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La Grande Sintesi della Tradizione Esoterica a cura di Guido Da Todi
- LEZIONE TREDICESIMA -v - La Loggia dei Maestri -
(Per facilitare allo studente la comprensione della natura e delle attività dei Maestri, abbiamo tratto, e riportato, senza alcuna omissione, qui di seguito, il capitolo sesto dal libro "Iniziazione umana e solare" di Alice Bailey, intitolato: "La Loggia dei Maestri". [N.B. Le opere dell'Autrice, per sua stessa volontà, non sono coperte dal diritto d'Autore e possono venire liberamente diffuse, senza alterazioni])
SUE SUDDIVISIONI
Nella lezione precedente abbiamo accennato ai più elevati uffici dei Componenti della Gerarchia Spirituale del nostro pianeta. Ci occuperemo ora delle due suddivisioni, nelle quali si ripartiscono gli altri Membri. Essi formano, letteralmente, due Fratellanze entro l'ambito della Gerarchia stessa.
a) La Fratellanza Bianca, alla quale appartengono iniziati che hanno oltrepassata la quinta iniziazione, ed un gruppo di deva o angeli;
b) La Fratellanza Azzurra, che include tutti gli iniziati della terza, quarta e quinta iniziazione.
Al disotto di queste, vi è un folto gruppo di iniziati della prima e della seconda iniziazione e, poi, discepoli di ogni grado, che vengono considerati come affiliati alla Fratellanza, ma, non proprio quali suoi membri. Vi sono, infine, gli uomini che percorrono il Sentiero della prova, che, mediante i loro strenui sforzi, sperano di giungere a prendere posto tra gli affiliati.
Da un altro punto di vista, possiamo considerare i membri della Fratellanza esistenti in sette gruppi, ognuno dei quali rappresenta un tipo della settemplice energia planetaria, che emana dal Logos Planetario. Una triplice divisione è già stata fatta; come sempre, nell'evoluzione si ha, dapprima, il tre (che si manifesta attraverso i tre dipartimenti) e poi il sette che, di nuovo, si manifesta come una triplice differenziazione e come un settenario. Gli studenti ricordino che tutto quanto viene detto in questo libro si riferisce all'attività della Gerarchia, riguardo al quarto regno - l'Umano - ed in modo particolare a quei Maestri che lavorano in rapporto all'Umanità . Qualora si dovesse trattare dell'evoluzione dei deva (o, angelica), l'esposizione e la suddivisione sarebbero totalmente diverse.
Vi sono, inoltre, alcuni aspetti del lavoro della Gerarchia, che influenzano, ad esempio, il regno animale. Questo lavoro richiede l'attività di Esseri, di Lavoratori e di Aspetti del tutto distinti dai Servitori del quarto regno. Perciò, si ricordi attentamente, che tutti questi particolari sono relativi e che l'opera ed i membri della Gerarchia sono infinitamente più grandi e più importanti di quanto possano apparire da una lettura superficiale di queste pagine. Noi stiamo, certamente, trattando del principale lavoro della Gerarchia, poiché il servizio al regno umano è in rapporto con la manifestazione dei tre aspetti della divinità ; ma, le altre suddivisioni sono interdipendenti e il lavoro procede come un tutto sintetico.
I Servitori spirituali, o Adepti, che si occupano dell'evoluzione della famiglia umana sono sessantatrè, compresi i tre Grandi Signori; si ha quindi il "nove volte sette" necessario per il lavoro.
(Nota del compilatore delle lezioni: Il libro fu scritto oltre 40 anni fa; attualmente, per l'accentuarsi della forza dell'epoca dell'Aquario, ovviamente, la fioritura di nuovi Adepti è avvenuta. Quindi, il numero menzionato, di sessantatrè, è cresciuto.)
Di questi sessantatrè, quarantanove operano exotericamente - se così possiamo esprimerci - e quattordici esotericamente, poiché si occupano, in modo particolare, della manifestazione interna. Non molti dei Loro nomi ci sono noti, nè sarebbe bene, in molti casi, svelare la Loro identità, la Loro dimora e la Loro particolare sfera di attività . Una esigua minoranza di questi Grandi Esseri, uniformandosi al Karma di gruppo e con la volontà di sacrificarsi in tale modo, si è resa palese al mondo durante gli ultimi cento anni e, perciò, è possibile darne alcune informazioni. Indipendentemente da qualsiasi scuola di pensiero, un certo numero di uomini in tutto il mondo è,oggi, consapevole della Loro esistenza, ed il sapere che Coloro dei Quali sono coscienti operano in un grande ed unitario piano di lavoro, può incoraggiarli a testimoniare della propria conoscenza, dimostrando, indiscutibilmente, la realtà dell'Opera Loro. Alcune Scuole di Occultismo e di Teosofia hanno preteso di essere le sole depositarie del Loro insegnamento, le sole organizzazioni che Essi utilizzino per svolgere la Propria opera, limitando, con ciò, la Loro azione e formulando delle premesse che il tempo e gli eventi non potranno confermare. Indubbiamente, i Grandi Esseri lavorano attraverso quei gruppi di pensatori, trasfondendo molta della Loro energia nell'opera svolta da quelle organizzazioni, ma, tuttavia, Essi hanno i Loro discepoli ed i Loro seguaci ovunque ed operano attraverso molti Gruppi e numerosi modi di insegnamento. Discepoli di questi Maestri si sono attualmente incarnati in tutto il mondo, col solo intento di partecipare alle attività e alla diffusione della verità insegnate dalle varie chiese, scienze e filosofie, producendo, in tal modo, entro le organizzazioni stesse, una espansione, un'apertura e, se necessario, una disintegrazione, che altrimenti non potrebbero effettuarsi. Per tutti gli studiosi di occultismo può essere molto opportuno sapere tali fatti e coltivare la capacità di riconoscere la vibrazione della Gerarchia, quale si rende nota attraverso discepoli, che si trovano in gruppi e luoghi i più dissimili.
In riferimento all'opera dei Maestri è bene stabilire che tutte le scuole di pensiero, vivificate dall'energia della Fratellanza Bianca sono, in ogni caso, fondate da uno o più discepoli e che di questi e non del Maestro è la responsabilità dei risultati e del karma che ne consegue. Il metodo che viene usato è all'incirca il seguente: il Maestro rende noto al discepolo lo scopo da conseguire, nell'immediato breve ciclo, e gli suggerisce che un tale e tale sviluppo sarebbe desiderabile. Spetta al discepolo di trovare il metodo migliore per attuarlo e di formulare i piani atti ad assicurare una certa misura di successo. Fatto ciò, egli lancia il proprio progetto, fonda la società, o l'organizzazione, diffonde l'opportuno insegnamento. Egli è responsabile della scelta dei collaboratori, della distribuzione del lavoro, a seconda delle capacità, e della più opportuna presentazione dell'insegnamento. Il Maestro si limita a sorvegliare con interesse e simpatia i suoi sforzi, fino a quando egli si mantenga alla iniziale altezza del proprio ideale e proceda sulla Via, con puro altruismo. Nel caso in cui il discepolo dimostri scarso discernimento nella scelta dei collaboratori, o risulti un incapace rappresentante della verità, non deve esserne fatto carico al Maestro. Se il discepolo lavora bene e tutto procede come deve, Egli continuerà ad irradiare le Sue benedizioni su quel lavoro; se il discepolo fallisce e se i suoi successori, deviando dall'impulso originario, dissemineranno errori di qualche specie, pur sempre col Suo amore e con la Sua simpatia, il Maestro ritirerà quelle benedizioni, trattenendo la propria energia e cessando, in tal modo, di stimolare una forma che è meglio ormai si esaurisca. Le forme possono sorgere e scomparire e l'interessamento del Maestro e la Sua benedizione si riversano in questo o in quel canale; il lavoro può procedere con un mezzo o con un altro, mentre la Forza della Vita, sempre, permane, infrangendo la forma inadeguata, o utilizzandola, quando sia idonea per la immediata necessità .
ALCUNI MAESTRI E L'OPERA LORO
Del primo grande Gruppo, di cui è Capo il Manu, fanno parte due Maestri: il Maestro Jupiter e il Maestro Morya. Entrambi hanno oltrepassata la quinta iniziazione ed il Maestro Jupiter, il Quale è, anche, Reggente per l'India, è considerato l'anziano da tutti i Fratelli. Egli dimora nelle montagne Nilgherry, dell'India meridionale, e non è uno dei Maestri che, di solito, assumono allievi, poiché Egli conta, fra i Suoi discepoli, Iniziati di alto grado ed un certo numero di Maestri. Egli tiene le redini del governo dell'India, inclusa, anche, buona parte della frontiera settentrionale, ed a Lui è affidato l'arduo compito di indirizzare, gradatamente, l'India alla liberazione dalla sua caotica instabilità ed agitazione, e di collegarne i popoli in una culminante sintesi. Il Maestro Morya, il Quale è uno dei più noti fra gli Adepti orientali ed annovera fra i propri discepoli numerosi europei ed americani, è un Principe Rajput e, per molti decenni, ebbe un'alta posizione sociale in India.
Egli lavora in stretta cooperazione col Manu ed in avvenire sarà Egli stesso il Manu della sesta Razza-Madre. Assieme al Suo Fratello, il Maestro Koot Hoomi, dimora nell'Himalaya, ed è una figura ben nota agli abitanti di quel remoto villaggio. È un uomo di alta ed imponente statura, ha capelli, barba ed occhi neri e potrebbe apparire severo, se tale severità non venisse smentita dall'espressione dei Suoi occhi. Da molti secoli Egli ed il Suo Fratello, il Maestro K. H., lavorano quasi come un essere solo e, così, continueranno, perché il Maestro K. H. assumerà l'Ufficio di Istruttore del Mondo quando l'attuale lo lascerà vacante, per più elevati compiti ed avrà iniziato la sesta Razza-Madre. Le Loro dimore sono, pure, vicine ed Essi utilizzano molto del Loro tempo nella più stretta collaborazione. Poiché il Maestro Morya appartiene al primo Raggio, della Volontà o del Potere, l'opera Sua è, principalmente, diretta all'attuazione dei piani formulati dal presente Manu. Egli agisce, quale ispiratore degli uomini di Stato e, attraverso il Mahachohan, dirige quelle Forze che attueranno le condizioni desiderate per l'avanzamento dell'evoluzione umana. Quei grandi uomini di azione nel mondo fisico, che hanno ampia visione e ideali mondiali, vengono da Lui influenzati; con Lui cooperano alcuni Deva del piano mentale e tre gruppi di Angeli, pure nei livelli mentali, uniti a Deva minori, i quali vivificano le forme-pensiero, mantenendo, in tal modo, attive le forme-pensiero delle Guide dell'Umanità, per il bene degli uomini.
Il Maestro Morya ha molti discepoli ed opera in rapporto a numerose organizzazioni di tipo esoterico, come, pure, attraverso gli uomini di Stato ed i politici di tutto il mondo.
Il Maestro Koot Humi (K.H), il Quale è, pure, ben noto in Occidente ed ha numerosi discepoli, ovunque, è nel Kascemir, sebbene la sua famiglia provenisse, originariamente, dall'India. È, anch'Egli, un Iniziato di alto grado ed appartiene al secondo Raggio, dell'Amore-Saggezza. È un uomo di nobile presenza, di alta statura, sebbene alquanto esile, in confronto al Maestro Morya. Ha bella carnagione, capelli e barba di un bruno dorato ed occhi di un meraviglioso azzurro intenso, attraverso i quali sembra irradiare l'Amore-Saggezza dei secoli. Ha vasta cultura ed esperienza, poiché, in tempi lontani, frequentò una della Università britanniche, sì che parla inglese correttamente. Legge molto ed in molti campi, e, al Suo studio nell'Himalaya, affluiscono i libri che, via via, si pubblicano nelle diverse lingue. Egli si dedica, prevalentemente, a vivificare certe grandi filosofie, e si interessa di molte istituzioni filantropiche. A Lui è affidato, in gran parte, di stimolare la manifestazione dell'Amore latente nei cuori degli uomini e di ridestare nella coscienza dell'Umanità la percezione del fatto fondamentale della fraternità .
In questo particolare periodo il Maestro M., il Maestro K. H. ed il Maestro Gesù si interessano, in modo specifico, della unificazione (nella misura in cui sia possibile attuarla) del pensiero orientale col Pensiero occidentale, affinchè le grandi religioni orientali e la religione cristiana - in tutte le sue diverse ramificazioni - possano trarne reciproco beneficio. In tal modo si spera di giungere all'avvento di una grandiosa Chiesa universale.
