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La Grande Sintesi della Tradizione Esoterica a cura di Guido Da Todi

- LEZIONE VENTIQUATTRESIMA -

·    Il ritorno del Cristo

L'Avvento di Cristo è concluso. Egli si manifesta, oggi, pubblicamente, in terra, sotto le vesti di Sai Baba.

Dal volume "L'uomo venuto dal cielo" (Giancarlo Rosati Editore - 1991), di Giancarlo Rosati, uno dei più attenti biografi e commentatori di Sai Baba, riproduciamo dei brani che indicano le Caratteristiche e la Natura dell'Avatar:

"…Sai Baba è uno di quei personaggi che compaiono ogni 5.000 anni e incidono profondamente il destino dell'umanità. La loro comparsa segna sempre una svolta determinante nel modo di pensare e di agire..

I rapporti dell'uomo con il suo simile cambiano radicalmente e per 800 anni le radici di questi cambiamenti sono così ben ancorate al suolo che il mondo vive il suo millennio d'oro. E' un attimo di respiro che si concede all'uomo in questa sua disavventura terrena…

…Cinquemila anni fa fu la volta di Krishna; ora, un altro Maestro del mondo si incarna per noi.

Sai Baba nasce a Puttaparti, un piccolo miserabile villaggio dell'India del sud, a 160 chilometri da Bangalore. Il villaggio è completamente isolato dal resto del mondo..

...La Sua nascita viene annunciata da strani segni che non vengono bene decifrati dai familiari. Gli strumenti musicali suonano da soli come volessero annunciare l'apparizione di un prodigioso condottiero spirituale destinato a capovolgere il destino dell'umanità. E quando il piccolo Sathya Narayena Raju (questo è il nome anagrafico del corpo che giunge a Puttaparti) viene alla luce, non c'è nulla che possa far pensare ad una incarnazione di Dio. Non arriva un angelo ad annunciare alla madre che sta per partorire un corpo che trasporta il divino. La nascita è come quella di tutti i bimbi di questo mondo. Per tre anni la mamma lo alleva con l'amore tipico delle mamme, ma ecco che si scopre una strana capacità posseduta dal piccolo Sathya. Egli fa apparire dall'aria oggetti e frutta che dona ai Suoi piccoli amici. E' l'inizio del periodo dei lila, i miracoli che Baba chiama i giochi del divino. E sono proprio i miracoli che incuriosiscono la gente.

Da uno stesso albero di tamarindo, che sorge sulla collina di Puttaparti, Sai Baba fa crescere frutti diversi. Mango, banane, papaie, mele e cocchi nascono da uno stesso ramo e vanno a gratificare i compagni che oramai riconoscono la divinità del piccolo Sathya. I bambini, nella loro semplicità ed innocenza, arrivano sempre prima degli adulti.

Gli anni della scuola comportano vicissitudini e disagi per il piccolo Narayena (si pronuncia Naràiena) che deve allontanarsi anche dai genitori, finchè un giorno del 1940 dichiara di essere Sai Baba, incarnazione di Dio sceso in terra per risvegliare la divinità che alberga in ogni uomo e per riportare a galla la verità, l'amore, la giustizia, la rettitudine e diffondere la pace nel mondo. Sono dichiarazioni drammatiche quelle che fa il piccolo Sathya, soprattutto se si pensa che ha appena 13 anni.

I devoti cominciano già ad affollare la misera casa. Chiedono delle prove. Il piccolo Sai lancia in aria petali di fiori che, cadendo, vanno a disporsi in maniera tale da formare il nome Sai Baba in telegu, la lingua locale.

L'incredibile si spinge oltre i confini della regione dell'Andra Pradesh dove è situato il villaggio di Puttaparti. In alcuni templi succede uno strano fenomeno. I devoti che si recano a pregare al tempio, al posto della statua di Dio vedono il volto sorridente di Sathya.

Inizia così il pellegrinaggio dei ricercatori spirituali che si spingono, non senza difficoltà, fino al villaggio che ospita l'Incarnazione Divina. Le notizie si diffondono e i curiosi, insieme ai devoti, vanno ben presto ad affollare la casa di Baba. Il piccolo ashram che il giovane ha costruito non è sufficiente ad ospitare i pellegrini che devono affrontare anche il problema del vitto. E' Sai Baba che provvede materializzando il cibo per tutti i pellegrini. La moltiplicazione del cibo fa parte della vita di tutti i grandi personaggi mistici. Anche in questi anni Sai Baba è stato visto moltiplicare il riso per sfamare centinaia di persone presenti al suo darshan. Darshan vuol dire apparizione e fa riferimento al momento in cui il Maestro appare ai devoti.

Coloro che hanno avuto la fortuna di venire in contatto con Sai Baba durante i primi anni del Suo apostolato hanno assistito a miracoli grandiosi, ripetuti, numerosissimi; hanno assistito alla materializzazione della statua di Shiva (Dio) dalla sabbia del fiume Citravaty, che costeggia Puttaparti; al dirottamento delle acque del fiume in piena; all'arresto della pioggia. Fino a qualche anno fa era possibile avvicinare il Maestro con discreta facilità e assistere, così, in diretta, a guarigioni miracolose, o a rianimazioni di cadaveri. Qualcuno, come l'ingegnere nucleare Vemu Mucunda, di Londra e il dottor Polenghi Francesco, di Milano, è rimasto nell'ashram di Baba per diversi anni e ha avuto l'opportunità di valutare in maniera scrupolosa l'onniscienza e l'onnipotenza di questo personaggio.

Sai Baba dichiara di essere l'Avatar, il Salvatore atteso dalla storia. Gli antichi testi annunciano che l'Avatar, per potere essere riconosciuto, deve portare con sé segni ed attributi ben precisi.

L'Avatar deve avere innazitutto dei segni cutanei. Questi segni devono necessariamente comparire nella parte sinistra del corpo e sono rappresentati da un neo sulla guancia e da un Garuda sull'emitorace sinistro. Il Garuda è un'aquila e ha un profondo significato spirituale.

"Il Garuda è il simbolo del karma ", afferma Sai Baba, " e le due ali simboleggiano la fede (Shradda) e la devozione (Bhakti).In sanscrito il volatile prende il nome di Hridaya Vihaga, che significa l'uccello del cuore, le cui azioni sono il risultato della fede e della devozione. Krishna aveva questo segno e con Lui tutti i Sai"

Il segno del Garuda che Baba porta sull'emitorace sinistro venne mostrato al dr. Fanibunda, negli anni '70.

A fianco dei segni cutanei l'Avatar deve possedere i 15 Kalas. I Kalas sono gli attributi divini e comprendono:

·    il controllo assoluto sul corpo fisico,

·    il controllo delle facoltà psichiche,

·    il controllo su tutti gli elementi della natura.

In termini più precisi questo significa onnipotenza, onniscienza, onnipresenza.

La cultura orientale, come quella occidentale, attribuisce a Dio alcune caratteristiche molto precise. Pertanto, secondo lo stesso insegnamento cristiano, Dio è tale in quanto onnipotente, onnisciente e onnipresente. Nel momento in cui incontriamo un personaggioo con queste caratteristiche siamo autorizzati a riconoscere in lui una potenza divina. Non ci sono alternative. L'insegnamento che ci è stato impartito è molto chiaro. Soltanto Dio possiede quegli attributi. Ma i testi orientali non si accontentano dei Kalas e pretendono anche dei segni cutanei.

Noi ricercatori siamo ancora più esigenti e pretendiamo che il Grande Condottiero venga anche annunciato dalle profezie che emergono all'interno delle Grande Religioni. Riconosceremo, quindi, come potenza divina soltanto quel personaggio che possiede: i kalas, i segni cutanei divini e viene annunciato dalle profezie.

Sai Baba possiede i segni cutanei esclusivi di Dio: un neo sulla guancia sinistra e un Garuda sull'emitorace; ma, non possiamo ovviamente, accontentarci di questi segni che, incidentalmente, potrebbero apparire sulla pelle di chiunque. Andremo pertanto a ricercare tra le antiche profezie per stabilire se l'annuncio della venuta del Grande Condottiero prevedeva una figura ben precisa in quest'epoca.

Le profezie che annunciano la discesa del Sai Avatar in questa nostra epoca di affanni sono numerose e, negli ultimi seimila anni, lo annunciano con ricchezza di particolari e incredibile precisione.

Nell'interpretare queste profezie non occorre fare salti mortali come hanno fatto i discepoli cristiani nell'adattare le profezie di Daniele a Gesù. Sai Baba viene annunciato in maniera precisa, fotografica; viene specificato il Suo albero genealogico, il luogo in cui sarebbe nato, l'età che avrebbe raggiunto prima di lasciare il suo corpo fisico, tutte le tappe della Sua missione e le Sue conquiste mondiali nel campo della spiritualità.

L'ultimo annuncio è stato fatto nel 1935, quando Sai Baba aveva appena 9 anni e l'Occidente non ne conosceva ancora l'esistenza. Sono profezie sconvolgenti che riempiono il cuore di certezze.

Molte anime si sono incarnate proprio in questa epoca per avere la visione diretta del Divino che discende con tutti i poteri e per osservare il modo in cui tira i fili di questa grande commedia cosmica per dare scacco matto ai funerei fantasmi del male.

"E' per voi una grande fortuna", dice Sai Baba" essere presenti a questa guerra del Divino contro il male che intrappola il mondo. Non perdete questa occasione di partecipare al più grande scontro della storia della creazione; partecipate anche voi come combattenti del Divino in difesa dei valori del Dharma (la Rettitudine); Prema (l'Amore); Shanti (la Pace); Sathya (la Verità) e infine Aimshi (la Non Violenza)".

Le profezie che riguardano Sai Baba partono dall'Estremo Oriente e via via si avvicinano al nostro mondo. Se le Upanishad sono molto lontane dalla nostra cultura, non altrettanto di può dire di Maometto, di Nostradamus, di S. Giovanni Evangelista, di Bab, di Papa Giovanni XXIII e, infine, di Malachia.

Le profezie delle Upanishad

Gli antichi testi sacri indù avevano annunciato la discesa di Dio nel villaggio dei coni nel sud dell'India. Puttaparti significa appunto il villaggio dei coni, in quanto nel passato era stato invaso dalle termiti, che avevano costruito termitai in tutta la zona.

Le profezie avevano anche previsto la famiglia presso la quale si sarebbe incarnato il Divino; tutte le tappe della Sua Missione spirituale e la sua morte a 96 anni. Le profezie annunciano che il divino si sarebbe incarnato all'interno del Kali Yuga. L'Età del Ferro ha inizio 5000 anni fa, subito la morte di Krishna. Krishna è uno dei grandi Avatar del passato. Dovrebbe essere morto il 24 febbraio di 5083 anni fa.

Che cos'è un Avatar?

Avatar significa letteralmente discesa e sottointende la discesa di Dio sotto una forma visibile. Avatar, pertanto, va inteso come incarnazione divina.

La discesa del decimo Avatar doveva avvenire all'interno del Kali Yuga, circa al sesto millennio dopo la morte di Krishna. Sai Baba è il decimo Avatar, un Purnavatar. Lui stesso dichiarò ad un monaco buddista di essere l'Avatar che doveva venire dopo Siddharta.

Sai Baba è il Kalki Avatar che nelle sacre scritture Indù viene descritto come un condottiero che cavalca un bianco destriero. La profezia di S. Giovanni Evangelista è stata attinta forse da questi stessi testi.

Le profezie dello Shuka Nadi

Il libro dello Shuka è un testo sacro che viene tramandato di generazione in generazione; spesso, di famiglia in famiglia, da migliaia di anni. Il libro è scritto in sanscrito antico, in un dialetto oramai estinto: il brahmi. L'autore è il saggio Maharishi Shuka dev., un contemporaneo di Krishna, il purnavatar comparso sulla terra poco più di 5000 anni fa. La data di stesura del testo risale ufficialmente al 3.143 prima dell'era cristiana.

