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La Grande Sintesi della Tradizione Esoterica a cura di Guido Da Todi
- LEZIONE QUINTA -
v Le vere, antiche origini dell'uomo
v Shamballa
v La Lemuria e l'Atlantide: i due continenti scomparsi
v La razza attuale
v Il maya eterico, l'annebbiamento astrale, l'illusione mentale
v Il Sentiero dell'umanità
La presente lezione tocca l'argomento, forse, più misterioso ed affascinante dell'intera letteratura esoterica. L'avvento dell'uomo sulla terra. Un argomento che ha dato, non per colpa sua, ghiotto cibo a menti piene di amore per la superstizione, il mito oscuro e contorto, l'annebbiamento spirituale. Chi ha seguito con attenzione la natura dei concetti fin qui spiegati, avrà notato che l'origine di ogni cosa, secondo le conoscenze esoteriche, non è da attribuirsi ad un dio isolato e cristallizzato in un simbolo di evoluzione fissa ed eterna, nèad una caotica serie di sobbalzi cosmici istintivi. La "Nobile via di mezzo", di Gotamo Buddha, anche nel nostro caso, è la chiave necessaria per svelare il mistero.
Sette sono i Pianeti che bilanciano il proprio flusso benefico, in senso solare, incrociando le loro Vite, innanzi alla candida Coscienza del rogo di amore sublime che è il nostro Logos. E gli spazi che tanta danza divina intreccerà, ad un certo punto dell'Evoluzione, formano, nel tempo, sulla nostra terra, l'insieme delle coscienze umane. Il nostro pianeta, come abbiamo accennato nella precedente lezione, in seguito ad una rarefazione progressiva lungo le epoche, acquistò, durante un lunghissimo periodo, una certa consistenza plastica, dall'inizio del suo apparire fluidico in seno al sistema.
Dice l'esoterismo che, da quel momento, vi fu un susseguirsi, sulla terra, di tentativi messi in opera, da parte delle gerarchie inferiori creatrici, per popolare di vita cosciente la terra. Si volle, addirittura, pervenire, da parte di tali "costruttori", che l'esoterismo chiama "impreparati spiritualmente", alla "creazione degli uomini". Molti ricordi che la mitologia umana possiede sui mostri dell'epoca antica, sulle chimere, sugli uomini metà animale, si riferiscono agli aborti continui che gemettero in quel periodo, nei luoghi, ora, da noi abitati. Molti milioni di anni trascorsero ed i tentativi della razza di dei infantili esortarono il Gruppo Planetario del nostro sistema solare a incidere le lettere infuocate del Loro Diretto Intervento sul gemebondo pianeta, che stava per offrirsi a patria dell'uomo. Il quinto Raggio (spiegheremo, più avanti, di che si tratta) creò la condizioni adatte alla manifestazione dell'umanità . La Gerarchia Planetaria prese posto sulla terra e, in un processo vastissimo e molto intricato a seguirsi (anche nel piano dell'orizzonte mentale) da chi non è iniziato, i primi esseri divini, frutto della catena precedente la nostra, presero possesso del globo, sotto la dolce guida dei Signori di Venere, insediatisi, da allora, nel luogo sacro verso cui è, ora, polarizzato magneticamente ogni granello di coscienza del globo stesso: SHAMBALLA, nei sottopiani eterici (spiegheremo, pure, questo termine, più avanti) del deserto di Gobi. La prima razza umana apparve, semplicemente astrale, estroversa dal corpo fluidico dei Pitri, o Signori Lunari, divisa in sette grandi branchie, su di ognuna delle sette distinte lingue di terra lussureggiante, che si aprivano, a fiore, dal Luogo Benedetto, che abbiamo appena menzionato: Shamballa. La proliferazione avvenne per semplice scissione dell'entità diafana che, più tardi, molto più tardi, sarebbe stata l'uomo. La seconda razza fu eterica; la terza razza apparsa nei nostri territori fu la Lemuriana. Ed i meravigliosi giganti, dalle splendide forme statuarie, gli angeli che, in musica e dolci accenti di saggezza, colloquiavano con gli uomini, le radiazioni iniziatiche pure, che si perpetuavano, da re a re, di quella meravigliosa razza, creano una eco di nostalgia in ogni poeta che si volga verso le lontane regioni del nostro passato dimenticato. L'animale-uomo viveva in mezzo agli Dei e non ne comprendeva la natura, come un artigiano, dalla mano rozza e pesante, il quale fosse costretto a vivere in un castello pieno di finissimi broccati, di sete trasparenti, di quadri, statue, opere d'arte.
