplice risvolto. Venere è il pianeta che canta le melodie del Toro, durante il presente plenilunio. Venere è il pianeta del Quinto Raggio, che si inserisce nell'uomo, direttamente nel suo chakra eterico, chiamato ajna, posto tra le sopracciglia. Una delle fatiche di Ercole fu la cattura del Toro, che simboleggiò il corretto uso della forza creativa. Ercole trascinò, fin dentro la città dei Ciclopi, l'animale. I Ciclopi, come ben si sa, erano giganti con un occhio solo, nel mezzo della fronte. H.P.Blavatsky afferma che i giganti esistettero realmente, al tempo della Lemuria, e la loro natura era eterica-densa: l'occhio in mezzo alla fronte si riferisce al centro ajna, che tali creature avevano sviluppato. In contatto con essi, Ercole acquista gli attributi della visione spirituale.

Ecco, quindi, simbolizzata la fatica del nostro plenilunio mensile. Il discepolo si occupi, durante il mese, a trasumanare, con criterio, la sua natura inferiore. La meditazione venga fatta portando le energie inferiori al centro del capo e, da lì, ad enuclearsi nel centro posto tra gli occhi. Si ricordi, il praticante, che il centro ajna è congiunto direttamente a Venere e che ha una grande importanza, il pianeta, in tutti i processi iniziatici che si svolgono sulla terra.

Il plenilunio può dare determinate intuizioni, che faranno capire al discepolo il rapporto che intercorre tra la creazione fisica e la spirituale.

Maestro del Quinto Raggio è il Maestro Hilarion, che fu Paolo di Tarso.

Appendice al plenilunio del Toro

Esistono tre pleniluni fondamentali in tutto l'anno: quello del Toro, altrimenti detto del Wesak; quello dei Gemelli, altrimenti detto di Asala, e quello del Leone. Sono tre momenti in cui le potenze che agiscono vengono rafforzate in modo peculiare dalla volontà del nostro Logos Planetario, che si avvale, in tale attività, della collaborazione attiva di tutti i maggiori componenti la Gerarchia. I pleniluni del Toro e dei Gemelli sono di natura peculiare, perché diverranno, durante l'Epoca dell'Aquario, le due Cerimonie magiche ufficiali più importanti di tutto l'anno.

Parliamo brevemente del plenilunio del Toro. Chi leggerà il fatto per la prima volta, sarà, forse, portato a credere che si tratti di una leggenda. Noi cogliamo l'occasione per ribadire, fortemente, che, invece, il fenomeno che descriveremo è uno tra i più veri e poderosi che la terra abbia mai avuto occasione di osservare. Si tratta soltanto di essere divenuti padroni del concetto che il tanto nominato "cielo" non è una ipotetica assemblea di angeli e di santi, immersi nella luminosa e arida atmosfera di un divino far nulla; ma, invece, la coordinata fusione di una Architettura di Poteri Celesti, costantemente occupati a sviluppare il seme della manifestazione planetaria, tramite dei metodi qualificati ed iniziatici, facenti capo al ritmo del Settimo Raggio: il Raggio del cerimoniale. Lì, ove esiste una cerimonia di gruppo a carattere iniziatico ed universale, v'è l'impronta della decisione e della partecipazione del nostro Logos, il quale si avvale del sacerdozio dei più alti membri dell'umanità, per fare in modo che l'umanità, anche se inconsapevole, si trovi permeata della aurea luce della Sua Immanenza.

Quando Buddha morì, fece un voto: di non lasciare il mondo privo degli incalcolabili benefici che il Suo potere di Iniziato di ottavo grado gli permetteva di dargli. Egli depose la spoglia fisica, quella astrale e quella mentale, durante un plenilunio del Toro di duemila e seicento anni fa, circa.

Decise, allora, che, in tale ricorrenza mensile, ogni anno Egli si sarebbe offerto all'umanità e l'avrebbe collegata alle Energie Cosmiche che aveva raggiunto, fino a quando il Suo posto non fosse stato preso da Cristo. Nel plenilunio menzionato, tutti i discepoli consapevoli del fatto si riuniscono alla Gerarchia e la Gerarchia a Shamballa, sia con meditazioni, sia con mantrams, sia, per chi ne è capace, con l'abbandonare, momentaneamente, la spoglia fisica e raggiungere una vallata dell'Himalaya, ove la festa del Wesak ha luogo, sul piano fisico. Migliaia sono i pellegrini che raggiungono, durante il plenilunio, quel luogo. Anche i Tre Signori di Raggio, gli Adepti, e gli Iniziati (il più delle volte invisibili) sono presenti. Quattro minuti prima dell'ora esatta del plenilunio, la figura del Buddha appare nel cielo, ben visibile alla vista chiaroveggente, nella Sua nota posizione benedicente, e resta, Loto Fiammeggiante nei cieli, fino a quattro minuti dopo l'acme del plenilunio. Le potenze inimmaginabili che Egli fa defluire sulla terra, in tale corto periodo, sono raccolte dal Cristo, e, durante tutto l'anno, Egli le fa defluire, a seconda delle necessità e delle richieste, sull'intero globo.

Questo, è uno dei quattro pleniluni in cui vengono iniziati i più meritevoli figli degli uomini; è l'unico dei pleniluni in cui il discepolo, fino a quanto non ha raggiunto il costante contatto con il suo Maestro, aspetta di poter ottenere un colloquio trascendentale con il Medesimo.



- LEZIONE VENTINOVESIMA - (Parte seconda)

v Plenilunio dei Gemelli (Asala; appendice al plenilunio dei Gemelli).

v Il voto di Cristo, simile a quello del Buddha.

v Plenilunio del Cancro.

v Plenilunio del Leone.

v Plenilunio della della Vergine

Plenilunio dei Gemelli (Asala)

(dal 3 luglio al 28 luglio)

Plenilunio che ha un'importanza fondamentale e lo rende molto prezioso per chi sappia riconoscere il mistero delle forze che porta alla terra. Precedentemente, nella lezione sulla telepatia, abbiamo parlato delle fonti di Impressioni Superiori che guidano i Maestri nell'effettuazione del Piano Divino. Abbiamo detto che Shamballa, tra le altre, si avvale del frutto di collaborazione che intercorre tra Mercurio, Venere e la Terra. Questo triangolo di forze è una delle fonti di impressione divina e di intuizioni che guidano gli stessi Signori del Mondo. Mercurio è il pianeta che conduce, durante il mese, le energie del segno dei Gemelli, sino alla terra. Diverrebbe un benemerito colui che riuscisse ad aumentare il novero dei discepoli che sanno riconoscere le onde suggestive che Mercurio ci invia, ora. Accenniamo, in breve, al fatto che, come un Iniziato di quarto grado ha, tra gli altri compiti, di riconoscere l'effetto, in lui e attorno a lui, del pianeta Venere, che provoca e fa nascere (in consonanza al suo opposto: la Terra), ogni dualismo che conosciamo (e, ciò, l'Iniziato lo fa con metodi e pratiche esoteriche che gli sono propri e che verranno rivelati, più in là, al neofita), così il Maestro, o, l'Iniziato di quinto grado, ha, per scopo, di comprendere i significati, l'attualità, e gli effetti che l'azione del pianeta Mercurio determina, inserendosi nel dualismo Terra-Venere, e formando il triangolo di potere di cui abbiamo parlato.

Il Plenilunio dei Gemelli ha, quale elemento occulto, l'aria. Tale elemento, da non confondersi con l'aria atmosferica che tutti conosciamo, è il vasto campo cosmico che si spalanca agli occhi stupiti del discepolo, una volta che il medesimo si è spogliato del proprio corpo causale. Di tale aria occulta è composto il Piano Buddico, e, quindi, il quarto dei corpi di ognuno di noi: il corpo delle intuizioni. Difatti, sia Mercurio, che il segno astrologico dei Gemelli sono i simboli della ragion pura, o, dell'intelletto che si è trasformato in intuizione. Lo studente dovrebbe cercare di sintonizzarsi con il pianeta Mercurio, durante il plenilunio e col Segno dei Gemelli, afferrando le intuizioni che gli baleneranno nell'ambito della sua sfera spirituale. Ma, si ricordi, anche, dell'ammonimento che le due figure che simboleggiano il segno in questione - i gemelli Castore e Polluce - danno all'umanità, con il significato della loro leggenda. Polluce e Castore rappresentano, uno, la personalità mortale, nei suoi aspetti esteriori; l'altro, l'anima immortale, nella sua natura divina. Il mito greco narra che, quando Polluce morì, Castore desiderava seguirlo; ma, non potè, perché era immortale; si rivolse, allora, supplichevole, agli Dei, che, apprezzando il suo grande amore, gli permisero di passare, alternativamente, un giorno, con sua natura, nei Cieli, e un giorno con suo fratello, nell'Ade. Grande insegnamento, e che dovremmo capire. Il dualismo che dilania il discepolo, lungo il Sentiero, è interamente espresso in questa parabola. Cos'è che lo incanta, continuamente, mentre si trova impaniato nella incarnazione? Da dove proviene la musica di un territorio ignoto, che ipnotizza i suoi movimenti quotidiani, mentre agisce nella materia? È l'Anima, la sua controparte divina, desiderosa di averlo con sè. Noi esoterici sappiamo che il richiamo non è un sogno, o, una immaginazione. Ma, un fatto ben concreto e realistico, da non sottovalutare. E l'anelito a scavalcare la linea che lo divide dalla propria radice divina, e i balzi che l'uomo inferiore compie verso la Città d'Oro, ove abita il suo Sè Superiore, provocano, spesso, crudeli ricadute; egli deve, allora, unificare, con criterio e con saggezza, le due nature in una. Mercurio viene in aiuto e si pone a perno della bilancia, creando il triangolo adatto ad un equilibrio fondamentale. Non sottovaluti, il lettore, l'aiuto dei pianeti! Non si creda troppo superiore a quelle che potrebbe chiamare leggende! Torni, egli, al ricordo ed alla venerazione antica degli Dei Planetari, gli unici a cui credono i Maestri di Saggezza. Colga l'occasione che tale plenilunio gli offre. Ricerchi, in sè, il suggerimento di Mercurio:, l'equilibrio, l'intelletto che non cessa di essere tale, pur tramutandosi in intuizione. Non rinunci, egli, inorridito, alla sua natura inferiore, massacrandola con cilici e brutalità. Sappia che la personalità è necessaria all'anima, come l'anima è necessaria alla personalità. La personalità deve divenire eterna, come eterna è l'anima. E l'anima dovrà divenire tangibile e concreta, come tangibile e concreta è la personalità. Si ricordi, il praticante, che, durante il mese, l'ossigeno eccitante dell'elemento occulto "aria", può renderlo ciarliero, "gasato", instabile e presuntuoso. La parola di Mercurio, invece di essere un unguento, che cura e amorevolmente corregge, invece di essere il Logos che, per antonomasia, crea, può divenire nociva, può ferire, può allontanare molti dalla strada maestra, può distruggere. La luce del Sole non sarà da lui raggiunta; ma, la luce, invece, pallida e lunare. L'arte e il messaggio del bello sono ciò che ha da offrire il Quarto Raggio, il Raggio di Mercurio. Ricerchi l'arte, il discepolo, durante il plenilunio. Si sforzi di comprendere quanto Dio sia latente nel sorriso della bellezza universale; non vincoli, egli, l'arte, in ciò che è palesemente bello. L'arte non appartiene solo all'anima, allo spirito; appartiene, anche, alla personalità, alla materia. L'arte non appartiene soltanto al bello: appartiene, anche, al brutto. L'arte non appartiene solo alla giovinezza; appartiene, anche alla vecchiaia. Ecco, il messaggio del Quarto Raggio.

Non consigliamo di adoperare, se non sotto la guida di un Istruttore, il chakra alla base della spina dorsale, che collega, direttamente, ogni individuo al Pianeta in questione. Adoperi, egli, piuttosto, il chakra del cuore, unito a quello della testa. I due fori occulti, in ognuno di noi, che ci unificano, il primo, al Signore del Secondo Raggio, Cristo, ed il secondo, al Signore del Primo Raggio, il Manu Vaivasvata.

Maestro di Quarto Raggio, è il Maestro Serapide.

Appendice al plenilunio dei Gemelli.

Esattamente come accade per il plenilunio del Toro, per quanto riguarda la manifestazione all'umanità da parte di Buddha, lo stesso accade durante questo plenilunio, di Asala, nei riguardi di Cristo, il quale offre la possibilità, diretta e indiretta, ad ogni uomo, di entrare in contatto con Lui. Egli, da che venne sulla terra, duemila anni fa, non ha mai abbandonato l'umanità. È rimasto, nel Suo riparo montano, nell'Himalaya, a costituire la forza ispiratrice e plasmatrice del Secondo Raggio, qui, sul pianeta. Nelle ore del plenilunio, Egli presenzia al raduno delle anime non iniziate, che conoscono e sfruttano la possibilità, e di quelle iniziate, e, tramite tale vasto gruppo, serra, nel Suo amplesso vivificatore, l'intero mondo. Egli ripete, nella melodia del Suo canto, il significato delle quattro Verità di Buddha e dell'Ottuplice Sentiero.

Questo, è il plenilunio del Cristo, e tutti possono, in qualunque luogo si trovino, usufruire delle Sue energie, che vengono, in simili istanti, a satollare le aride labbra della terra; degli uomini, consapevoli, o meno, di quanto sta accadendo; degli angeli, dei santi, nei Piani Superiori.

Plenilunio del Cancro

(dal 29 luglio al 23 agosto)

Il presente plenilunio deve essere particolarmente studiato perché, in modo spiccato, è quello peculiare della Luna. Il Segno astrologico del Leone è il Segno, per antonomasia, del Sole; questo che studiamo, lo è del nostro satellite (o, se vogliamo, del pianeta occulto che la Luna simboleggia).