Oggi, il custode del libro è Sri Iyotischarya Ramakrishna Shastri (Shuka Foundation 33, 5th Main Road. Chamaraipet, Bangalore 560.018), filosofo, ingegnere e ricercatore della verità. La famiglia del dottor Ramakrishna è entrata in possesso dei libri sacri circa 800 anni fa.

Queste le rivelazioni dello Shuka Nadi:

"..la Sua missione è quella di risvegliare la rettitudine. Darà a ciascuno il suo, nel senso che ogni devoto riceverà in rapporto al livello di coscienza raggiunto. Così, qualcuno riceverà un certo numero di oggetti per risanare qualche lacuna fisica o spirituale, qualcun altro riceverà soltanto un'indicazione per l'autorealizzazione.

Il villaggio in cui comparirà nella Sua veste terrena diventerà luogo sacro. Potrà assumere qualunque forma, potrà eliminare qualsiasi pericolo e qualsiasi ostacolo. Creerà istituti di educazione e mostrerà la Sua onniscienza in mille modi. Se il devoto si arrenderà al Maestro avrà l'opportunità di riscattare i suoi peccati e ottenere la liberazione. Molti lo avvicineranno, ma alcuni non potranno farlo per il comportamento spinoso delle vite passate.

Egli sarà la personificazione dell'amore e della beatitudine, ma soltanto le menti illuminate potranno capirne l'essenza. Sai Baba potrà essere sperimentato, ma non descritto. Egli camminerà nella rettitudine al di là di ogni maldicenza. Sarà il rappresentante di Shirdi Baba e nascerà come risultato delle preghiere fatte dai devoti di Shirdi.

Il Maestro si mostrerà a Whitefield anche dopo la Sua morte.

Sai Baba mostrerà tutti i Suoi poteri quando il male avrà raggiunto l'apice.

Prima dell'anno 2000 mostrerà soltanto un decimo dei Suoi poteri. Negli anni successivi, tuttavia, i Suoi sforzi per salvare il mondo verranno centuplicati. Prima della fine di questo ciclo cosmico dimostrerà che Lui e soltanto Lui sarà in grado di controllare la furia della natura. Il Maestro pianterà un albero a Bangalore che diventerà un campo di energia. Nonostante che Egli sia pienamente consapevole dei poteri che possiede, li rivelerà soltanto quando sarà strettamente necessario. La Sua grandezza raggiungerà le più sperdute contrade del mondo, si mostrerà contemporaneamente in più luoghi e produrrà miracoli mai visti. Ciò che farà potrà sembrare molto semplice agli uomini, ma in realtà ogni Sua azione avrà un'importanza universale.

Il Suo cuore sarà perennemente pieno di compassione; non ferirà mai nessuno, né mostrerà disappunto per gli errori commessi dall'ignoranza.

Ogni Suo gesto ed ogni Sua parola avranno un significato e i devoti che seguiranno la retta via avranno la Sua totale protezione. Egli insegnerà che questa nostra realtà è illusoria. Coloro che riconosceranno la verità di Sai Baba raggiungeranno la salvezza. Le cose terrene perderanno di significato e il devoto scoprirà che soltanto la conoscenza di se stesso potrà portarlo alla liberazione finale."

Gli Shuka riferiscono che Sai Baba avrà il potere di guarire la gente e guarire se stesso spruzzando acqua sul suo corpo e che eserciterà questo Suo potere di guarire non soltanto sulla gente del nostro pianeta, ma anche sugli esseri viventi di altri pianeti e persino nei piani esistenziali più elevati.

"Si verificheranno situazioni inspiegabili quando Egli prenderà su di Sé i mali degli uomini per salvarli da malattie o incidenti. Avrà anche il potere di prolungare la vita e quando l'influenza del Kali Yuga (questa Era, caratterizzata dalla corruzione e dall'ingiustizia) raggiungerà il suo apice, la gente vedrà la Sua grandezza e lo riconoscerà come Potere Assoluto. Allora, l'umanità si inginocchierà davanti ai Suoi piedi e lo adorerà come il personaggio più grande che sia mai apparso sulla faccia del nostro pianeta. La Sua essenza è divina. Non dimenticherà nulla. Non ci sarà nulla che non conosca. Egli avrà grandi poteri purificatori. Il solo vederlo purificherà l'animo della gente; la semplice esposizione all'energia irradiata da questo personaggio divino potrà annullare il karma di ognuno. Avrà tre incarnazioni. Coloro che lo criticheranno commetteranno peccato. Dal 1979 la corrente del mondo cambierà direzione: la rettitudine affiorerà gradualmente e l'ateismo comincerà a diminuire. Da quell'anno Egli compirà miracoli mai visti."

Le profezie dell'Apocalisse di Giovanni

I testi sacri indù avevano previsto la discesa di un Avatar, simbolicamente identificato come un condottiero che cavalca un cavallo bianco. Il cavallo è il simbolo della mente e Colui che lo cavalca ha il significato di dominarla. La mente è responsabile di tutte le proiezioni che ci allontanano dalla verità suprema. I testi sacri segnalano che il Condottiero indosserà una veste color della fiamma, o del sangue, porterà i segni cutanei tipici degli Avatar, verrà accompagnato dai Kalas e condurrà l'umanità verso l'Era dell'Oro, che durerà mille anni.

Dice Giovanni nella sua Apocalisse (cap. IXX):

" Poi vidi il cielo aprirsi, ed ecco un cavallo bianco e colui che lo cavalcava si chiamava il Fedele ed il Verace ed egli giudica e guerreggia con la giustizia… Era vestito di una veste color del sangue ed il Suo nome è la parola di Dio. Gli eserciti che lo seguivano sopra cavalli bianchi erano vestiti di lino bianco e puro…

…Egli afferrò il dragone del male e lo legò per mille anni, dopo di che avrà da essere sciolto per un po’ di tempo".

Il nome con il quale Sai Baba viene registrato all'anagrafe dai genitori è Sathya Narayena Raju. Raju è il nome della famiglia. Sathya vuole dire verità e Narayena significa "colui che rimane fedele nel cuore degli uomini".

In sintesi, il nome anagrafico di Sai Baba è il Verace e il Fedele.

Giovanni aveva visto giusto.

Le profezie di Maometto

Circa 1400 anni fa Maometto si propose al mondo come profeta, o inviato del Signore. Il profeta dell'Islam aveva attinto la Sua cultura e la Sua preparazione dal sistema filosofico indiano, come avevano fatto a suo tempo Buddha, Apollonio e Gesù.

Ne l' "Oceano della Luce", al volume XIII, il Profeta consegna al mondo trecento segni che permetteranno al ricercatore spirituale di individuare la nuova incarnazione di Dio.

L'opera, scritta circa sette secoli dopo la morte di Maometto, aveva lo scopo di raccogliere tutto ciò che aveva dichiarato il profeta in vita, affinchè non andassero perdute le Sue parole. L'Oceano della Luce è costituito da 25 volumi. Il tredicesimo, che porta il titolo di "El Mahadi Maoud", che significa" L'atteso Condottiero", si riferisce all'apparizione del Grande Maestro del Mondo alla fine di questo nostro millennio. L'opera, scritta in arabo, è reperibile, non senza difficoltà, in Persia. Alcuni brani vengono riportati da Lowenberg nel libro "The heart of Sai " (Sathya Sai pub, Prashanti Nilayam, Puttaparti, India).

Il volume XIII parla esclusivamente del Condottiero Spirituale che dovrà sovvertire l'ordine delle cose, risvegliare la spiritualità e l'amore nell'uomo. La Sua comparsa avverrà, riferisce l'Opera, nel momento in cui l'umanità avrà toccato il fondo. Così scorre il racconto:

Alcuni discepoli musulmani domandarono al profeta: "Sei tu El Mahadi Maoud, il Grande Maestro?"

Rispose Maometto:

"Nessun profeta e nessun messia potrà mai avere i poteri con i quali discenderà il Maestro del Mondo. Nessun profeta sarà grande quanto il Maestro, in quanto il potere che possiede il Messaggero non è sufficiente per risolvere i guai di una nazione, o salvargli la vita. Per quanto riguarda il Maestro del Mondo, tuttavia, nessun potere del mondo riuscirà a conquistarLo, nessuna potenza potrà ucciderLo"

I discepoli domandarono ancora:

"Come potremo riconoscere il Signore dei Signori?"

"Voi" disse allora Maometto "non potrete riconoscerLo perché quando il Maestro verrà voi sarete così spinosi che non avrete la possibilità di trovarLo. I cristiani e i popoli di altre religioni avranno invece questa possibilità. Lo troveranno e Lo adoreranno, ma i musulmani non potranno farlo. Vi fornirò, comunque, i segni che consentiranno di riconoscerLo e di distinguerLo dai falsi profeti che in quell'epoca discenderanno numerosi"

I segni che fornisce Maometto sono così precisi che è possibile persino tracciare un identikit del Condottiero. Ascoltiamo il Profeta nella sua descrizione.

" La sua chioma sarà come una corona, la fronte sarà larga, la radice del naso ampia, i denti centrali saranno separati. Il Suo viso sarà sempre ben rasato. Il Maestro del Mondo non porterà mai la barba. Avrà un neo sulla guancia e indosserà due abiti color della fiamma. Il Suo corpo sarà minuto, ma lo stomaco ampio nell'età matura. Le gambe saranno come quelle di un adolescente. Egli porterà con sé la sapienza e la conoscenza di tutte le religioni del mondo. Tutte le scienze e la cultura del mondo alloggeranno nella Sua mente fin dalla nascita. Qualunque cosa chiederete Egli ve la donerà. Tutti i tesori del mondo saranno sotto i Suoi piedi. A tutti farà piccoli doni e materializzerà oggetti anche dalla bocca. Benedirà i devoti toccandoli con la mano. Coloro che lo vedranno saranno felici e le stesse anime disincarnate godranno della Sua visione. I devoti allungheranno il collo per vederLo. Il Maestro vivrà sino a 95-96 anni. Negli ultimi venti anni della Sua vita Egli verrà riconosciuto come il Re dei Re, anche se per quel periodo soltanto due terzi dell'umanità crederà in Lui. I musulmani lo riconosceranno soltanto nove anni prima che Egli lasci il Suo corpo. Voi avreste potuto stringerGli la mano, ma avrete perduto questa grande occasione. Il Maestro vivrà in collina e i Suoi devoti si riuniranno sotto un grande albero. A quei tempi voi spenderete molto denaro per abbellire le vostre moschee, ma nessuno di voi andrà là a pregare. Pubblicherete bellissimi libri del Corano, ma nessuno di voi comprenderà ciò che vi sta scritto. I veri insegnamenti di Mosè sono nascosti in una grotta dell'Antiochia, ma il Re del mondo, l'incarnazione di Dio, sarà l'unico che fornirà all'umanità un insegnamento di verità".

La descrizione fatta da Maometto è fotografica. Tutti i segni forniti dal Profeta dell'Islam calzano alla perfezione al personaggio Sai Baba. Lui stesso ha annunciato che morirà all'età di 95 anni.

La posizione dei pianeti al momento della nascita di Sai Baba

Sri Ganapati, nel suo pregevole lavoro "Swami ", introdotto dal biografo ufficiale di Sai Baba, N. Kasturi, fornisce la seguente posizione dei pianeti al momento della nascita dell'Avatar:

Luogo di nascita

Puttaparti

Data di nascita

23 novembre 1926

Ora di nascita

ore 5, minuti 6

Fase lunare

4 giorno dopo la luna piena

Stella

Orione

Longitudine

77 gradi, 47' Est

Latitudine

14 gradi, 10' Nord

Tempo siderale

8, 51', 54"

Corso del sole

22 gradi, 50', 9"

Forza di equilibrio sulla data di nascita

Rahu, 2° anno, 1° mese, 14° giorno

Sai Baba morirà nel 2021 e rinascerà nel distretto di Karnataka nel 2029. Per vent'anni, tuttavia, la nuova incarnazione divina che prenderà il nome di Prema Sai non si manifesterà pubblicamente. Comparirà intorno al 2050 a Mysore dove eleggerà il Suo quartier generale.