Il Lemuriano dovette pensare, 21 milioni di anni fa, a sviluppare la coscienza del corpo fisico. Ad esempio, come, adesso, lo studente esoterico si sforza di mettere in cosciente attività i muscoli del suo strumento superiore, la mente, allora, il Lemuriano doveva mantenere il movimento ritmico degli organi del corpo (ora, mossi dal sistema neuro-vegetativo), o ne sarebbe sopravvenuta, non la morte, ma la mancanza di controllo esistenziale di quell'organismo plastico, che è strutturato, sì meravigliosamente, nei testi di anatomia. Passarono le età ed il corpo si rassodò, la padronanza del fisico fu pienamente raggiunta, ma l'abuso deturpò la plastica linea evolutiva che le Guide dell'umanità volevano imprimere al germe umano in evoluzione; la malattia venerea conosciuta, oggi, sotto il nome di sifilide ebbe origine dagli eccessi licenziosi di quel tempo; anche se privi di una vera e propria colpa, perché compiuti senza intelligenza. La razza delle scimmie risale all'atto che la Dottrina Segreta chiama "il peccato dei senza mentale", dell'uomo animale, il quale, scavalcando la linea sottilissima che lo separava dal regno animale di allora, si unì, fisicamente, ad essi. Il fuoco, elemento purificatore, unico simbolo fisico della divinità, straripando dai vulcani e dalle zone sotto la crosta terrestre, lavò via tale umanità, in successivi e necessari interventi. E, lentamente, apparve la rezza Atlantidea. L'uomo doveva sviluppare il corpo emotivo, il secondo dei suoi corpi di manifestazione. La ricchezza materiale a cui pervenne quella umanità è talmente possente, che solo piccoli sprazzi se ne possono rintracciare, nei rivoli o residui di razza, che noi studiamo come le tribù del Perù, il ceppo etnico dei Maya, il popolo degli Egizi. Quell'arte, nobile soltanto quando è servita con un sovrumano sacrificio di sè stessi e della propria anima, a favore dell'Essere Universale, cioè la Magia, fu adoperata in una maniera del tutto pratica e potente ed a fini egoistici. Ci riporta la tradizione esoterica che la razza Atlantidea, il cui unico desiderio di ogni singolo ad essa facente parte era di depredare e possedere i beni altrui, giunse a tale padronanza delle forze magiche inferiori che, con la stessa scioltezza con la quale l'uomo del tempo presente mette la chiave nel quadro di accensione della propria "Alfa 164", così, allora, si recitavano versetti magici, o si faceva uso di mezzi occulti, per scopi egoistici. Gli eccessi di vibrazioni dei corpi sottili ed anche l'estrema tenacia a mantenere sotto controllo i medesimi, fino a giungere alla sterilità, per timore di avventurarsi nel puro altruismo, sono, tra l'altro, le cause del male che noi conosciamo come cancro e che ha le sue radici in una cattiva funzione dei chakras astrali, o elementi vitali del secondo nostro corpo invisibile di manifestazione, a partire dal basso. L'acqua, l'elemento in sintonia cosmica con il corpo astrale, fu adoperata per distruggere quella razza debole e cieca. Il fenomeno che, in termini occulti, è chiamato "annebbiamento astrale" o "glamour" (parleremo, anche, di ciò, più avanti) nacque nell'alveo delle coscienze di quel tempo.
La razza Ariana, la quinta razza, l'attuale, è in fase di fissazione definitiva. In essa, l'uomo sta sviluppando il corpo mentale, con tutte le qualità meravigliose che originano dal medesimo. E, ancora, la luce che scaturirà dall'uomo, luce di completo genio e di sublimale e celeste bontà, deve apparire, nel suo pieno fulgore. L'"illusione mentale" ha le radici in tale razza, come il Maya eterico - il male attinente alle energie dense biologiche - le ha nella Lemuriana.