Per comprendere e saper utilizzare gli influssi del Cancro occorre abbinare tale segno a due importanti funzionalità e causali. Il Cancro è il quarto segno dello Zodiaco, e, secondo la conoscenza esoterica, è collegato, sia alla presente nostra quarta catena, sia alla presente nostra quarta ronda. Difatti, l'attuale umanità, dell'attuale ronda, è nata sotto il Segno del Cancro; essa raggiungerà l'ultima iniziazione sotto il Segno del Capricorno, che è in opposizione al Cancro. Nella letteratura esoterica si fa una distinzione ben precisa tra coloro che vengono chiamati gli Angeli Solari e gli Angeli Lunari. Il cultore riconoscerà, in Essi, i due tipi di schiere angeliche: l'una, che rappresenta il polo positivo dei cieli; l'altra, il polo negativo. Nell'uomo singolo, ogni suo organismo non solo è considerato come possedente una propria rudimentale e tenace coscienza. È, anche, risaputo che ogni corpo dell'uomo è il frammento di una Gerarchia Angelica. Comprendere il fatto ed agire nella giusta direzione significa raggiungere la tanto auspicata fusione sulla terra (profetizzata per l'Epoca dell'Aquario) del regno Angelico con l'umano. Il corpo mentale concreto, il corpo astrale e il corpo eterico-denso, quando non sono integrati in un'armoniosa personalità, unificata all'anima, vengono chiamati "gli angeli lunari" dell'uomo; mentre, il suo corpo causale, o, anima, è chiamata l'Angelo Solare. Benchè il corpo mentale concreto appartenga più alla sfera dell'anima, che alla sfera della personalità, fino a quanto l'integrazione con il divino e la psicosintesi individuale, non siano stati raggiunti, esso, quale strumento dell'uomo, tende più ad appartenere agli Angeli Lunari che ai Solari. Fino a che l'uomo non incomincia ad ascoltare i suggerimenti della sua Anima, egli, istintivamente e golosamente, si inserisce nell'amplesso placentale dei suoi tre corpi inferiori, con tutte le attività che ne derivano e, tramite loro, si àncora al mondo del materialismo. Per quanto riguarda gli Angeli Lunari, attecchendo Essi ai tre regni elementali, nelle proprie radici vitali (che abbiamo descritto in precedenza, nelle prime lezioni del Corso), loro scopo evolutivo è di immergersi nella materia, per trarne quanta più esperienza possono. Gli esoteristi sanno che i regni devici, o, angelici si sviluppano tramite la sensazione; sensazione, che tramuteranno, alla fine, in intelletto ed in amore.

Non esiste chakra che corrisponda alla Luna. La meditazione da compiersi sia quella di trovare il segreto della trasmutazione dell'emotività in amore.

Plenilunio del Leone

(dal 24 agosto al 18 settembre)

Questo plenilunio ha una caratteristica del tutto peculiare. È l'unica finestra, tra le quattordici, dietro alla quale non appare un pianeta; ma, il Sole. Il Segno del Leone è la Costellazione che ha, per Messaggero, il nostro Logos Solare. Se accettate l'ipotesi che ogni plenilunio sia il raccoglitore ed il proiettore, sul pianeta, di determinate energie cosmiche, che adoperano, per ponte, uno dei corpi gravitanti attorno alla Stella Fissa del nostro pianeta, quale intuizione di energie superiori, in qualità e quantità, ne verrà alla mente dello studioso, quando considera che, stavolta, il ponte è la medesima Stella Fissa (rappresentata da un pianeta occulto)! Questo plenilunio è anche più potente dei pleniluni di Wesak e di Asala; ma, per un'altra ragione. Durante il mese che gli appartiene, e, in modo spiccato, dal novilunio in poi, la Stella Fissa Sirio, che è l'Onda sottostante alla Gerarchia Bianca, raccoglie gli inesplicabili influssi del Raggio Cosmico, del Quale il ciclo di Sette Sistemi Solari a cui appartiene il nostro, sono i Sette Sottoraggi; tale Accesa Face viene, allora, introdotta sin nelle intime fibre del pianeta, e provoca dei risultati che solo l'iniziato di Alto Grado può seguire da presso; ma, non descrivere. Il Raggio Monadico del nostro Logos Solare è il Secondo. Mentre quello della Sua Personalità è il Sesto. L'Amore-Saggezza si pone, durante il presente plenilunio, su tutte le scoscese asperità del nostro pianeta, e, unguento balsamico, lenisce ogni ferita, soddisfa le richieste delle coorti angeliche che presiedono alle evoluzioni dei quattro regni inferiori e propone rinnovellati avanzamenti nei tre regni superiori. La Saggezza e l'Amore del nostro Logos Solare non si trovano soltanto cristallizzati nelle parole dei volumi e negli accenti sovrumani dei Maestri di Saggezza. Colorano, invece, i petali dei fiori, s'aprono nei significati reconditi delle tempeste marine, danzano nelle minuscole vite che levitano, gelide, nei fiocchi di neve; si mascherano nello stesso colpo di spada che il peccatore immerge nel corpo del nemico. Il messaggio dell'Amore e della Saggezza, durante il plenilunio, si unisce al messaggio del Potere; ed è, lì, attorno al discepolo, accentuato, durante il mese, più di ogni altro. Mediti su di esso, il praticante, e adoperi, durante l'esercizio occulto, il chakra del cuore, che è del Secondo Raggio. Si chieda, egli, perché l'antica tradizione vuole che le immagini di Cristo, Incarnazione sublime di tale Raggio, portino il cuore scoperto sul petto, radiante splendore e luminosità. Se praticherà tale meditazione, con criterio e con una buona visualizzazione mentale, riuscirà a sentire il fremito del Dio-Sole congiungersi al suo cuore eterico, tra le scapole. Il Maestro Tibetano auspica che tutti gli astrologi abbiano il centro del cuore risvegliato, senza di che non è possibile pervenire alle celate conoscenze dell'astrologia esoterica.

Il Signore del Secondo Raggio è Cristo; il Chohan (Iniziato di Sesto Grado) di Secondo Raggio è il Maestro Koot Humi. Il Maestro di Secondo Raggio è il Maestro Djwal Kul, chiamato il Tibetano.

Plenilunio della Vergine

(dal 19 settembre al 14 ottobre)

La piramide è stata, da sempre, il "segno occulto", per antonomasia. Essa rappresenta l'evoluzione, nei suoi caratteri geometrici. Analizziamo soltanto la caratteristica che possiede la piramide, di cominciare da una radice ampia, che si assottiglia sempre più, sino a toccare il vertice, che è un semplice punto. Gli esoteristi sanno che i quattordici segni dello Zodiaco sono altrettante doti, o, caratteristiche di una Vita Cosmica individuale. Ed i Segni, nella loro successione, hanno, per scopo, di affinare, nell'oggetto dei loro influssi, le qualità che le precedenti figure zodiacali imposero su essi. Abbiamo visto quanto i precedenti pleniluni iniziarono il loro arco evolutivo sotto l'impronta del puro astrattismo; mano a mano che procediamo, notiamo la necessità, da parte dei Signori Zodiacali, di pervenire a dei risultati concreti, minuti: alla conquista del dettaglio. È il caso del Segno della Vergine. Signore di questa figura astrologica è, ancora, Mercurio. Ma, mentre nel plenilunio dei Gemelli Mercurio era in auge e Castore si occupava di trasportare il suo fratello inferiore nei regni della pura astrazione celestiale, qui, Mercurio è "depresso"; Polluce, la personalità, è ancora nella fase in cui si vede occupato ad innestare i mille e mille filamenti della propria radice, nella terra dell'esistenza materiale. Non ha ancora sentito il richiamo dell'anima; o, se lo sente, è troppo occupato nel suo lavoro. La Vergine è il Segno del particolare, dell'analisi; l'operaio ha in mano il frammento colorato e lo soppesa. Non si è ancora voltato verso il mosaico che riempie la facciata del Tempio. Durante questo plenilunio il discepolo badi bene a che le forze della Vergine non lo distraggano, con la profumata corteccia di un solo albero, facendogli perdere di vista l'intera foresta. Trovi egli il segreto messaggio che il singolo cela in sè: l'Uno è, agli occhi del Maestro, fuso con il molteplice. Non v'è differenza tra i due. Ma, per comprendere tale verità, è necessario che la goccia del pianeta Mercurio, in ognuno di noi, venga portata a giusta temperatura e segni la gradazione esatta, che è il punto d'incontro tra il calore dell'anima e quello della personalità. Dell'Assoluto e del Relativo.



- LEZIONE VENTINOVESIMA - (Parte terza) -

v Plenilunio della Bilancia.

v Plenilunio dello Scorpione

Plenilunio della Bilancia

(dal 15 ottobre al 9 novembre)

Non si dimentichi, lo studente che gli effetti astrologici abbracciano, con i loro poderosi influssi, tutti i regni della natura; e non solo l'uomo. Osservando, difatti, le limitate capacità creative dell'uomo, il limitato numero, di fronte alla vasta massa, di coloro che possiamo considerare esempi e geni dell'evoluzione, sorge imperiosa la domanda di conoscere da dove provenga la vasta genealogia di tipi, di tendenze innate interiori, di nature che qualificano l'umanità. Noi, non riteniamo di riuscire a far comprendere allo studente la vera ed intrinseca Natura Cosmica delle archetipiche qualità, latenti nel cuore e nel nucleo rarefatto degli Dei Planetari, Veicoli delle Costellazioni, soltanto limitandoci a descrivere le medesime qualità che si riflettono, in basso, nell'essere individuale. Le due distanze sono così accentuate, che si correrebbe il rischio di antropomorfizzare la Divinità, facendola simile all'uomo. Diciamo solo che quanto è estrinseco, deve essere emanato da qualcosa di intrinseco ad esso; l'anima ha quelle qualità, quelle tendenze, quelle nature, perché è simile al Dio Planetario che l'ha manifestata. Nel nostro caso, lo sforzo sta nel pulire tale anima da tutto il terriccio che la circonda, sino a che, divenuta limpida come cristallo, ci farà vedere, nel suo tralucere, il Volto del Potere Planetario, e poi Solare, e poi Cosmico da cui proviene. Sono i momenti in cui ogni chiaroveggente riesce ad afferrare la visione degli Angeli, delle Gerarchie Creatrici, degli abitanti dei Piani Superiori.

Dopo tale breve digressione, torniamo a noi. È importante che lo studente inizi ad aprire gli occhi sugli influssi Cosmici che gli provengono dalla misteriosa atmosfera occulta del pianeta. Egli vedrà quanto, ancora, sia inerme e indifeso, sia di fronte agli influssi negativi, che di fronte ai positivi.

Anche il nostro Logos Planetario viene sottoposto, nella fattispecie, agli influssi zodiacali di ogni plenilunio mensile; cosicché, per il praticante, è molto facile raggiungere il vibrare del determinato aroma che invade tutta la terra, durante il plenilunio, a prescindere dal Segno Zodiacale sotto cui è nato.

La Bilancia è un Segno molto importante, tra i quattordici, e, ciò, perché è il Segno del riposo conquistato; ma, anche il Segno della resa dei conti. Saturno, l'inflessibile giudice planetario, è il Pianeta sovrano della Bilancia. E Venere, il Pianeta padrone della definita acquisizione d'ogni particolare, porge a Saturno, in tale Segno, il frutto della sua opera.

Quale sublime protagonista è Saturno, nel campo dell'Evoluzione Superiore! Viene chiamato il Precettore, il Tentatore, il Grande Limitatore. I Suoi influssi obbligano il discepolo a lavorare a piccole cose, fino a tanto che egli non abbia appreso l'umiltà, la pazienza, la modestia, la gentilezza, la precisione e l'assenza di egoismo. Quale Tentatore, accorda poteri e responsabilità, e osserva se vengono usati bene, o, se se ne abusa. Quale Limitatore, crea impedimenti alle Anime più altamente evolute. Studiando, infatti, ogni individuo che è sul Sentiero ascendente, osserveremo che, malgrado i ricchi doni di cui è adorno nello Spirito, è, sovente, dal punto di vista esteriore e terreno, un essere dai parziali successi.

Saturno si trova sempre in azione. Ma, per comprendere bene il Suo messaggio e per raggiungere il gran dono che offre a tutti - cioè, la garanzia di una creazione insoluta e impeccabile, di una forza d'animo inflessibile, di una giusta azione - bisogna sottoporsi di buon grado ai Suoi interventi. È simbolico constatare quanto Saturno sia incarnato, in profondità, nelle Anime degli Adepti. Il Rappresentante di Saturno, Pianeta del Terzo Raggio, è, qui, sulla Terra, il Grande e Misericordioso Spirito, chiamato: Ecco, il messaggio di Saturno. Durante il presente plenilunio si osserveranno, latenti in aria, gli effetti che Venere porta al pianeta. La gioia delle piccole cose; la scoperta delle grandi cose, nelle piccole; la grazia esistente nel mondo relativo; la reale dimostrazione che l'ultimo è, contemporaneamente, il Mondo Assoluto. Un desiderio di giustizia pervaderà la psiche nascosta del globo; e la rivelazione di come ottenere la giustizia, sia nel mondo materiale, sia nel mondo spirituale, sarà a portata di mano, nell'atmosfera della terra.

Il potere del Terzo Raggio, nell'aspetto più conosciuto, o di creatore dei rapporti tra vita e forma e, quindi, costruttore degli scambi commerciali, degli scambi tra nazione e nazione, tra individuo e individuo, tra mente e mente (contatti telepatici), si accentuerà. Colga l'occasione, il praticante, di avvantaggiarsene. Aggiungiamo, tra l'altro, che il nostro Logos Planetario ha la Personalità di Terzo Raggio.

Il messaggio del plenilunio considerato è che, dietro ad ogni azione dell'uomo, vi è un karma inflessibile; ogni nostro pensiero, ogni nostro atto, ogni nostro desiderio intreccia, man mano, nel tempo e nello spazio, una rete che sta a noi costruire flessibile e armoniosa, e non intricata e portatrice di prigionìa. La resa dei conti non viene da parte di un Dio irato e minaccioso; essa è costituita dall'agglomerato totale degli effetti di cause da noi seminate, e che ritroviamo alla fine di ogni ciclo personale e generale.

Durante il plenilunio, il discepolo si sforzi di sentire (facilitata dall'accentuazione di possibilità telepatiche che Saturno gli porta) la Sublime Presenza Onni-espansa di Colui che rappresenta il Terzo Raggio: il Maha Chohan, e di percepirne e manifestarne il Messaggio.

La meditazione venga fatta inserendo ogni effluvio vitale dell'essere, nel chakra della gola, punto eterico da cui defluiscono, all'esterno, le energie del Terzo Raggio.