Nel 2050 l'uomo assisterà alla trasformazione del mondo. La giustizia regnerà sul pianeta. Non vi saranno più religioni diverse, ma un'unica religione: quella del Divino Amore. L'umanità sarà riunita sotto un'unica bandiera spirituale che adorerà Dio Uno e riconoscerà il Sé interiore al di là dei falsi edifici costruiti da solerti seguaci di questa o quella religione.

"L'intera umanità è la mia famiglia. Non esiste nessuno su questo pianeta che non mi appartenga. Sono tutti miei, ed Io sono loro", dice Sai Baba, "Essi possono anche ignorarmi, ma sono egualmente miei. Io non rinuncerò a voi, nemmeno se mi terrete lontano. Non dimenticherò nemmeno coloro che mi negano. Sono venuto per tutti. Coloro che se ne stanno lontani verranno egualmente chiamati vicino a me e saranno salvati"

Le profezie di Nostradamus

Nel sedicesimo secolo il medico francese Nostradamus scrisse le sue Centurie; circa 2500 predizioni in stanze. Tra le tante previsioni, alcune sono di importanza internazionale e coprono un periodo di diversi secoli. Circa 800 predizioni si riferiscono agli ultimi 400 anni e sembrano essersi realizzate. Le profezie più significative riguardano l'Afganistan e la Persia del 1727; la rivoluzione francese del 1792; le due guerre mondiali; l'ascesa di Hitler, che il veggente chiama Hilter, anagrammandone il nome; l'ascesa e la capitolazione di Mussolini e delle sue camicie nere.

Una profezia ha un interesse drammatico per tutta l'umanità e si riferisce a questi decenni quando un condottiero immortale nato in India, dotato di sapienza e di poteri eccezionali, parlerà alle genti e condurrà l'umanità sotto l'unica bandiera di una religione universale fondata sulla verità, unificando i popoli in una sola casta di fratelli.

La profezia annunciata da Nostradamus ricalca quella dei maestri himalaiani, di Maometto, delle Upanishad e di Papa Giovanni.

Le profezie del profeta Bab

Bab è il profeta della religione Bahai. La religione Bahai non è molto conosciuta in quanto i suoi seguaci non fanno del proselitismo.

Bahai si nasce, affermano i maestri di questa fede. Il ricercatore della verità viene incontrato al momento opportuno.

Il profeta Bab venne giustiziato sulla pubblica piazza, proprio nel paese in cui nacque e predicò (la Persia), attorno al 1845. Un seguace, Bahahullah, fondò una religione sul Suo insegnamento.

Bab profetizzò la discesa di un grande Maestro, che avrebbe unito tutte le religioni del mondo, in quanto Dio è uno solo ed è perfettamente inutile e sciocco mantenere certe divisioni. L'unico sentiero che conduce a Dio, sosteneva il Profeta, è l'amore ed il servizio agli altri.

L'annuncio profetico di Aurobindo

Aurobindo, maestro spirituale indiano, ha avuto un ruolo importante nella stessa politica del suo paese, tracciando indelebili segni sociali sulla matrice di quella terra. L'annuncio che egli fece il 24 novembre 1926 è, a dir poco, drammatico. Si tratta di un annuncio impressionante perché, pur non essendo così preciso e fotografico come la profezia di Maometto, è tuttavia così vivo da scuotere l'animo di chiunque.

Il giorno dopo la nascita di Sai Baba, Aurobindo chiamò a raccolta i suoi discepoli. I devoti meditarono per circa 45 minuti. Quel giorno Aurobindo ritenne di aver raggiunto la perfezione spirituale (siddhi). Benedì ogni singolo presente ed avvertì che Dio si era incarnato. "Il divino è sceso sulla terra. Dio si è incarnato, portando con sé tutti i poteri della divinità: l'onnipotenza, l'onniscienza e l'onnipresenza". Da quel giorno Aurobindo visse in solitudine, comparendo raramente tra i discepoli. Il 24 novembre divenne uno dei quattro giorni dell'anno in cui Aurobindo offriva il suo darshan ai devoti, mentre la gestione dell'ashram venne affidata ad una discepola francese. Aurobindo morì nel 1950. L'unica grande mistico nato il giorno annunciato da Aurobindo è Sai Baba.

"Il 24 novembre 1926 Krishna " aveva ribadito Aurobindo ("Sri Aurobindo, uomo e profeta", edizioni Galeati, pagg. 330-331. "The godman", di Gocak, Puttaparti) "è sceso sotto vesti umane. Un potere infallibile guiderà le menti, e nel cuore delle genti arderà la fiamma immortale. Le moltitudini ascolteranno la sua voce".

Sai Baba nasce il 23 novembre 1926, mentre Aurobindo parla del 24. La differenza di 24 ore è legata al fatto che Aurobindo percepì la nascita dell'Avatar soltanto nel momento in cui raggiunse i siddhi, i poteri sovrannaturali. Aurobindo raggiunse la capacità di espletare poteri sovrannaturali, infatti, soltanto quel giorno.

Le profezie di Papa Roncalli

Angelio Roncalli, il papa buono, sembra essere l'autore di profezie sconvolgenti, che, oggi, anno 1998, vediamo già in parte realizzate. Le profezie vennero fatte nel 1935, quando Roncalli ricopriva il ruolo di delegato apostolico in Turchia. A quel tempo Roncalli venne introdotto in una società segreta iniziatica dove dettò le sue profezie. Queste profezie, trascritte dal Cancelliere della società segreta, vennero gelosamente custodite ed apparirono nel 1976 in un libro di Pier Carpi dal titolo ("Le profezie di Papa Giovanni" - Edizioni Mediterranee - Roma). L'autore cercò di interpretare le dichiarazioni di Papa Giovanni, lasciando tuttavia alcune profezie non decifrate per mancanza di elementi. Mi pare che oggi possiamo interpretare meglio quei passi, usando una chiave esoterica.

Le profezie annunciano tempi duri per la chiesa romana e, proprio in quel periodo di terrorismo e di sangue, ecco comparire sulla scena il Santo Scalzo.

"Nella tua casa riceverai un santo a piedi nudi. E farai attendere i potenti, le mani disarmate, a pregarti. Il santo parlerà anche per te in ogni contrada e dal mondo ecco i bianchi fiori ti avvolgeranno. Tuo sarà il viaggio del coraggio, la grande sfida al mondo ed all'immondo principe del mondo… E ti farai scalzo, e camminerai col santo scalzo…"

Chi conosce Sai Baba comincia già ad intravedere la possibilità che Egli sia il Santo Scalzo di cui parla Giovanni. E' il Santo che predica l'amore universale e tiene viva la fiaccola della spiritualità nel mondo.

"Due fratellli e nessuno sarà Padre vero. La Madre sarà vedova. I fratelli d'Oriente e d'Occidente si uccideranno e nell'assalto uccideranno i loro figli. Allora scenderà dal monte il santo scalzo e scuoterà il regno, dinnanzi alla tomba dello scalzo…Ascoltate le sue parole…"

Il Santo scalzo scende simbolicamente dal suo piedestallo per soccorrere un'umanità affranta dalla lotta e dal sangue. Il monte di cui si parla va interpretato, o si riferisce alla collina di Puttaparthi?

"Nella terra di Brahma una voce disarmata. E' la coscienza del mondo, che non morirà mai. Da lui verrà al mondo un nuovo ordine di cose".

Le armi costruite in gran segreto da diverse nazioni portano il lutto sul pianeta, ma di nuovo il Santo Scalzo agirà attraverso diversi accorgimenti proprio com'è lo stile di Baba, il quale ha affermato: "Dal mio sessantesimo anno, io agirò all'interno dei cuori, attraverso il pensiero e raggiungerò il mondo".

"I due capi russi si scontrano nel nome dell'umanità. Nella terra celeste sta la voce di chi ama il mondo e parla per i deboli….

Roma, accetta le rovine, non stendere fiori o sete per i piedi nudi di chi viene. Questi piedi amano il dolore".

Ci sarà un tempo in cui un papa avrà l'ardire di recarsi in pellegrinaggio dal Maestro del mondo e di camminare al Suo fianco a piedi nudi, così come nudi sono i piedi del Santo. Verrà anche il tempo in cui il Santo Scalzo verrà a Roma e verrà nel momento in cui la Chesa romana avrà maggiormente bisogno. Il messaggio di Dio non verrà abbandonato. Sarà il Santo Scalzo a tenerlo vivo anche quando la violenza, l'odio e il sangue soffocheranno ogni barlume di spiritualità. Sarà il Santo dei Santi, colui che cammina a piedi scalzi, che ristabilirà nel mondo la giustizia, la pace e l'amore.

Le profezie di Malachia

Le profezie di Papa Giovanni si ricollegano a quelle di Nostradamus, ma, soprattutto, a quelle di Malachia.

San Malachia, Maelmaedhog Us Morgair, nacque nel 1074 e morì nel 1148. La sua storia è alquanto insolita.

Viene nominato prima vescovo e poi arcivescovo e primate d'Irlanda ad Armagh, sua città natale; ma, nel 1132 rinuncia alla sua carica e torna monaco, un semplice monaco per dedicarsi meglio alla sua devozione ed alla sua missione, che l'alto incarico evidentemente gli impediva di espletare. Proprio in quegli anni egli scrive le sue profezie. Si trova a viaggiare verso Roma e durante la visita all'abbazia di Clairvaux fa amicizia con San Bernardo, che diventerà il suo biografo. E' forse S. Bernardo che raccoglie le sue profezie sui sommi pontefici (Prophetia de summi pontefici). Nel 1590 le profezie vengono ritrovate nella biblioteca di Clairvaux da un monaco benedettino, che le dà alle stampe.

La profezia consiste semplicemente di 112 motti simbolici latini con i quali Malachia preconizza altrettanti pontefici. Stranamente tutti i motti si applicano alla perfezione ai pontefici e alle situazioni che questi hanno dovuto affrontare nel tempo. Negli anni '60, per esempio, quando muore Giovanni XXIII, il successore viene identificato nel motto Flos florum (Paolo VI).

Dopo Paolo VI i papi dovrebbero essere ancora tre o quattro. Papa Luciani muore dopo qualche settimana di pontificato. Appare Woytila. Dopo di lui ci dovrebbero essere ancora due papi, o, forse, soltanto uno: l'ultimo. De gloria olivae. Nella basilica di S. Paolo fuori dalle Mura, dove si trova tutta la serie dei medaglioni di pontefici, da S. Pietro in avanti, i conti tornano. I tempi stringono. La grande piramide e Nostradamus confermano le profezie di papa Giovanni. Roma resterà senza papa. Il papa se ne andrà da Roma e troverà conforto nel Santo Scalzo nella terra di Brahma, presso Colui che predica anche per il capo dei cristiani.

La fine del papato corrisponderà all'inizio dell'Età dell'Oro, durante la quale tutti gli uomini cominceranno ad unirsi sotto un unico credo, senza religioni, senza dogmi, senza campanilismi, tutti uniti sotto l'unica bandiera dell'amore e della devozione per Dio-Uno. Si avvererà quello che Sai Baba ha annunciato. Nel 2030 si vedranno i frutti della missione intrapresa dal Kalki Avatar, che verrà completata dalla sua prossima incarnazione, sotto il nome di Prema Sai.

Qualcosa di terribile e di esaltante si sta muovendo e forgiando all'ombra del piccolo uomo scalzo. L'Avatar porterà l'umanità fuori dalla crisi, al di là di questa terrificante dimensione fatta di ingiustizia, violenza ed egoismo. "Da Lui" , ribadisce papa Giovanni "verrà al mondo un nuovo ordine di cose".

Nota aggiunta

Il Gayatri Mantra

Il Gayatri Mantra è il mantra più sacro, e, mentre prima era conosciuto e cantato soltanto dagli iniziati indù, oggi tutti hanno il permesso di cantarlo, per volontà di Sai Baba.

Il Gayatri Mantra è l'essenza di tutti i Mantra; vale a dire, l'Essenza di tutti i sacri Nomi di Dio.

La Gayatri è una preghiera volta solo ad ottenere l'illuminazione dell'intelletto.