È d'uopo, giunti sin qui, avvisare lo studente, ancora una volta, che non è possibile rispettare una stretta organicità, in un Corso di Lezioni come il presente, e, nel medesimo tempo, mantener fede alla sintesi che vogliamo seguire. Tutta l'evoluzione che precede il nostro tempo non è stata un gioco; l'incrocio degli interventi divini ed il sapiente intercalare delle Forze Planetarie (altrove, autorevolmente, chiamato dei Sette Raggi) non ha cessato un attimo di seguire, passo a passo, l'intricato arazzo di tutte e sette le evoluzioni, di cui una è l'umana. Soltanto studiando un'opera importante come il "Trattato dei Sette Raggi", di Alice Bailey, il cultore potrà capire qualcosa di quello che è l'astrologia esoterica, in connessione all'evoluzione umana ed al Piano che essa sta gradatamente servendo, ma in maniera sempre più efficace. Altre due razze dovranno nascere, e noi ne vediamo già l'inizio in molti tratti decisivi che appaiono attorno a noi, specialmente in alcune zone dell'America. Il seme della Sesta Razza, che svilupperà l'intuizione amorevole, o il quarto dei corpi umani, il buddico, sta sbocciando, quale vigile frutto dei continui sforzi dei nostri Fratelli Divini. Questo, sia detto per inciso, è uno degli scopi per cui, ora, le presenti cognizioni vengono date al pubblico; al di là del velo si invita, chi sia, per Karma, destinato a tale compito, a tendere tutte le proprie forze in simile direzione. La Settima Razza sarà la Razza della volontà, la Razza di Atma, il quinto dei corpi umani; ma, è prematuro parlare di essa.
Gradualmente, all'esoterico, il Proposito del Logos inizia ad apparire: l'uomo non si trova più, solo ed inerme, davanti ad una natura ostile, che non capisce; egli suddivide in tre parti quella che lo concerne, nel suo aspetto di uomo; quella che concerne il ciclo storico che vive, incassato come un pinolo nella pigna, in tanti altri cicli precedenti e susseguenti; e vede un più vasto ciclo cosmico, da cui ogni cosa deriva. Egli possiede tre corpi di manifestazione, con tre specifiche funzionalità, dei quali, uno soltanto, al momento dell'attuale evoluzione, è normalmente visibile.
Essi sono, a partire dall'alto:1. il corpo causale-mentale (dove prendono nascita le astrazioni pure del pensiero, e l'inquadramento intellettuale delle stesse),
2. il corpo astrale (o delle emozioni, in senso generale),
3. il corpo eterico-denso (o delle funzioni fisiche e biologiche, propriamente dette).
Dietro ad essi vi è il piano buddico, da cui ogni cosa è sorretta, come manifestazione del Secondo Raggio, e dove appare la Gerarchia Planetaria. L'uomo fa parte di una Razza che, come unica Entità, si incarna successivamente, sorretta, per le ali celate, dalle sublimi Guide Divine, per acquistare, nel complesso, degli attributi sublimali che saranno, poi, la risorsa di ogni sua singola cellula. Razza che gli esoterici sono abituati a considerare un solo Essere e che chiamano il Quinto Raggio, il discepolo mondiale, il vero Salvatore del mondo, di cui il Cristo non è che simbolo. Infine, in un meraviglioso sgranarsi di leggi macrocosmiche, chiamate delle Catene e delle Ronde, l'uomo realizza di far parte di un piano ancor più vasto, che concerne i rapporti che il nostro Sole ha verso Vite Possenti, che lo guidano e tutelano d'appresso. Meta dell'uomo è di pervenire a quella che, solitamente, è chiamata iniziazione; processo che si svolge nei piani mentali e buddici ed ha per scopo di rendere capace la struttura fisico-eterica a reggere, continuamente e coscientemente, il flusso della Potenza e della Luce dei piani superiori. Ma, quello delle iniziazioni, è un'altro degli affascinanti e vitali argomenti che preghiamo lo studente di coltivare con il proprio studio e con la propria pratica. A tal proposito pensiamo di dargli un efficace consiglio, indirizzandolo verso il libro di testo: "Iniziazione umana e solare", di Alice Bailey.
Una via, la via del Sentiero senza fine, ma che ha una sintesi, ferma e definitiva, nel concetto cardinale, che è la stessa essenza vitale e lo stesso tessuto egoico di ogni illuminato: IL MOVIMENTO, ENERGIA ETERNA, È L'UNICA VITA.
- Nota aggiunta -
Preghiamo, a questo punto, lo studente di soffermarsi sulle conclusioni della presente nota aggiunta, che ne completerà l'illuminazione razionale sull'origine e sulla ragion d'essere degli stessi Sette Raggi.
Qualcuno si potrebbe domandare: "Perché il numero sette, ai fini di una stretta logica, è considerato magico? E, dai tempi dei tempi? Perché il sole ha sette pianeti, e perché la costellazioni sono proprio dodici? Perché il sole, a sua volta, è uno dei sette pianeti di una Vita Extracosmica, la Quale segue la medesima legge nei riguardi di successive fonti inimmaginabili, parti di una spirale infinita, in cui il numero sette è il ritmo fondamentale?"