Il Maestro Gesù, il Quale è il fulcro dell'energia che fluisce attraverso le diverse chiese cristiane, vive, attualmente, in un corpo siriaco e dimora in una certa località della Terra Santa. Egli viaggia molto e trascorre un tempo considerevole nelle varie parti dell'Europa. Lavora più con le masse che con gli individui, sebbene abbia, attorno a Sè, un forte numero di discepoli. Appartiene al sesto Raggio - della Devozione o dell'Idealismo astratto - ed i Suoi discepoli si distinguono, spesso, per quel fanatismo e quella devozione che si manifestarono fra i martiri, al tempo dei primi cristiani. Egli è una figura piuttosto marziale, di uomo di disciplina, dalle leggi e dalla volontà di ferro. È alto e magro; il Suo volto è affilato; ha la barba nera, la carnagione pallida, gli occhi azzurri, penetranti. Il suo lavoro è, attualmente, di estrema responsabilità, poiché a Lui è affidato il problema di dirigere il pensiero dell'Occidente, dall'attuale stato di agitazione, nelle pacifiche acque della certezza e della conoscenza, e di preparare la Via, in Europa e in America, per la futura venuta dell'Istruttore del Mondo. Nella Bibbia Lo troviamo, dapprima, quale Joshua, figlio di Nun; poi, ai tempi di Esdra, quale Jeahua; Egli prese la terza Iniziazione quale Joshua (vedi il libro di Zaccaria); infine, compì due grandi sacrifici: offrì il proprio corpo al Cristo, affinchè se ne servisse, e fece la grande rinuncia corrispondente alla quarta iniziazione (la crocifissione). Quale Apollonio di Tiana, Egli prese la quinta iniziazione e divenne un Maestro di Saggezza. Da allora è sempre rimasto ed ha sempre lavorato con la chiesa cristiana, alimentando il germe della vera vita spirituale esistente in alcuni dei Suoi membri di tutte le sette e suddivisioni, e neutralizzando, quanto più possibile, gli errori dei preti e dei teologi. Egli è, particolarmente, un grande Condottiero, un Generale ed un Saggio Esecutore e, per quanto concerne la Chiesa, Egli coopera, intimamente, col Cristo, dandogli molto aiuto ed agendo, quanto è possibile, quale Suo intermediario. Nessuno come Lui conosce, con altrettanta saggezza e profondità, i problemi dell'Occidente; nessuno come Lui è così intimamente in contatto con coloro i quali sostengono i migliori insegnamenti cristiani, e nessuno è, come Lui, consapevole delle necessità del momento attuale. Alcuni alti prelati della chiesa anglicana e di quella cattolica sono Suoi saggi agenti.
Il Maestro Djwal Khul, o il Maestro D. K., come viene frequentemente chiamato, è un'altro Adepto del Secondo Raggio, dell'Amore-Saggezza. Egli ha preso la quinta iniziazione nel 1875 ed è l'ultimo fra gli Adepti che abbia fatto tale passo; vive, ancora, nel medesimo corpo di allora, mentre quasi tutti gli altri Maestri sono passati per la quinta iniziazione in corpi precedenti agli attuali. Il Suo corpo non è, quindi, giovane, ed Egli è un Tibetano. È molto devoto al Maestro K. H. e dimora in una casetta poco distante da quella più grande del Maestro. Per la Sua volontà di servire e di compiere tutto ciò che deve essere compiuto è stato chiamato il "Messaggero dei Maestri". È profondamente colto e, per quanto si riferisce ai Raggi e alle Gerarchie Planetarie del sistema solare, è, fra i Maestri, il più profondo conoscitore. Egli lavora con coloro che si dedicano a risanare gli uomini, e, non veduto ed ignoto, coopera con tutti i ricercatori della verità nei grandi laboratori del mondo; con tutti quelli che, in modo determinato, mirano a risanare l'umanità e a darle sollievo, e con i grandi Movimenti filantropici, quale ad esempio la Croce Rossa. Si occupa di vari discepoli di differenti Maestri, che siano in grado di profittare delle Sue Istruzioni e, negli ultimi dieci anni, si è assunto buona parte dell'opera d'insegnamento del Maestro Morya e del Maestro K. H., prendendo sotto di sè, a periodi stabiliti, alcuni dei Loro discepoli. Inoltre, Egli lavora con certi gruppi di Deva Angeli) degli eteri, Deva sanatori, che collaborano con Lui nel curare alcune delle malattie fisiche dell'umanità . Da Lui fu in gran parte redatta la "Dottrina Segreta" e da Lui furono mostrati ad H. P. Blavatsky molti dei diagrammi e fornite molte delle cognizioni contenute in quell'opera.
Il Maestro che si occupa in modo particolare del futuro sviluppo delle vicende umane, in Europa, e dello sviluppo mentale, in America ed in Australia, è il Maestro Rakoczi. È un ungherese, dimora nei Carpazi e, in un certo periodo, fu una ben nota figura alla Corte ungherese; di Lui si possono trovare notizie in antichi libri di storia. Egli fu particolarmente in vista sotto le spoglie del Conte di S. Germain e, prima ancora, sotto quelle di Ruggero e poi di Francesco Bacone. È interessante notare che, dato che il Maestro R. si occupa - nei livelli interiori - delle vicende europee, il Suo nome, quale Francesco Bacone, venne chiamato all'attenzione pubblica con la controversia Bacone-Shakespeare. Il Maestro R. è piuttosto piccolo ed esile; porta una breve barba nera, ha capelli neri lisci e non assume tanti discepoli quanto altri Maestri. Attualmente, assieme al Maestro Hilarion, si occupa della maggior parte dei discepoli occidentali, appartenenti al terzo Raggio, dell'Intelligenza Attiva. Egli è del settimo Raggio, del Cerimoniale Magico e dell'Ordine, e lavora mediante il rituale e il cerimoniale esoterico, essendo vitalmente interessato agli effetti, fino ad ora non riconosciuti, del cerimoniale Massonico, delle varie Comunità e delle Chiese in genere. Nella Fratellanza, Egli è, di solito, chiamato il "Conte" e, tanto in America quanto in Europa, ha funzioni di Direttore generale, per l'attuazione dei Piani fissati dal Consiglio Esecutivo della Fratellanza. Alcuni fra i Maestri formano un gruppo interiore attorno ai tre grandi Signori e si riuniscono a concilio molto frequentemente.
Appartiene al quinto Raggio, della Conoscenza Concreta, o Scienza, il Maestro Hilarion, il quale fu Paolo di Tarso, in una precedente incarnazione. Ha un corpo cretese, ma, vive, per lo più, in Egitto. Da Lui il mondo ebbe il Trattato occulto "La Luce sul Sentiero". Nella attuale crisi, la Sua attività è particolarmente diretta al pubblico, in generale, poiché Egli lavora con coloro che stanno sviluppando l'intuizione e vigila e trasmuta i grandi Movimenti che tendono a squarciare il vero che separa dall'invisibile. Attraverso i Suoi discepoli, iniziò il Movimento Mondiale della Ricerca Psichica e, con la propria energia, egli stimola tutti i Gruppi che vi appartengono. Egli vigila su tutti gli psichici di ordine superiore, aiutandoli nello sviluppo dei loro poteri, per il bene generale, e, assieme ad alcuni Deva del piano astrale, Egli si adopera per rendere accessibile ai cercatori della Verità il mondo soggettivo, esistente al di là di quello di sostanza materiale densa.
Poco può essere detto riguardo ai due Maestri inglesi. Nessuno dei due assume discepoli, nello stesso senso in cui li assumono il Maestro K. H. e il Maestro M. Uno di Essi risiede nella Gran Bretagna; ha, in modo particolare, la direzione della razza Anglo-Sassone e lavora ai piani per il suo futuro sviluppo e la sua evoluzione. Egli assiste il Movimento del Lavoro in tutto il mondo, trasmutando e dirigendo, e l'attuale impulso propulsivo della Democrazia è, pure, sotto la Sua direzione. Dall'agitazione attuale e dal presente caotico tumulto, scaturirà il futuro assestamento del mondo, che avrà, per note fondamentali, la cooperazione e non la competizione, la distribuzione e non l'accentramento.
Ad un altro Maestro possiamo brevemente accennare: il Maestro Serapis, spesso detto l'Egiziano. Egli è del quarto Raggio, ed i grandi Movimenti artistici mondiali, l'evoluzione della musica, della pittura e della produzione drammatica ricevono da Lui impulso vitale. Presentemente, Egli dedica molto del Suo tempo e della Sua attenzione all'opera dei Deva, o all'evoluzione degli Angeli, affinchè Essi possano facilitare la prossima rivelazione della musica e della pittura nel mondo. Di più non può essere detto, riguardo a questo Maestro, nè è possibile accennare alla Sua dimora.
Il Maestro P. lavora alla dipendenza del Maestro H., nell'America del Nord. È molto occupato, esotericamente, con le varie scienze mentali, quali la Scienza Cristiana e il Nuovo Pensiero, poiché entrambi questi movimenti sono promossi dalla Fratellanza Bianca e costituiscono un tentativo di insegnare agli uomini la realtà dell'invisibile e il potere creativo della mente. Il Maestro P. ha un corpo irlandese ed è del quarto Raggio, dell'Armonia e della Bellezza. Non può essere detto ove dimora. Quando il Maestro Serapis rivolse la propria attenzione all'evoluzione dei Deva, il Maestro P. si assunse una gran parte del Suo lavoro.
IL LAVORO ATTUALE
A questo punto punto, può essere opportuno accennare ad alcuni fatti che riguardano i Maestri e l'opera Loro, nel presente e nel futuro. Primo, la preparazione dei Loro discepoli, che li metterà in grado di essere utilizzati nei due grandi eventi che si maturano: la venuta dell'Istruttore del Mondo, che avverrà tra la metà e la fine del secolo; l'instaurazione della sesta sotto-razza, e la ricostruzione che seguirà alle attuali condizioni mondiali. Poiché, la presente, è la quinta sottorazza della quinta Razza-Madre, la pressione del lavoro sui cinque Raggi della mente (il terzo ed i quattro seguenti), diretti dal Mahachohan, è molto forte. I Maestri stanno sostenendo un pesantissimo carico e, perciò, gran parte della loro opera d'insegnamento è stata delegata ad Iniziati e discepoli avanzati, ed alcuni Maestri del primo e secondo Raggio hanno, temporaneamente, assunto discepoli della sezione del Mahachohan.
Secondo, preparare gli uomini, su vasta scala, per la venuta dell'Istruttore del Mondo e compiere la necessaria preparazione, prima che i Maestri stessi vengano fra noi, poiché, sicuramente, molti di essi verranno, verso la fine di questo secolo. Uno speciale gruppo sta formandosi, fra quelli di loro che si preparano, in modo determinato, per tale lavoro e il Maestro Morya, il Maestro K. H. e il Maestro Gesù vi saranno particolarmente impegnati, verso l'ultimo quarto di questo secolo. Anche altri Maestri vi parteciperanno; ma, gli uomini dovrebbero, quanto più possibile, familiarizzarsi con i nomi e le attività dei tre sunnominati. Altri due Maestri, in particolare rapporto col settimo Raggio, lo specifico lavoro dei quali consiste nel sovraintendere allo sviluppo di certe attività, entro i prossimi quindici anni, operano col Maestro R.. Può essere data la precisa assicurazione che, prima della venuta del Cristo, verranno attuati riordinamenti tali che, a capo di ogni grande organizzazione, vi sarà un Maestro, o un Iniziato della terza Iniziazione. I Capi di alcuni fra i più importanti Gruppi Occulti, dei Massoni di tutto il mondo, e delle diverse branche della Chiesa, residenti in molte grandi nazioni, saranno Iniziati e Maestri. L'opera dei Maestri sta, ora, procedendo e tutti i loro sforzi sono diretti verso il buon esito finale. Ovunque, Essi stanno raccogliendo coloro, che, in qualche modo, mostrino una tendenza a rispondere alla vibrazione superiore, cercando di intensificare la Loro vibrazione e, così, metterli in grado di essere utilizzabili, all'epoca della venuta del Cristo. Grande è il giorno dell'opportunità, poiché, quando il tempo sarà giunto, mediante la eccezionale potenza della vibrazione, che sarà allora diretta sugli uomini, coloro che compiono, ora, la necessaria preparazione, potranno fare un grande passo innanzi e varcare la Porta della Iniziazione.
v L'epoca dell'Aquario
A questo punto, risulta chiara l'ampia veduta sulle origini cosmiche di un Piano che, attraverso catene planetarie, ronde planetarie, periodi di globo, razze madri, regni differenti tende ad enuclearsi in quel punto misterioso del nostro futuro, dietro il velo dei Sette Sentieri, a cui la nostra umanità è diretta, ed i particolari del quale sono custoditi dalla saggezza del Re del Mondo.