Plenilunio dello Scorpione

(dal 10 novembre al 5 dicembre)

L'attuale plenilunio possiede delle forze che è necessario, per il praticante, conoscere a fondo, se vuole ottenere uno stabile successo ed una affermazione soggettiva, nei valori e vibrazioni di "oltre il velo". Lo Scorpione è il Segno specifico della magìa e dell'occultismo. Forse, un domani, si scoprirà che esiste uno stretto contatto tra questo Segno ed Urano (il pianeta del cerimoniale magico e del centro sacrale); pianeta che non è annoverato, di solito, nella zona astrologica di cui ci interessiamo. L'ambivalenza degli influssi scorpioniani è caratteristica. L'elemento acqueo, in cui vive la Costellazione, alimenta, sia nei pleniluni specifici, sia nell'individuo nato sotto di essa, la sfera astrale ed emotiva. L'acqua, intesa nel significato alchemico, influisce sulla Costellazione. Non siate indotti in errore, credendo che tutte le Vite Universali che si avvalgono, nelle proprie manifestazioni, dell'"Acqua", siano deprecabili, perché, all'origine del loro ciclo evolutivo, appare, sempre in evidenza, l'astralismo e l'annebbiamento. Questi, sono gli effetti di dissoluzione, che precedono gli effetti di catarsi. a Anche il loto, simbolo della perfezione, affonda le radici nel fango della palude, eleva lo stelo nel liquido elemento; eppure, apre il boccio ai raggi solari. Così, va considerato l'intimo mistero del plenilunio scorpioniano. Per una necessità evolutiva, la Costellazione inserisce le proprie forze in ciò che è afoso, all'inizio; in ciò che tende verso il "fondo". Chi è nato nello Scorpione è particolarmente attratto verso la magia. Spesso, per le caratteristiche che abbiamo menzionato, imbocca il sentiero della mano sinistra, o, delle pratiche nere. Vuole investigare, sa essere diplomatico, diffida; e, con giusta ragione, fa in modo che gli altri diffidino di lui. Ma, si ricordi, il praticante, che il Segno dello Scorpione è, anche, collegato con la preziosa Costellazione dell'Aquila, situata verso l'Equatore Celeste, in piena via lattea. E sta, qui, la possibilità che lo Scorpione possiede di elevarsi dalla polvere in cui striscia e di acquistare gli attributi della universalità.

Abbiamo detto che il presente plenilunio va bene studiato, da parte del discepolo, perché il Segno esaminato, per il rapporto che ha con il plesso solare dell'umanità è, attualmente, (a causa della media involuzione generale), più a contatto con le forze che si trovano sotto il diaframma, che con quelle sopra di esso. Ne deriverà che un individuo di tal genere, di medio valore, esalterà, d'abitudine e di preferenza, la propria sfera materialistica ed erotica. In tal senso, lo Scorpione è, pure, chiamato il Segno del sesso incompreso e del materialismo. Qui giunti, esortiamo il discepolo a rileggere il capitolo sul sesso, nel presente Trattato.

Due, sono gli effetti del presente plenilunio: una tendenza verso il basso, alla ricerca di acute sensazioni, di materialismi raffinati, di possibilità magiche, che diano una ipotetica ed illusoria penetrazione nel campo dell'erotismo; ed una tendenza verso l'alto, a tramutare i livelli inferiori di tali vibrazioni, nella catarsi del binomio: uomo - Costellazione Aquila.

Non sarà certo tramite l'accontentarsi delle semplici indicazioni che diamo nel nostro Corso di lezioni che lo studioso riuscirà a localizzare e a riconoscere, soggettivamente, e nella sfera delle sue possibilità Eterico-Cosmiche, gli influssi delle Costellazioni e dei Raggi. Gli è necessario mettere in pratica l'investigazione diretta di quanto diciamo, anche se gli sembra cosa impossibile e incredibile. Il Maestro Tibetano, tra le altre qualità che rivela dovrebbe possedere un discepolo, aggiunge quella di credere nell'impossibile, con tanta forza, quanto l'uomo mediocre è schiavo delle cose "possibili". Il Maestro Kooth Humi dà le caratteristiche interiori del discepolo, racchiudendo e sintetizzando, in quattro parole, le sue qualità: "Osare, volere, sapere, tacere". Il Maestro Morya affermò che, sino a quando non si sono applicate, nell'esercizio quotidiano e nella sperimentazione pratica, le leggi teoriche dell'esoterismo, non si può raggiungere alcun successo. Non solo; ma, tali conoscenze teoriche rappresentano un veleno acuto nella vita interiore dello studioso. Tanto vale, allora, lasciare gli studi iniziatici.

Non v'è età che valga per chi voglia intraprendere il cammino sul Sentiero. L'Anima non ha età, e, permeata d'Assoluto, sigilla ogni proprio atto d'un valore definitivo. Non v'è cultura precedente, esperienze precedenti che servano a cristallizzare l'uomo in un assenteismo e in un abbandono di quanto la Gerarchia gli suggerisce, ai limiti dell'Ego, di fare. Il karma è avido di realizzazioni. Ed i più piccoli sforzi, fatti in una nuova direzione, hanno molto più effetto del più grande sforzo, compiuto nell'ambito di ciò che siamo abituati ad esprimere.

Estragga, dal plenilunio, il discepolo, ciò che di buono e di positivo esiste nel campo delle emozioni; nel campo della magia, ed in quello delle sensazioni materiali. La Magia Cosmica ha creato gli universi, ed ora gli universi si rivolgono alla propria creatura, per rivelarle i segreti dell'Essere; li scopra, nel presente plenilunio, il praticante.

Marte è il Pianeta dello Scorpione. Un Pianeta cosiddetto non Sacro, emanatore del Sesto Raggio, o, del devozionalismo al Principio. La devozione diviene fanatismo, quando è portata a cose concrete, o, ad un essere singolo. Ma, se nella cosa concreta e nel singolo essere, noi riconosciamo il Principio, giusta è la devozione.

Mediti su ciò, lo studente.

Maestro del Sesto Raggio è Gesù.



- LEZIONE VENTINOVESIMA - (Parte quarta) -

v Plenilunio del Serpentario.

v Plenilunio del Sagittario.

v Plenilunio del Capricorno

Plenilunio del Serpentario

(dal 6 dicembre al 31 dicembre)

(Anche nel caso del Serpentario, si hanno poche statistiche sugli effetti del suo plenilunio. Diamo, quindi, solo una traccia della sua natura "solare").

L'undecimo segno dello Zodiaco è quello del Serpentario, l'uccisore dei serpenti. Come la Balena, questo è un segno "nuovo", introdotto da Astrologia 14 (naturalmente, non nuovo, ma solo trascurato dagli astrologi tradizionali).

Consultando la Enciclopedia Astronomica Larousse si trova il seguente paragrafo:

"..vi sono dodici costellazioni intorno all'ellittica, che hanno dato i loro nomi ai segni dello Zodiaco; ma, a causa della precessione degli Equinozi, le costellazioni ed i segni omonimi non coincidono più. Parte della costellazione Ophiucus si è introdotta fra lo Scorpione ed il Sagittario..."

..Ed anche la coda della Balena "sporge" fra due segni zodiacali tradizionali, portandone il numero a quattordici.

Il Serpentario, dunque, è il segno solare delle persone nate in dicembre, dal sesto giorno, sino alla fine del mese. Nel vecchio sistema, i nati in questo mese appartenevano al Sagittario (6-21 dicembre), o al Capricorno (22-31 dicembre).

Dal momento che questo segno è nuovo per l'astrologia, vediamo cosa dice di esso l'Enciclopedia Britannica:

"..il Serpentario, in astronomia una costellazione dell'emisfero settentrionale, chiamata anticamente Esculapio; di essa parla Eudosso (IV secolo a.C.) ed Arato (III secolo a.C.). Secondo le favole greche, rappresenta Carnabone, re dei Geti, che uccide uno dei draghi di Triptolemo; oppure, Ercole, che uccide il serpente presso il fiume Sangarius (o, Sagari); o, ancora, il medico Asclepio (Esculapio), famoso per la sua abilità nel curare il morso dei serpenti. Come l'adiacente Sagittario, comprende una regione del cielo ricca di gruppi globulari e di nebulose diffuse."

Perciò, anche se il simbolo prescelto per il Serpentario è la stilizzazione di un uomo e di un serpente, rappresenta in realtà un uomo (o, un eroe) che uccide un serpente (o, un drago); di conseguenza, è un segno umano, ed anche un segno molto positivo, dal momento che rappresenta l'uomo vittorioso sulle forze del male.

Parlando ad un gruppo di dottori, a Londra, nel '35, Jung disse: "..il Leone è il segno zodiacale del sole estivo, mentre il Serpentario rappresenta l'inverno.."

Solo due presidenti (Wilson [28 dicembre] ed Andrew Johnson [29 dicembre]) sono nati sotto questo segno, che non sembra favorire il potere politico.

I nati in questa costellazione sembrano avere un particolare successo nel mondo dello spettacolo e, particolarmente, in quello musicale.

Un'altra caratteristica di questi è la versatilità. È più facile chiamare, ad esempio, Sammy Davis Jr. (8 dicembre): "signor tuttofare", che elencare ogni cosa che è capace di esprimere. Anche Frank Sinatra (12 dicembre) è un personaggio versatile; mentre, Noel Coward (16 dicembre), anche se sarà ricordato per le sue commedie, è anche un paroliere, un attore, un regista teatrale e cinematografico. Steve Allen (26 dicembre) è un altro individuo poliedrico: comico, pianista, compositore, scrittore, attore.

Naturalmente, si possono raggiungere solo conclusioni parziali, riguardo ai nati sotto il Serpentario, come per la Balena. Sono necessarie molte ricerche per stabilire la natura di questa costellazione e le sue influenze sui destini dei nati quando il sole era in quella parte dello zodiaco.

I figli del Serpentario nascono per essere al centro dell'attenzione. Sono ottimi interpreti e tendono alla versatilità, più che alla specializzazione.

Naturalmente, non tutti i nati in questo segno potranno entrare nel mondo dello spettacolo; ma, questa caratteristica dice qualcosa sugli altri: quelli destinati ad essere impiegati, o casalinghe. Difatti, i nati sotto il Serpentario sono molto sensibili; e, ciò, spiega il loro successo nelle arti recitative; e, pure, il fatto che la loro esistenza divenga un inferno, se non è loro possibile esprimere i propri talento e sensibilità naturali. In tal caso vi saranno rapporti negativi coi genitori ed amici.

Perciò, a quei figli del Serpentario che trovano frustrante la loro esistenza, consigliamo di scegliersi un hobby fra le attività artistiche.

I nati nel Serpentario stabiliranno ottimi rapporti con l'Ariete, il Cancro, la Bilancia, il Capricorno e con le persone nate nei dieci giorni precedenti, o seguenti la loro data di nascita. Meno buoni i rapporti con i Pesci, il Toro, il Leone, la Vergine e l'Acquario.

Plenilunio del Sagittario

(dall'1 gennaio al 26 gennaio)

Il plenilunio del Sagittario porta una particolare eccitazione nel campo di ogni attività che precorre i tempi, di ogni pensiero nuovo, di ogni formula di vita che non solo trascenda l'usuale e l'abitudinario, ma, sintetizzi in sè la capacità del "massimo rendimento, con la più rarefatta formula d'atto". La quinta Razza Madre, l'attuale, è nata e si sviluppa sotto gli influssi dello Scorpione, le cui caratteristiche abbiamo appena delineato. La sesta Razza, la prossima, progredirà e nascerà sotto la signorìa del Segno del Sagittario e si avvarrà delle caratteristiche di tale Segno e dei suoi poteri. Altro fatto interessante da considerare è che l'attuale sottorazza (ogni razza è divisa in sette parti) è la quinta. Due, perciò, sono le ragioni per cui tale plenilunio è importante: la prima è che il Sagittario prepara la presente Razza, alla prossima; la seconda, che prepara, pure, l'attuale Quinta sottorazza, alla sesta sottorazza, che forgerà l'intero gruppo umano per il grande passo. È un plenilunio di rinnovamento, è un plenilunio di intuizioni universali, è un plenilunio che saggia e sceglie coloro i quali saranno i fondatori del prossimo ceppo di vita.

A tal punto vogliamo fare una breve digressione, che sarà molto utile allo studioso. Spiegheremo la natura e i significati esoterici di ciò che è conosciuto come: "il Giudizio Universale".

Vi è una credenza generale, nell'ambito della religione cattolica, a pensare che un piccolo dio abbia creato un piccolo uomo, si sia divertito a proiettarlo in un mondo fatto di pura e semplice ingiustizia sociale, ve lo abbia imprigionato dai settanta ai cento anni e, non tenendo conto delle enormi difficoltà dell'esistenza che, spesso, spingono a peccare, più che per deliberata scelta, per forza di cose, lo abbia posto, al termine della sua vita, in una condizione spirituale aleatoria, sino a quando, con "il Giudizio Universale", non si farà una scelta tra buoni e cattivi e si scaraventeranno, gli ultimi, in un inferno eterno; i primi, in un altrettanto eterno paradiso. Grazie al cielo, l'epoca dell'Acquario spazzerà ben presto simili idiozie e ammonirà, con dati di fatto improrogabili, coloro che si divertono a biascicarle.

Il Giudizio Universale è tutt'altra cosa. Parliamone.

Abbiamo veduto quale importanza abbia il numero sette, nell'ambito dell'evoluzione eterna. E, cosa più importante, abbiamo veduto che una evoluzione intelligente, saggia, misericordiosa esiste! Giungono dei momenti, in seno alla medesima, in cui la Gerarchia applica una legge specifica che è, assieme, la resa dei conti (sana e pulita) e l'attribuzione dei premi. Nessuno sfugge a tale processo. È la Legge che agisce. Il numero cinque rappresenta la chiave per comprendere il processo. Difatti, al quinto periodo di ogni ciclo interno, che sappiamo essere composto di sette periodi, il fenomeno avviene. Cominciamo dalle sue origini. Sette Sottorazze nascono e fioriscono, sino a comporre la struttura integrale di una Razza Madre; sette Razze Madri limano e cesellano l'umanità, per tutta la loro durata, sino a comporre il Periodo di un Globo; Sette Periodi di Globo si susseguono, lenti e maestosi, e costruiscono una Ronda; Sette Ronde rappresentano una Catena; e Sette Catene, il frammento di una evoluzione ancora più ampia. Al quinto periodo di ogni ciclo, osserviamo sempre l'applicazione di un particolare giudizio.

Per comporre una successiva Razza Madre, i Signori del Karma, nel quinto periodo della Razza in auge, scelgono i più meritevoli e "scartano" i disadatti; per comporre un nuovo Periodo di Globo, Essi fanno lo stesso lavoro nell'ambito della Quinta Razza del Periodo di Globo in auge. I migliori saranno i primi del prossimo periodo di globo. Per comporre una Ronda, i Signori del karma scelgono, ancora, i migliori del quinto Periodo di Globo, della Ronda in auge, che, sempre, saranno all'avanguardia della prossima Ronda. Lo stesso accade per la quinta Ronda di ogni Catena; ove si scelgono i frutti della futura Catena.