Non ci dilungheremo sulle leggi delle progressioni algebriche, geometriche, chimiche. È fatto notorio a fisici, matematici, chimici che certe energie, certi numeri, certi elementi si raggruppano in linee d'ordine, nelle quali viene notato un ripetersi all'infinito di determinate costanti e caratteristiche, sempre le medesime. Daremo al lettore, invece, tramite un esempio, o, se vogliamo, una prova, la dimostrazione della legge del "SETTE", come aspetto dell'eterno ritmo universale.
Comunque, prima di ciò, vogliamo sottolineargli una necessaria delucidazione, a che egli comprenda meglio tale esempio: cioè, l'identificazione che il molteplice ha nell'uno e che l'uno ha nel molteplice.
Non potrà mai apparire nel mondo un filosofo il quale sappia tracciare la linea netta e marcata tra i due poli dell'universale; ogni nucleo singolo, ad un ulteriore studio ed esame approfondito, si mostrerà essere composto dall'insieme di diverse unità, le quali, riunendosi, daranno, per frutto del loro coesistere, quella esteriore singolarità .
Prendiamo un anello, che abbia come circonferenza, ad esempio, 20 cm. (potrebbero, anche, essere trenta, quaranta; o dieci chilometri). Poniamolo su di un piano e muniamoci di altri anelli della medesima circonferenza di 20 cm.. Occupiamoci di uno di essi e collochiamo, anch'esso, sul piano, di modo tale che una sua parte tanga il primo anello; poi, sarà la volta di un altro anello, il quale tanga, in basso, l'originale e, di fianco, il secondo; e di un altro ancora e di una altro. In breve, avremo composto una figura che avrà al centro un anello e sarà circondata da altri sei anelli, che lo tangeranno e si tangeranno. Sei. Non uno di più, non uno di meno.
Se consideriamo la prima delle circonferenze, come un nucleo di vita qualsiasi, che venga ad apparire in seno alla manifestazione universale (l'Uno, che emerge, sempre spontaneamente, e con ritmo eterno, da Parabrahaman), vedremo che altre sei forme di vita, inflessibilmente, si aggiungeranno ad essa. Ma non basta. Prendiamo ancora dei nuovi anelli e, considerando, ormai, la prima serie dei sette la base centrale (il molteplice che è diventato gruppo singolo), torniamo a fare la medesima operazione che eseguimmo con i sei anelli.
Collochiamo una seconda serie di circoli, sempre tutti aventi la stessa dimensione, precedentemente menzionata, attorno alla prima, di modo che ognuno di essi tanga il sottostante e quelli a fianco. Avremo, al termine della nostra fatica, un nuovo circolo, composto da dodici elementi; cioè, sei in più del primo. I quali sei, con la corolla del nucleo dei sette, oggettivati in un unico elemento-radice, torneranno a formare il sette, che si ripete. Ma, proseguiamo ancora: formiamo un terzo anello. Questo, sarà composto da diciotto elementi: cioè, sei in più del secondo. E potremo coprire, come dice uno dei Maestri della Confraternita Bianca, l'intero deserto di Gobi, ed ogni circolo nuovo avrà, sempre, soltanto sei elementi in più del precedente; i quali, unificati al blocco di elementi centrali, divenuti una entità singola, ripeteranno il ritmo imposto dalle sette note magiche, nella musica geometrica delle sfere. Le progressioni saranno le seguenti: sei, dodici, diciotto, ventiquattro, trenta, ecc..
Applicando il ritmo alla costruzione occulta di un sistema solare, vediamo che le dodici costellazioni sono inserite nel numero della seconda progressione: dodici.
Aggiungiamo, inoltre, che, studiando bene il famoso simbolo della stella a sei punte, o Stella di Salomone (emblema dell'Assoluto), che rappresenta l'intreccio di due triangoli equilateri - uno, la materia; l'altro, lo spirito -, uniti, eternamente, nella eterna manifestazione dell'Essere, noteremo che, invisibili, esistono, anche qui, i sette circoli. Il primo ha come centro il centro della stella, ed il compasso lo inserirà esattamente dentro di essa; gli altri sei la circoscriveranno, aventi, ciascheduno, come centro, il vertice rispettivo di una delle sue sei punte.