Abbiamo veduto che il sistema solare, a sua volta, non può essere considerato una sperduta isola luminosa, nel cosmo celeste. Esso è potenza di incalcolabile luce divina e, come raggiunge il suolo spirituale della nostra terra, attraverso la collaborazione attiva dei Tre Logoi sublimi, dei Sette Pianeti Sacri, dei cinque, detti non sacri, così, per quanto Lo riguarda, è Deflettore e Strumento di altre costellazioni, nei loro piani cosmici. Cioè: Sirio, le Pleiadi, una delle stelle dell'Orsa Maggiore e le dodici costellazioni dello Zodiaco. Il legame tra il nostro sistema solare e questi fulcri infiniti ad un futuro, che la normale mente umana non può immaginare ancora, è tanto stretto che, a partire dalle catene planetarie e dalle ronde (ognuna delle quali, a seconda del suo ordine numerico, è sotto la signoria totale del corrispondente Raggio di uno dei sette Pianeti Sacri), sino ad arrivare all'avvicendarsi delle ordinate frazioni che compongono, nell'assieme, la totalità delle epoche di ogni razza madre, tutto è incastonato al cosmico, attraverso il relativo, in una legge di rapporti imprescindibili.
Accennammo al fatto che i dodici Pianeti che compongono la struttura rotatoria celeste, attorno al Sole, andranno a formare, tra epoche incomprensibili, con un corollario di altre Entità sorelle, i dodici segni zodiacali di un periodo a venire; sarà, quello, il momento in cui, come è detto nel Libro di Giobbe: "Tutte le stelle mattutine canteranno in coro." Ecco la ragione che spiega quanto, tra ogni segno zodiacale ed uno dei Pianeti Sacri v'è, sempre, un rapporto molto unito; cosa risaputa da ogni studioso di astrologia. La nostra catena terrestre, ad esempio, ha iniziato la sua nascita evolutiva, entrando dalla porta del Cancro, e raggiungerà l'iniziazione, uscendo dalla porta del Capricorno; tutto ciò, sotto la cura sovrastante e generale del quarto Raggio, cioé, Mercurio, la corrispondenza planetaria esatta (Mercurio è il pianeta del quarto Raggio), risonante al numero della catena in questione (la quarta catena). Eppure, anche gli altri sei Raggi si occupano, contemporaneamente, di tale sviluppo. Per cui, essendo ogni catena divisa in sette ronde planetarie, ed ogni periodo di globo, per ciò che riguarda l'uomo, diviso in sette razze madri e, queste ultime, in sette sottorazze, ne deriverà che - e lo abbiamo, già, sopra, accennato - ad esempio, la prima ronda della nostra catena sarà sorvegliata, in particolar modo, dal primo raggio, Vulcano; e la terza razza del primo periodo di globo, dal terzo Raggio, Saturno e, sempre per riportare esempi generali, la quinta sottorazza della razza, ora menzionata, dal quinto Raggio: Venere.
È in tal modo che lo studente alimenta la propria intuizione e comprende l'intricato meccanismo evolutivo dell'intero sistema solare.
La terra, in tal modo, simile ad un fiore, riscaldato, da ogni parte, dai raggi solari, viene galvanizzata ed elettrizzata da diverse correnti universali, le quali - teniamo a sottolinearlo - seguono, nel loro occulto lavorìo, uno specifico e mai casuale dosaggio di interventi. Parte vitale a tale irrorazione continua e cosmica è costituita dai dodici sistemi stellari, usualmente chiamati: segni astrologici. Essi, raccolti dal palpito centrale e governante del nostro Sole, riescono a raggiungere, attraverso i pianeti Sacri e non Sacri, le più intime fibre del sistema; pervenendo, nella fattispecie, all'organismo umano ed ancorandosi ai punti occulti del suo corpo eterico, chiamati chakras. Condizionano ogni natura, dalla più piccola alla più vasta, ed impongono alla vita planetaria il ritmo delle catene e delle ronde, ed il ritmo ai sette regni conosciuti; estraggono, dal buio del caos originale, le epoche storiche e tutto indirizzano verso la méta di un eterno divenire.
Imparare, quindi, ciò che l'astrologia esoterica insegna, rifacendosi alle pure fonti della medesima e non alla troppo accentuata volgarizzazione che, purtroppo, infesta molti ambienti della nostra cultura specifica, significa avere un chiaro specchio del futuro e dell'avvenire, basato su leggi matematiche ed astronomiche e non sull'avventatezza di un qualunquismo mistico-emotivo. Non ci dilungheremo sulla spiegazione di cosa sia la fascia zodiacale che "circonda" l'equatorialità terrestre; daremo alcuni cenni sulle leggi particolari che interessano la nostra lezione; come al solito, tacitamente, invitando gli studenti a reperire sui trattati onesti le altre informazioni dettagliate, in proposito.
In un suo spontaneo movimento, attorno al sole, la Terra, durante l'anno, si pone, volta per volta, sotto l'influsso potente di tutte e dodici costellazioni. Non è un mistero, neppure per la scienza, la possente incidenza delle forze, che, in maniera quotidiana, si innestano, dal cosmo, sul nostro globo. Millikan, il famoso scienziato a cui dobbiamo la scoperta dei raggi che portano il suo nome, afferma che gli stessi ci inondano, senza posa, da ogni parte, e che occorre un muro di piombo, dallo spessore di mezzo metro, per poterne attutire gli effetti. Ma, noi parliamo di forze delle quali gli stessi scienziati non conoscono l'esatta origine. Per quanto riguarda i segni dello zodiaco, una profonda cultura, in oggetto, è stata fatta dall'uomo, sin dalle epoche più antiche, conosciute e sconosciute; si è imparato a saggiarne, statisticamente, la qualità dei fluidi, a ordinare l'umanità, in determinati settori, a seconda del mese, in cui ogni individuo è nato. Lo studio dei pianeti, della posizione dell'Ascendente, della Luna, del Medio Cielo, ecc., permette di catalogare la media umanità ed il suo destino, in una archiviazione unitaria, pressoché infallibile. È lo sviluppo dell'anima (o, corpo causale) che renderà, in seguito, barcollante ogni profezia sul suo futuro, essendo, essa, riuscita a prendere in mano le redini di sé medesima.
Quando, poi, ci si addentra nell'analisi dell'Oroscopo Mondiale, allora la faccenda diviene seria; poiché, è, quasi, impossibile erigerlo, senza la chiaroveggenza eterico-cosmica, senza studi profondi, sulla nostra Dottrina; quella pertinente ai Raggi, alle Catene, alle Ronde ed al sistema cosmo-biologico, quale la Gerarchia conosce e serve. In caso di tale studio positivo, comunque, la successione delle epoche diventa un fatto chiaro; e, allora, la profezia, pura e semplice, scade ed interviene il risultato della citata operazione d'alta geometria e pura matematica universale. La medesima matematica che Pitagora insegnava, in modo sì misterioso, ai suoi discepoli prediletti.
Non occorre, qui, sottolineare l'errore, quasi infantile, a proposito della precessione degli equinozi, in cui incorre la maggior parte degli astrologi occidentali attuali (diciamo occidentali, perché, sia quelli indiani, che orientali tengono, invece conto della medesima, da epoche storiche). Non occorre, qui, dire che, al giorno d'oggi, a causa di un movimento, strettamente, terrestre (appunto, la precessione degli equinozi), ogni segno zodiacale, corrispondente al mese di nascita di ognuno di noi, non è più quello che, di solito, viene studiato, ma, il precedente. E che esistono 14 segni, e non 12. Ma lo vedremo più avanti..
Vogliamo, solo, puntare l'attenzione sul fatto che, per un altro moto cosmico, ben definito, i segni dello zodiaco, oltre che intervallarsi, nel ritmo mensile, che tutti conoscono, si occupano, da lontano, anche dello sviluppo della storicità e, per il movimento precessionale, danno l'impronta specifica ai periodi umani, creandoli della durata di duemila anni. Cioè, le ere planetarie si avvicendano, di 2.000 in 2.000 anni, circa. Si tratta dei:
- I GRANDI MESI DEL GRANDE ANNO --
Il Grande Anno è il periodo di 25.868 anni, impiegato dalla terra, per passare attraverso l'influenza dei dodici segni dello zodiaco ed è suddiviso in Grandi Mesi, dalla durata di circa 2.000 anni. Ipparco di Nicea (190-120 a.C.), astronomo greco, fu il primo a scoprire il principio promotore di questa teoria: quello della precessione degli equinozi. A causa di una leggera oscillazione della terra, la costellazione che si trova dietro il sole nell'equinozio di primavera (Ariete) cambia, gradualmente, nel corso dei secoli, ed impartisce ai Mesi una caratteristica individuale.
L'antico Testamento ci riporta dei simboli molto significativi sul fatto. Il culto di Mitra, o del Toro, è il ricordo del lungo periodo, in cui l'umanità venne plasmata, con le caratteristiche del corrispondente segno zodiacale; invece di arrivare, terminato lo stesso, ai Gemelli, perveniamo al ricordo di un altro periodo. Non quello dei Gemelli, che segue il Toro, ma, il precedente: l'Ariete, da cui deriva tutta una didattica sul "capro espiatorio". E, più recente, da cui siamo appena usciti, il periodo dei Pesci (il segno precedente l'Ariete, nell'ordine dello zodiaco), tanto bene simbolizzato nella religione cristiana e nel segnale che i primi appartenenti ad essa adoperarono (ad esempio, nelle catacombe, inciso sui muri), al suo nascere.
E, qui, accentueremo il rapporto che intercorse tra il sesto Raggio, il Raggio della devozione - quale viene, usualmente, chiamato - e l'epoca dei Pesci. Non dimentichiamoci, però, che, ad ogni inizio di tali epoche (un Grande Mese del Grande Anno), uno tra i Figli degli Uomini, che, più degli altri, incarnava il massimo apice d'evoluzione raggiunto, sino a quel momento, e, per forza di cose, riassumeva in sé un futuro evolutivo di gran lunga più avanzato, venne a spalancare alle masse la porta d'oro della rivelazione specifica. Nel caso dell'epoca dei Pesci, appena trascorsa, allacciata all'influsso del sesto Raggio (del Pianeta Nettuno), Gesù Cristo venne a dare l'impulso determinante a tutto il solco, che è stato tracciato dal Divino, sino ad ora. Basta aprire un qualunque trattato di astrologia e studiare le caratteristiche del segno dei Pesci, assieme alle caratteristiche del pianeta Nettuno e, inoltre, rifarsi ai duemila e più anni passati, per mettere in rilievo le qualità psicologiche degli stessi. I martiri cristiani, inondati di luce, ma, bruciati, anche, da un certo tipo di fanatismo; l'implacabile tortura e lo spietato morso di un sesto Raggio devozionale, verso se stesso e verso gli altri, senza alcun amore per la forma, che ospitava il Divino, delle massime figure, inebriate dallo stesso; la meravigliosa mistica dei Paesi orientali, che, anche se risalente ad età più antiche, trovò un suo inquadramento di massa nella zona temporale, che trattiamo; il Medio Evo, ancorato all'idea del bello, del grande e del nuovo, eppure, mancante della strumentazione adatta a manifestarlo, a prescindere da tutte le opere d'arte da cui fu costellato. Devozione, in definitiva, all'oggetto portatore dell'Aureo Messaggio, e non al Principio che esso incarnava. Un chiaro esempio dell'eccessivo fanatismo, primo difetto del Raggio considerato, furono i delitti dell'Inquisizione.