Per tornare al nostro plenilunio, rammentiamoci che, la presente, è la Quinta Razza, nel suo periodo di quinta Sottorazza. Vi si scelgono gli elementi, sia della prossima Razza, sia del prossimo Periodo di Globo. E, poiché la prossima Razza sarà quella del Sagittario, ecco la ragione per cui è necessario che il discepolo ne rintracci le energie durante il plenilunio che trattiamo; impari ad abituarsi ad esse, a trattarle, a unificarvisi. Così, si porrà sotto la benevola irradiazione dei Signori del Karma e sarà scelto tra i primi del prossimo Periodo di Globo. Il Sagittario, simbolizzato in un arciere, metà uomo e metà animale, che scocca la freccia, è simbolo significativo dell'energia intuitiva. L'uomo non è ancora libero; difatti, ciò viene dimostrato dal suo corpo animale. Ma, la freccia dell'intuizione, già, scocca. La ghiandola pineale funziona e stimola il suo cervello a compiere sforzi creativi su un livello più alto. La Luce Spirituale affluisce nella sua coscienza, dalla misteriosa "Porta del Nord", che gli permette di scorgere la Casa del Padre, lasciata da eoni, quando si trovava in un stato di coscienza non individualizzata. Annotiamo che la prossima Razza sarà quella dell'intuizione, o, del corpo buddico sviluppato. Il Pianeta Giove, Signore del Secondo Raggio (dell'Amore-Saggezza), che i trattati esoterici considerano l'"Ananda" del nostro Logos Solare - il Quale, tra tutti i Discepoli Planetari, (i Sette Pianeti Sacri), ha un particolare legame con Lui, come Gesù Cristo lo aveva con Giovanni - fortifica il Sagittario e ne è il Pianeta dominante. E facilita, a colui che lo possiede in posizione favorevole nel proprio oroscopo di nascita, o, a colui che sa sintonizzarsi con i poteri che, specialmente nel plenilunio, porge all'atmosfera terrestre, la conquista della pace, della tranquillità, della caratteristica felicità superiore. A torto, è stato detto che Giove è il Pianeta del benessere fisico, della fama, della risonanza. Cogliamo l'occasione di riportare il concetto che il Maestro Tibetano ebbe occasione di scrivere, spiegando la natura di colui che ha raggiunto la pace spirituale:.. " Come un uomo, il quale non manchi di nulla, riguardo a beni materiali, prova una soddisfazione ed una sicurezza sul piano fisico, la stessa soddisfazione e sicurezza, ben più elevati di tono, prova colui che ha raggiunto il contatto con il Reale". Tale sicurezza può darla, e la dà, l'influsso del Pianeta Giove. Occorre che lo studente (sapendo che il Sagittario è un Segno precursore, particolarmente radiante, poiché si trova alle soglie di una prossima affermazione di Razza, e, quindi, eleva al piano della pura intuizione tutti noi) si sforzi, durante il plenilunio, di unirsi alla coscienza buddica. Il Sagittario è, usualmente, teso alla sfera mentale. Possiede il segreto della sintesi, poiché la sfera intuitiva gli sta dinanzi. Lì, ove un altro raggruma parole e parole, concetti e concetti, per descrivere una realtà, il Sagittariano ha bisogno di una, o, di poche definizioni. Durante il plenilunio, lo studente si sforzerà di arrivare alla descritta capacità intuitiva; dovrà superare la sfera dell'intelletto razionale, con ogni sforzo, e penetrare nel campo della lampeggiante affermazione intuitiva.

Chakra del Sagittario è del cuore, unificato al Pianeta Giove, di Secondo Raggio. La meditazione venga portata in tale punto del suo organismo eterico e, lì, mantenuta, fermamente, per l'intero plenilunio.

Il Signore di Secondo Raggio è Cristo; Gotamo Buddha è la Divinità-uomo di Secondo Raggio. Chohan di Secondo Raggio è Koot Humi. Maestro di Secondo Raggio è Djwal Kul.

Plenilunio del Capricorno

(dal 27 gennaio al 21 febbraio)

Il plenilunio del Capricorno è importante perché non soltanto simboleggia due fatti fondamentali dell'evoluzione; esso, ora, accentua le forze dell'anno a realizzarli, nella manifestazione pratica. L'attuale quarta Ronda, e lo abbiamo veduto, inizia il suo giro sotto gli influssi del Cancro e dovrà raggiungere la mèta sotto il Segno del Capricorno. Saturno è il Pianeta, per antonomasia, che, nell'ambito del sistema solare, controlla le energie del Segno astrologico che studiamo. Già abbiamo avuto occasione di vederne una traccia del potere in attività durante il plenilunio della Bilancia. Nel Capricorno, Saturno trionfa. Il secondo fatto che dobbiamo considerare è il seguente: Saturno, Pianeta molto distante dal Sole, rappresenta il polo opposto delle qualità del nostro Logos. Come Giove è una Vita che, grazie ai Suoi rapporti con il Logos, ed essendone sotto il Riverbero diretto, dà luce, calore, speranza e soddisfazioni, così Saturno, il glaciale Pianeta, dà freddo, delusioni, sofferenza. Per capirne il meraviglioso compito evolutivo dobbiamo considerare che ogni atto vitale è strutturato, per essere perfetto, in due polarità dall'identico valore: l'Essere e il non Essere, il caldo e il freddo, il desiderio e l'affermazione (riconoscete gli Yinn e Yang del Libro dei Mutamenti, dell'antica Cina?..). Ecco perché Saturno, all'inizio, può sembrare una Vita nociva; in seguito, diventa il polo equilibratore di ogni affermazione. Ricordiamo che il Maha Chohan, o, il Signore del Terzo Raggio, è l'Incarnazione del Terzo Logos, sulla Terra, ed è il rappresentante di Saturno. Egli ha lo scopo di equilibrare le forze in antitesi del Primo Raggio (retto dal Manu Vaivasvata), o, della Volontà Originaria, con le forze del Secondo Raggio (rette e coordinate dal Cristo), o, del Desiderio Cosmico. Senza la presenza del Maha Chohan, la Divinità che regge le evoluzioni umane e non umane sulla terra, si giungerebbe ben presto ad una catastrofe.

Noi esortiamo il lettore a familiarizzarsi, per lo meno, con i principi teorici di questa psicologia della vita, se ancora non è capace di immaginare che essi risiedano, in modo perfetto e sovrannaturale, nell'atto sovrumano di Entità Gerarchiche, che guidano l'evoluzione. Rintracciando in sè i Princìpi della Ragion Pura, perverrà, attraverso il "corridoio del suo corpo eterico e dei suoi chakras" alla Visione definitiva.

Il segreto di Saturno, quindi, è di contenere il bandolo interiore del polo opposto di ogni nucleo vitale. Se un individuo possedesse solo entusiasmo, speranza, eccitazioni euforiche rappresenterebbe una mutilazione nella società; Saturno molcisce e inquadra le energie prorompenti, le utilizza, le raffredda, le rassoda.

Ecco, la ragione per cui, in Capricorno, il nato, sovente, vede accanirsi contro di lui ogni sorta di avversità del destino; vive isolato, per il carattere taciturno e per indole; è, anche, implacabile nella direzione della giustizia e della Verità. Verità, il cui trionfo e la cui conquista sono la mèta di ogni capricorniano. Figura simbolica del Capricorno è Gesù, che nacque sotto tale Segno. L'antitesi a tale esempio di perfezione la vediamo nei tipi che assomigliano al satiro mitologico: celibi, perché troppo freddi, o, egoisti per cercare l'intimità della vita domestica; o, anche, mariti che non si curano delle necessità della vita coniugale. Mangiano voracemente, prediligono vivande piccanti e, tra gli ubriaconi, si dice siano i peggiori dello Zodiaco. Desiderano il possesso; non amano. Convenzionalisti all'estremo. Dovrebbero raggiungere la qualità (emergenti durante il plenilunio, dai riflessi lunari) che sono le virtù dei capricorniani evoluti: coscienza, lealtà, pazienza, invincibilità, profondità e nobiltà.

Un mese, quindi, freddo, ma che, per uno strano paradosso, permette di acquistare, più di ogni altro, qualità solari.

Signore di questo plenilunio è il Maha Chohan.

La meditazione venga portata al centro della gola


- LEZIONE VENTINOVESIMA - (Parte quinta)

v Plenilunio dell'Aquario.

v  Caratteristiche che saranno proprie all'Epoca dell'Aquario
(o Mese Cosmico in cui siamo appena entrati).

v Plenilunio dei Pesci

Plenilunio dell'Acquario

(dal 22 febbraio al 20 marzo)

Il presente plenilunio, da certi punti di vista, può essere considerato il più importante fra i quattordici. Non già perché l'Acquario sia migliore degli altri Segni. Ma perché l'Epoca di duemila anni che ci sta davanti, già incominciata, sarà la sua. Per poter parlare di Essa, sufficientemente, dovremo farne un confronto con quella dei Pesci, appena trascorsa; e tra il Pianeta, o, Raggio, dei Pesci, che è Nettuno ed il Pianeta dell'Acquario, che è Urano. Il Sesto Raggio, in rapporto al Settimo. Per quanto riguarda i Pesci, le caratteristiche che daremo al prossimo plenilunio delinearono i duemila anni passati. Esortiamo lo studente a leggere la descrizione dei due pleniluni, in rapporto tra di loro. Oltre che una lotta, che avviene all'inizio di ogni ciclo, per spezzare e frantumare le superate abitudini del passato, l'Epoca dell'Acquario affermerà delle note qualificanti che le sono proprie. Urano, il Pianeta del Settimo Raggio, o, del ritmo cerimoniale della natura, è sempre stato latente, ovunque. L'organizzazione degli uomini, in gruppi sociali, ne è un esempio. Le caratteristiche del Raggio cerimoniale le rintracciamo, sia nei segni della natura, che in quello umano. I minerali si raggruppano, secondo delle determinate comunità (apparentemente) inerti; gli animali, in branchi, o, greggi, alveari, o, nidi, e tutti seguono la volontà degli Ordini Angelici, che dipendono dal Signore del Settimo Raggio. I vegetali fanno lo stesso. Per quanto riguarda l'umanità, in passato, l'ordine del Settimo Raggio, ed i Suoi poteri in atto, salvo sporadiche eccezioni esterne, si sono limitati a organizzare la vita delle cellule dei corpi fisici, la biologia, e null'altro. Consideriamo, infatti, la struttura sociale, negli ultimi duemila anni. Praticamente essa non esistette, in tutto il mondo, fino al 1700-1800. I sindacati, le frazioni politiche, le comunità nazionali sono nate tutte negli ultimi due secoli. Fatto che dimostra gli indiscutibili Poteri ed influssi di Urano, in fase di attuale accostamento all'umanità. Oggi, questo Raggio guida quasi ogni cosa. Gli orari delle fabbriche, degli uffici, il ritmo disciplinare delle forze armate, ecc.. Un'altra particolarità del Pianeta, unito agli influssi del Segno Zodiacale che trattiamo, è la stretta inerenza dei frutti evolutivi all'automatismo della natura. L'universalizzazione e l'ampiezza di ala che l'Acquario impone ad ogni Spirito sta divinizzando l'uomo e lo distacca dalla schiavitù alla natura ed al lavoro cieco. L'Acquario corrode le catene alla maledizione che legò l'uomo, per tutti i secoli passati, di lavorare e di sopravvivere alla materia con il sudore della propria fronte. I Poteri magici del Settimo Raggio stanno affiorando; l'uomo comanda alla natura, la inserisce e la inquadra nei macchinari che disgregano gli atomi, suoi cuori segreti. Tende le braccia alla conquista dei cieli. La parola "gruppo" acquista un nuovo significato. La parola Nuova Era falcia spietatamente ogni schiavitù a qualche capo singolo e monopolistico, e all'ignoto buio che sempre circondò la mente dell'uomo. Anche l'Acquario è un Segno precursore; ma, a più largo raggio. Difatti, la quinta Ronda, la prossima, inizierà sotto il Segno del Leone e terminerà sotto il Segno dell'Acquario. Durante questo plenilunio, le nuove leggi incidono fortemente sull'umanità, sussurrate ed affermate dallo Zodiaco. Il termine cooperazione, mistica parola d'ordine che ci darà ammissione all'Era Nuova e mistico concetto che rivela la necessità di capire il cerimoniale del Settimo Raggio, risuonerà nella mente di colui che la sentirà vibrare attraverso i raggi lunari. Dal Trattato dei Sette Raggi (di Alice A. Bailey), traiamo le caratteristiche che saranno proprie alla prossima Era, o, prossimo Mese Cosmico.

a) Il Sesto Raggio alimentò la visione.

Il Settimo materializzerà ciò che si è visto.

b) Il Sesto Raggio produsse il mistico, fiore del suo genere di aspirazione.

Il Settimo evolverà il mago, operante nel reame della magia bianca.

c) Il Sesto Raggio, secondo il disegno evolutivo, condusse alle separazioni, al nazionalismo, allo spirito di setta, per via della natura selettiva della mente ed alla tendenza sua propria a dividere e disgiungere.

Il Settimo porterà alla fusione e alla sintesi, poiché la sua energia fonde assieme spirito e materia.

d) Il Sesto Raggio indusse la formazione di congregazioni di discepoli, agenti in gruppo, ma in modo alquanto sciolto e soggette a dissensi interni, basati su reazioni personali.

Il Settimo preparerà e presenterà gruppi di iniziati, operanti all'unisono, sia con il Piano che fra di loro.

e) Il Sesto Raggio introdusse un dualismo nell'umanità, che si considerava come un'unità fisica. Gli psicologi accademici materialisti sono esponenti di quest'attitudine.

Il Settimo inaugurerà il senso di un'unità superiore; dapprima, quella della personalità integrata, per le masse; poi, quella della fusione di anima e corpo per gli aspiranti.

f) Il Sesto Raggio differenziò quell'aspetto dell'energia elettrica universale che i moderni conoscono come elettricità, prodotta ai fini materiali umani.

Il Settimo familiarizzerà l'uomo con quel tipo di fenomeni elettronici che determinano la coordinazione di ogni forma.

g) Il Sesto Raggio fece emergere nella mente dell'uomo queste conoscenze:

1)  La luce e l'elettricità fisiche.

2)     Tra gli esoteristi e gli spiritualisti, la luce astrale.

3)  Un desiderio di illuminazione, sia fisica che mentale.

4)     L'astro-fisica e le ultime scoperte astronomiche.

Il Settimo muterà le teorie dei pensatori d'avanguardia nei fatti dei futuri sistemi educativi. L'educazione, e la crescente illuminazione in tutti i campi finiranno per essere considerate come ideali sinonimi.

h) Il Sesto Raggio insegnò il significato del sacrificio; l'emblema principale ne fu la crocifissione, per gli iniziati. Lo stesso insegnamento, per l'umanità progredita, si tradusse nella filantropia. L'ideale alquanto vago d'essere semplicemente "gentile" è lo stesso movente, applicato alle moltitudini dei non-pensanti.

Il Settimo recherà alla coscienza dei futuri iniziati il concetto di servizio e di sacrificio di gruppo. Ciò inaugurerà l'epoca del "servizio divino". L'ideale di donarsi, come individuo, in sacrificio e in servizio, nell'ambito del gruppo e per l'ideale di gruppo, sarà la meta dei pensatori d'avanguardia nella Nuova Era, e, per il resto dell'umanità sarà fratellanza. Queste parole rivestono un senso ed un intendimento più vasti di quanto oggi si possa sapere e conoscere.

i) Il Sesto Raggio promosse lo spirito d'individualismo. I gruppi esistono, ma sono composti di individui raccolti attorno ad un altro.