v I Sette Raggi (parte prima) -
Guardando, in trasparenza, alla luce della penetrazione esoterica, una qualsiasi forma che ritmi la sua natura nello scenario della nostra terra, a partire dal piccolo fiore alpestre, e da un sasso levigato e profumato di mare, sino al plastico movimento di un corridore, negli stadi potenti, e, più su, a continuare negli strati sociali delle città, divisi in chiaroscuri ambientali, strettamente uniti l'uno all'altro da karma di nascita, e nelle nazioni, viste come entità, o cellule, di un unico vasto campo di esperienze comuni a tutti gli uomini, e proseguendo nei regni che ci attorniano, ai quali siamo legati, comunque, da vitali funzioni unitarie, cioè il minerale, il vegetale, l'animale, e, in alto, sulla scala evolutiva, davanti a noi, quello delle anime, quello planetario e quello solare, tutto è retto e armoniosamente diretto verso un medesimo sintetico scopo finale, ma che verrà raggiunto, solo, attraverso dei definiti, e dagli esoterici conosciuti, metodi di evoluzione; i metodi dei Sette Raggi.
Per poter comprendere il vasto piano manifestato, gradatamente, attraverso dei cicli lunghissimi, da quella che viene chiamata la Fratellanza Bianca, bisogna considerare il nostro sistema solare come una sola Vita, formata, appunto, dall'intreccio di un armonioso numero di altre sue intime evoluzioni. Nello stesso tempo, però, dobbiamo considerare, come abbiamo fatto nelle precedenti lezioni, che la stessa Coscienza Unitaria, di cui ogni altra è un fremito d'amore celeste, è legata, dai "nodi di liberazione", ad altri punti cosmici, da cui la Medesima dipende.
L'evoluzione sul nostro sistema solare si svolge in due determinati rapporti creatori: rapporti che il simbolo della croce sintetizza, molto chiaramente. Il verticale e l'orizzontale. Ciò significa che esiste una lunghezza d'onda nell'Essere, che batte con delle frequenze non percepibili alla mente umana, pulsanti negli eteri cerebrali del suo corpo denso. Questa direzione, la verticale, è la linea che, d'abitudine, seguono le Guide dell'umanità, quale filo di Arianna, per raggiungere i Punti-Luce, che, dall'esterno del nostro sistema solare, imprimono, sul medesimo, le direzioni necessarie, ed il nord occulto verso cui tutte le evoluzioni di regni menzionati, attualmente, tendono. Non ci riferiamo, qui, a delle masse galattiche, o, comunque, a dei corpi celesti pesanti, anche se luminosi, che possono inebriare la visione del poeta, durante una notte stellare. Ci riferiamo a ben determinati Punti-Luce, sintesi di evoluzioni troppo ampie perché l'uomo comune possa comprenderne la natura e che, in ogni caso, hanno talmente sopravanzato in sapere, amore e potere la Vita Solare che ci ospita, da tenerla come discepola, nell'ambito dei valori cosmici. In seguito, vedremo come, in una sintonica fusione di gruppo, la Gerarchia Planetaria si ponga, aprendosi come un fiore, nelle sue componenti singole, in contatto telepatico con i Porti Esterni al nostro sistema, e determini ciò che noi possiamo chiamare l'allineamento recettivo alla biologia planetaria, nelle sue funzioni di membro della Comunità Spaziale.
La seconda direzione che noi dobbiamo analizzare, è la direzione, purtroppo, in cui la massima parte dell'umanità è polarizzata mentalmente: l'orizzontale; il mondo della manifestazione, quale essa si presenta ad un sommario esame esteriore.
Cicli successivi si adeguano uno all'altro, con natura storica, natura peculiare all'uomo (reincarnativa), ecc.; ma, noi dobbiamo considerare che i medesimi si rifanno a degli impulsi extracosmici, i quali penetrano nella struttura spirituale del nostro Pianeta, dopo aver attraversato delle zone spaziali di decrescente intensità vibratoria.
In primo luogo, considereremo che la forza nucleare (da non confondersi con quella dell'atomo), che esiste come cuore dell'intera composizione della vita sulla terra, è composta dalla miscela di sette sintetiche energie, le quali le provengono, in toni e sottotoni, e con una dolcezza che denota chiaramente la musica delle sfere che ne nasce, dai Sette Pianeti Sacri del nostro sistema solare: ognuno dei quali è padrone di caratteristiche peculiari, e originatore del potentissimo influsso che noi chiamiamo: dei Raggi. I Pianeti sono, in ordine di Raggio:
Vulcano (primo Raggio), Giove (secondo Raggio), Saturno (terzo Raggio), Mercurio (quarto Raggio), Venere (quinto Raggio), Nettuno (sesto Raggio), Urano (settimo Raggio).