Ma, ecco la Nuova Era, già, apparire all'orizzonte: l'Era dell'Aquario, con il suo pianeta Urano. La caratteristica di questo binomio può riassumersi in un concetto: universalizzazione intuitiva ed amorevole del pensiero e dell'atto, attraverso il gruppo. Non più singoli individui, vibranti di ardente devozione, ma, fanatica, attorno ad un principio, sia religioso che politico, che intellettuale, incarnato da un altro Individuo; ma, il limpido affermarsi della luce, affiorante attraverso la totalità di omogenei gruppi, animati dall'unità divina delle loro anime. L'epoca dell'Aquario, all'unisono con il settimo Raggio - Urano, o del Cerimoniale - svelerà pienamente ciò che venne fatto nascere, nel silenzio dei duemila anni passati, a cominciare dalla nascosta culla, in una stalla, del nostro Redentore, sino alle catacombe dei primi cristiani, ed ai celati ordini iniziatici, dai nomi che tutti conosciamo. Iddio, che, in definitiva, non può e non deve essere nascosto in qualcosa di statico e di relativo, verrà mostrato a tutti, nella piena semplicità e schietta bellezza della futura epoca dell'Aquario; brucierà, conosciuto ed amato, nei fuochi atomici delle fabbriche moderne; insegnerà, onnisciente e categorico, attraverso la religione universale, che, di ogni fedele, farà un sacerdote. Non più parlare di un Lui, come rappresentante dei più alti segreti di potere, tra i banchi di scuola di qualche ordine esoterico, celato ai più. L'epoca dell'Aquario, già cominciata, raduna gli uomini volenterosi, in una universale partecipazione ai Sacri Misteri. Ciò che il sesto Raggio, della Devozione, ha preparato e, per lungo tempo, sotto l'epoca dei Pesci, fatto maturare, il settimo Raggio, della definitiva manifestazione ordinata e rivelata, distribuirà ai cittadini della nuova era, senza parsimonia. Cristo è il portatore del Nuovo Messaggio. E, come si manifestò, pubblicamente, attraverso un singolo Individuo, all'inizio dell'Epoca dei Pesci, per seguire la natura di quel segno, ora è, già, incarnato, nel gruppo vastissimo dei Nuovi Servitori Mondiali, per seguire la natura della Nuova Era. Questo, il ritorno del Cristo.
v LE LEGGI DELLA TELEPATIA
Occorre che l'uomo ridimensioni la normale veduta sulla panoramica mentale che egli possiede, nei riflessi della vita circostante, prima di potere, con successo, penetrare l'essenza dell'argomento, che trattiamo: la telepatia ed i suoi rapporti. Ma, occorre, ancora, che egli entri, munito, nello studio che abbiamo intrapreso, di un preciso e quadrato senso della teorica, che sostanzia la scienza dell'epoca contemporanea. Difatti, le leggi della telepatia sono le leggi medesime del mondo fisico, nelle sue strutture sottili e fondamentali, adeguatamente inserite e funzionanti, a più alto livello, nel sistema biologico dell'uomo. Si tratta non già di sminuire i valori spirituali ed animici di quella meravigliosa creatura che è l'uomo, rivedendone le funzioni, nel nostro caso specifico, e rapportandone le possibilità ad un suo divenire una semplice macchina ricevente ed emittente; non si tratta di appesantirne lo slancio spirituale, nel dire che, come un apparecchio radio, con circuiti e transistors, egli può inserirsi in una precisa disposizione sovrannaturale, che lo renda assorbitore e fruitore di vasti campi magnetici, fuori della portata comune di un medesimo strumento scientifico, ed, anche, creatore di altrettanti campi magnetici. Significa, solo, sottolineare e mettere a fuoco una nuova ed infinita qualità che la famiglia umana possedette e possiede, senza rendersene conto.
Né intendiamo introdurci nella scienza della telepatia, con argomenti che ne provino la fondatezza; oramai, il fenomeno è stato localizzato, individuato e, in genere, accettato. Anzi, uno specifico settore di cultura metafisica ne ha, con l'investigazione diretta e studi appropriati, sviscerata la quasi totalità delle leggi. La presente lezione non si rivolge, quindi, al vasto gruppo di studiosi che conoscono e praticano la telepatia; ma, semplicemente, al profano, o a coloro che, pur pratici del fenomeno, ne restano ai margini. Intendiamo, semplicemente, mettere un pò d'ordine nella fragile incompletezza della conoscenza pubblica sul fenomeno. E teniamo a sottolineare, con vivezza, anzi, che, quanto scriviamo ora deve collegarsi, e non può rimanerne amputato, a quanto detto, sin qui; sarebbe, per noi, impossibile ripetere, se non in alcuni tratti essenziali, le leggi fondamentali del ciclo in divenire della natura, già esposte. Chi prendesse in mano la presente lezione, quindi, e la studiasse, senza tale debita preparazione, non ne trarrebbe che una incompleta conoscenza.
COS'È LA TELEPATIA?
Omogeneità. Unità di energia, nelle manifestazioni di tutto ciò che è descritto dalla forma e contenuto in essa.
Un principio fondamentale sorge dalla sintesi della scienza moderna. L'universo è fluido. Ciò che è coerente e fisso, in una sua immobilità statica, a partire dalla montagna, sino a giungere all'orologio, che tenete al polso, oltre che rivelarsi, all'occhio scrutatore dello strumento scientifico, un'assieme di particelle in attuale e continuo movimento tra di esse, e scambio con altre particelle dell'ambiente esterno, è destinato ad una più o meno lontana fusione con il mare, in eterno movimento, di quella onnipervadente energia che, in precedenza, postulò il suo guizzo vibrante, in una apparente staticità. Tutto è energia, ripetiamo. E noi teniamo a che lo studente non si discosti, per un attimo, dall'accurato esame razionale di quanto gli stiamo dicendo.
Se consideriamo vita ciò che risulta evidente allo sguardo penetrante dell'uomo, o della macchina elettronica, e se consideriamo morte quanto, in un processo di costante illanguidimento, ritrae il suo volto espressivo dallo scenario dell'essere, l'accavallarsi di questi due princìpi ci farà pervenire, per giocoforza, alla realtà di una terza costante: l'esistenza dell'energia, in eterno movimento. Andare ad occuparci di ciò che esiste dietro la morte e prima della vita ci porterebbe in un altro ampio discorso che, comunque, abbiamo, nelle sue generali linee, trattato, descrivendo la Cosmogenesi e l'Antropogenesi (della morte e del suo processo occulto, in ogni caso, parleremo più avanti). Quello, invece, che a noi interessa, ai fini della presente lezione quindicesima, è l'aggancio, immediato ed immanente, che ogni individuo ha - ne sia, o meno, cosciente - con l'infinito abbraccio, impalpabile ai sensi comuni, che è la plasticità delle cose tutte.
Non vogliamo spingere ad un grado di estrema e, per i più, dolorosa rarefazione, la mente degli studenti, facendo loro fissare, direttamente, nello spasmodico nucleo sostanziale, questa energia onnipervadente; né vogliamo, però, portarlo verso gli aromi pesanti, che provengono dallo strofinìo vivo che le parti materiali del suo ambiente vitale creano, di continuo. Si è fatto un troppo parlare, sull'argomento. Ma, sia da una parte, che dall'altra, si è ecceduto.
In oriente, per chi sia studioso di filoni di antica cultura esoterica, la medesima ha bruciato le anime di un vasto gruppo di individui, creando un caleidoscopio di successi e di insuccessi, nel campo. La telepatia, semplice e fondamentale legge naturale e che, da alcuni, è stata, felicemente, denominata la Legge del Rapporto Integrale, tra cose e cose, nelle loro spontanee irradiazioni, e tra uomini, nell'unione tra le loro rispettive nature elettromagnetiche, è stata, in oriente, piuttosto pesantemente ed emotivamente mescolata a sproporzionate attività mentali e spirituali. Ciò, nella maggior parte dei casi. E, nella maggior parte dei casi, incompresa, per quanto riguarda la sua origine prima ed i modi di manifestarsi. Come un tenero germoglio, che venga bruciato, nelle sconfinate lande di un pensiero filosofico, troppo vasto per poterlo umilmente far crescere e scaldare. Ogni filosofia indù, a partire dalla pura e semplice teoria, sino alla pratica yoga, porta, a fondamentale méta della sua ragion d'essere, da una parte, la mentale e soggettiva unificazione con l'Assoluto; dall'altra, il coordinamento oggettivo di un rituale fisico, che realizzi, nel corpo di chi ha raggiunto la Suprema Concezione, quella fenomenologia, che si estende, anche, alla natura esterna che circonda lo yoghi, e derivante da tanta conquista spirituale; e che, in semplici parole, è la miracolistica eccezionale, di cui determinati individui, in tali Paesi, sono padroni. Ora, se noi consideriamo quanto, in effetti, la telepatia non sia, semplicemente, una capacità intellettuale, estremamente sottile, che faccia scivolare, tra cerebro e cerebro, il profumo naturale di pensieri, senza tenere conto di distanze, ma, ci rifacciamo al concetto, esposto in precedenza, della eterna plasticità della vita e di come ogni movimento della medesima venga postulato e sostanziato da un indiscutibile tratto radicale di energia pura, constateremo che, in tal senso, la telepatia è qualcosa di più di un semplice rapporto mentale. E perverremo alla spiegazione che la telepatia, in effetti, è una scienza che, prima o poi, deve e dovrà sconfinare - e noi parliamo di un ideale ben lontano, si intende - nella crezione della tanto ben conosciuta magistica orientale.
In occidente, l'individuo è molto più preciso, più accurato; il fenomeno non può, secondo noi, esistere, in qualcosa al di là della constatazione obiettiva di una statistica fenomenologica e ben vincolata, come tanti anelli, alle dita dello scienziato, che ne segue l'espressione. Ciò, da una parte è giusto; dall'altra, poco coraggioso. Due campioni, si trovano di fronte; il sottile, rarefatto uomo dei miracoli: l'indiano. Egli parla al suo dio, non vuole intermediari e trasforma la materia, con la propria volontà. Nello spiccare il volo, nove, su dieci di essi, cadono; appunto, perché carenti di quell'ossatura razionale che, per lo più, appesantisce l'occidente; ma, quell'unico fa restare interdetti scienziati e uomini di senno europei, per l'indiscutibile evidenza, praticità, immediatezza dei suoi "miracoli". Oggetti fisici, materiali, tangibili vengono creati dal nulla e posti davanti allo sguardo attonito dell'uomo. Oggetti fisici, materiali, tangibili vengono, dal tutto circostante, fatti sparire, in un baleno, in un nulla definitivo. E, questo, non è creare? E, questo, non è essere simili a Dio? E, questa, stringi stringi, non è la méta a cui tende, anche, lo scienziato occidentale, carico ed appesantito di materiali industriali; insonne, per le nottate passate davanti agli apparecchi disgregatori degli atomi e formicolante nei laboratori chimici, attorno a fiale, nelle quali trasforma gas in altri?
Telepatia. Analizziamo bene il significato di questo termine. Esso, strettamente parlando, significa collegamento. Collegamento di atomi tra di loro; ben tenendo presente che l'atomo è energia, e che l'energia è, sempre, il prima, il durante ed il dopo di ogni nocciolo vitale, manifesto nell'universo: dal protone, alla macchina, agli organi del corpo umano, alla stessa atmosfera, più o meno viva, che circonda la terra, le stelle, i campi magnetici, tra galassie e galassie. Telepatia è sinonimo di energia; energia è sinonimo di blocco unico. E, se voi, con l'immaginazione, cercate di abbracciare l'ampio tutto che circonda il nostro globo, sino ai vertici più tenacemente distanti degli universi-anni luce, lì, dove la vostra immaginazione si aggancia al sublime punto in cui essere e non essere sono una medesima cosa, il cerchio contenitore in cui, per un attimo, il vostro spirito avrà libato quella che credevate la completezza, compierà un sussulto; e s'unirà ad altri novelli orizzonti che esistono nei risvolti luminosi, dietro la curva. Telepatia. Un nuovo rapporto telepatico si sarà inserito tra quell'universo che le vostre anime avranno toccato, ed un altro infinito, eterno "nulla", verso cui prosegue l'infaticabile stivale delle sette leghe dell'eterno Passo Universale. Un nulla, che è ENERGIA. Un nulla che è TUTTO.
Abbiamo, quindi, voluto tingere la natura dell'elemento guizzante che la telepatia governa e dirige, sia con l'ampiezza spaziale della vita cosmica, in cui ci troviamo a navigare (elemento, puramente, astratto, ma, necessario ad ogni concretezza d'atto, che noi inseriamo, nella vita quotidiana), che rendere il medesimo elemento duro e flessibile, come l'acciaio, dimostrando che esso è l'unica e costituente natura di ogni particella materiale, nei suoi intimi rapporti vitali e sensitivi. Ha, mai, pensato, l'uomo, dove vada a risolversi l'enorme fiumana di corpuscoli elettro-magnetici, che la fisica ha assodato continuino ad invadere l'atmosfera del nostro globo, e permangano, galvanizzati, di continuo, tra gli oggetti che formano il maneggio abituale della nostra espressione quotidiana? Corpuscoli elettro-magnetici, i quali, di infinita natura ed infinita gamma d'onda, non solo corrodono, da ogni parte, il blocco omogeneo della materia, quando essa viene urtata, investita, scossa da movimenti estranei, e l'alleggeriscono del loro numero, in quantità di miliardi e miliardi di entità sottili; ma, creano in essa un nucleo di invisibili, vorticosi conglomerati di gorghi-radice, che la mantengono in uno stato di fragile incostituenza. Ha, mai, considerato, l'uomo, che esistono numerosi altri aspetti di vita, dei quali, abitualmente, non è consapevole, e che formano, in una benché minima parte, oggetto delle investigazioni della scienza attuale? Parliamo dei raggi gamma, x, delle onde eteriche, dell'aspetto atomico, quantico e molecolare che, più precisamente, lo studioso può chiamare: l'elastico movimento spontaneo di linee energetiche geometriche. Parliamo di quelle forze, alcune, stagnanti, altre di sconosciuta natura, che fanno fremere l'atmosfera della nostra terra; forze, di cui una minima parte, come potenziale immanente, coprirebbe, in dinamicità, l'intero organico delle altre tutte, che costituiscono l'intelaiatura magnetica del nostro globo. In mezzo a tali energie, l'uomo si trova a compiere il proprio dovere di cittadino dell'ignoto. Basta, quindi, con criterio, ammorbidito dall'intuizione, aprire un qualsiasi libro di fisica delle particelle, per, non solo, rimanere attoniti, di fronte al colossale scenario di esse, estranee a tanta cristallizzata immobilità della materia, sbalorditi del modo in cui la tengano a galleggiare su di loro - sughero, in un mare in tempesta -, interessati alle capacità che se ne potrebbero trarre, con un intelligente uso, da parte dell'uomo, quanto comprendere che l'uomo stesso, per la qualità del fenomeno, è in diretta coestensione con la più assoluta diversità di nature sottili, e non vincolato, solo, a qualche tipo particolare delle medesime.