E' un'invocazione rivolta alla Dea che non ha un nome speciale, ma che trascende tutti i Nomi.

Essa è diretta alla Madre Universale, senza alcun nome restrittivo: Essa è la Madre di tutte le genti, di tutti i tempi e di tutte le religioni.

E' di validità universale.

Il suo testo è il seguente:

OM BHUR BHUVAH SVAH

TAT SAVITUR VARENYAM

BHARGO DEVASYA DIMAHI

DHIYO YO NAH PRACHODAYAT

"O Madre, che sussisti in tutti i tre Kala, nei tre Loka e nei tre Guna, Ti

prego, illumina il mio intelletto e dissolvi la mia ignoranza come il

fulgido sole disperde ogni tenebra.

Ti prego, rendi sereno, acuto ed illuminato il mio intelletto!"

Il Gayatri Mantra contiene una descrizione e una lode, una preghiera e una Dhyana: " Om Bhur Bhuvan Svah, Tat Savitur Varenyam, Bargo Devasya": queste parole sono la descrizione e la lode rivolte alla Madre Universale: "Dimahi " (io sto meditando) è la Dhyana; " Dhiyo Yo Nah Prachodayat" è la preghiera perché si arricchisca e si illumini l'intelletto di colui che prega.

Il Gayatri Mantra è la Madre dei Veda ed il suo canto elargisce gli stessi benefici effetti del canto di tutti i Nomi di Dio.

(Potete trovare questi ed altri Bahjan nel libro BHAJAN VALI [il Libro dei Bhajan], edito dalle "Edizioni Sathya" - Strada Ponte Verde, 11/4 -Torino. Tel.: 011/650.68.16 - 650.69.16)

Ricordiamo che è possibile avere altre notizie sull'Avatar visitando il sito web dell'Organizzazione Sathya Sai Baba Italia (http://www.osssbi.org) che riporta anche gli indirizzi dei Centri italiani e molti Discorsi di Sai Baba liberamente scaricabili.

Si consiglia altresì una visita al sito delle Edizioni Milesi (http://www.edizionimilesi.com), casa editrice specializzata nelle opere di e su Sai Baba.


- LEZIONE VENTICINQUESIMA -

·      Preliminari alla tecnica occulta della meditazione.

·    La scienza del controllo dell'emotività, tramite il volere personale.

·    Il dominio dei pensieri.

·    Il meditante come un arco teso.

·    Cos'è la meditazione?

·    Quali effetti produce nella vita quotidiana?

In una sintesi della natura di questo Trattato è necessario inserire anche un capitolo sulla meditazione. Ma, saremmo dei vandali del pensiero se ritenessimo di poter sviscerare l'intera problematica della meditazione, in poche pagine. E, ciò, per varie ragioni. Innanzi tutto i veri frutti della meditazione arcana rappresentano quel che di più genuino, di più potente e di più sostanziale esiste nella natura occulta del mondo: quindi, l'argomento della meditazione può venir trattato coerentemente soltanto nel comune linguaggio dello "Spirito Santo", tra Iniziati. In secondo luogo, la vera meditazione è qualcosa di diverso da quanto il mondo conosce; e, per penetrare il suo segreto, bisogna conoscere a fondo il segreto dei Raggi, il segreto dei cicli evolutivi, il segreto di ogni razza madre. Perchè ogni Raggio ha la sua meditazione; ogni ciclo evolutivo medita a seconda della natura che gli si confà, ogni razza madre giunge ad un punto di potenza interiore, che prosegue nella presente. Lo sforzo titanico che l'uomo deve compiere per bruciare in sè ogni limitazione di tempo e di spazio e comprendere il principio latente nel processo della meditazione lo porta a venir iniziato e ad avere, della stessa, una visione molto più coerente e precisa di quel che fosse precedentemente.

Come al solito, una Legge agisce nel nostro caso: quella dell'interpolazione dell'energia e della materia. Si è voluto, spesso, portare degli esempi alla generalità del fenomeno, rendendolo ancora più incomprenso. Si è detto che la vita pulsa, secondo un ritmo preordinato, ovunque; nelle vie lattee e nei microbi. Che tutto vibra, seguendo un naturale processo di meditazione naturale. Che lo stesso Logos Solare apre le Sue ali evolutive e crea un sistema, iniziando una profonda meditazione e, allorquando la cessa, raccoglie i frutti della medesima. Ma, lasciamo che i Maestri diano simili indicazioni. Ciò è necessario, per mettere le radici ad una problematica che, da par Loro, deve svelarsi sin nelle più profonde regole. Il ripetere, da parte dei discepoli, che il Logos Solare, o il Logos Planetario, sono in meditazione, durante l'arco del Grande Manvantara, e la cessano, al termine, è assolutamente inutile; poichè, salvo che in un fluidissimo principio, la meditazione del Logos Solare e quella dell'uomo sono di natura molto lontane. Ciò che importa, invece, è comprendere - in grandi linee - il problema e, quindi, trattarlo unicamente dal punto di vista umano e secondo le giuste direzioni.

Vogliamo, in primo luogo, sottolineare vivamente un fatto molto importante. Per il vero discepolo la meditazione è un'attività creativa estremamente superiore, per intensità, ad ogni sua altra attività. Non si tratta del "riposino" tra le attività quotidiane, ad ore fisse. Non si tratta di uno stato di estasi catalettica, che, nell'illusione di essere graditi a Dio, o ai Maestri, oppure al Sè Superiore narcotizza i sensi mentali e spirituali, facendo uscire il soggetto dalla propria camera, con occhi sognanti e profumo di santità... La vera meditazione presuppone una volontà di ferro e una tecnica profonda dell'occulto; e, mentre, in un primo tempo, il discepolo sceglieva dei momenti adatti per la meditazione, in un secondo tempo, egli la regge continuativamente, durante il giorno, e sono i momenti adatti a venir da lui. Secondo noi, è molto importante che si capisca la vera natura di questo processo. Abbiamo conosciuto molte persone che, lungo gli anni, erano ubriachi di teorie e si paralizzavano l'intelletto e le funzioni cerebrali, comprese le spirituali, con una crisi mattutina, che chiamavano meditazione.

Vi sono tre elementi da considerare, nell'evoluzione occulta dell'uomo: la Materia, l'Anima, lo Spirito. La Legge del movimento universale mette in rapporto l'oggettività esteriore (la materia), con la soggettività interna (lo Spirito) e dal rapporto che ne nasce l'Anima diventa radiante e fa da ponte e da equilibrio ad ogni polo degli opposti. Meta dell'evoluzione, per questo nostro sistema solare, è lo sviluppo completo dell'Anima; a ciò servono le catene e le ronde, i periodi di globo e le razze. Le potenzialità che trova l'uomo lungo il Sentiero, dopo avergli donato l'autocoscienza, gliela sviluppano in maniera tale da far sembrare quasi incredibile la meta a cui è diretto. Quindi, se per meditazione consideriamo un processo alchemico, che è la costante fissa dell'evoluzione in cui si trova l'uomo, processo continuo, serrato, inarrestabile per la natura stessa delle cose, vedremo che essa non è un fatto nuovo per l'Ego. Durante l'epoca lemurica, l'uomo acquistò la padronanza del suo strumento fisico: il corpo. Per lui, non esistevano Spirito, nè mète ideali. La sua attenzione era concentrata alle funzioni biologiche, che ne rappresentavano il massimo diapason evolutivo. Fu in tale periodo che la Gerarchia Bianca dette ai migliori della razza le regole di educazione occulta, o di meditazione, riguardanti la sfera fisica, e che sono chiamate di Hata Yoga. In Oriente si seguita a praticare tale arte, per una tradizione ed un ricordo atavico. In Occidente, imitando gli orientali e, per lo più, senza la cognizione profonda delle regole esoteriche, continuano a prolificare gli istituti che insegnano le varie posizioni yoga, per acquistare la libertà dell'Assoluto, ecc...

Quando la razza si incarnò nuovamente in Atlantide, essa possedeva, quale meta evolutiva, un corpo astrale da vivificare e da controllare: il corpo delle emozioni. Entrò in funzione un nuovo tipo di meditazione: quello del controllo dei sentimenti. Tutt'oggi, noi incontriamo dei discepoli che rischiano di cadere in uno spietato isolamento, sinceramente convinti che provare sentimenti e calore verso qualcosa o qualcuno sia offesa alla Gerarchia. Poveri fratelli, che non hanno capito il vero messaggio dell'amore; si tengono guardinghi, sul loro vacillante ponte, nel timore di tuffarsi nel grande mare dell'amore universale. Ed è bene che comprendano quando tutto ciò che di archetipico esiste nell'uomo, come affetti, sani desideri, sincero entusiasmo sia frutto di una lunga, oculata evoluzione. Riteniamo, a tal proposito, significativo riportare la frase del Maestro K.H., il Quale, per difendersi dall'immagine sbagliata che si aveva (e si ha tuttora) degli Adepti, scrisse, in passato: "Noi siamo tutt'altra cosa di una viola, disseccata tra le pagine di un libro". Ogni grande Autore di occultismo, a partire dalla Blavatsky, sino a giungere alla Bailey, ha avuto qualcuno e qualcosa, nella sua vita, che egli amava profondamente e che gli dava la possibilità di manifestare un lato della natura che, solitamente, dai discepoli è trascurato: quello dell'affettuosità, quello del calore, quello della semplicità.

Dunque, durante l'epoca atlantidea, la Gerarchia dette all'umanità un nuovo tipo di meditazione, che si allacciava alla sfera astrale: quello del controllo dei sentimenti, tramite la volontà.

Nell'epoca ariana, un terzo tipo di meditazione viene rivelato: il dominio dei pensieri, del corpo mentale. Al giorno d'oggi, i tre sistemi si fondono in uno. Il discepolo che, d'abitudine, inizia la sua meditazione, assume una posizione corporale di armoniosa linea funzionale (e sintetizza la vittoria sugli elementi raggiunta in Lemuria); quindi, definisce il rutilante vibrare dei suoi sentimenti, rendendo il corpo emotivo limpido ed incolore, con uno sforzo di volontà; infine, fa divenire coerente e vuoto lo spazio interno del suo corpo mentale, acquietando ogni pensiero inutile e divenendo il "Padrone del cocchio".

I più, a questo punto, si fermano; paghi di un certo senso di dominio su sè stessi e nulla più. Pensano che angeli invisibili accorrano non appena abbiano calmato i tre corpi, o che il Maestro si affretti a inserire, nella loro borsa aperta, le monete d'oro della Sua saggezza. Ed è chiaro che il peso occulto che la Gerarchia porta sulle Sue spalle, per quanto dura quella meditazione, si è arricchito di qualche pietra in più.

Dobbiamo, invece, raffigurarci il meditante come un arco. Durante la giornata la corda dell'arma è lenta, ma, nell'esercizio occulto, essa deve venir tesa all'estremo e il dardo del proposito, scagliato, secondo ogni più viva possibilità personale, nella direzione adatta. Risulta chiaro, quindi, che varie componenti entrano in questione, in tale attività. L'evoluzione del discepolo è la principale: la sua cultura, la sua conoscenza dei colori occulti e del potere magico del suono, della tecnica di ogni Raggio, della direzione verso cui scagliare il dardo. Ma, in primo luogo, è necessario uno sforzo attivo e completo, in tutto il processo, ed una sovrannaturale limpidezza di mente.

Ecco la ragion per cui, pur non negando al discepolo il suo diritto a meditare quotidianamente, i Maestri suggeriscono che egli si formi una salda cultura delle condizioni storiche della sua razza, perchè, durante la meditazione, egli si collochi "nel punto occulto" giusto e adatto alla sua personalità; che studi accuratamente il metodo che la Gerarchia ha dato all'umanità, per questa razza, riguardo alla meditazione esoterica; che controlli il suo strumento fisico, quello astrale e quello mentale, in modo che, durante la funzione creatrice suddetta, l'arco sia ben pulito, vibrante e capace di una lunga gittata; che viva una vita di servizio, per creare, attorno a sè, un'aura armoniosa che, contemporaneamente, lo unisca, dal lato invisibile delle cose, all'Aura della Gerarchia e lo protegga dai rischi dell'esercizio esoterico. Lo studio accademico è necessario perchè, finalmente, il discepolo raggiunga qualcosa di personale, di nuovo, da offrire al Luminoso Archivio della Gerarchia.