Il Settimo alimenterà lo spirito di gruppo, ed i fenomeni principali saranno il ritmo, lo scopo, l'azione rituale del gruppo.

l) Il Sesto Raggio portò agli uomini la capacità di riconoscere il Cristo storico, di evolgere la struttura della fede cristiana, colorata dalla visione di un grande Figlio dell'Amore; ma, troppo militante e separativa, per via di un idealismo ristretto.

Il Settimo trasmetterà la facoltà di riconoscere il Cristo cosmico e di produrre quella futura religione scientifica della Luce, che consentirà di adempiere i precetti del Cristo storico e ne farà splendere la luce.

m) Il Sesto Raggio produsse le grandi religioni idealistiche, con le loro visioni e le loro ristrettezze - pur necessarie - per proteggere le anime appena nate.

Il Settimo libererà queste ultime dalla fase infantile e darà inizio a quella comprensione scientifica del proposito divino che seconderà la prossima sintesi religiosa.

n) Effetto del Sesto Raggio fu di alimentare gli istinti separativi - religioni dogmatiche, accuratezza scientifica basata sui fatti, scuole di pensiero irte di barriere dottrinali e di esclusività, culto della patria.

Il Settimo spianerà la via a riconoscere le visioni più ampie che si paleseranno nella nuova religione mondiale, basata sull'unità, senza uniformità; preparerà quella tecnica scientifica che mostrerà la luce universale velata e racchiusa in tutte le forme, e quell'internazionalismo che si esprimerà come fratellanza pratica, pace e buona volontà fra i popoli.

Esortiamo lo studioso a leggere attentamente quanto è stato appena scritto; si rammenti, che la Nuova Epoca avrà le caratteristiche su notate. Il plenilunio le accentua in maniera efficace. Adoperi, egli, la sua facoltà discriminatrice, nel vedere tra gli uomini, durante il breve periodo lunare che trattiamo, l'effervescenza di una Nuova Luce, di una nuova luminosità negli animi, nelle cose, nei luoghi di lavoro, nelle strade.

Chakra del Settimo Raggio è quello sacrale; non è da usarsi, immaturamente, nelle meditazioni. Maestro del Settimo Raggio (anche se, momentaneamente, poiché la Sua Natura è di Terzo Raggio) è Rakoczy, che fu il Conte di S. Germain.

Plenilunio dei Pesci

(dal 21 marzo al 15 aprile)

Questo plenilunio appartiene all'ultimo segno dello Zodiaco. Appare una sintesi di forze, e un'estrazione di nuove energie. Forse è il più difficile da analizzare. Il messaggio del plenilunio è: evoluzione soddisfatta, radianza, conoscenza di ogni tipo zodiacale precedente, dolcezza, emanazione di luce calma e tranquilla, magnetismo, attrazione, compassione, amorevolezza, talento di potere persuasivo e fiducia interiore. Alla conquista di queste qualità mirava, difatti, l'Epoca. Nettuno, il Pianeta emanatore del Sesto Raggio, è chiamato il Pianeta della devozione. Ma, noi sappiamo a quale devozione ci si riferisce. Non alle profondità vitali oscure, non alla cristallizzazione, attorno ad un individuo singolo: ma, all'Assoluto, identificato con ogni cosa e unificato al relativo. Nettuno, durante il plenilunio, può dare volontà inflessibile alla conquista dell'ideale; può anche dare un diretto e misterioso rapporto con il nostro Logos Solare, la cui Personalità è di Sesto Raggio, come la Monade lo è di Secondo. Attenti, tuttavia, a non cadere nel baratro. Nettuno è padrone dell'elemento acqua. L'oceano dell'emotività è vasto e pericoloso. Vi sono forze in agguato, durante il plenilunio, che favoriscono l'annebbiamento e il materialismo. Il mistico può arrivare ad offendere il proprio concetto di Dio (come succede, oggi, per la maggiore), uccidendolo nella staticità e nella cattiveria istintiva del fanatismo; il politico può ferire la massa, con l'ignoranza, e l'illusione del proprio individualismo; lo scienziato, smorzare gli slanci della propria divinità interiore, con una prudenza ed una troppa lentezza a non districarsi dalle vecchie teorie conosciute.

Questi, i difetti dei Pesci involuti. Pigrizia, poiché essi si abbandonano all'elemento acqueo, incapaci di emergerne: non lasciano la oscura grotta che li ripara dalla luce della superficie, per timore di avventurarsi al di fuori; avvelenano ed inquinano lo smeraldo del mare, con lo smuovere il fango sul fondale.

Colga il messaggio dell'attuale plenilunio, lo studente; si sforzi di dissolvere gli annebbiamenti dell'epoca passata e di dissipare le illusioni delle generazioni trascorse; ora, più che mai, acuite. E non dimentichi che questo plenilunio è messaggero di un termine ciclico; la devozione agli alti ideali, offerta dal Segno dei Pesci, è necessario conquistarla. Si avvalga, in tal senso, dei raggi lunari.

Chakra da educare è il plesso solare. Non lo adoperi, il discepolo, sino a quando egli non possiederà un corpo astrale incolore e cristallino.

Maestro di Sesto Raggio è Gesù.

AVVERTENZA IMPORTANTE

Poiché i pleniluni avvengono ogni 29 giorni, 12 ore e 44 minuti (anche se il mese lunare dura 27 giorni), a causa del moto di traslazione della terra, assieme alla luna, intorno al sole, e poiché ogni mese solare è di circa 30 giorni (a volte 28, a volte 30, a volte 31), la somma dei residui dei periodi dei pleniluni, che non collimano, quindi, con la totalità dei 12 mesi solari, creerà, ogni 3 anni, un tredicesimo plenilunio. Perciò, ogni 3 anni, uno tra i 12 Segni Astrologici avrà due pleniluni che lo riguarderanno. Lo studioso se ne accorgerà, facendo attenzione alle date di incidenza di ogni plenilunio, con quelle di ogni Costellazione

NECESSARIE PRECISAZIONI

v Helena Petrowna Blavatsky, e la sua opera –

v I suoi poteri di alta lettura delle <tavolette astrali> –

v Annie Besant e C.W. Leadbeater –

v Analisi critica e storicamente documentata della veggenza mal riposta dei due autori -

v Rettifica autorevole della Blavatsky e di un Adepto di Saggezza

v riguardo agli errori dei due leader -

v  Descrizione degli sbagli della Besant e di Leadbeater -

v Alice A.Bailey, ed il suo incontro con l’Adepto Tibetano -

v Sua breve biografia -

v  Krishnamurti, e la sua opera -

v La Besant allontana A.A.Bailey dalla Società Teosofica -

v Logica dimostrazione di questa sua mancanza di valutazione -

Quantitativi enormi di cosiddette opere esoteriche esistono ovunque. Sono frutto del processo di sviluppo mentale, che si arricchì lungo gli ultimi pochi secoli, alimentato dagli alchimisti, dai maghi del medio evo e dalla moderna superstizione. Chiunque entri in una libreria pubblica troverà centinaia di tali volumi. Qui e là, vi è del buono. Ma, in tale filone specifico letterario, salvo a non essere degli intuitivi spasmodici, sì da comprendere quanto, ad esempio, veli il simbolismo della Kabala, quello delle religioni orientali, ecc., si perde soltanto del tempo; lo studioso crea forme pensiero ed annebbiamenti astrali, che appesantiscono la nostra povera terra di ulteriori difficoltà generali.

La Gerarchia Bianca inviò, come abbiamo già scritto nell’introduzione al corso di lezioni, Helena Petrowna Blavatsky, alla fine del secolo passato, per costruire una pietra miliare che mettesse luce nel caos della conoscenza sulle origini magiche dell’universo, e indirizzasse l’attuale società verso una limpida visione del reale. Vedremo, più in là, che ella era semplicemente l’iniziatrice di un’opera che sarebbe stata completata da qualcun’altro. La "Dottrina Segreta" , nei suoi volumi originali, è la monumentale opera che costituisce le basi di una penetrazione fondamentale sulle leggi esoteriche.

Quando H.P.B. dette inizio alla sua fatica di rivelatrice, l’umanità non era preparata a ciò. Sarebbe veramente interessante per lo studente cercare i brani che narrano la storia e gli episodi più importanti di questa grande anima. Una propria e vera autobiografia non esiste, a nostra conoscenza. H.P.B. fu una grande Iniziata che aveva, secondo noi, un unico, fondamentale pregio: l’obiettività ed il razionalismo spirituali. La sua, fu veramente un’arte: l’arte di raggruppare, in una panoramica oggettiva, tutta la cultura, la scienza e le religioni passate e presenti, e di estrarne, davanti agli occhi del lettore, i significati più evidenti, facendolo pervenire al riconoscimento immediato delle verità celate che presiedono ai destini dell’uomo. Essa era a contatto diretto coi Maestri della Gerarchia. Inoltre, possedeva, sviluppata al massimo, la vera chiaroveggenza iniziatica; per cui, riusciva a decifrare, quasi perfettamente, nei livelli del piano mentale, i rapidi ed infuocati geroglifici che il Maestro le proiettava, mentre lei esauriva la propria salute e le proprie energie personali nello scrivere la Dottrina Segreta. La stessa facoltà le permise di decifrare i simboli vergati su di un antichissimo testo, da cui estrasse buona parte della didattica che forma la ragion d’essere della Dottrina Segreta. In tale lavoro sovrannaturale (povera anima, malgrado tutto, indifesa), si avvalse di numerosi collaboratori; i quali, per lo più, non solo non la compresero, ma, addirittura, le ferirono l’animo con dubbi, velate ipocrisie, prese di posizione ostacolanti. E, ciò, fu dovuto alla differente natura della sua evoluzione da quella di tutti costoro.

Dunque, una prima base storica per le informazioni che lo studente trova nel presente trattato è dovuta alla nostra analisi, alla riscoperta degli scritti della Blavatsky.

Due figure emergono nella letteratura esoterica, dopo Blavatsky. Sono Annie Besant e C.W. Leadbeater. Ci soffermeremo a parlare di loro perché, a rigor di termini e dell’evidenza dei fatti, vengono più studiati dell’autrice della Dottrina Segreta. Questo è dovuto a due ragioni: il livello inferiore della loro spiritualità si adatta meglio a combaciare con quello del particolare tipo di umanità a cui si rivolgeva la Blavatsky; l’accentuata tendenza di essi, inoltre, per un determinato misticismo patriarcale, per delle investigazioni, a volta errate (e lo dimostreremo), nel campo della chiaroveggenza nei tre mondi, piacque ed ingolosì la massa, facendo perdere di vista la garante completezza delle rivelazioni blavatskyane. Non avremmo parlato di essi se non fossimo fermamente convinti che i loro errori hanno inciso in profondità nello strato spirituale dell’umanità; la medesima umanità a cui si rivolge, ora, il messaggio del Cristo, Portatore dell’epoca dell’Aquario e Rivelatore della vera magia universale, incarnata nel settimo Raggio, in attuale ascesi.

Annie Besant. Considerando tale figura dal punto di vista storico, personalmente l’ammiriamo per il bene sociale e filantropico che fece al mondo. Tale opera è notoria: l’India deve la propria indipendenza anche alle sue lotte qualitative e quantitative. L’Inghilterra l’ebbe a promotrice di vasti movimenti, che risolvettero delle crudeli piaghe sociali e crearono utilissimi inquadramenti sindacali. L’addebito che le portiamo inizia nel campo delle sue ricerche chiaroveggenti. E non lo inquadra totalmente, ché molte di esse sono giustificate ed utili.

Abbiamo tentato di ripristinare e ordinare l’argomento che un Maestro chiama: "L’arte dei chakras". Abbiamo cercato di dimostrare allo studente quanto la Magia Universale abbia prodotto il mondo delle cose statiche ed animate attornianti. In ciò, seguendo da vicino la nostra sorella spirituale H.P.B, la quale fece risalire l’origine del mondo, e non solo codesta, ma anche la continuità degli infiniti frammenti vitali che lo compongono, ad un Ceppo unico: i sette Dei planetari. L’armonia tra le sette Sfere di vita ed il diretto rapporto sincrono che hanno con l’uomo, trovando sbocco ed aggancio nei suoi sette chakras principali, è il segreto meccanismo che, scoperto, rende l’uomo simile a Dio. E lo rende, a sua volta, creatore, quand’egli ripeta, nelle linee della propria aura, ciò che attualmente fanno gli Dei planetari. E’ un lieve accenno che dimostra quanto sia essenziale ed importante, su questo punto, non lasciarsi andare a confusioni di sorta. Le antiche religioni orientali hanno sempre parlato dei sette Arcangeli davanti al Torno di Dio, o dei sette Poteri creatori del sistema solare. Non basta, però, localizzarne gli immani poteri, vividi e realistici come il morso affamato di un bambino su di una pesca, ma importa allinearli, individualmente e con arte, nella sfera dell’aura umana, vedendone il riflesso accurato nei propri chakras, sì da pervenire, con il tempo, all’apoteosi della creazione assoluta.

Ecco, dunque, il momento di parlare dell’opera di Leadbeater, congiuntamente a quanto egli fece con la Besant, nello specifico campo delle ricerche chiaroveggenti. Non dimentichiamoci – nel frattempo – che le due personalità in oggetto sono state seguite, e lo sono tuttora, forse da decine e decine di migliaia di studiosi. L’Europa e l’America si rifanno ad esse, quali luminosi chiaroveggenti da studiare, in ogni ricerca ed esperienza occulta. Purtroppo, tanti sforzi sono destinati a fallire, se non si prende in considerazione uno dei fondamentali errori che incrinano la costruzione esoterica che essi costruirono.