Cautamente - ed era giusto - abbiamo posto, tra di noi e l'universale, un ponte di macchinari, di intermediari automatici, che ci hanno rivelato l'ombra di qualcosa di impalpabile. Ma, giunti al punto in cui ci troviamo, il peso di tante macchine rischia di schiacciarci. È l'ora che l'uomo getti, dalle sue spalle, il filtro di simili grucce e fissi, direttamente, in volto, l'aureo splendore di quella luce, che rifiuta di venir addomesticata, nei laboratori di ricerca. Non dovrà e non potrà farlo, di colpo. Consideri ciò che gli veniamo esponendo, con simpatia e senza spirito di prevenzione. A noi interessa che il lettore accetti di intavolare un rapporto del tutto razionale sul problema e, pur tenendo di sottecchi, la meravigliosa, mistica visione del REALE, non rimanga invischiato nel soporifero miele di una immaginazione, troppo distante da ciò che ha conquistato, sino adesso.
Telepatia, quindi, non solo è un fatto prettamente essenziale e naturale, in tutte le cose, animate ed inanimate, trascendentali e relative, coscienti, o meno, e nasce dalla necessità di accettare, quale base vivente dell'essere, una origine energetica; ma, telepatia è, anche, creatività. Chi penetra nel mondo delle forze invisibili e pone mano alle leve che le guidano, secondo l'assioma esoterico:" al pensiero, segue l'energia ", mette in movimento i principi di un altro assioma:" all'energia, segue la sua materializzazione ". Ecco, allora, giunta la necessità di rivedere, assieme, le leggi esposte nelle prime nostre lezioni
Come dire al profano, che nulla sappia sulla reincarnazione, sul karma, e viva, isolandosi nella crosta pregiudiziale al limpido studio dell'esoterismo, che egli si trova ad aver sposato proprio quella donna, a funzionare, come una rotella, nell'industria sociale, proprio nel quadro della specifica attività che lo occupa, o frenato dall'argilla scivolosa di un destino ostile, o sbalzato sulle quinte della cronaca, in un successo pubblico, perché la legge di Economia del nostro Sistema Solare gli riunì, nella presente incarnazione, in un fascio strettamente allacciato, sotto forma della condizione su cui esprime il discorso d'esperienza d'anima, tutte le irradiazioni sottili del pensiero, i desideri monchi, più o meno benefici, che seminò, nelle vite passate? Non è un mistero affermare che la medesima struttura biologica di ogni mortale nasce, e si agglomera, partendo da particelle elettro-magnetiche, che affiorano alla cresta dell'organicità fisica, di cui dispone. Il pensiero arriva a determinare dei mutamenti quantitativi, sulla grossezza del cerebro umano. Lo studio dei cervelli di pensatori, noti, quali scopritori e studiosi, in ogni campo di attività, ha rivelato che essi possedevano un cervello molto più sviluppato, in mole, della media. Questo, a significare che il minimo pensiero che noi manifestiamo è di natura tale e di potere galvanizzatore sì efficace, da avere un dominio netto sulla materia, che ne è il veicolo.
Giunti, quindi, a tal punto della dissertazione, affermiamo che nessuno potrà dire qual'è l'esatta linea di stacco che ponga, da una parte, la materia, e, da un'altra, l'energia.
v Il Maya eterico, l'annebbiamento astrale, l'llusione mentale, il Guardiano della Soglia
Confusamente, allo studente può cominciare a delinearsi la causa di quel colossale fenomeno di accecamento occulto, in cui è immersa l'umanità, al giorno d'oggi. Abbiamo, spesso, ripetuto che esistono sette piani di manifestazione, in cui la Monade gioca il suo eterno ritmo di DIO in espressione. Ma, cos'è la Monade? Non vogliamo evitare la domanda, nel rispondere: tutto e nulla. E 'il tutto, se consideriamo, per tutto, l'insondabile voragine che, qualitativamente e quantitativamente, abbraccia ogni spora in manifestazione e spunta, come immediato germoglio, alla minima pressione che il nostro dito scrutatore vi imprime, quando esamina uno tra i tanti elementi frammentar che costituiscono la veste delle cose finite e relative; germoglio, che spunta da quell'unico elemento. Monade, è, anche, quell'unico elemento. Solo l'iniziazione può dimostrare, obiettivamente, al discepolo, che il finito è padre dell'infinito, quanto quest'ultimo lo è del primo.
Consideriamo l'energia, la sola componente del creato, in eterno movimento. E rappresentiamocela sotto forma di un circolo. Noi sappiamo che in tale circolo è racchiuso l'uomo e il dio, il finito e l'infinito, il fisico ed il metafisico. Dove inizia il principio del circolo, e dove la fine? Dove, l'assoluto; dove, il limitato? Ed è a questo punto esatto del proprio vibrare interiore che il dio crea; egli afferma di essere dio; egli decide di essere dio; egli pone i confini tra sé e l'ambiente, sguaina la spada della volontà inflessibile e traccia il solco, in cui avanzerà, come tale, e crea il ciclo. Il Logos Solare, così, ha fatto. Il Logos Cosmico, così, ha fatto. L'uomo, nell'istante esatto in cui si trova, incrudito e nudo di altri orpelli dogmatici, o pregiudiziali, nella necessità di inserirsi in un nuovo, originale modo di vita, così ha fatto, fa, farà. Questa, la ragione, per cui la volontà integrale è, indiscutibilmente, la dote unica richiesta ad ogni discepolo. La Monade, quindi, è, semplicemente, Volontà di Essere; e, certamente, la Meravigliosa Dama, la Gerarchia Bianca, è costretta a celare il Suo candido volto, dietro al nero ventaglio del segreto, quando lo sguardo le si posa su tanti uomini che sono ben lontani da questa Volontà di Essere. E porge loro, comunque, delle linee indicatrici a che raggiungano, i migliori, una vittoria assoluta sulla vita e sulla morte; i secondi, la stupenda lezione, alla loro ignorante presunzione, di un completo fallimento. Lo sforzo, è richiesto. Uno sforzo armonioso, amorevole, tenace, illuminato. E non esistono miglior direzione e miglior ginnastica per ottenere il premio dell'iniziazione se non quello di praticare la telepatia, seguendo i principi insegnati dai Maestri dell'Occulto: Figli della Gerarchia Bianca, e Gerarchia Bianca Essi stessi.
In proposito a quanto sopra detto, citiamo le parole di un Adepto, il quale ebbe occasione di scrivere: "Il mondo, al giorno d'oggi, è pieno di discepoli, esperti nella conoscenza teorica dell'Antico, e sempre attuale, Esoterismo, pieni di buona volontà, altruisti, positivi in quanto al possesso dei sentimenti universali necessari all'animo per procedere ancora oltre, a più elevate tappe sul Sentiero. Essi, però, difettano dei rudimenti necessari a che il maestro possa elevarli nel campo della padronanza occulta della materia nei tre mondi. In ciò (rendendo vacillante la superbia dei popoli occidentali) l'oriente ha superato, di gran lunga, l'occidente." Uno di tali rudimenti è la telepatia. La telepatia, intesa a sintesi e compimento finale di ogni attività protagonista nei precedenti cicli reincarnativi; a qualità naturale e spontanea dell'essersi, l'uomo, trasumanato ed aver attuato la trasformazione che ha enucleato ogni punto dell'universo in un minimo comun denominatore: la sua mente; a indice indiscutibile dell'unificazione, in lui, di spirito e di materia, ove tempo e spazio sono ridotti ad una costante conquista, immanente ed attuale. Con la telepatia, i Campioni delle precedenti, della presente e delle future evoluzioni guidano l'intero assieme delle vite naturali. È telepatia cosmica quella che riunisce "nella reciproca Sfera delle Loro Aure" i sistemi solari, che procedono verso sentieri cosmici sconosciuti: è telepatia il palpitante cordone di forza vitale e sublimifica che inserisce, separatamente, in un'unica unità di propositi, il nostro Logos Solare ai Sette Pianeti Sacri; telepatia, ma di natura quasi impossibile a comprendersi alla media evoluzione, è il congiungersi di impressioni celesti, dai porti estranei al sistema solare, sino al nostro globo. Telepatia è l'unificazione di ragione, di sentimenti, di corpo che si attua tra i Sette Kumara, le Forze Splendenti che costituiscono il cervello dirigente della nostra Gerarchia, e la Gerarchia medesima. Telepatia, infine, è il rapporto diretto, o, indiretto, costante, o, meno, che intercorre tra l'Adepto e i Suoi discepoli. I quali è gioco forza che apprendano, non solo ad essere recettivi alle onde vitali di tanta suggestiva maestrìa spirituale, ma, a loro volta, che apprendano a creare, secondo il loro Raggio individuale (Sottoraggio di quello monadico), sgranantesi nei Raggi della personalità, del corpo mentale concreto, del corpo astrale e del corpo fisico, una gamma totale di vibrazioni impressive, che renda loro stessi, a lungo andare, poli-guida del ritmo occulto della telepatia cosmica.
Come abbiamo visto nel caos delle energie da noi analizzate, agli inizi della seconda parte della lezione, Coloro che, oramai, abbiamo imparato a considerare come i divini fattori di ogni evoluzione, a partire dal Logos Cosmico, sino a giungere al semplice iniziato di grado inferiore, elevano il tono dello splendido potere che li svincola dalla placenta materiale e si unificano, sempre più, alla Luce solare dell'Essere, con il seguire dei metodi di geometria naturale animica, e che, in gergo umano, possiamo chiamare del ritmo gerarchico.
La Monade si è individualizzata. L'amplesso meraviglioso dei Sette Kumara, proiezione diretta dei Sette Pianeti Sacri, a loro volta congiunti a sette Sistemi Solari, di cui uno è il nostro, tutti dipendenti e parti vive dell'incommensurabile Stella chiamata "Colui che non si deve nominare", durante l'epoca Lemurica dette nascita a sette gruppi umani (dopo due razze intangibili ed umanoidi) e che possedevano, per la prima volta, sul nostro Pianeta, il corredo di un corpo animale. Narra la tradizione esoterica che una lingua di fuoco, proveniente dal livello Mentale Cosmico, unendosi, in un automatico dualismo di riflessi, con la luce direttiva della Sublimale Coscienza che vibra dalla lontana Stella Sirio, venne inserita nel nostro pianeta e si fissò in Shamballa, determinando tutto il corollario di successivi dualismi, i quali, provocarono anche la nascita dell'Anima nell'uomo. E, sebbene, a rigor di termini e per quanto riguarda la nostra coscienza planetaria, la Monade sia quella latente e totalitaria armonia che sgorga dalle più intime fibre d'ogni forma che costituisce l'organismo del nostro Pianeta (cioè, il nostro Logos Planetario), il frantumarsi del Suo sacrificio, con la volontà che Egli aveva di veder risplendere la Sua Natura in nuove esistenze simili a Lui, creò degli altri appigli che non è inesatto chiamare: successive Monadi. L'uomo-animale dimenticò la propria origine divina, separato come si trovava dal Seme che lo originò. Sette gruppi di umanità nacquero, nei remoti tempi che vanno da venti milioni a quindici milioni di anni fa; sette gruppi di innumerevoli gocce di sangue fremente, sprizzate dal costato dei Sette Dei Planetari, riunite in sette ordini compatti, dalla volontà super-umana dei Sette Kumara, collocati nel materno giaciglio dell'amore del nostro Logos Planetario, e riscaldati dall'alito dei Pitri lunari, provenienti dalla precedente Catena vitale. Fu necessario che l'uomo dimenticasse tale origine, per poter raggiungere, con il proprio sforzo, raffinato dal dolore reincarnativo, l'identità di potere, amore, sapere del suo Genitore Divino. Unione, ma, anche, giusta separazione da Esso, vennero fatte dal Re del Mondo, con l'aiuto dei Suoi sei discepoli, e di un gruppo di Alti Iniziati che collaborarono - e, in un buon numero, ancora, collaborano - con Lui. L'uomo si trovò orbato d'ogni potere. Imprigionato in una forma animale e in attesa di ricongiungere la propria coscienza alla Primordiale. Lo avrebbe fatto molti milioni di anni dopo. Prima, inconsciamente; tutelato, guidato dalle sottili Impressioni che, durante tutto il tempo in cui si manifestò come lemuriano, atlantideo, ariano gli provennero e gli provengono dalla Gerarchia Bianca che, man mano, venne ad accrescersi del numero di coloro i quali, divenuti recettivi ad esse, fecero tesoro delle vibrazioni che contenevano, vennero iniziati, e si staccarono dal gruppo umano.