L'interpolazione dell'energia e della materia è il ritmo primo delle cose. Dall'immanifesto si inquadrano, nel tempo e nello spazio, tutte le cose che formano il panorama del mondo oggettivo. L'energia, secondo schemi coordinati e sublimi, si tramuta in materia. Una volta che il baricentro del ciclo materiale ha acquistato una tensione massima, la materia si spiritualizza, si assottiglia, ritorna nella sorgente da cui emanò. Non ha perso il senso della coscienza (sia minerale, che vegetale, che animale, che umana), ma acquistato una colorazione vitale che, prima dell'esperienza, le mancava. In tutto ciò, la meditazione e la concentrazione hanno peso da protagonisti. L'intero mondo minerale, ad esempio, è tenuto nel suo stato di cristallizzazione, da una Gerarchia di Poteri Angelici, che si occupa della sua evoluzione; nel mondo vegetale "la concentrazione occulta" allenta la presa, ma sussiste; lo stesso è nell'animale. Nel regno umano, gli Angeli Solari, che lo avevano accompagnato nelle tre precedenti grandi esperienze attendono che l'uomo si accorga di Essi e porga loro la mano, fluendo nel quinto regno: quello dell'Anima. La meditazione è la maniera diretta per raggiungere una radianza sublimale, identica, per natura, a quella del mondo devico. Con la meditazione, si riconosce l'identità dell'energia e della materia e si è liberi dal complesso di inferiorità verso l'energia e da quello coercitivo verso la materia. È chiaro che ciò che diciamo può sembrare a molti pura teoria; sottolineiamo, però, che, una volta penetrati nell'atmosfera del Reale, codesta appare come l'unica forma di esistenza degna di venir vissuta. Afferma il Maestro Tibetano che, quando l'uomo ha raggiunto il contatto con il proprio Angelo Solare, ogni allettamento esteriore cessa di gettare l' incantesimo su di lui. Egli si rende conto che l'Angelo Solare è Nucleolo di Amore, Sapere, Potere.

All'inizio, il discepolo va a tastoni, lungo l'esperienza della meditazione. Egli si trova, ovviamente, sempre a compierla da solo. Anche se ne ha lungamente discusso con i confratelli di gruppo, o ha studiato l'argomento fino in fondo. Il momento è del tutto creativo ed è l'attimo in cui la mummia viene sfasciata dai bendoni che rappresentano cognizioni acquisite, forme concettuali esterne, affinchè essa possa compiere i primi passi, da sola, nel nuovo regno. Ogni vera meditazione muta radicalmente la sostanza viva del proprio io; ogni vera meditazione rigenera l'uomo e lo completa; ogni vera meditazione è una sintesi di esperienze vitali, animiche, spirituali.

È durante la meditazione che lo sguardo del Maestro si intensifica sul discepolo ed Egli trova la via sgombra per poter trattare l'Anima del fratello minore, secondo i Suoi propositi. Il fatto è significativo, poichè racchiude un accenno occulto. Quanti chilometri, quante emozioni disordinate, quanto cammino e quanta delusione si sarebbero risparmiati coloro che, in passato, vollero andare a raggiungere il loro Guru, nelle montagne orientali, o fra i deserti. Salvo rarissime eccezioni, tutti furono rimandati indietro. E v'è ancora chi crede che molta fatica gli verrà alleviata, se soltanto potesse vedere fisicamente il Maestro. Al giorno d'oggi, la mèta per la razza ariana è la conquista del territorio mentale; soltanto durante la meditazione si deve trovare la porta segreta di Iside. Il resto è contrario all'evoluzione naturale dei tempi.

Come dicevamo, il discepolo, ingiustamente sentendosi solo e abbandonato, all'inizio brancola, scarta, uno dopo l'altro, vari metodi di meditazione; e, ciò, serve di primo, sommario esame, da parte dei Maestri, che non conoscono distanze e tempi, per sottoporlo alla prova della persistenza, della tenacia, della nascita del volere magico. Lo sviluppo dell'intuizione cresce, man mano, tra le delusioni. Il discepolo viene a sapere che la teoria dei Raggi è vitale per ogni occultista. Che sei Raggi esistono in lui ed uno solo di essi è fondamentale ed eterno. Si rende conto che accelererebbe di molto la sua evoluzione, se scoprisse quali sono i Raggi che si intrecciano a formare la propria entità-uomo. Forse, qualche impreparato spiritualista si divertirà a profetizzargli che egli appartiene a questo, o a quel Raggio. Ma, il vero discepolo non gli crederà, se la rivelazione non collimerà col proprio animo. Ed ecco, persistente, una vibrazione che inizierà a pulsargli nel cuore animico; egli si convincerà che il Raggio del suo corpo causale è il Primo, o il Secondo, o il Terzo. Ed allora, incerto, inizierà la meditazione quotidiana, indirizzandosi al metodo del Primo o del Secondo o del Terzo Raggio. Questa, è la nascita del dinamismo spirituale. Non importa se egli sbaglierà sinceramente; basta che egli tenga ben conto degli errori che fa. Se soltanto riuscirà ad avere il dominio su sè stesso e intuire i suoi Raggi, a lungo andare intuirà i Raggi non solo di chi gli verrà posto accanto dal Maestro, ma anche nella loro azione generale, in natura. E la constatazione personale del potere dei Raggi, nell'universo, fa, di un uomo, un Adepto.



- LEZIONE VENTISEIESIMA -

v Cosa è il Guru, o il Maestro?

v I sette stadi di contatto, o di intimità spirituale, tra il discepolo ed il suo Guru -

Necessarie precisazioni

Prima di proseguire nell'opera e trattare in modo sintetico e particolareggiato i dodici (14) pleniluni annuali; prima di ampliare il discorso sui Raggi, dal punto di vista planetario e non soltanto umano; prima di parlare dei dodici (14) segni astrologici, riteniamo necessaria una breve pausa, per chiarire alcune questioni al lettore. Il presente Corso di lezioni è rivolto a due tipi di studenti. A coloro i quali hanno già una specifica preparazione nel campo, ed hanno letto e studiato numerosi libri che trattino l'argomento a fondo. Questa sintesi, alcune precisazioni mai fatte sino ad ora; delle correzioni su punti di vista ritenuti fondamentali sull'argomento, di conseguenza, saranno loro di valido aiuto per riordinare il bagaglio delle cognizioni che possiedono e per fare un ulteriore passo avanti sul Sentiero. Il Corso potrà andare, e lo speriamo fermamente, anche in mano a coloro che non hanno compiuto diretti studi sull'argomento. Non sarà un caso, visto che il karma, o la legge di causa ed effetto, regna sovrana ovunque. Leggere attentamente quanto scriviamo ed applicare il proprio intuito risvegliato alla ricerca di prove individuali che convalidino la teorica sin qui esposta renderebbe questi ultimi lettori vibranti, nei valori esoterici, al livello dei primi. Essi avrebbero avuto la grande fortuna d'iniziare il cammino sul Sentiero, in modo diretto e inequivocabile, senza giri tortuosi e spreco di letture e di studi inutili.

Le prime domande che sorgono spontanee in chi entra in contatto con l'elevato occultismo sono le seguenti: "Da dove viene tutto ciò? Chi ha rivelato queste verità? Chi ci dà la prova che esse siano vere?". Domande giuste, e che dimostrano uno spirito sano e razionale. Cercheremo di dare una risposta ad esse, sforzandoci di mostrarci esaurienti.

Il campo in cui, lettori e studiosi, vi siete inoltrati, come avrete potuto capire, appartiene al dominio di una sfera, con delle leggi e caratteristiche al di fuori dei normali cinque sensi posseduti da ognuno di noi. Sarebbe ipocrita, da parte nostra, tergiversare a lungo con l'interlocutore che non volesse cedere di un palmo e smuoversi dal terreno dei suoi cinque sensi, e desiderare di dargli, su di esso, soddisfazioni. Premettiamo, quindi, che, lungo tutto il suo andare reincarnativo, le più disparate condizioni ambientali in cui l'Anima si trova a fare esperienza hanno come scopo di maturare in essa un determinato quantitativo di luce radiante, immerso, all'inizio, nel profondo strato del subconscio, che serva a rischiararla sulla genuinità di quanto le viene, al termine della propria evoluzione, rivelato dagli Istruttori Occulti. Tale quantitativo di luce, al chiaroveggente, appare simile al crepuscolare riverbero della luna, all'altezza del suo chakra brahmarandra. È 'chiamato: "La luce nella testa del discepolo". Non dilunghiamoci sulla spiegazione tecnica di questo fenomeno. Ci porterebbe troppo lontani. Diciamo soltanto che l'Adepto, prima di accettare per discepolo riconosciuto un individuo, dopo avere esaminata la sua situazione ambientale e controllato se egli può essere utile all'umanità, se il suo karma gli permette una certa libertà, da "colare" nel servizio al mondo, quale ultima e definitiva garanzia usa il suo potere chiaroveggente nel constatare se questi ha, brillante nel capo, la Luce di cui parlammo. Senza tale vibrare animico un uomo non offre le capacità necessarie ad avere successo in campo occulto. Tale Luce può essere una semplice stilla luminosa; può, invece, apparire come un vasto alone solare. Ma, non è la dimensione che importa. Ciò che importa è, invece, che essa esista. Penserà, poi, l'Adepto, anche se distante mille miglia e molti secoli dal luogo in cui vive il discepolo, ad arricchirgli la gemma preziosa.

Perché tanta disgressione sulla "luce nella testa"? È semplice. La prova che il lettore chiede sulle asserzioni che noi facciamo gli può e gli deve essere data; ma, soltanto su di una lunghezza d'onda differente da quella in cui si trova l'uomo materialistico, abitudinariamente. Soltanto quando i chakras sono risvegliati il discepolo è in grado di ricevere le determinate Impressioni Superiori che gli faranno toccare con mano il Costato di Cristo. All'inizio, quando la luce nella testa è appena visibile e percettibile, la certezza sulle cose sovrannaturali che l'esoterismo gli porge, sarà, per lo più, intuitiva. Quando qualche estraneo chiederà, allora, al discepolo di garantirgli la veridicità di quanto dice, questi non saprà dargli altro che un rigurgito d'animo, impreciso e inesatto, nascente dal piano dell'emozionalità mistica. Forse, il lettore, ora, capirà perché il silenzio, all'inizio, è così importante per chi intraprende la strada del discepolato. Negli insegnamenti esoterici di Pitagora, gli studenti, prima di entrare nel nucleo interiore della Scuola, passavano tre anni nella più piena ed impersonale delle attività. Erano chiamati: "i corvi". Quello che noi possiamo dire, sulle prime cause della letteratura esoterica, riguarda le sue fonti storiche. Nè, ci è permesso, per rispettare la libertà di pensiero dello studioso, dare garanzie, o prove personali su quanto gli diciamo. Quando il discepolo entra in rapporto diretto e personale con il proprio Maestro il circolo magnetico che tale contatto sublimale crea diviene il cristallino schermo su cui, automaticamente, è dipinta la situazione reale dei fatti universali. Allora, il discepolo tocca la libertà pura. Allora, egli riesce a localizzare la verità che il suo Maestro non è, esotericamente parlando, più grande di lui e lui non è inferiore al Maestro; ma che, nel rapporto, si ripete il ritmo eterno dell'Assoluto e del Relativo, parificati ed unificati nel monismo sostanziale dell'atto immanente. Prima di raggiungere, però, tali cognizioni di cause il neofita, tramite il processo del preordinato ritmo di vita qualificata, che tutti i discepoli intraprendono lungo il Sentiero, dovrà molto faticare. Diversi sono i gradi di rapporto che si susseguono, tra l'Adepto di Raggio e il Suo discepolo, prima di giungere alla tanto auspicata "fusione delle luci"; lì, ove, i chakras dell'uno sono fusi con i chakras dell'altro. Enumeriamoli brevemente:

-    Primo stadio: in cui un discepolo entra in unione col Maestro, attraverso un discepolo anziano, sul piano fisico. Tale stadio si chiama: "grado di chela minore".