In una fondamentale opera di Leadbeater, scritta in collaborazione con Annie Besant, e intitolata:"Man, Fragments of a Forgotten History", costui fonda la struttura occulta del sistema solare, segue lo sviluppo delle precedenti catene e ronde della terra, delinea i costumi delle razze passate, affermando che tutto la rivelazione è dovuta alla propria chiaroveggenza ed a quella della Besant. E, esattamente nel citato trattato, parlando delle catene planetarie del nostro sistema solare, dà informazioni categoriche, le quali contrastano con gli insegnamenti della Blavatsky e, per l’importanza stessa della loro natura, in seguito proibiranno allo studente di divenire padrone dei poteri delle Correnti Universali. In primo luogo, l’autore afferma che ogni catena è composta di materiale, a partire dal piano Atma (cioè, dal terzo piano eterico-cosmico, a partire dall’alto), sino a finire al piano fisico. In definitiva, egli salta due importanti piani di Vita Cosmica. Ma, non è qui il punto che interessa. Egli dispone i globi della catena terrestre in maniera tale che la sua chiaroveggenza glieli fa vedere così: due globi di materia atmica, due di materia buddica, due di materia mentale superiore, uno di materia mentale inferiore costituiscono la prima catena. Per seguire – come egli continua ad affermare – la fase di immersione nella materia, che precede quella in ascensione nello spirito, la seconda catena, invece, possederà due globi di materia buddica, due mentali superiori, due mentali inferiori ed uno astrale. La terza catena avrà, invece, due globi di materia mentale superiore, due di mentale inferiore, due astrali ed uno fisico; come globo fisico, aveva la Luna. La quarta catena, secondo l’autore, sarebbe formata da due globi di materia mentale inferiore, due globi di materia astrale e tre di materia fisica. Di conseguenza, secondo lui, la terra non sarebbe un pianeta a sé stante, ma uno dei tre elementi fisici di un’unica catena, i cui due altri indica come Marte (pianeta non sacro) e Mercurio (pianeta sacro). Egli afferma che la quinta catena – la prossima – inizierà la sua fase ascensionale con soltanto un globo fisico, due astrali, due mentali inferiori e due mentali superiori. La sesta avrà, invece, un globo astrale, due mentali inferiori, due mentali superiori, due buddici. La settima catena sarà eguale alla prima catena, con un globo mentale inferiore, due mentali superiori, due buddici, due atmici.

Noi non sappiamo – e non vogliamo ragionarci sopra – il perché Leadbeater abbia compiuto questi errori così accentuati, anche dal punto di vista razionale. Sta di fatto, però, che il neofita, quando necessariamente vorrà porsi in condizioni tali da sentire fluire nel suo corpo eterico, attraverso i corrispondenti chakras, le energie dei sette Pianeti sacri, si troverà ben presto di fronte ad una confusione di forze tale che ne deluderà, ben presto, la necessità di constatare personalmente il potere dei raggi.

Dal canto suo, H.P.Blavatsky lesse:" Man, Fragments of a Forgotten History" e noi riportiamo alcuni brani che criticano il libro ed anche il potere veggente di questi suoi due collaboratori; ma, in particolar modo, indichiamo quanto un Adepto di Saggezza ebbe a dire sulla questione dele catene planetarie, per correggere l’errore di Leadbeater e della Besant.

Nella traduzione francese del volume della Dottrina segreta, che tratta della Cosmogenesi (prima parte: Evoluzione Cosmica – Le stanze di Dzyan - Librerie de l’Arte Indipendente – 10, Rue Saint –Lazare, 1899 – pag. 147) H.P. Blavatsky scrive:"…. L’altro libro – Man, Fragments of a Forgotten History – che apparve più tardi, aveva, come scopo, di presentare la dottrina arcaica sotto un punto di vista ideale, di tradurre qualche tavoletta impressa nella Luce Astrale, di riprodurre qualche insegnamento tratto, in parte, dai pensieri di un Maestro e sfortunatamente incompreso. Questa opera parla anche dell’evoluzione delle prime razze umane sulla terra, e contiene dei capitoli eccellenti, di carattere altamente filosofico. Ma essa non è altro, malgrado tutto, che un piccolo romanzo mistico interessante. Non ha raggiunto il suo scopo, perché le condizioni necessarie alla traduzione di queste tavolette astrali non esistevano in chi lo faceva. Il lettore, di conseguenza, non dovrà stupirsi se i volumi attuali contraddicono in parecchi punti queste prime descrizioni…."

Ma, l’affermazione veramente importante (perché, appunto, contiene la correzione definitiva della stessa Gerarchia Bianca, nei riguardi dell’errore sulle catene) si trova a pagina 142 dello libro in questione. La Blavatsky scrive:" …Quando la presente opera fu intrapresa (n.d.r.: il volume su citato della Dottrina Segreta), l’autore, convinto che la speculazione al soggetto di Marte e di Mercurio fosse errata, domandò, per lettera, agli Istruttori, una spiegazione, una specie di versione autorizzata. Essa ricevette soddisfazione su tutti i punti, e dà qui degli estratti testuali delle risposte ricevute"

Dalla lettera, noi stralciamo soltanto la frase che, scritta con umorismo amabile, non per questo risulta men che lapidaria ed esauriente. Tale lettera è a portata di mano di chiunque volesse aprire il libro menzionato, a pag. 151. Dice il Maestro (Morya):" …inoltre (Marte e Mercurio) sono delle catene settenarie, tanto indipendenti dai Signori e Superiori Siderali della terra, quanto voi stessa siete indipendente dai <principi> di DAUMLING (Tom Pouce), che erano forse i suoi sei fratelli, con o senza berretto da notte…"

Più avanti, a pag. 153, i Maestri, in un’altra lettera, sottolineano l’importanza di comprendere e "sentire", a fondo, il numero sette planetario, e noi estraiamo un altro brano significativo:

" …..Conducete la vita necessaria all’acquisizione di una tale conoscenza, e questi poteri e la saggezza verranno a voi del tutto naturalmente. Appena riuscirete a mettere la vostra coscienza in risonanza con una qualsiasi delle sette corde della "Coscienza Universale" – corde che si estendono sul clavicembalo del cosmico e vibrano da un’Eternità all’altra - , quando avrete studiato a fondo "la Musica delle Sfere", allora solamente avrete ogni libertà di far parte della vostra conoscenza a coloro con i quali è prudente farlo. Nel frattempo, siate prudenti. Non divulgate alla nostra attuale generazione (n.d.r.: quella passata) le Grandi verità che sono il retaggio delle razze future. Non sforzavi di svelare i segreti dell’Essere e del non Essere a coloro che sono incapaci di comprendere il significato celato dell’Eptacorde di Apollo, la lira del Dio radioso, in ognuna delle cui sette corde abitano lo Spirito, l’Anima e il corpo astrale di questo Cosmo, e la cui scorza esterna è caduta nelle mani della scienza moderna….Siate prudenti, vi diciamo; prudenti e saggi e, innanzitutto, abbiate cura di sapere ciò che hanno capito coloro che ricevono le vostre lezioni, per paura che, sbagliando essi, non portino in errore anche gli altri…poiché tale è il destino di ogni verità che non è divenuta famigliare agli uomini…Lasciate piuttosto le catene planetarie ed altri misteri super e infra-cosmici nel paese dei sogni, per coloro che non possono vedere, né credere ciò che vedono gli altri.."

Evidentemente, il Leadbeater e la Besant non si posero in risonanza con la Musica delle Sfere di cui parla il Maestro, e non compresero l’armonia dei sette Pianeti sacri, determinando così una confusione sull’argomento, e portando anche altri in errore.

Nell’opera dei due autori vi sono varie imprecisioni ed errori, che cercheremo di indicare; ma, lo ripetiamo, solo per riportare le convergenze della nuda verità tradizionale in un giusto riassetto dei propri parametri.

Leadbeater e Besant descrissero con dovizia di particolari le loro investigazioni paranormali su quanto le <tavolette astrali> riferivano ad essi della vita ospitata dalla catena di Marte, che si svolge – a quanto asserivano - parallelamente a quella terrestre. Essi indicarono le vallate ed i panorami di quel pianeta; la civiltà che vi si sviluppa; gli abitanti, le abitudini locali, i tipi di piante, le case, ed ogni altro componente di esistenza che si può trovare in un pianeta simile al nostro. Descrissero minuziosamente le varie incarnazioni avute in quella catena da molti discepoli che li circondavano, a Madras (sede della Società Teosofica), oppure fuori da quella sede. Evidentemente, ciò serviva ad avvalora le affermazioni da essi fatte a proposito dei tre pianeti fisici (e contemporanei) <della catena terrestre>: Terra, Marte e Mercurio.

Sta di fatto che la sonda americana che si è posata sul rosso corpo celeste del nostro sistema solare ha trovato soltanto delle brulle distese di pietrisco millenario e rocce immerse nella loro spettrale ed antica morte planetaria…

Per quanto riguarda le mete di ogni catena, essi affermano – in riferimento alla quarta – che l’uomo vi ha il compito di raggiungere la quinta iniziazione. Questo è un equivoco. Noi ci troviamo alla quarta catena, quarta ronda, quarto periodo di globo, quinta razza, quinta sottorazza della quinta razza. A rigor di termini, l’uomo che ha raggiunto la prima iniziazione durante la terza razza (la Lemuriana), raggiunge la seconda alla quarta razza (l’Atlantidea), la terza all’attuale razza (l’Ariana), la quarta alla sesta razza – ancora da venire -, e la quinta alla settima razza. Ciò, perché la terza razza, o la Lemuriana, è quella dell’etere denso, dominato il quale, l’uomo riceve la prima iniziazione di massa; la quarta razza è quella del corpo emotivo, dominato il quale, l’uomo riceve la seconda iniziazione; la quinta razza è la razza del corpo mentale, dominato il quale, l’uomo raggiunge la terza iniziazione; la sesta, e prossima, razza e quella dell’intuizione, o del corpo buddico, dominato il quale, l’uomo perviene alla quarta iniziazione; la settima razza è quella di atma, o della volontà spirituale, raggiunta la quale, l’uomo è un Adepto, e possiede la quinta iniziazione. Dunque, la quinta iniziazione è la meta per il nostro attuale periodo di globo (ogni periodo di globo ha sette razze madri che si sviluppano in esso); per giungere al termine della nostra quarta catena abbiamo ancora tre periodi di globo, e concluderemo la quarta ronda (ogni ronda è composta da sette periodi di globo). Resteranno, allora, tre intere ronde, in questo periodo <catenario> ( e si tratta di periodi di una lunghezza temporale vastissima; ma, anche, seguiti e preceduti da epoche di riposo cosmico altrettanto lunghe). L’uomo può giungere molto più avanti di quanto affermi Leadbeater. E’ il nostro Logos solare che, secondo le rivelazioni superiori, ha, come meta finale del Suo manvantara, quella di conquistare la quinta iniziazione cosmica. Ciò ha fatto dire a molti che il ciclo solare sarà adempiuto quando, di riflesso, tutti gli uomini avranno raggiunto la quinta iniziazione. Si deve, però, capire che, nel calcolo e nel rapporto con lo sforzo che compie il nostro Logos entra di mezzo la qualità intrinseca e la necessarietà del nostro Logos planetario; e che, dire:" ..quando tutti gli uomini avranno raggiunto la quinta iniziazione il Logos solare sarà Iniziato cosmico di quinto grado…" – significa tenere presente che ancora numerose umanità non sono apparse alla luce, perché contenute nel serbatoio della vita elementale del sistema.

Leadbeater e la Besant affermano, ancora, che sul nostro globo esiste un’alta Personalità, chiamata: "Re del Mondo". E che ogni ronda ha un differente re del Mondo che tutela il globo, facendosi tramite dell’Autorità solare. Gli antichi trattati esoterici, invece, parlano del Sanat Kumara, o Re del Mondo, che si proiettò a Shamballa, da Venere, Primo ed Assoluto, facendo voto di restare sulla terra:" …sino a quando l’ultimo stanco pellegrino (gli atomi fisici e metafisici [anu] passati, presenti e futuri del pianeta) non fosse arrivato in seno al Padre". Il che contrasta con l’assunto dei due autori. Essi, ancora, affermano che il Dolce Giovinetto dalle sedici primavere è il terzo Re del Mondo; ed aggiungono che, dal tempo dell’insediamento sulla terra, all’epoca lemurica, del nucleo della Gerarchia Bianca, Egli è aiutato da tre Kumaras, Suoi Discepoli, che:" …Gli fungono da Luogotenenti, o Assistenti"; - "…Essi – aggiungono – dovranno divenire i nostri tre Signori del Mondo, quando l’umanità sarà sul pianeta Mercurio".

I Discepoli del Re del Mondo furono, sono e saranno sei! Tre exoterici, e tre occulti; ognuno dei quali collegato con uno dei sei Pianeti sacri ed al Re del Mondo (a sua volta, tramite del settimo Pianeta sacro). Questa armoniosa concezione è necessaria viverla profondamente e profondamente comprenderla, per raggiungere la sintonia occulta con i sette Pianeti sacri.

Gli autori parlano, ancora, di un altro "Augusto essere, ancora superiore al Sanat Kumara". Essi dicono che si sa ben poco di Lui e delle Sue funzioni. Questo augusto Essere è il Logos planetario medesimo, che ogni discepolo dovrebbe, invece, amare come il più puro e caro degli Dei, e sentire quale sintetizzatore di ogni forma planetaria interna ed esterna, quale profumo del fiore ed alito di ogni bimbo, verbo dell’Adepto e richiesta del discepolo, nuvola e radice d’albero.

E’ significativo constatare, a titolo di semplice ammonimento, quanto uno dei Maestri avesse profetizzato a Leadbeater il suo futuro errore, a riguardo dello schema delle catene e della unificazione indebita in un solo ceppo vitale di due Pianeti non sacri (Marte: sesto Raggio – Terra: primo Raggio) con un Pianeta sacro (Mercurio: quarto raggio).

Nel volume:" I Maestri ed il Sentiero", scritto da Leadbeater, questi riporta, in proposito, un episodio significativo. L’edizione dell’opera che esaminiamo è della Società Anonima Cooperativa Editrice: Prometeo, Torino, anno 1928, traduzione di O. Boggiani. L’episodio è a pagina 307 ed è intitolato:" Tabella del maestro Djwal Kul". Noi lo sintetizziamo.

Scrive Leadbeater che, con il signor Cooper-Oakley ed un confratello indù, si trovava a discorrere sui terrazzi della Sede centrale di Adyar, nucleo della Società Teosofica mondiale. Improvvisamente, si avvicinò a loro il Maestro Tibetano, o D.K., che, in quell’epoca, era il discepolo principale del Maestro K.H.. Nei giorni precedenti. Egli aveva dato ai tre un gran numero di istruzioni e fu sempre molto gentile e paziente con loro. Il signor Cooper Oakley volle, a proposito, chiedergli:" Fateci il piacere, Maestro, di dirci tutto a proposito dei Raggi."

Riportiamo fedelmente il brano che segue, traendolo dal libro citato:

" ….Con un sottile sorriso, il nostro Istruttore rispose:<Veramente, non posso dirvi tutto sul loro conto, se prima non avete raggiunto una Iniziazione molto elevata. Volete sentire quel poco che posso dirvi, che, per la sua pochezza, vi indurrà inevitabilmente in errore, o volete aspettare fino a quando vi si potrà dire tutto?>. Pensammo, come è ben naturale, che un boccone di pane era meglio che nulla, e perciò dicemmo che ci saremmo accontentati di quel poco che potevamo avere. Le informazioni che ci diede furono interessantissime, ma, come Egli aveva predetto, per una gran parte ci risultarono incomprensibili…"

Non solo – aggiungiamo noi – riuscirono incomprensibili a Leadbeater, ma lo spinsero a creare, sotto l’illusione di una mal diretta chiaroveggenza, il confuso sistema delle ronde e delle catene che abbiamo appena analizzato, e che è una derivazione molto stretta dell’azione dei Raggi nel cosmo.