Racchiusa nei tre inferiori, dei sette piani che costituiscono la nota di ogni forma manifesta, la Monade iniziò ad inerpicarsi verso l'alto. Durante l'epoca Lemurica, veramente cieca, gattino appena nato, si dette a conoscere il primo grado dell'esperienza animica: il materiale. Sviluppò il corpo fisico, fece esperienze d'ogni sorta, strettamente appigliata alla natura circostante, quasi un tutt'uno con essa. Alcuni rudimenti della razza li possiamo rintracciare nei selvaggi boscimani, nei pigmei, nei cacciatori di teste, ecc.. E, per la nota legge dell'energizzazione, quale abbiamo appena studiata in precedenza, simile a frutto maturo che venga spremuto, la materia fisica esalò i suoi effluvi eterici, lasciandoli gravitare e rimanere, purulenti, nell'atmosfera del globo. Questa, è la ragione del primo tipo di accecamento occulto (il Maya eterico) in cui si trova immersa, ora, l'umanità e di cui rivelammo l'esistenza all'inizio della lezione. Troppo sottile è lo spiegarne l'espressione, nel quotidiano ritmo che ci circonda. Da una parte, l'amore accentuato per ogni attività prettamente biologica, il profondo fascino (spiccata rivelazione di un tipo speciale di energia che rimane, ancora ansimante, a chiamare l'uomo bambino) che egli prova verso la crosta materiale delle cose, lo psicopatico munirsi di medicine, per l'inesistere della certezza che la carne e lo spirito sono un tutt'uno di divino; la ignorante mancanza di amore per la forma, che viene sottoposta a sforzi incruenti; dall'altra parte, in una assoluta mancanza di sensibilità psichica, tutto ciò è l'accento di illusione mayavica. Diciamo, fuggevolmente, che è appunto da tale tenaglia possessiva che l'aspirante cerca di sfuggire, definitivamente, quando devitalizza le sue troppo potenti funzioni biologiche, adattandosi a ritmi di rieducazione fisica, come il celibato, il vegetarianismo, il distacco da abitudini alcooliche, dal fumo, ecc..
È cosa risaputa dagli esperti in esoterismo che le malattie veneree furono un ammonimento dato dal Logos Planetario all'umanità Lemurica, affinchè la medesima cessasse di galvanizzare il suo centro sacrale, che è l'allineamento diretto dell'uomo con il piano eterico, ed in cui, tra l'altro, si rinfocola l'agglomerato erotico dell'Io.
Lentamente nacque l'Atlantide. Il baricentro delle attività interiori dell'uomo si spostò, dal piano puramente eterico-denso, a quello emotivo. L'immaturità sua, la mancanza di esperienza e, quindi, il desiderio di essere esclusivo, in ogni forma delle medesime, determinò la manifestazione di una razza che - e molti lo sanno - fu la più grassamente nutrita di lussi, la più egoista, la più delittuosa che apparve sul globo. Ciò nondimeno, il secondo dei corpi di manifestazione dell'uomo si consolidò, si strutturò, prese possesso dell'ambiente esterno; ora, allineato al secondo, a partire dal basso, dei piani di manifestazione. Al secondo dei tre regni della forma. Il mondo astrale è ben esistente; altri trattati ne hanno parlato, il più delle volte errando nelle loro conclusioni. Un mondo che, salvo nella sua limitata natura, squisitamente divina, per il novanta su cento è costituito dalle pesanti emanazioni emotive ed energetiche che colano, resina dall'albero, dal sentimento estroverso dell'uomo. Ogni esperto chiaroveggente, nel guardare, dalla giusta posizione occulta, il nostro stupendo globo, lo vede foscamente ammantato, nei suoi aspetti astrali e che non toccano affatto la Grande Natura del nostro Logos Planetario, di una oscura nube energetica, che ancora sfugge alle analisi degli strumenti scientifici. In essa l'uomo vive, di costante. Tale piano di esistenza è il primo che emerge davanti allo sguardo attonito dell'Anima, allorquando lascia il corpo fisico. Ma, la circonda, tuttavia, in ogni suo attimo di vita incarnata. Il "fumo" è talmente denso che gli Adepti si stupiscono, non già che l'uomo ne venga soltanto inibito nelle doti spirituali, ma che, addirittura, possa sopravvivere ad esso. Tale entità involutiva costituisce l'annebbiamento spirituale. La paura dell'ignoto, l'eccessivo materialismo, l'attaccamento cieco ed ossessivo ad affetti per cose e persone, il dualismo, che costringe l'uomo a mordersi continuamente la coda, la cecità, che si sovrappone a colui che inizia a calcare il Sentiero, sono tutte forme di questo annebbiamento. È in tale annebbiamento che si dibatte il discepolo atlantideo Arjuna, nella Baghavad Gita, prima di iniziare il grande combattimento nel campo Kurukshetra.
Inorridita dalla malattia venerea, la Lemuria, confluendo nella razza atlantidea, vi si ribellò troppo violentemente, in vaste zone sociali, e spostò il perno delle sue linee di attività nel campo puramente emotivo, tralasciando, a mezzo di precise inibizioni, gli eccessi materialistici. Tale strappo violento, come era naturale, creò una distonìa nei corpi dell'uomo; mise in eccessiva attività il sopìto corpo astrale, le cui cellule, riflettendosi nella loro controparte lenta (il corpo fisico), la sovraeccitarono, acutizzando all'eccesso il ritmo di alcuni agglomerati organici, e facendo nascere la malattia del cancro. D'altra parte, già si profilava al mondo un nuovo monito del Logos Planetario. Allo scopo di arginare la tendenza, del tutto emozionale ed egocentrica, alla ricerca delittuosa delle sensazioni che il lusso sproporzionato poteva dare, il nostro Logos pronunciò la fatale frase, che nei trattati esoterici è riportata, sotto parole umane, così: L'anima che pecca, morrà". Apparve la tubercolosi. È notorio che, di solito, i tubercolotici si sentono, ancora adesso, per sottili questioni karmiche, orbati quasi di un diritto alla vita ed il ramo, ancora ricco di linfe vitali, illanguidisce, fino a morire. Immaginiamo, ora, milioni di anni, in cui milioni di esseri emanavano, di continuo, per la nota legge dell'energizzazione, dei determinati tipi di irradiamenti pesanti, psichici, colloginosi, e non rimarremo stupiti della nube occulta che tanto acceca l'attuale umanità. Inoltre, aggiungiamo a ciò il fatto che, da quelle lontane epoche, una innumerevole quantità di cadaveri, affetti da sifilide, cancro, tubercolosi è stata sepolta nella terra, tanto da infettarla, essa stessa, di germi nocivi, che, tutt'ora, le brulicano in seno, e comprenderemo come la razza umana dovrà, per forza di cose, risolvere il problema, accettando la cremazione, per unico metodo naturale a salvaguardarsi nel futuro.
La razza Ariana sta, quasi, terminando di sviluppare le sue facoltà mentali e, quindi, rende attivo il terzo dei suoi corpi, in manifestazione: il mentale. Nel dire: corpo, riferendoci agli organismi che possediamo, invisibili fino a quando l'uomo non abbia acquistato la chiaroveggenza, non desideriamo che il lettore cada nell'errore di credere che essi siano minimamente da confondersi con la natura e il modo di apparire del corpo fisico. Nel nostro caso, si tratta di congiungimenti energetici del tutto fuori la portata di una visualizzazione fisica.
La possibilità di giungere a creare ben determinate forme geometriche, qualità dei pensatori, per lo più non rigonfie della pesante sostanza del mondo emozionale, con celerità incredibile ha riempito l'atmosfera quadridimensionale del nostro globo di un fitto intreccio di un altro tipo di energie addomesticate: le cosiddette forme-pensiero. Pietre miliari, che un tempo furono utili, continuano a fare incespicare il passo dei pensatori che addentrino le loro linee telepatiche in tali alte zone magnetiche rutilanti. Ed appare il fenomeno della illusione mentale, in tutte le sue molteplici forme e stature. Con gli errori di direzione intellettuale, errori di originalità pensativa, errori di adattamento alle circostanze, errori di valutazione, ecc.
Risulterà chiara, più avanti, la ragione per la quale noi abbiamo intrapreso la trattazione della presente, specifica problematica, anche se a taluni può sembrare che non entri affatto nell'argomento della telepatia.
Le malattie nervose, le malattie del cuore, ed è facile presumerlo, sono il parto della nostra attuale razza.
Essa, bene o male, ha integrato, in un triangolo abbastanza coordinato, i suoi tre corpi inferiori di manifestazione: il corpo eterico denso, l'astrale, il mentale concreto. Ed ha creato la personalità. È stato, altrove, ben giustamente, affermato che la personalità, non è la somma matematica delle qualità derivanti dai tre corpi, con le loro naturali attività, possedute dall'uomo; ma, è qualcosa di più. È il ponte, vivo e dinamico, che unisce l'uomo all'anima. Agli inizi del suo manifestarsi, è la personalità che, in modo autorevole, prepotente, secco e istintivo ha il dominio sull'entità spirituale. L'anima luminosa è involucrata da tale tinta fuligginosa ed autarchica. Se noi ci guardiamo in giro, quante anime doloranti troviamo, uncinate dall'impossibilità di mostrar la propria natura dolce e divina, da una rete di orpelli, di acerbe immaturità d'esperienza, di concetti non allineati all'universale?
La personalità è il Guardiano della Soglia, dunque. L'ultimo ostacolo che il discepolo deve superare, prima di riconoscersi pura e semplice anima immortale, perfetta, unificata alla Monade, o Vita Universale, latente in sé e nell'universo. Non si tratta, ora, da parte sua, di ribellarsi ad un maya, ad un annebbiamento, ad un'illusione. Si tratta di porsi in condizioni tali da fare in modo che la Luce del Sé Superiore lo raggiunga, prima, tramite sporadiche intermittenze, poi, sino ad inondarlo. Questi impulsi, come dice un Maestro, giungeranno a dargli una indefettibilità di pensiero e di azione, del tutto divina. Ed egli comprenderà, al termine della fatica, che essi gli giungevano telepaticamente, prima dal suo gruppo di comunità di discepoli, poi dal suo Maestro, poi dal Signore del suo Raggio specifico, poi da Shamballa, ed oltre.
Perché abbiamo voluto parlare di una serie di campi magnetici negativi, in cui si trova circondato l'uomo? Il lettore intuitivo lo potrà comprendere. La telepatia è il respiro del Grande Tutto, fluente nello straordinario organo che è la mente umana. E, ogni volta che l'individuo allunga la sua antenna psichica, in qualunque direzione, mette in movimento un determinato fluidismo che si unisce, automaticamente, al maya eterico, all'annebbiamento, all'illusione mondiali. Inoltre, una vera e propria telepatia, per delle ragioni del tutto tecniche e occulte, non può essere fatta, sino a quando, come dice uno degli Adepti, la forma-pensiero della personalità non viene dissolta: fino a quando il guardiano della soglia non si riadatta in grembo alla sua madre naturale, l'Anima.