-    Secondo stadio: nel quale il discepolo viene diretto da un istruttore, dal livello dell'Ego: il nome di questo stadio è: "grado di chela nella luce".

-    Terzo stadio: durante il quale il maestro entra in rapporto col discepolo mediante:

a)         l'esperienza di un sogno vivido

b)  un insegnamento simbolico

c)  l'uso di una forma-pensiero del Maestro

d)  un contatto in meditazione

e)  un definito ricordo d'incontro nell'Ashram del Maestro

Questo è lo stadio del "discepolo accettato"

-    Quarto stadio: in cui, avendo mostrato saggezza nel proprio lavoro e giusta comprensione del problema del Maestro, il discepolo è istruito sul modo di attrarre, in caso di seria emergenza, l'attenzione del Maestro, attingendo, così, alla Sua forza, alla Sua sapienza, al Suo consiglio. È un avvenimento istantaneo che, praticamente, non sottrae alcun tempo al Maestro. Tale stadio è conosciuto con il nome peculiare di "chela (discepolo) sul Filo, o, Sutratma".

-    Quinto stadio: in cui è permesso conoscere con quale mezzo egli può stabilire una vibrazione e un appello che gli dia diritto ad un colloquio con il Maestro. Ciò è concesso soltanto ai Chela provati e fidati, sui quali si può fare completo assegnamento, nella certezza che non abuseranno di tale conoscenza, eccettuato che si tratti di una impellente necessità di lavoro. A questo stadio, il discepolo è chiamato: "Colui che è dentro l'Aura".

-    Sesto stadio: in cui il discepolo può ottenere d'essere ascoltato dal Maestro in qualsiasi momento, essendo con lui in intimo e costante contatto. È lo stadio durante il quale il discepolo viene definitivamente preparato per un'immediata iniziazione, o, avendo preso l'iniziazione, viene addestrato ad un particolare lavoro da fare, in collaborazione con il suo Maestro. È lo stadio chiamato "del discepolo entro il Cuore del Maestro".

-    Settimo stadio: è quello in cui avviene la "fusione delle Luci". Ma non esiste perifrasi adatta a spiegarlo sul piano della materia.

A questo punto l'Adepto è il discepolo, e il discepolo è lo Adepto. Meraviglioso mistero che sarebbe profanazione spiegare. La materia e la divinità si sono riuniti e il discepolo (nel nostro caso specifico, simbolo della vergine Maria), è assurto in cielo, immacolato e candido. Da simile altezza Egli sa, Egli vede, ed ogni cosa gli appare in un circolo chiuso e definito. Il Linguaggio Angelico si sgrana davanti al suo sguardo attonito; passato, presente e futuro costituiscono la regione, senza discontinuità, che i bordi del suo spirito abbracciano in sè; il linguaggio di queste Alte Sfere non è più annunciazione: ma, presentazione categorica. Non esiste più differenza tra la parola e ciò che essa vuole annunciare. E, mentre sul piano materiale la parola è il preludio a qualcosa che essa indica, sui Piani Superiori, la medesima è anche l'oggetto di ciò che vuole dimostrare. Il Verbo è Cristo incarnato. Volere materialisticamente abbassare le alte vibrazioni di tali Sfere Musicali e Altissime, significa, allora, spezzarne il delicato calice. È ben comprensibile, quindi, che il Maestro non possa e non voglia dare "la prova" di ciò che Egli vede e vive; perché scostarsi per un attimo da tale sublime Realtà interiore significherebbe spezzarne l'incanto. A prescindere dalla Volontà dello stesso Maestro.

Crediamo di avere delineato a sufficienza l'atmosfera in cui vivono, rigogliose, le Realtà dei piani superiori; e possiamo, senza indugi, introdurci nella seconda fase di risposta alle domande che facemmo esprimere a dubbiosi, ipotetici studenti.


- LEZIONE VENTISETTESIMA -

v Il potere magico del plenilunio.

v I raggi "bianchi" e quelli "neri" della luna.

v  Spiegazione, dal punto di vista esoterico, del plenilunio.

v Cos'è, e cos'è stata la luna?

v Ogni plenilunio, quale messaggero di una forza zodiacale distinta.

v Istruzioni per trarre i massimi benefici occulti dai pleniluni

A riguardo delle esperienze pratiche che lo studente deve intraprendere per riuscire, con successo, a stabilire ed a sfruttare un rapporto integrale con le forze solari, che gli provengono dai Signori Planetari, e quelle cosmiche, che gli provengono dai Dodici (14) Segni Zodiacali, la comprensione piena del formidabile potere costituito da ogni plenilunio mensile gli è necessaria.

Ha mai provato lo studente, profano di conoscenze esoteriche, a fare una lunga passeggiata serale, in un luogo isolato, in campagna, ove esiste soltanto il fruscìo delle fronde d'albero, ove il canto dei grilli gli carezzi l'animo, e la luna piena impolveri di bianco, cielo e terra, abbracciando il silenzio generale? Non si è sentito, allora, egli, preda di un incanto, eguale per tutti coloro, indistintamente, che si trovavano nelle medesime condizioni?

Quanta letteratura è stata creata su tali note lunari! Quanti poeti debbono a lei lo struggente sprazzo dell'arte infuocata che li rese tali! Quanti amanti videro corrodersi la fune che li legava alla impurità materiale, al mondo di un meschino vivere quotidiano, ed elevarono i loro animi nella simbiosi di una rapsodia, che li avvinse all'assoluto loro dio di amore?

E quante leggende, quante storie di stregoneria, quale sfondo creò la luna ai maghi dell'antichità, agli alchimisti, ai ricercatori della pietra filosofale e dell'elisir dell'eterna felicità!

Leggenda? Verità?..

Indubbiamente, la Luna è protagonista di un ben definito settore misterioso, che suggella l'evoluzione della "psiche planetaria". Per poter comprendere a fondo gli influssi lunari, sia allo scopo di avvalersi del miracoloso aiuto che se ne può trarre, sia per sfuggire al periodo dei suoi "raggi neri", bisogna, innanzitutto, partire da una premessa generale. Premessa, che faremo precedere da un esempio significativo. Mettiamo conto che un alchimista abbia studiato, per anni, le proprietà di ogni sorta di liquidi della natura, per arrivare alla scoperta dell'unico fondamentale, da cui tutti essi derivano; l'elisir di vita. Ed, in ciò, abbia adoperato, per i lunghi anni, un medesimo crogiuolo, mescolando, in esso, sostanze velenose e sostanze vitali. Finalmente, davanti ai propri occhi, ecco, smeraldino e luminoso, l'unguento benedetto! Felice, l'alchimista lo cola in un altro vasello, già da tempo pronto per raccogliere la sua scoperta e sfruttarla, e getta, da una parte, il crogiuolo, ancora impregnato di tutte le essenze velenose e vitali dei liquidi che, in precedenza, aveva ospitato; ma, pur sempre, inebriato dalla lieve traccia dell'elisir appena scoperto..... Il gatto si avvicina, lecca quello strumento, assorbe un pò dei fluidi negativi e si tramuta in orrida bestia; il cane segue l'esempio del gatto, e, per caso, lecca i fludi benefici. E si tramuta in una leggendaria figura alata.....

Lasciamo, per un attimo, la storia e parliamo della nostra catena planetaria e della luna. Come gli occultisti sanno, la terra può essere considerata il crogiuolo, ove un Alchimista Divino, il Logos Planetario, riversa varie sostanze (i regni della natura), e geometrizza su di esse, per trarne fuori il capitolo definitivo della genesi: per raggiungere il risultato finale di quella che, da ogni tempo, è stata chiamata la "GRANDE OPERA". La Luna era il pianeta dove il medesimo Alchimista esercitava la Sua arte, nella "incarnazione precedente". La Luna è il crogiuolo impregnato dei Suoi esperimenti e successi passati, e sta lì, in un angolo del Tempio Solare, in attesa di venir dissolta completamente. È, tuttora, il ricettacolo spugnoso di ogni effluvio negativo che circola nello spazio; li raccoglie e fa sì che non vengano dispersi. In ciò, vediamo la Saggezza Logoica ed il perché ancora questo corpo celeste non sia stato consumato. I Maestri di Saggezza si riferiscono ad essa (nel suo aspetto occulto), quando parlano dell'ottava sfera, ove gli ego di quegli uomini particolarmente malvagi vanno a finire l'esistenza. Questa mèta aspetta tutti i maghi neri e i seguaci della strada della mano sinistra, che insistano nel loro proposito. La Luna è anche, però, la conservatrice di un successo planetario; e, quindi, sulle sottili linee magnetiche, le quali, ancora, ne rappresentano la traccia, il sistema solare inserisce, per la legge della convibrazione, ogni sorta di correnti benefiche.

Questo, il mistero degli influssi negativi e positivi della luna. Conoscere le regole con cui si manifestano gli influssi lunari, per tramutare i negativi e approfittare al massimo dei positivi, è sempre stata una fondamentale necessità per ogni discepolo, serio e onesto negli intenti di essere un utile lavoratore magico.

Il periodo dell'anno è diviso in dodici (14) frazioni, o, mesi (vedremo, più avanti, che non è, poi, tanto vero..). Ogni mese è il messaggero delle forze di una figura zodiacale. Esiste un piano predestinato, per ogni anima che costituisce una cellula dell'intera umanità, ed anche per l'intera umanità, considerata un'unica Entità, e nessuno sfugge dalla porta iniziatoria dello Zodiaco. La catena planetaria comincia la sua incarnazione, in quanto tale, sotto gli influssi di un segno specifico astrologico, sempre seguendo la Legge, e raggiunge l'iniziazione ultima al segno opposto, nel cerchio zodiacale, a quello della sua nascita. È lo stesso per ogni Razza Madre. Lo stesso è per ogni individuo umano, il quale, durante la millenaria sua evoluzione, s'incarna a cicli di vite, preceduti e seguiti da cicli di riposo, nei Piani Celesti, ed ogni incarnazione sboccia sotto la specifica signorìa di un segno astrologico. La cosa importante da considerare, per l'uomo, è che, in linea generale, ogni incarnazione novella avviene sotto il segno astrologico successivo alla precedente.

A prescindere, quindi, dall'aiuto in energie ben definite e qualificate che il discepolo può ottenere, tutte le volte che localizza e individua la struttura occulta delle forze di ogni determinato plenilunio (considerando che lo stesso plenilunio è, fondamentalmente, la linea di minore resistenza che gli influssi zodiacali del segno in auge, durante quel mese, adoperano, per inserirsi e dominare la vita planetaria), v'è un'altra importantissima informazione sulla quale lo studente deve meditare. Egli sa che, durante ogni anno, quattordici costellazioni dominano l'intera evoluzione del pianeta; e lo fanno al ritmo di ventisei giorni circa ciascheduna. Se egli sfrutta al massimo il momento del plenilunio, ove la concentrazione di tali forze è imponente, stabilirà in lui degli effetti concentrati e degli impulsi soprannaturali, per cui raggiungerà il successo di vivere, durante ogni anno, quattordici sue incarnazioni in miniatura, ed avrà la possibilità di abbreviarsi il faticoso andare reincarnativo, come anima.