Non vorremmo che lo studente ci fraintendesse. Con la critica analitica all’operato del Leadbeater e della Besant (la quale è corresponsabile di moltissime affermazioni fatte da Leadbeater, perché i due lavoravano strettamente uniti nel campo delle loro ricerche chiaroveggenti) noi intendiamo solo ed unicamente far fede all’impegno della verità, innanzitutto, e della lotta ad ogni annebbiamento che il discepolo deve assumere di fronte al proprio al suo Maestro di Raggio. Impegno che egli ha il dovere di assolvere quando lo ritenga necessario, amorevole, vero.

Ma, a tal punto, occorre parlare dell’opera di un’altra figura eccezionale, che venne a completare l’opera iniziata dalla Blavatsky: Alice A. Bailey.

Molti addebiti sono stati portati a questa iniziata, sin da quando la medesima riferì di essere entrata in contatto diretto con il Maestro Tibetano e di avere un compito di divulgazione ben preciso e qualificato, nel campo dell’esoterismo, verso l’umanità. Molti neofiti, a tutt’oggi, si rifiutano di studiare le numerose opere esoteriche che la medesima ha scritte, e, ciò, per varie ragioni. Cercheremo di enunciarle, ricordando, purtroppo (non certo a vantaggio dei meriti intuitivi della nostra attuale umanità), che il comportamento di una vasta zona di individui verso Alice A. Bailey ha aggiunto una spina alla corona di Cristo.

La vita di Alice Bailey fu dolorosa, come la vita di ogni discepolo sulla soglia della libertà assoluta. Ella conobbe Annie Besant e, addirittura, non solo si iscrisse alla Società Teosofica, retta dalla Besant, ma entrò nella Sezione esoterica, fondata in seno alla medesima. Fu allora che lo sviluppo delle qualità occulte della donna iniziò a germogliare. Cominciarono dei suggestivi suoni a venir percepiti dal suo udito interiore, a varie riprese. Ella intravedeva un mondo di luce e di vite sublimali, che sfuggiva ai sensi comuni dell’ambiente circostante. Il Maestro Tibetano l’aveva già scelta per fare di lei il calice in cui avrebbe riversato nuove rivelazioni all’umanità, proprio come si comportò nei riguardi di H.P.B.. Il Maestro Koot Humi apparve, dolce e suggestivo al suo solito, alla visione attonita di Annie e le annunciò il desiderio che la Gerarchia aveva di avvalersi della sua collaborazione. Ma, fu tutto inutile. Ciò serviva ad impaurire la nostra veggente e, a più riprese, la medesima rifiutò ogni rapporto con gli Adepti. Ma, esattamente come il fiore si eleva, con tutti i suoi mezzi a disposizione, verso il sole, fino a quando non ne tramuta i raggi in arbusti e foglie e profumo, così il sole si protende verso di lui e non è sazio, sin quando non lo contiene in sé. I Maestri resistettero, armoniosi, ed infine convinsero la donna ad iniziare il suo lavoro. Nacquero diciotto titoli dalla collaborazione con il Tibetano (altri, furono il frutto del talento autonomo di Annie).

Però, Annie Besant non credette ad A.A. Bailey, condannandola, da allora, in tal modo, all’ostracismo automatico e fideistico di tutti i suoi <devoti> seguaci. Era il tempo in cui stava lavorando all’educazione spirituale di un giovane indiano, che voleva, in futuro, presentare al mondo come l’attesa reincarnazione di Cristo: Krishnamurti. Ed aveva creato un Ordine con il compito di preparare al giovane tutte quelle adatte condizioni a compiere la missione di cui lo credeva solo ed unico rappresentante. Krishnamurti vive tuttora e predica a migliaia di persone, avvalendosi della televisione, dei suoi scritti, di continui viaggi, della radio, di numerosissime conferenze.

Fattosi adulto, Krishnamurti di ribellò all’imposizione mistica, dichiarò pubblicamente di non essere affatto quello che Annie Besant e Leadbeater avevano deciso che fosse, e se ne andò per il mondo a predicare la Verità: la sua Verità.

Annoveriamo anche questo, tra gli errori di una presunta veggenza dei due leader teosofici.

Nota aggiunta

Inseriamo, nel presente capitolo, per coloro che conoscono l’opera di Krishnamurti, la nostra analisi introduttiva al suo pensiero, scritta nell’eventualità di pubblicarne alcuni dei più significativi discorsi. Il brano può tornare utile allo studente, per delle ragioni che gli risulteranno evidenti durante la lettura.

" La meta dell’uomo. Essa è indefinibile, a parole. La meta dell’uomo è un fatto puramente spirituale, e solo l’anima individuale, identificata a quella universale può percepire i profondi significati della base comune al Dio ed all’uomo. La <nobile via di mezzo>, per noi, è l’eterna strada su cui si incanalò, si incanala e si incanalerà la coscienza nella ricerca dei ritmi universali. Erra chi fissa e cristallizza le proprie essenze interiori attorno ad una figura simbolica individualizzata che, secondo lui, rappresenta un ideale assoluto di verità. Ma, erra anche colui il quale voglia staccare la Vita dalla Forma ed intenda liberarsi da qualsiasi germoglio che sboccia sulla Quercia Cosmica. Ad occhio di monista, quercia e germoglio sono la medesima cosa. E, secondo la ritmica di determinati cicli, sia individuali che di gruppo, il fremente raggio dell’assoluto – che tutti cercano di fissare in modo definitivo nel proprio animo – può apparire al mondo e desiderare di essere sintetizzato solo sotto forma di un uomo, che lo rappresenti compiutamente; come può, pure, desiderare di venir carpito ai cieli interiori nella cruda e adamantina sua nudità.

Krishnamurti ha fatto e fa molto bene all’umanità; tuttavia, onestamente, non possiamo non sottolineare che la meta a cui indirizza gli uomini – cioè, la pura e semplice libertà da ogni quadro formale – può divenire una lama a doppio taglio. Se consideriamo il modo di manifestarsi della Vita Assoluta, sia attraverso la sostanza che attraverso la forma, in un imprescindibile binomio unitario mai scisso da sé medesimo, vedremo che la libertà assoluta, di per se stessa, non può esistere. Il ciclo è il ponte necessario alla divinità. E, ciclo, è una personalità, una dottrina, un’era, ecc.. H.P.Blavatsky, facendosi portatrice di una eterna verità, afferma che Parabrahman, o l’Assoluto privo di veli, non potrà mai essere raggiunto di per se stesso, essendo movimento puro e privo di un inizio. Raggiungerlo significherebbe por fine all’eternità dell’essere, alla sua condizione prima di incessante manifestazione. Parabrahman si manifesta solo attraverso le Divinità Planetarie, o i sette Raggi. I Quali, durante le epoche, ci inviano aspetti di loro medesimi, o i divini Avatar. E’, l’Avatar, l’essenza più originale delle nostre anime; non qualcosa di distaccato da noi; è, l’Avatar, Parabrahman stesso. E’, l’Avatar, la ciclica reincarnazione divina.

Riteniamo, di conseguenza, che l’opera di Krishnamurti, intesa a spezzare ogni schema fisso, ogni <gabbia oscura, o dorata>, a sbriciolare la cristallizzazione di numerosissime menti paralizzate dal dogma, dal complesso del gregge, sia veramente utile. Ma, riteniamo, nello stesso tempo, che egli medesimo debba inchinarsi davanti al ritmo ineluttabile della Gerarchia Bianca, e del principio che incarna. Le parole: realtà, assoluto, libertà hanno un loro significato solo quando servono a indicare libertà da qualche cosa di separato, o di negativo; sono prive di significato quando vengono poste davanti alla mente della gente come qualcosa di astratto, o di anarchico. Esse debbono ammantarsi di qualche forma. Sta alle epoche avvenire, ed a quella presente, dare forma alla cornice. Lo studio delle caratteristiche della Nuova Era, o dell’epoca dell’Aquario; lo studio dei sette Raggi, come postulatori dell’ordine della Gerarchia Bianca, che – da sempre – guida le evoluzioni sul nostro pianeta; lo studio della psicologia del divino, come trapela dalle leggi esoteriche, completerà, in chi studia Krishnamurti, l’opera da lui varata. L’aver, cioè, liberato le menti di una parte dell’umanità da ogni sovrastruttura del passato, ed averle rese limpide ad accogliere il Messaggio della Nuova Era.

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Intanto, Alice Bailey aveva già cominciato a lavorare. Dobbiamo a lei i volumi:" Il ritorno del Cristo", ove sono spiegati, in modo lucido e totale, il mistero e le modalità dell’Avvento; "Iniziazione umana e solare", Astrologia esoterica", "Guarigione esoterica", "Trattato di Magia Bianca", "Lettere sulla meditazione occulta", Telepatia ed il veicolo eterico", " L’illusione, quale problema mondiale", "Il trattato dei Sette Raggi", ecc.… Questi titoli non diranno nulla a chi non abbia letto i libri citati. Ma, senza averne approfondito il contenuto, non si potrà comprendere a fondo il messaggio di H.P.B.; né, eliminare gli errori di Annie Besant e di Leadbeater.

Com’era da prevedersi, quindi, Annie Besant allontanò Alice Bailey dalla Scuola Esoterica Teosofica. E non solo; tolse anche ogni mezzo di sussistenza materiale a lei ed al suo compagno, privandoli del lavoro e dell’asilo nella sede della Società Teosofica a Madras.

L’atto fu l’inizio della fine. Migliaia e migliaia di teosofi – come già dicemmo – seguirono la loro leader, nel giudicare, da allora, Alice Bailey. Nel mondo spirituale – grazie al comportamento della Besant – parlare della Bailey ad un particolare tipo di teosofo è, quasi, nominare la peste. Né esageriamo!

Migliaia di persone potrebbero giungere sino alla Stanza centrale del Tempio se soltanto proseguissero il discorso formativo da loro intrapreso sui testi della Blavatsky, in quelli della Bailey.

Quattro sono gli addebiti che vengono portati alla nostra piccola, cara eroina, A.A.B.: quattro addebiti che vogliono giustificare la diffidenza e l’ostracismo a cui ella viene sottoposta.

Il primo è che l’autrice trascorse un periodo in una casa di cura per problemi psichici; il secondo è che tentò il suicidio; il terzo, che fu radiata dalla Scuola esoterica Teosofica, da Annie Besant; il quarto, che le sue opere, a parere di alcuni, sono un <rimasticamento> di quelle del Leadbeater e di Annie Besant.

Come può - si afferma - una donna che è stata in una casa di cura per mali mentali, che ha tentato il suicidio, che è stata radiata dalla Scuola Esoterica della Società Teosofica dalla <massima chiaroveggente> dell’ultimo secolo, dare garanzia di veridicità su quanto dice?

E’, chiaramente, un discorso di poveri uomini, codesto. In qualunque ospedale esistono numerosi individui che vi si trovano per cure di nervi e ne escono ristorati definitivamente. L’incubo che il dolore psichico (sfera ancora sconosciuta, per la maggiore, all’uomo) crea nella società fa considerare, tuttora, coloro che hanno frequentata, da pazienti, una casa di cura mentale, degli essere potenzialmente pericolosi ed inaffidabili. Tuttavia, grazie al cielo, le cose stanno cambiando.

I fautori di tale critica alla Bailey dimenticano le crisi di nervi che, spesso, scuotevano la stessa H.P.Blavatsky, oggetto indifeso di forze più vaste del suo sistema biologico; e dimenticano che, quando l’uomo si avvicina alla Gerarchia Bianca, il suo <voltaggio> interno è sottoposto ad una tensione indescrivibile. Un Maestro afferma che, il più delle volte, non c’è nulla da fare per simili ondate, che scuotono il discepolo e l’iniziato. I detrattori della Bailey dimenticano (ed il fatto viene riportato nell’autobiografia di Annie Besant, con ricchezza di particolari) che la stessa Besant rasentò la pazzia, in un certo periodo della sua vita, maciullata da ansie e da dubbi, ed alla ricerca di una direzione spirituale che non sapeva trovare; e che lei stessa, per miracolo, sfuggì al suicidio, quando le morì la piccola figlia.

Per quanto, poi, riguarda il terzo punto della questione, cioè l’autorità chiaroveggente della Besant, <che non le avrebbe permesso di sbagliare nel giudicare la Bailey>, mentre la radiava dalla Scuola Esoterica Teosofica, e dalla Casa Madre di Madras, abbiamo dimostrato più che sufficientemente di quale tempra fosse tale veggenza.

Ma, arriviamo al punto più vacillante della presa di posizione negativa e pubblica nei confronti della Bailey. Viene detto che ella ha manipolato materiale dei due autori, senza sfogo alcuno di originalità.

Questo, ci rende semplicemente attoniti. Perché non è vero!

Difatti, per approfondire lo studio di tutto il materiale che l’Adepto Tibetano ha dettato telepaticamente alla nostra sorella, bisogna studiare, per lo meno, le opere che appartengono a tale dettatura, e sono circa la metà dei diciotto titoli; gli altri furono il frutto del talento dell’autrice.

Ora, risulta evidente, penetrata la struttura intera dei volumi menzionati, che, negli stessi, vi è una tale ricchezza di novità, di informazioni esclusive, di ridimensionamenti e correzioni della vecchia letteratura esoterica, che ogni accusa di non originalità non solo suona ridicola, ma addirittura delittuosa ed immorale. Perché dimostra che, chi critica, lo fa senza alcuna ragion veduta, senza essersi documentato a fondo ed onestamente sull’opera della Bailey, e sotto la spinta di fanatismi di parte e di impulsi provenienti dal lato oscuro dell’essere.

Cosa dire, a questo punto? Noi esortiamo lo studente a munirsi di una propria attività investigatrice; di leggere i volumi dell’autrice, e di giudicare, una volta completato integralmente il loro sforzo, quanto ha studiato.

A tali volumi attinge parte del costrutto del nostro corso di lezioni. Che non solo sono servite a dare una panoramica completa della Verità esoterica allo studente, ma hanno anche cancellato dei gravi errori didattici di coloro che avversarono la Bailey.

E, questo, è karma.