- LEZIONE QUINDICESIMA - (parte terza)
v - Gli strumenti occulti occulti dell'uomo: i chakras -
Possiamo, adesso, riprendere il punto, dagli inizi del presente capitolo. La Monade, dicemmo, da altezze vertiginose, si frantumò in sette tipi di monadi. E l'uomo si trovò immerso nei tre più bassi gradi di materia, dal punto di vista del Logos Solare: poiché, lo ripetiamo, il piano eterico-denso, quello astrale, quello mentale, sono, rispetto al Logos Solare, ciò che, per l'uomo, rappresentano, nell'ordine, lo stato solido, il liquido, il gassoso della materia che forma il suo corpo tangibile e l'ambiente circostante. Mentre, i quattro gradi superiori al piano mentale, cioè il piano Buddico, o dell'intuizione, il piano Atmico, o della volontà monadica, il piano Monadico, lì ove risiede la schiera delle Monadi umane, il piano Adi, o Logoico, sono, per il Logos Solare, i suoi quattro Eteri Cosmici, e rappresentano il quarto, il terzo, il secondo e il primo grado del corpo eterico dell'uomo e dell'ambiente che lo circonda. Difatti, il vero segreto della magia bianca è quello di unificare, con dei processi di vita pura e di grande, indiscutibile volontà, i quattro eteri inferiori, con i Superiori. La fusione totale avviene alla quarta iniziazione, ed ogni iniziazione fonde un etere inferiore con l'Etere Cosmico che gli corrisponde numericamente. L'attuazione del fenomeno è in mano agli Adepti; il discepolo deve ben rendersi conto che gli Adepti non sono delle care persone, sorridenti, placide, quasi dei babbi natale, con le mani cariche di carezze e fragili cosine. Il discepolo deve rendersi conto che gli Adepti hanno l'enorme responsabilità, tra le altre cose, di bruciare letteralmente i suoi organismi inferiori, per mettere in atto tale sublime trasformazione della natura umana. E pochi possono immaginare cosa significhi e cosa comporti venire inseriti nei quattro Eteri Cosmici. Un chirurgo, negli ospedali, può anche sbagliare; correrà, magari, il rischio di venire querelato, di venire radiato dall'albo professionale. Un Maestro non può e non deve sbagliare. Se molti discepoli si rendessero conto di cosa, alla fin fine, chiedono ad un onesto Maestro smetterebbero, certamente, tutte le loro inutili lagnanze emotive, cesserebbero di infastidire, di continuo, con le loro forme-pensiero, queste Grandi, Divine Individualità, e penserebbero di più ad accentuare lo sforzo personale, lungo la strada della giusta psicosintesi individuale.
La telepatia, lo ripetiamo, è il mezzo più efficace a prendere il toro per le corna ed abbatterlo. Però, quella telepatia che tenga conto dell'attuale problematica esoterica (e noi l'abbiamo or ora delineata); delle leggi che, da sempre le medesime, hanno applicato i discepoli, e che continuano ad applicare gli stessi Maestri.
- GLI STRUMENTI OCCULTI DELL'UOMO -
Quando il mare è in tempesta ed alte onde si abbattono sulla scogliera, a pochi metri di profondità vi sono una pace ed un silenzio integrali. Sino ad ora abbiamo navigato alla superficie di tale mare. Abbiamo parlato del fenomeno-energia. Abbiamo visto che tutto è energia; nulla è statico. Abbiamo appena accennato alle fondamentali forze che la scienza è riuscita a scoprire, a localizzare e a trattare. Abbiamo dato una sfumata descrizione di altre energie occulte, che regnano sovrane, nei tre mondi in cui l'uomo svolge la sua attività. Ma, vi è uno strato di forze, ancora più nel profondo, che è necessario noi si analizzi, per poter proseguire. Il piano delle forze eteriche (che il lettore si rifaccia alla lezione ove trattiamo del piano eterico-denso, in connessione a quello Cosmico). Il piano eterico ci sovrasta. Ogni particella del mondo visibile è sostenuta da una particella invisibile che, a differenza della prima, possiede una natura lineare e dinamica, che l'altra non ha, essendone una sua semplice increspatura. Ogni oggetto fisico è ordinato e disposto in geometrie di atomi e molecole, da sette linee di luminosa calibratura interiore. Attraverso codeste sette linee si può accedere ai Sette Raggi. Il piano eterico è, da una parte, ciò che unifica lo spirito alla materia; dall'altra parte, per delle ragioni occulte che risultano evidenti a iniziati di un certo grado, è ciò che preesiste allo stesso spirito. Ora, come dicemmo nelle primissime lezioni di Cosmogenesi, se afferriamo una manciata di spazio puro, al di là di qualsiasi universo noto ed ignoto, lì, ove nessuna forma di vita appare, nè fisica, nè metafisica, ad un più attento esame di sguardo interiore, vedremo, alla fin fine, tralucere il potere del numero magico sette. Sette tipi di energia ardente ci dimostreranno che esse, da sempre, ora, e per sempre, tengono strettamente allacciata, in un tutt' unico tessuto, quella manciata di nulla: i Sette Raggi. Non possiamo liberarci da essi... E, mentre l'uomo percorre il Sentiero delle incarnazioni, apparentemente succube dei loro influssi celesti, giunge a detestarne e a maledirne l'esistenza; poi, benedirà. Ma sarà troppo tardi. Il trattato dei Sette Raggi, di Alice Bailey, fa, ai nostri tempi, testo. Non ci dilungheremo, ancora, in spiegazioni sottili e panoramiche sulla loro importanza. Diremo solo che non esiste angolo dell'universo, il quale non sia impiantato, in un simile ritmico aggancio espressivo. Quindi, anche la telepatia ha a che fare con essi.
Le linfe vitali che dell'uomo fanno quello che egli è scaturiscono dai suoi sette punti eterici maggiori, o chakras. Man mano che lo studioso si addentra nell'investigazione e nello studio dei chakras, egli rimane attonito nello scoprire quanta parte abbiano nella vita universale, e quindi, nella sua personale. Alla fine capirà che i Sette Raggi sono "tutto in tutto".
Si è fatto un gran parlare di kundalini, o, del fuoco occulto, celato nel chakra alla base della spina dorsale. Da parte di sedicenti istruttori disonesti sono stati dati metodi e spiegazioni per risvegliarlo, con la promessa che, ascendendo esso lungo la spina dorsale, avrebbe provocato fenomeni di natura del tutto miracolistica. E molti disgraziati di poco senno si sono prestati a tali pratiche, risvegliando solo uno dei tre fuochi latenti nel chakra alla base della spina dorsale (fuoco solare, fuoco elettrico, fuoco per frizione; Ida, Pingala e Sushumna): quello per frizione. Tale specie di onanismo ha prodotto una particolare eccitazione del sistema cerebro-spinale e, di lì a poco, ha stroncato tutte le mire di costoro, portandoli alla monomanìa, alle fissazioni cerebrali, alle mitomanìe, e inserendoli profondamente nei tre tipi di illusioni che noi abbiamo appena descritto. Come abbiamo detto, l'uomo, se pure incosciente del fatto, è, per forza di cose, unito, di costante, alla Gerarchia Bianca. Gli indiani, giustamente, asseriscono che, lungo la nostra spina dorsale, esistono tre tipi di forza occulta, in costante movimento e in continua interrelazione tra di esse. Queste forze, dal capo, o, dal chakra brahmarandra, fluiscono alla base della spina dorsale, e ritornano al capo, senza smettere un attimo tale pendolìo. È lavorando su queste tre forze che gli indiani determinano singolari fenomeni di sdoppiamento, anestesia locale, preveggenza, ecc.. L'esoterismo accetta il fatto, ma solo per quanto riguarda l'esistenza di queste tre forze. Esse sono il riflesso, nell'uomo, dei tre Logoi Sacri; del Padre, del Figliolo, dello Spirito Santo; essi sono l'emanazione costante dei tre Grandi Signori del Primo, del Secondo, del Terzo Raggio: il Manu, il Cristo, il Maha Chohan, in ogni individuo e in ogni cosa. Poiché ogni evoluzione singola è strettamente allacciata all'evoluzione planetaria e poiché le iniziazioni fan capo, in modo diretto, ad Essi, e poiché l'iniziazione non è da confondersi con dei ridicoli sbuffi di malcomprese respirazioni indù, con degli sforzi gratuiti e tristi sugli organi sconosciuti del corpo eterico, ma avviene spontaneamente, quale ultimo particolare di una lunga maturazione reincarnativa, data e concessa solo dai tre Signori, è chiaro che kundalini non può venir risvegliato in questo modo diretto e brutale.
Comunque, per rifarci alla genesi e all'evoluzione della specie umana, vedremo come, in modo ritmico, il fatto sia avvenuto spontaneamente. I tre fuochi, pur pervadendo e costruendo l'intero corpo eterico, all'inizio risiedono nel chakra alla base della spina dorsale; scopo dell'esistere e di ogni esperienza e sensazione reincarnativa è di portarli - lungo la linea armoniosa che, addietro, indicammo - al chakra alla sommità del capo. Esistono creature che, sotto la guida di un Adepto, accelerano tale processo. Questo, è il Sentiero del discepolato. Ed è praticamente impossibile elencare tutte le conquiste di ordine spirituale a cui i medesimi sono destinati, oltre, beninteso, la prima di esse: liberazione dal giogo non scelto del dolore reincarnativo. La massa segue il Sentiero più facile. Durante l'epoca Lemurica, le energie, dal centro alla base della spina dorsale, fluirono e si fissarono in quello sacrale; durante l'Atlantide, dal centro sacrale al plesso solare; durante l'attuale razza, dal plesso solare, esse stanno ancorandosi a quelle del cuore, e su.
È, comunque, necessario aggiungere che l'iniziazione ha per regola che il discepolo vi pervenga tramite una libera scelta ed un suo cosciente sforzo; pur essendo, l'ariano, pervenuto a vivificare, in modo appena lambente, il centro del cuore, se egli vuole accorciare la strada, intraprendendo il Sentiero, dovrà ricapitolare in sè tutte le tappe delle razze passate e determinare tale ascesi mistica, con la propria deliberata scelta e volontà.
La conoscenza dell'ordinato assieme di strumenti occulti che il corpo eterico possiede (i sette chakras) è assolutamente necessaria, per praticare, con pieno successo, la telepatia, sia personale che cosmica. L'uomo, dunque, vive nel mondo, sballottato a destra e a sinistra, da forze estranee, che lo raggiungono da ogni parte dell'universo. Abbiamo cercato di provarlo in precedenza. Ma è, anche lui, un emanatore inconsapevole di sottilissime correnti di energia, le quali, per lo più e nell'attuale fase evolutiva, sono disordinate e disarticolate. Ciò contribuisce a creare dei determinati "campi magnetici", attorno ad ogni singola entità umana; lo stesso, e in minor misura, avviene per gli altri regni della natura. Quante persone sensibili esistono, e forse voi siete una di esse, che, con una percezione particolare, vengono disturbate da determinati campi magnetici, esistenti attorno a determinate persone? Oppure si sentono attratte, inspiegabilmente, da altre persone? Un individuo, di una particolar tempra intimistica, entra in una camera dove si tiene salotto; viene presentato, e si pone in disparte, silenzioso. Dopo un certo tempo, la sua presenza galvanizza le altre, fino a quando diviene il misterioso protagonista della riunione.... Voi pensate, con una certa intensità, durante il giorno, a quell'amico. E, nel pomeriggio, o il giorno dopo, egli giunge a farvi visita.
E quante, quante altre dimostrazioni che esiste un elemento sfuggente, il quale lega, tra di esse, le parti statiche del cosmo. Non è esagerato, da parte nostra, affermare, anzi, che l'impronta delle energie libere, individualizzate in un mare invisibile di pensieri, di emozioni sgorgate da migliaia d'animi, ed ora stagnanti nell'atmosfera del nostro globo, si colleghino, con forza imprevista, al subconscio dell'uomo. E che moltissima parte dei suoi atti, degli stessi suoi pensieri, delle improvvise sue esaltazioni d'animo siano dovuti all'influsso che tanto mare di forze, costantemente, esercita su di lui.
L'uomo, con tutto il rispetto e l'amore che gli portiamo, oggi è un robot. Lo sarà ancora per poco, perché già la conoscenza dei nuovi sistemi esoterici sta delineandosi al senso critico della vivente umanità, con l'apparire della Nuova Era. Importa che egli si adatti alla preparazione che ve lo inserirà dinamicamente.