NOTE SUL DEVACHAN (leggi devacian). Riteniamo opportuno, a questo punto, dare un accenno a ciò che la letteratura esoterica chiama Devachan. Durante la sua evoluzione, l'anima perviene a dei momenti-sintesi, in cui risaltano, davanti ad essa, chiare e luminose, le realizzazioni che enucleano l'intero processo evolutivo che seguì, sino ad allora. Oggi, il fenomeno della morte è considerato qualcosa di "staccato" dalla lenta progressione evolutiva del ciclo vitale, ove l'umanità si trova immersa, a causa dell'immaturo grado intrinseco e spirituale raggiunto dalla stessa ed a causa, anche, del dualismo che impera in ogni campo del pensiero. Nelle future epoche, l'uomo coesisterà con i Piani Superiori e con quelli inferiori, tanto che il suo organismo eterico-denso, chiamato corpo fisico, costituirà il necessario ponte al cielo ed alla terra, ed avrà una natura talmente plastica e radiante, da non essere più l'ostruzione di adesso alla visione delle cose che si trovano "oltre il cielo". La frattura improvvisa che strappa l'uomo ai suoi cari, al suo ambiente materiale d'abitudine, a tutto ciò che è chiamato vita terrena assume un aspetto tragico, appunto perché l'uomo, privo della conoscenza di cosa sia il corpo eterico, e coagulato egli stesso in una staticità inerte nel proprio corpo denso, non ha creato la continuità di coscienza, tra il piano materiale e lo spirituale. Cristo disse che veramente benedetto sarà il giorno in cui la sfavillante creatura umana, che avrà creato la capacità di vivere nel meraviglioso stato in cui il corpo denso, divenuto radiante, ospiterà lo splendore dei regni superiori, nella malleabile materia ascesa, vivrà sulla terra.

Ma, ora, l'uomo è dualista; sia nel pensiero, che nei poteri ascosi. Tale dualismo fa nascere la piaga crudele chiamata Devachan. Infatti, con il suddetto termine si intende parlare dello stato d'animo illusorio in cui si trovano i disincorporati, dopo la morte. Ma, si intende, anche, descrivere i momenti di luce intermittente che i discepoli non iniziati ottengono, durante la meditazione. L'iniziato possiede la continuità di coscienza. Ed è uno stato indescrivibile a parole: l'unica perifrasi che può mostrarne alquanto le caratteristiche è che la sua coscienza, totale e completa, non ospita alcuna opposizione intrinseca di; prima e dopo, euforia e dolore, bello e brutto. L'"Uno", è la costante visione dell'iniziato. Come egli realizzi l'Uno dipende dal Raggio, dalla potenza e dalla qualità dello stesso iniziato. Ma, in definitiva, è la Potenza che fa capo all'Ordine Solare, personale all'iniziato. È l'Angelo Solare che i Maestri chiamano: il Padre nei Cieli. Questo, è il vero devachan accettato e chiesto dai Maestri, ai propri discepoli. Il rapporto, cioè, ispiratore e costruttore, con il Potere Gerarchico Spirituale.

Tralasciando di parlare di una possibilità di raggiungimento simile, nel piano materiale, possibilità che comporta lo sforzo delle iniziazioni, è un fatto risaputo, e, spesso, dagli stessi Maestri, ripetuto, che, nel devachan tra vita e vita, le anime, pur prive di ogni ostacolo dovuto al peso della materia, a tuttora, solo molto raramente riescono a trovare il tanto auspicato rapporto divino integrale; esse rimangono in una egoica e personalistica estasi, dovuta alla creazione colorata di propri concetti e di propri stati d'animo, che, in simili regioni diafane, acquistano una dimensione e una sottigliezza che non possono essere riferite con termini materiali, e perdono di vista la possibilità di entrare in rapporto con le Potenze Gerarchiche, che li toglierebbero dalla prigionìa dualistica, sia della Materia, che dello Spirito. È nota una lettera dello stesso Maha Chohan, il Quale parla del problema ed afferma che gli Adepti sono occupati a togliere le illusioni, oltre che ai viventi in corpo fisico, alle anime in attesa di incarnazione (Lettere di Maestri di Saggezza - 1881/1888 - tradotte dall'inglese e riunite da C. Jinarajadasa - Edizioni Ruiz - Roma). Lo stesso dice, in alcune Sue lettere, il Maestro Kut Humi.

La breve dissertazione è stata da noi portata per sottolineare che l'argomento esoterico, da noi studiato sino ad ora, oltre che rappresentare un'utilità preziosa per chi è prigioniero nella carne, è necessario agli stessi disincarnati. I Segni dello Zodiaco, i Raggi dei Pianeti, nel loro amplesso ritmico, anche se con forma più rarefatta e più acuta, agiscono fin nei campi-Luce "oltre il velo"


- LEZIONE VENTOTTESIMA -

v Astrologia 14.

"..Attenzione! il vostro segno zodiacale non corrisponde più, quasi certamente, a quello che credevate fosse!..."
Leggetene in questa lezione le ragioni.

v La precessione equinoziale.

v  L'esistenza di 14 segni zodiacali, invece di 12.

v Perché l'astrologia indiana segue da sempre, nella stesura dell'oroscopo, la precessione degli equinozi?

v  Spiegazione documentata dell'errore in cui cadono oggi gli astrologi occidentali.

v Le date esatte per rintracciare il vostro segno zodiacale giusto.

v Pralaya e manvantara (le grandi fasi del respiro cosmico).

v Cos'è il plenilunio?

v I movimenti e le fasi lunari

Oltre che il gradevole compito di stabilire un colloquio sulle nostre stupende verità con lo studente, a noi tocca anche lo sgradevole incarico di correggere degli errori pesanti compiuti dalla generazione passata sull'argomento esoterico, e alimentati anche dalla presente.

L'errore di cui, ora, parleremo è talmente grave e talmente seguito da tutti coloro che praticano l'astrologia, che diviene rivelatore diretto e inconfutabile di quanto, al giorno d'oggi, sia deleterio il dilettantesimo, in una scienza per la quale è necessaria una seria e matura conoscenza. Attualmente, ogni mese solare non corrisponde più al segno astrologico che, in generale, gli astrologi non preparati e il semplice profano unisce ad esso. Poco male, fino a quando chi è succube di questo errore segue l'astrologia sulle rubriche dei quotidiani o di alcune riviste femminili. La sua intelligenza non verrebbe arricchita neppure se quelle rubriche fossero fatte in modo serio. Ma, quando si tratta di persone che, d'abitudine, interpellano astrologi professionali, o, addirittura, di discepoli, che hanno bisogno di inserirsi nelle correnti planetarie e cosmiche e di riconoscere ogni plenilunio mensile, in modo esatto, allora il fatto diviene più drammatico. Costoro, invece di vivificare il proprio corpo eterico, con nuove correnti, con il nuovo messaggio del segno astrologico, con la giusta conoscenza della loro natura, in base alla giusta rivelazione di un astrologo non dilettante, si pongono in contatto con le forme-pensiero, ormai cristallizzate, create dalla generazione passata degli studiosi nel campo, vecchie di duemila anni. Scopo dell'astrologia è, indiscutibilmente, di determinare il puro e semplice trapasso dal piano teorico dello studio delle leggi cosmiche, al riconoscimento immediato e diretto di tali forze, da parte dello studioso, latenti in lui e attorno a lui. Il discepolo dovrà studiare le Leggi dell'astrologia, dei Raggi e delle correnti eteriche planetarie; dovrà raggiungere una profonda conoscenza tecnica e teorica sulle loro ragioni di essere, sulle loro origini prime, sul movimento astronomico, stellare, sulla fisica dei corpi celesti, sulla teoria delle particelle; e, in costante contatto con il proprio Maestro di Raggio (anche se, da lui, per lo più non è percepito e riconosciuto), gradualmente, giungerà a possedere una qualità nuova: saprà riconoscere, tramite un sesto senso acutizzato e raffinato, le medesime forze che studiava, indirettamente, sui libri, in modo diretto, ovunque, nell'ambito intra ed extra-planetario.

Non v'è ragione che egli ritenga di non poter arrivare alla vittoria sull'oscurantismo sensitivo che, attualmente, lo circonda, perché molti discepoli, con la pratica delle meditazioni e delle ricerche durante i pleniluni, hanno raggiunto il dominio di determinate forze, da loro mai sospettato, ed hanno arricchito, con le loro qualità novelle, il Gruppo Cristico dell'attuale umanità.

Questa, la ragione per cui riteniamo essenziale riproporre l'introduzione ad ogni tema astrologico che il Centro Studi Kriya propone.

-     ASTROLOGIA 14 -

Attenzione! il vostro segno zodiacale non corrisponde più, quasi certamente, a quello che credevate fosse il vostro. Leggetene, qui di seguito, le ragioni.

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La cosa più vera che si puòdire dell'universo è che nulla, in esso, rimane fermo. La nostra epoca, in particolare, è un'epoca di flusso, di costanti cambiamenti. Come dobbiamo affrontare questa sfida? Èda stupidi fare lo struzzo, cercando di ignorare che il mondo sta cambiando. Anche l'Astrologia deve cambiare, se si vuole che persone intelligenti continuino a credere nelle sue leggi.

Molte istituzioni del passato sono cambiate con i tempi, e saggiamente, perché una legge fondamentale della natura vuole che quello che non continua a crescere ed a svilupparsi, si atrofizza e muore.

Gli astrologi, oggi, lavorano ancora utilizzando gli stessi strumenti dei loro colleghi assiro-babilonesi.

Perché, questo? Non vi sono stati, forse, dei cambiamenti nei cieli, negli ultimi 20 secoli?

Ai tempi di Cristo e dei Cesari, il primo giorno della primavera si trovava in Ariete. Cioè, l'equinozio primaverile, il primo giorno di primavera, cadeva quando il sole entrava nella costellazione dell'Ariete.

Oggi non è piùcosi. L'inizio della primavera è, ora, nei Pesci; un intero segno più avanti. Le stelle, anche se, una volta, erano conosciute come stelle "fisse", non stanno ferme. Un movimento lento, ma costante, conosciuto come "PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI", ha cambiato l'aspetto dei cieli "eterni". Conseguentemente, ormai, nel primo giorno della primavera, il Sole entra nella costellazione dei Pesci, non più in quella dell'Ariete. Perciò, se siete nati in quel tale periodo, sarà più che naturale indicare che il vostro segno zodiacale siano i Pesci.

Eppure, gli astrologi continuano a sostenere che siete nati nell'Ariete!

Perché essi devono continuare ad insistere con le vecchie date?

Il vostro carattere (e le vostre tendenze) sono fissate al momento della vostra nascita. E dipendono, non solo dalle posizioni del Sole, della Luna e dei pianeti, ma, anche, dal vostro segno solare: la costellazione in cui si trova il Sole, al momento della vostra nascita.

L'astrologia moderna è arretrata di circa 2.000 anni; vuol dire che gli astrologi, coscientemente o no, prendono in giro i loro clienti (e, forse, anche sé stessi); vuol dire che tutti i dati astrologici, oggi in uso, sono grossolanamente sbagliati! Queste affermazioni sono pesanti, ma l'Associazione Kriya intende dimostrarle.

Prima di farlo, tuttavia, ricordiamo che l'Astrologia indiana (patria delle Verità Esoteriche) segue, nella sua millenaria stesura dell'Oroscopo, e da sempre, quella Precessione degli Equinozi che noi stiamo evidenziando.

Jung, il noto discepolo dello psichiatra Freud, in un saggio sul "sincronismo", dichiara:

"..la qualificazione delle Case, di grande importanza nell'oroscopo, crea una complicazione, dal momento che lo Zodiaco astrologico, anche se in accordo con il calendario, non coincide con le costellazione stesse. Queste si sono spostate circa di un "mese platonico", a causa della precessione degli equinozi, da quando il punto della primavera era in zero gradi dell'Ariete, quasi all'inizio della nostra era. Perciò, chi è nato, secondo il calendario, nell'Ariete, in realtà è nato nei Pesci. La sua nascita è avvenuta nel momento chiamato Ariete 2.000 anni fa.."

Possibile che gli astrologi non si siano accorti dei cambiamenti sorti nelle costellazioni, negli ultimi 2.000 anni? Ne dubitiamo, perché gli astrologi - qualunque cosa si possa dire di loro - non sostengono di essere pratici in magia. Sostengono, invece, che l'astrologia è un'espressione delle leggi naturali dell'universo e che la loro scienza è esatta, quanto la sua primogenita, l'astronomia. Come gli astronomi, anche gli astrologi usano effemeridi per calcolare le posizioni esatte dei corpi celesti, al momento della nascita, al fine di compilare una carta natale.