LEZIONE TRENTUNESIMA

STUDIO DEL VEGETARIANISMO, DAL PUNTO DI VISTA ESOTERICO

v - Le due cause occulte del vegetarianismo -

v - L’inizio – in Atlantide – del vegetarianismo -

v - Perché il vegetariano si sintonizza con l’Akasha, o <tavolette astrali> -

v - La coscienza e la sensibilità del regno vegetale,

v  dimostrate scientificamente -

Ci siamo prefissi, in questo Corso di Lezioni, di porgere allo studente la conoscenza dei tradizionali concetti che formano il quadro fondamentale della saggezza esoterica, come è stata tramandata, attraverso i millenni, e come, tuttora, viene studiata dai seguaci della Loggia bianca. Il nostro punto di vista, quindi, è sempre rimasto analitico, poiché siamo convinti che l’obiettiva presa di posizione di un individuo, di fronte allo studio dell’esoterismo, non gli proibisca, nello stesso tempo, di alimentare in lui la dolcezza di un impersonale amore, caldo e vivo, per la verità.

Toccando un argomento come il vegetarianismo e dandone le sue reali ragioni di esistenza, molto diverse da quelle che gli stessi vegetariani suppongono – secondo le tradizioni segrete della Magia Iniziatica – forse creeremo delle polemiche. Ma, tant’è. Il nostro dovere è di riportare, secondo le esperienze che possediamo, e i lunghi studi che abbiamo fatto sull’argomento, l’occultismo nei suoi giusti binari, cercando di battere via la polvere del logoro tappeto di quel che la gente pensa che esso sia, estirpando ogni fanatismo in proposito, ogni agire emotivo, ogni violenza di pensiero, nata da stretti punti di vista personalistici.

Per il momento, non consideriamo le molte ragioni morali che hanno fatto nascere il vegetarianismo nel mondo. Non consideriamo, cioè, il fatto della crudeltà verso gli animali, in se stessa, che spinge i vegetariani a non nutrirsi della loro carne; né lo squilibrio che, secondo essi, porta all’organismo umano l’ingestione della carne.

Due ragioni fondamentali – come viene sottolineato dal Maestro Tibetano, nel "Trattato dei sette Raggi" (Alice A. Bailey – Edizioni Lucis) – sono le vere cause che hanno creato il fenomeno del vegetarianismo, lungo i tempi. La prima riguarda la sfera educativa e volitiva del neofita, che intraprende il sentiero del discepolato; la seconda ha delle ragioni occulte molto profonde e che delineeremo più avanti.

Grazie all’attrazione magnetica e luminosa, silente e suggestiva della Fratellanza Bianca, da sempre il finito si è allacciato ad una forma più alta di esistenza, lungo i secoli. Esseri umani avanzati hanno percepito il Messaggio che scaturiva dalle Alte Cime dell’esistenza e si sono incamminati verso il mondo interiore dell’esistenza intensificata. Sia per ragioni karmiche, quanto per il loro movimento disordinato di vita, fu necessario – e continua ad esserlo – che quegli individui – chiamati neofiti, e discepoli – dessero un severo ritmo di nuova educazione alle proprie facoltà vitali. Infatti, la loro aura, le loro vibrazioni, i loro pensieri avrebbero contrastato con potenza materiale negativa l’Aura pacata della Gerarchia Bianca. Quindi, non solo il neofita si trova nella necessità di staccarsi da forme di vita esteriori deleterie, ma di crearsi un carattere ed una volontà occulti, necessari ad ogni mago bianco. Poiché l’unico ponte che il neofita, al grado di evoluzione in cui si trova, deve e può adoperare, agli inizi, è il corpo fisico, ecco la ragione per cui tanta importanza ha, per lui, un’educazione del tutto biologica. Gradualmente, egli penetra nella sfera emotiva, in quella mentale, e tocca gli Eteri Cosmici, se la continuità di proposito risulta coerente. Cessa di eccitare il suo sistema nervoso con l’alcool, di inquinarlo con la nicotina, di scuoterlo con prodotti chimici che agiscano sul simpatico e sul cerebro spinale. Capita sempre una vita, nel suo arco reincarnativo, in cui il discepolo imponga a se stesso una vita di celibato e segua la dottrina vegetariana. Pochi, però, ne sanno le ragioni. Per quanto riguarda il celibato, ne abbiamo esposto le ragioni nel capitolo:" Studio del sesso, dal punto di vista occulto ". Ma, per il vegetarianismo, siamo convinti che pochi, di fronte alla massa, ne conoscano le vere ragioni. Essi, certamente, ne portano diverse, a favore. E tutti sappiamo quali siano. L’amore per gli animali, il rispetto per un regno di vita inferiore, la necessità di ribellarsi ala crudeltà generale, nei loro riguardi, e il deleterio effetto di tale nutrimento alla salute fisica.

Tutto ciò, però, non si allinea con l’obiettivo punto di vista esoterico; e con l’evoluzione graduale della vita planetaria. Spesso, il vegetariano si mostra un emotivo, un fanatico, ricco di complessi di superiorità verso la massa e, in fin dei conti, un individuo che non ha capito a fondo il problema della vita. Difatti, le sue ragioni non possiedono quel senso realistico e tempestivo che pretendono di avere.

Chi scrive ama molto gli animali. Vederne soffrire uno gli comunica un senso di dolore fisico; e, sempre, si è sforzato, non solo di amarli, ma di educarli secondo le necessità evolutive, sapendo che la loro meta è l’individualizzazione nel regno umano. E ciò diciamo per dimostrare al lettore che il nostro punto di vista non è quello di un arido intellettuale, in materia, o di un cinico teorico.

Ciò nondimeno, pur con le dovute eccezioni, dopo aver frequentato per anni l’ambiente esoterico italiano, e continuando a farlo adesso, per ragioni di servizio, quasi mai ha incontrato un’armoniosa coerenza sull’argomento. Mai, si è imbattuto nella "giusta via di mezzo". Da una parte, i vegetariani; dall’altra, coloro che non lo erano. I vegetariani, spesso inariditi dal loro metodo, egoisticamente seguito per ragioni di salute personale, spirituale, o per una falsa emotività; coloro che non lo erano, alla ricerca di mille causali e di mille giustificazioni per spiegarne la ragione; oppure, nettamente ostili a chi lo fosse. Ben si intende che gli onesti vegetariani riescono, tuttavia, a dare prova di superiorità sull’umanità. Ma, solo per quanto riguarda la loro dolcezza, la loro filantropia, la loro benevolenza. Non per la valida comprensione del problema.

Durante l’epoca dell’Atlantide, come afferma il Maestro Tibetano, si sviluppò il sistema vegetariano. Era seguito negli Ordini Iniziatici. La vera ragione del metodo aveva, e continua ad avere radici occulte. Difatti, per poter acquistare (armoniosamente e con grande delicatezza di sviluppi) la chiaroveggenza, la capacità di scavalcare il presente e fissare diritto lo sguardo nel futuro, i neofiti cercavano di sintonizzarsi con le "tavolette astrali", che contengono passato, presente e futuro, e che formano le scaglie dorate dell’Akasha. L’Akasha è la radice del tempo e dello spazio, il gomitolo intessuto, dall’origine dei tempi, che si dipana, durante i cicli evolutivi, portando alla luce il Disegno Logoico. Tutti gli iniziati, sviluppando il chakra alla sommità del capo, riescono a raggiungere il riverbero costituito dalle "arie eteriche", vibranti nella controparte invisibile del cervello; quindi, possiedono il dono della preveggenza, collegati, come si trovano, al grande mare dell’Etere Cosmico, in cui sono incisi tutti i fatti, dal più grande al più piccolo, che costituiscono la linea di minor resistenza, architettata, dall’origine dei tempi, dal nostro Logos Planetario, prima che Egli colasse nel crogiolo del mondo obiettivo il Suo Proposito. Ora, l’Akasha vibra intensamente sotto il dominio del secondo Raggio. Sia – da una parte – perché Giove, l’Emanatore del secondo Raggio, è il Discepolo planetario più "vicino" al nostro Logos solare, e ne cela, più di ogni altro, i Progetti sublimi, sia perché il secondo raggio è l’assorbitore per eccellenza; quindi, rappresenta l’aspetto femminino della natura. Il Logos ne fissa la Volontà originaria sul Corpo, come su di una matrice di cera, rendendolo il depositario di Essa. Analizzando il mondo vegetale – sempre secondo le conoscenze esoteriche – noi veniamo a sapere che la Vita che ne costituisce l’anima è un’apoteosi del secondo raggio. Difatti, sul nostro pianeta, essa ha il secondo, il quarto ed il sesto Raggio completamente sviluppati in lei. Tutte le qualità del secondo Raggio – di conseguenza – vengono intensificate dalla vibrazione dualistica del quarto e del secondo. Sintonizzarsi con il regno vegetale, abolendo la carne e nutrendosi dei suoi frutti, significa assorbirne il potere e la natura. Significa vibrare sulla fortissima e radicale lunghezza d’onda del secondo Raggio; significa raggiungere, a lungo andare, la padronanza dell’Akasha.

Queste sono le vere ragioni del vegetarianismo. E se qualcuno obietta che è impossibile che la Gerarchia non accetti, come valide e principali, le ragioni filantropiche che seguono la maggioranza dei vegetariani, riguardo alla ragion d’essere della loro disciplina, noi risponderemo che, da che mondo è mondo, la Gerarchia è stata, sempre, esempio di bontà, di amore e di fratellanza non solo tra uomo ed uomo, ma tra regno di natura e regno di natura. Però, tiene conto anche di altre profonde ragioni, che non si possono svellere dalla realtà dei fatti. Il regime vegetariano deve essere sovente seguito, come dicemmo, ed almeno per una vita, da parte del discepolo. E’ una regola. Ma, per ragioni ancor più profonde, che non siano soltanto quelle emotive. Il discepolo consideri che il karma non tiene conto di alcun regno della natura. Nei passati tempi, in cui l’umanità prese a nascere sul nostro pianeta e, per ragioni naturali, viveva senza difesa, senza intelletto, con una costituzione fisica pressoché uguale a quella animale – ma, tuttavia, più debole – le belve, a ricordo di Gerarchia, rappresentarono uno dei flagelli più spaventosi che siano mai esistiti. L’umanità veniva spaventosamente dilaniata, divorata, falcidiata dalla ferocia e dalla forza del regno animale. Il karma è la molla irreversibile che, ora, spinge l’uomo a nutrirsi della vita animale.

C’è ancora un’altra considerazione che desideriamo fare, per concludere l’argomento.

Non si confonda quanto detto sinora con la vivisezione. Non stiamo parlando di essa. Questa pratica è una delle maggiori vergogne dell’umanità cosiddetta scientifica, e molte prove sono state portate, da chi vi si oppone, a dimostrazione che essa, oltre a rappresentare l’immorale crudeltà che è, non ha che una debolissima validità tecnica riguardo ai risultati che ottiene.

Il mondo vegetale possiede una sua sensibilità invisibile, altrettanto consapevole di quella animale.

In un capitolo del famoso libro "Autobiografia di uno Yoghi" (Paramahansa Yogananda – Astrolabio Editore) il suo mistico autore dimostra come nulla, in natura, sia privo di una sua coscienza e di una sua sensibilità. Ciò avvalora le ragioni per cui il vegetariano erra nel credere che quanto di sofferenza possa venire arrecato al regno animale, nutrendosene, si possa dirottare sul regno vegetale, che non ha una coscienza, e quindi non subisce alcun danno, costituendo la fonte nuova di cibo per l’umanità.

Paramahansa Yogananda descrive l’incontro che fece con il famoso scienziato indiano Jagadis Chandra Bose, dell’Università di Presidency e fondatore dell’istituto di ricerca Bose, a Calcutta.

Il grande scienziato possedeva anche una sbalorditiva capacità inventiva e tecnica, che gli permetteva di costruire strumenti di grandissima utilità ed interesse scientifico. Il crescografo Bose consentì (quando ancora non era stato inventato il microscopio elettronico) un ingrandimento di dieci milioni di volte.

Riportiamo un brano del capitolo VIII del libro ("Il grande scienziato indiano J.C.Bose") per dimostrare come le piante abbiano una sensibilità ed una coscienza altrettanto vivide – anche se non complesse – di quella del regno animale.

"….Visitai di nuovo il Centro di Ricerche (n.d.r. – Bose) qualche giorno dopo l’inaugurazione. Il grande botanico, rammentando la promessa fattami, mi condusse nel suo tranquillo laboratorio.

<Applicherò il crescografo a questa felce; essa diventerà enorme. Se lo strisciare di una lumaca venisse amplificato nelle stesse proporzioni, ci sembrerebbe di vederla filare come un treno espresso.>

Il mio sguardo era fisso sullo schermo che rifletteva l’ombra ingigantita della felce. Ora si vedevano chiaramente i minutissimi movimenti vitali; lo scienziato ne toccò la cima con una piccola sbarra di ferro: la pantomima che si stava svolgendo si arrestò bruscamente, e riprese il suo ritmo eloquente non appena la sbarra venne ritirata.

<Avete visto come la più piccola interferenza esterna è nociva ai sensibilissimi tessuti> mi fece rilevare Bose. <Osservate: ora somministrerò alla pianta del cloroformio, e poi un antidoto.>

L’effetto del cloroformio arrestò la crescita; l’antidoto la riattivò. L’andamento dello sviluppo che appariva sullo schermo mi teneva avvinto più di un film dal complicato intreccio. Il mio compagno (che ora aveva assunto la parte "dell’uomo cattivo") inferse alla felce un colpo con uno strumento tagliente. Spasmodiche contrazioni indicarono il dolore. Quando egli infilò un rasoio nel grembo, l’ombra si agitò con violenza, poi si arrestò con i sobbalzi finali della morte"

Non vorrei deludere i miei fratelli vegetariani. Ma la descrizione appena data delle sofferenze del regno vegetale, altrettanto vive – se non maggiori – di quello animale non giustificano i loro assunti, o la loro coscienza, quando affermano che nutrirsi di esso elimina dalla responsabilità del dolore e della violenza l’uomo che se ne nutre, e che evita, così, di cibarsi del regno animale.

Desideriamo che lo studioso ci venga incontro. La disciplina del celibato e del vegetarianismo, una volta lungamente provata, può, per varie e molteplici cause, essere abolita. Ciò non significa che, di rimbalzo, molti possano affermare – sic et simpliciter – che la nostra asserzioni riguardi proprio loro! In ogni caso, il Verbo Gerarchico desidera che il vegetariano e colui che frena i suoi desideri sessuali sappiano, profondamente, perché lo fanno.

Si lasci, quindi, secondo una spirituale ampiezza di vedute, esaurire il karma che contrappone il regno umano a quello animale, in linee generali. Ci si sforzi di amare, in tutto e per tutto, i nostri fratelli minori; si abolisca dagli ospedali e dalle università il crudele esperimento della vivisezione; si abolisca l’arido e criminale istinto della caccia; ci si faccia un tutt’uno con la missione di educare gli animali, perché trapassino nel regno umano, senza difetti e tare che porterebbero con sé. Grazie a tali propositi, il Piano si inserirà, più armoniosamente e dolcemente, nel mondo dell’oggettività e l’uomo ne sarà, in realtà, un collaboratore divino ed intelligente

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