I sette chakras del suo corpo eterico, quando sono sopiti (poiché, comunque, rappresentanti della quarta dimensione), per istinto atavico, assorbono, da spugna, tutte le emanazioni che riescono a localizzare, nel buio dell'invisibile, provenienti dal caos di energie che abbiamo descritto sino ad ora. Quando, invece, con la giusta metodologia data dai Maestri di Saggezza, vengono affinati, addomesticati, dopo essere stati riconosciuti, portano una serie di incredibili trasformazioni, tutte naturali e genuine, alle usuali maniere di vita dell'essere umano. Ma, nulla di nuovo. Infatti, il discepolo, per quanto avanti egli sia progredito nella strada delle acquisizioni magiche, vede che la scienza esoterica ha messo ordine in un bagaglio di possibilità sconosciute, ma non le ha create. L'allineamento dei chakras in un discepolo armonizza gli eteri del suo corpo eterico, e, quindi, lo inserisce nel vasto campo del piano eterico fisico, collegato al piano Eterico Cosmico, dandogli un ritmo naturale di essenze; quelle stesse essenze che rendono placido il fondo del mare in tempesta, di cui parlammo all'origine della lezione. Essenze con delle loro leggi indefettibili, in contrapposizione all'apparente promiscuità caotica che trapela attraverso l'ondata del manifesto. Egli inizia a sentire scorrere attraverso il corpo eterico e attraverso quei determinati chakras che ha cominciato familiarmente a sentire nel suo organismo interiore, delle calde forze che gli rivelano l'esistenza di un mondo superiore. Il mondo della Gerarchia Bianca. Allora, dapprima incredulo, e munito solo di un senso di speranza (forse, agendo più che per fiducia verso la Gerarchia, per sfiducia verso il mondo che lo ha dilaniato di insuccessi e nei suoi più intimi ideali) inizia a consultare "la carta toponomastica" che la Fratellanza gli ha offerto sull'ubicazione e sul ritmo dispositivo delle Grandi Sorgenti di energia planetaria. Studia le qualità, le tendenze, le mète di ogni Raggio; dirige i suoi obiettivi mentali (in ciò, silenziosamente istruito e ispirato dal proprio Maestro) verso i Signori che gli dicono essere i Guardiani dei tre Raggi Maggiori; e, ma ciò avverrà molto più tardi, inizia a percepire la sintetica e unificata atmosfera di Shamballa. Si accorgerà, man mano, di avere adoperato, sempre, il filo istintivo della telepatia mentale. E non attraverso una linea orizzontale, soltanto; ma inserendosi in una quarta dimensione che, da matematica a geometrica, diverrà, lentamente, trascendentale.
Perché, quindi, la Tradizione Esoterica chiede al discepolo, come sempre ha fatto in antichità e sempre farà, di rintracciare il proprio Maestro? Non già perché il Maestro sia qualcosa o qualcuno che pretenda il servizio devoto e l'idolatria del discepolo; quella Creatura si è liberata da ogni legame e permane costrutta solo di puro amore illuminato. Un amore, ove il più grande e il più piccolo sono le due faccette estreme di una medesima realtà totalitaria. L'esoterismo vuole che il discepolo rintracci il suo Maestro solo per seguire la strada che lo stesso Maestro seguì, quando si trovava al suo posto. Quando il discepolo avrà raggiunto il Maestro si renderà conto che lo Stesso è un Essere di tempra infinitamente divina; ma, si renderà, anche, conto che, dall'inizio del suo procedere, sino ad allora, essi furono sempre riuniti in un medesimo amplesso di identità, che non disserrò mai la tenacia, non la disserra e non la disserrerà. L'esoterismo vuole che il discepolo rintracci il proprio Maestro, perché, essendo, Questi, di natura divina, solo divinamente lo si potrà fare. E soltanto sviluppando le proprie facoltà sovrumane, i propri poteri occulti, tutti sintetizzati nei sommi contenuti della telepatia cosmica.
Ecco la ragione per cui, dopo che il neofita avrà localizzato l'atmosfera occulta di energie da cui fu spinto, con prepotenza, sino a quel momento, dovrà scoprire e investigare le leggi del piano eterico, che conducono le medesime energie; ma dovrà, anche, proseguire, lungo la Strada Centrale dei piani eterici, collegandosi con le Pietre Miliari che ne rappresentano la caratura indefettibile e la Cittadinanza Sovrumana: la Gerarchia Bianca.
- LEZIONE SEDICESIMA -
v - I Metodi della Gerarchia Bianca -
In tutta onestà, noi chiediamo al lettore: come ha potuto e come può la massa dell'umanità, attraverso il disordine delle sue tendenze ignoranti, attraverso i suoi istinti primordiali, attraverso le sue incongruenze notorie essere, non soltanto sopravvissuta, ma aver raggiunto un senso di discreta civiltà, che non si distacca, comunque, dall'ampia promessa di conquiste sublimali, in tale direzione? Per non parlare delle leggi di armonia e di bellezza, che esistono, latenti, in tutti gli aspetti della natura che conosciamo?
Tralasciamo di parlare dell'incommensurabile Ordine Angelico che, nei piani della natura, è l'anima di ogni regno involuto e non solo ne dirige le evoluzioni, ma, addirittura, le determina. Occupiamoci del regno umano. Nella sua totalità, e lo abbiamo già spiegato, esso è plasmato dall'intervento diretto dei tre Grandi Signori di Raggio; ma, negli indici di spiccato valore singolo, per quanto riguarda le maggiori scoperte e le determinate rivelazioni che si allacciano al bene della comunità, esso è guidato da una particolar metodologia, chiamata: delle Impressioni Superiori. Il Piano Evolutivo deve avere il suo corso. A ciò provvedono i Signori del Karma, incarnandosi nei rappresentanti della Gerarchia Bianca. Ai Suoi Occhi, la massa dell'umanità appare un tutto omogeneo; qui e là, degli sprazzi di luce rivelano l'esistenza di anime altamente qualificate e superiori, di gran lunga, alla data evoluzione. Sono i geni, i grandi pensatori, i meravigliosi mistici. Non importa a quale linea qualitativa essi attingano. Il matematico, l'artista, il santo, il filantropo sono tutti aspetti di una Luce Divina che brilla, Unica, per ognuno.
Anche in questo caso, la legge dei Raggi, la legge di simiglianza di natura tra Maestro e discepolo prevale. Un Maestro di secondo Raggio, ad esempio, ispirerà, principalmente, un super-sviluppato della specie umana di secondo Raggio; un Maestro di primo, si occuperà di uomini di primo Raggio. E così via. Ed allora, unendo strettamente la Sua natura sublimale, a quel fiore umano che si protende verso i vertici delle alte cime dell'Essere, tramite il palpito unificatore della telepatia, ne farà scivolare sui petali la rugiada di una nuova rivelazione. E il mondo si sarà arricchito di una scoperta, di un successivo avanzamento, che, gradualmente, ne cambieranno le sorti. Guardiamoci un po' attorno: l'attuale stato civile in cui ci troviamo si rapprende e gira, unicamente, sul pernio di poche scoperte, fatte da pochi individui. La radio, la televisione, il sistema motorio automatico, l'applicazione delle leggi dell'atomo. Indiscutibilmente, ogni scopritore è venuto in contatto con la Mente di un Grande Maestro che ha rivelato, in maniera impersonale, l'esistenza di una legge sconosciuta, sino ad allora. Da poco la scienza adopera il metodo del gruppo di studiosi.
A tal punto, lo studente potrà chiedersi: ma, dove esiste il valore della scoperta originale; dove, il genio; dove, la bravura e la capacità dell'uomo? Noi rispondiamo, sottolineando che l'Idea non appartiene a nessuno; Essa affiora, spontaneamente, dall'Increazione. Essa non appartiene, né al Maestro, né al discepolo, che ne costituiscono le due parti combacianti.
Il piano evolutivo si matura. La civiltà procede e si sviluppa, tramite, da una parte, la consapevole "Impressione" di Menti Superiori, maestre nell'arte della telepatia planetaria; dall'altra, tramite l'inconscio adattamento dell'umanità a simili indefettibili e voluti suggerimenti.
La medesima Gerarchia non prevedeva, come dice uno dei Maestri, che l'uomo sarebbe divenuto in breve tempo, nella totalità, un apparecchio così sensibile alle impressioni superiori. L'aiuto psicologico, per non parlare di quello magico, dato alla sua sensitività, lo vediamo, ovunque, nella rete di contatti sociali che egli adopera di costante. Il telefono, lo pone in condizioni istintive tali, mentre parla ad una persona distante migliaia di chilometri, dal divenire un recettivo telepatico; la televisione, gradualmente, ne addomestica la coscienza superiore, facendogli comprendere che lo spazio è un'entità illusoria; il cinema e le incisioni del compact disc gli dimostrano che qualcosa di vivo e di fremente può durare nel tempo e perpetuarsi, identico, non tenendo conto del solo presente. Ed è per tale ragione, e per tali acuite possibilità, che la Gerarchia Bianca si è decisa a rivelare l'arte suprema della telepatia, senza veli e nelle sue giuste leggi. Teniamo a dire, in ogni caso, che la telepatia di cui trattiamo non ha nulla a che vedere, se non per incidenze, con la telepatia, quale la conosce il profano.
Una delle prime leggi che sorge, in questione, è la legge della comunità mentale, o, di gruppo. Dieci persone, riunite assieme e ordinate, secondo una naturale ritmica di valori interiori, di capacità e di frequenze d'onda riescono a portare, in giusta consistenza plastica, l'Idea, da un piano superiore rarefatto, nel piano della materia. Una persona sola ne è, sovente, incapace. Non si tratta di negare la possibilità singola alla telepatia. Ma, solamente, di affermare che molteplici elementi intervengono, quand'anche il singolo ne sia inconsapevole, a rendere manifesta la sua potenza telepatica.
La Gerarchia, quindi, ha dettato le regole a che vengano creati dei gruppi, in ogni parte del globo, capaci, sia di ricevere le impressioni, che di proiettarle.
Ed ora facciamo un passo indietro, e studiamo, in breve, il fenomeno della mistica, quale fu prodotto dalle masse, in passato. In primo luogo, è indiscutibile che l'uomo abbia sempre avuto in lui la percezione imponderabile di qualche cosa di Assoluto, che sfuggiva al dominio dei suoi sensi naturali. Lo chiamò Dio. E a noi non interessa tale vocabolo, quanto le trasformazioni e l'istintiva vibrazione di animo che l'uomo produceva in lui, mentre lo pronunciava. Di solito, i termini: mio Signore, Dio, Cristo, sono pronunciati in senso di assoluta passività, pervasa da una completa sottomissione ad una Entità Invisibile, ma, nella cui Natura, vengono proiettate tutte le capacità qualitative e tutto il dominio sulla vita di cui ci si possa rendere conto. Questa, è la forma più originale e più semplice di recettività telepatica; ove, chi riceve, tenendo conto delle sue strutture evolutive, si pone in uno stato privo di inibizioni o di resistenze, fremente, nella maggior parte dei casi parossistico.
Appunto di simile disposizione naturale al superiore tennero conto tutte le Grandi Guide dell'umanità, quando vennero sulla Terra per collaborare al Piano. E loro scopo fu di unire tali e tante particelle frementi in un unico fascio omogeneo, moltiplicandone la capacità recettiva (grazie alla legge di gruppo), col dare dei determinati cerimoniali, e l'assicurazione del loro intervento futuro, anche se invisibile, negli stessi cerimoniali. Ed assistiamo alla massa che supplica Iddio, fusa in un magico coesistere di richieste, nei templi indù, nelle chiese cristiane, attorno ai minareti arabi, e così via. La Gerarchia risponde agli accorati richiami ed è quanto mai vero che Dio, anche se in minima parte nei riguardi di coloro che non hanno sviluppato il potenziale ricettivo, combacia con le anime dei partecipanti alle numerose liturgie.
La conoscenza delle leggi esoteriche, l'affinamento delle grossolane corteccie emotive, intellettive dell'uomo, la conoscenza dei veri aspetti del Dio sconosciuto alle masse (cioè, della struttura gerarchica della Fratellanza Bianca) hanno contribuito, gradualmente, alla nascita di ordini iniziatici: il rituale segreto dell'antico Egitto, l'esistenza dei gruppi teosofici, l'ordine dei Rosa Croce, ecc.. Qui, avvalendosi dell'uso di mantrams, o parole di potere, della percezione degli Obiettivi a cui rivolgere il proprio filo telepatico, dell'ancoramento interiore con alcuni Maestri, di cui si intuiva l'arcano e suggestivo potere, fu permessa, addirittura, una miracolistica, non concessa alla massa liturgica comune.
Non solo, ora, i tempi sono maturi a che l'uomo si riunisca in gruppi iniziatici, consapevole di ciò che fa, e senza più ragione di celarsi alla massa; gruppi recettivi e telepatici all'influsso dei grandi Guardiani della Soglia, ma, addirittura, vengono date delle regole affinché egli riesca ad impressionare, a sua volta.
Non dimentichiamoci che la Gerarchia stessa fa quanto l'uomo compie nei suoi riguardi, verso Porti Extracosmici, al di là della normale portata comprensiva dell'essere.
Possiamo dividere il nucleo delle coscienze, divine o meno, del nostro Globo, in tre parti: Shamballa, la Gerarchia Bianca, l'Umanità. Tre strumenti mirabili di recezione e proiezione telepatica. Brevemente, accenniamo alla metodologia in atto, vibrante in seno ad essi.
SHAMBALLA
Le impressioni Le provengono da punti estranei al nostro sistema solare, e dall'interno di esso. La prima fluisce continuamente da Sirio, di cui la nostra Gerarchia è prosecuzione diretta. La seconda, dalle