E, nell'Enciclopedia Larousse, in riferimento allo spostamento delle costellazioni zodiacali, è scritto:

"..questa nomenclatura è durata per secoli, ma adesso è superata, in quanto i segni non corrispondono più alle costellazioni zodiacali, da cui hanno preso il nome. Questo perché, per secoli, la precessione degli equinozi ha retrocesso l'equinozio primaverile di 50,26" all'anno; dal momento che lo zodiaco comincia, ancora, dall'equinozio primaverile e che questo punto si è spostato, rispetto alle stelle, le divisioni arbitrarie dello Zodiaco sono scivolate, rispetto alle costellazioni, con cui non coincidono più. Perciò, anche se il sole entra nel segno dell'Ariete, durante l'equinozio primaverile, in realtà si trova nella costellazione dei Pesci, che era l'ultima del ciclo. Quindi, pur se gli almanacchi sostengono che l'equinozio primaverile è nell'Ariete, il solstizio estivo nel Cancro, l'equinozio autunnale nella Bilancia ed il solstizio d'inverno nel Capricorno, va ricordato che questi sono solo i nomi dei segni, da non confondersi con le costellazioni omonime.."

Dal momento che le stelle che costituiscono le costellazioni zodiacali si sono spostate di un segno dalle posizioni tradizionali la soluzione del problema sembrerebbe abbastanza semplice. Basterebbe spostare i Pesci dal loro 12° posto nello zodiaco, al posto occupato dall'Ariete; l'Ariete sarebbe al 2° segno, il Toro al 3°, ecc., sino all'Aquario, che prenderebbe il posto prima occupato dai Pesci.

Ma, le cose sono più complesse. Non vi sono solo i 12 segni tradizionali ad occupare la fascia dello Zodiaco: ve ne sono 14. La Costellazione della Balena spunta tra l'Ariete ed il Toro; ed il Serpentario si inserisce tra lo Scorpione ed il Sagittario. Possiamo, semplicisticamente, trascurare questi nuovi segni (di fatto non sono più nuovi delle altre costellazioni; sono stati, in effetti, ignorati, come il cambiamento delle date, dalla astrologia "tradizionale")?

Astrologia 14, quindi. Il numero rappresenta le costellazioni che sono, in realtà, nella fascia dello Zodiaco. Significa che, adesso, ci sono 14 case, invece delle solite 12 (ciò non sarà una sorpresa per gli studiosi di storia dell'Astrologia che sanno come, una volta, essa contasse solo 10 case, prima dell'entrata in vigore del sistema attuale).

Ed ecco le conseguenze di questi cambiamenti; ossia, a seconda delle date che indichiamo, il vostro segno esatto:

ARIETE:

16/4-11/5

BALENA:

12/5-6/6

TORO:

7/6-2/7

GEMELLI:

3/7-28/7

CANCRO:

29/7-23/8

LEONE:

24/8-18/9

VERGINE:

19/9-14/10

BILANCIA:

15/10-9/11

SCORPIONE:

10/11-5/12

SERPENTARIO:

6/12-31/12

SAGITTARIO:

1/1-26/1

CAPRICORNO:

27/1-21/2

AQUARIO:

22/2-20/3

PESCI:

21/3-15/4

Questo elenco dei segni zodiacali è il disegno della giusta carta oroscopica, che comprende i segni solari della Balena e del Serpentario, oltre alla 13a. e 14a. Casa.

Osservate le date: un segno non abbraccia più 30 gradi dello zodiaco, come nel vecchio sistema; abbraccia, ora, un angolo poco inferiore ai 26 gradi e le date sono state spostate di conseguenza.

Ma, i segni solari non sono cambiati per tutti. Ad esempio, chi è nato il 20 novembre era Scorpione. Dal momento che Astrologia 14 assegna meno gradi a ciascun simbolo, costui/ei resta uno Scorpione, nonostante il cambiamento di costellazione; e, così, tutti i nati tra il 10 novembre ed il 5 dicembre.

Per maggiori informazioni su quanto sin qui esposto, leggete il volume "Astrologia 14",
di Steven Schmidt, Arcana Editrice.

La spiegazione dei pleniluni non sarebbe completa se non sottolineassimo il fatto che essi hanno come sfondo l'evoluzione di una combaciante ondata spirituale, che è l'evoluzione del nostro Logos Solare. Come ogni mese, per quanto concerne gli influssi lunari, è diviso in due parti, quella positiva, che va dal novilunio al plenilunio, e quella negativa, che va dal plenilunio al novilunio, così l'anno solare è anch'esso diviso in due parti: il periodo che va dal solstizio d'inverno a quello d'estate, ed è il momento prolungato dell'alta marea favorevole, ed il periodo che, dal solstizio d'estate ritorna al solstizio d'inverno, ed è il momento in cui i semi, prodotti dai primi sei mesi, fruttificano e germogliano. Possiamo, in linee generali, quindi, affermare che l'anno, tale dal nostro punto di vista, è, invece, dal punto di vista del Logos Solare, un Suo mese. Ogni movimento di gruppo, ogni attività intesa a proiettarsi, in piena misura, in un arco di valori mondiali, è legge che la Gerarchia li intraprenda all'inizio del solstizio d'inverno. Gesù nacque, appunto, all'inizio di un solstizio d'inverno; Egli, che era il Messaggero di un compito prettamente solare.

Ci siamo prefissi, con il nostro Corso di lezioni, di essere sintetici e di offrire al lettore soltanto la linea indicativa delle leggi teoriche e pratiche dell'esoterismo universale. Speriamo, quindi, che egli tragga spunto da quanto brevemente tracciamo e coordiniamo, e vada ad arricchire la propria cultura sulla didattica che esiste, in commercio. Quando si tratterà, per lui, di cominciare delle attività di interesse a largo raggio, di servizio al mondo, agirà nel periodo che va dal solstizio vernale a quello estivo (manvantara); mentre, nei successivi sei mesi, baderà a far maturare nel silenzio del "pralaya" ciò che avrà creato in precedenza. Tenuto, poi, conto del proprio Segno astrologico (badando a quanto abbiamo scritto, in proposito alla precessione ed ai quattordici segni) saprà che, nella marea del plenilunio mensile corrispondente a tal Segno zodiacale, la propria natura, per quanto riguarda la sua vita individuale, collaborerà ad inserirlo in una zona magnetica favorevole più di tutte le altre quattordici.

I primi sei mesi dell'anno, e che possiamo considerare il plenilunio solare, sono favorevoli alle attività che hanno natura mondiale; il periodo mensile che va dal novilunio al plenilunio ha un carattere di natura personale e riguarda strettamente l'individuo, inserito nel gruppo. Con ciò, non vogliamo dire che il plenilunio debba essere utilizzato a scopo egocentrico e individualistico. Come afferma il Maestro Tibetano, anche se il concetto può, a prima vista, sembrare distante da quanto diciamo: "L'Iniziazione è un fatto strettamente personale, a carattere universale". Così, il plenilunio è il puntello su cui poggerà la mano del discepolo, per fare sprigionare le energie che saranno utili all'intero gruppo umano.

Solitamente, i calendari portano segnate le fasi lunari. Noi, consigliamo, però, di munirsi di una buona effemeride (che è molto facile rintracciare nelle librerie), per essere sicuri di possedere tutte le fasi lunari dell'anno, senza alcun errore.

Cos'è il plenilunio, dal punto di vista tecnico?

La luna, satellite della terra, le gira attorno a circa 384 mila chilometri e presenta un diametro circolare ampio oltre mezzo grado, che corrisponde a 3.480 chilometri, cioè a poco più di un quarto (0,27) del diametro terrestre. Si chiamano fasi della luna i diversi aspetti sotto i quali la luna ci appare, e che dipendono dalle posizioni relative del sole e della luna, rispetto alla terra. Il tempo impiegato dalla luna a compiere un giro completo intorno alla terra si chiama rivoluzione siderea ed equivale a poco più di ventisette giorni solari medi. Inoltre, specialmente per effetto dell'attrazione solare, l'ellisse del nostro pianeta si sposta e deforma continuamente, per cui i suoi punti non giacciono in uno stesso piano. Si ha il novilunio, quando luna e sole sono in congiunzione eclittica: hanno, cioè, la stessa longitudine eclittica. La luna è, allora, invisibile perché rivolge alla terra l'emisfero non illuminato. Il movimento della luna continua attorno alla terra, poiché essa ha un movimento proprio giornaliero, nel senso diretto, di circa 13°, mentre il sole lo ha di circa 1°. Essa si sposta, passando ad est del sole, di circa 12° ogni giorno, e due o tre giorni dopo il novilunio, appare verso il tramonto del sole, sotto forma di falce sottilissima, o di una "D". Si dice che essa sia bugiarda, perché, ora che sta crescendo, scrive sui cieli un "Decresco". Mentre, quando la falce è contraria alla posizione attuale, ed essa inizia a scomparire, dipinge una "C" sui cieli; cioè dice: "Cresco". Ma torniamo a noi. Mano a mano che la luna si allontana dal sole, la fase luminosa aumenta. Essa è osservabile, sempre a occidente, dopo il tramonto del sole, ma presenta, di continuo, altezze maggiori sull'orizzonte. Circa una settimana dopo il novilunio si ha il primo quarto. Nei giorni successivi, la fase luminosa aumenta, e, dopo circa due settimane dal novilunio, si ha il plenilunio. La luna non è più tra la terra e il sole; ma è la terra che si trova tra la luna e il sole. La faccia illuminata del satellite è ora chiaramente visibile da noi, non più celata verso il sole. Dopo il plenilunio, la luna continua a spostarsi, ancora nel senso diretto, e la fase luminosa va gradatamente diminuendo, sino a scomparire: la luna si dice decrescente o calante. Dopo circa tre settimane dal novilunio si ha l'ultimo quarto: la luna si presenta come un semicerchio che rivolge la sua convessità (gobba) a levante. Il processo la farà infine scomparire. Dall'ora esatta del plenilunio, inizia la cosiddetta "luna nera"; o il flusso di forze negative, ma che l'occultista chiama: di maturazione. Dall'ora esatta del novilunio inizia il periodo dell'alta marea, o il crescere dei momenti favorevoli. Ma, il periodo negativo non comincia subito. Il vero e più fruttifero momento del plenilunio, è quello che va da due giorni prima del plenilunio, abbraccia il giorno centrale in cui avviene, e prosegue nei due giorni dopo. Sono questi i cinque giorni magici che il discepolo può sfruttare al massimo, preparandosi ad essi dal momento in cui termina il novilunio; cioè, una quindicina di giorni prima del plenilunio (i giorni in questione, si intende, variano da mese a mese). Durante questi cinque giorni, la Gerarchia pone in movimento uno specifico ritmo di energie Cosmiche, Solari e Planetarie, delle quali inonda l'umanità, invitandola a salire verso l'alto. Lo studente tenga presente che la meditazione occulta, o creativa, dovrà essere fatta nei quindici giorni che vanno dal novilunio al plenilunio; mentre, il periodo che va dal plenilunio al novilunio dovrà essere adoperato per trasmutare in qualità d'animo, i frutti della precedente meditazione.

È durante il periodo fruttuoso del mese che le prove psichiche e le realtà sublimali avranno i migliori vantaggi per imporsi al senso critico della sua razionalità inferiore.

Noi auguriamo al lettore che egli rintracci il segreto meccanismo del plenilunio, sino a quando, aiutato da tali binari, non ne avrà più necessità, ma li adopererà soltanto a volontà e decisione libera.

I MOVIMENTI E LE FASI DELLA LUNA

La Luna compie tre movimenti: di rotazione attorno al proprio asse; di rivoluzione, intorno alla Terra; di traslazione, con la Terra, intorno al Sole. La durata della rotazione coincide con quella di rivoluzione, per cui la Luna mostra a noi sempre lo stesso emisfero. La parte dell'emisfero illuminato che possiamo vedere a una certa ora dipende dalla posizione della Luna nella sua orbita. Nell'emisfero boreale (nord) l'osservatore vede la Luna crescere da destra a sinistra. Nell'emisfero australe (sud) cresce da sinistra a destra. Il ciclo completo avviene in 29 giorni, 12 ore e 44 minuti.

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