A loro volta, tali influenze di Raggio, che si occupano attivamente, lo ripetiamo, delle caratteristiche, singole ed universali, di tutte le evoluzioni esistenti sul nostro Pianeta, sono convogliatrici di altre sublimi energie che, in ordine, possiamo enumerare, seguendo una precisa linea di analisi. Ognuno dei Pianeti, secondo un determinato adattamento a delle leggi superiori, è sintonizzato col nostro sistema solare e con gli altri sei sistemi solari, i quali formano i Sette Pianeti di una Vita ancora più profondamente celata dentro il cuore dell'Iside cosmica, che noi stiamo, con amore, osservando. Questa Realtà Unificatrice Extra-cosmica (chiamata, negli antichissimi testi occulti della Gerarchia: Colui che non si deve nominare) è stata percepita, sino ad ora, con un pieno connubio cosciente del proprio io, solo da un piccolo numero di Iniziati di alto rango.
Ogni Pianeta, quindi, porta alla Terra una sintesi di forze che è il sangue vivo di:
a) il nostro Sole;
b) altri sei Sistemi Solari;
c) l'impulso dominante di una eccelsa Vita dietro ai medesimi.
E, ancora, ogni Pianeta, in sintonia al ritmico avvicendarsi degli aspetti astrologici dello Zodiaco, insinua, nella stratificazione verticale ed orizzontale dei suoi impulsi, in seno al Sistema Solare, anche le qualità vive che emanano dalle Costellazioni, appunto, dello Zodiaco. Tre sono, infine, gli ultimi porti da cui il nostro Sistema trae la sua ispirata potenza di Dio celeste. La stella Sirio, di cui la nostra Gerarchia è la continuazione diretta, che invia a noi la totalità delle energie mentali; la costellazione delle Pleiadi, il cui influsso ha uno specifico rapporto con tutte le anime, o corpi causali, indistintamente, degli uomini; ed una delle Stelle dell'Orsa Maggiore, che ha grande sintonia con ciò, invece, che chiamiamo lo Spirito dell'uomo. Detto per inciso, queste tre direzioni sono alcune delle mete che attendono l'Uomo.
Studieremo, a parte, i cerimoniali (che mai hanno subito cambiamenti, nel tempo) che la Confraternita invisibile adotta per serrare i legami divini che ci accostano a simili Potenze Superiori.
Ci basti, per ora, sapere che le energie più immediate, nel loro ultimo sprazzo d'onda, giungono sulla terra, in uno sciabordio continuo, come la risacca del mare sulla spiaggia, dai Sette Pianeti, che tutte le altre sintetizzano. E, non solo, ma una legge ineluttabile guida e sceglie, volta per volta, il Pianeta che debba emergere sugli altri, dando la nota caratteristica a tutta l'evoluzione nel determinato ciclo. Giunge, ora, abbastanza chiaro - se da parte del lettore esiste una tendenza favorevole a voler accogliere, come ipotesi attendibile, tale presentazione sulle origini della vita - la necessità di studiare, in equilibrato insieme di accordi, la scienza dell'astrologia, in unione a quella dei Raggi, ed in unione indissolubile a tutte le altre scienze, vigenti ed attuali nel periodo storico che stiamo vivendo, per poter avere una visione completa ed unitaria, non solo della vita, ma delle funzione che ogni individuo ha, mentre inserisce in essa il proprio minuscolo incastro colorato, come in un grande mosaico.
Desideriamo, inoltre, che allo studente appaia chiaro anche quanto le presenti lezioni siano puramente indicative, nei riguardi di una scienza che, in ogni caso, deve essere approfondita, nei chiaroscuri, in maniera completa ed in piena dedizione d'anima.
Ogni Pianeta si occupa dell'evoluzione, in generale, oltre che del suo specifico settore. Lo studio dei Raggi, in corrispondenza al rapporto che i medesimi hanno col corpo eterico del nostro Pianeta e, quindi, del nostro strumento fisico di manifestazione, conduce l'essere umano a poter padroneggiare, sempre più compiutamente, queste medesime forze universali, imparando a suonare sulla tastiera vivente, incisa lungo la sua colonna vertebrale, e che è l'insieme dei suoi sette chakras, o punti occulti, ognuno dei quali sintonizzato con uno dei Pianeti. Il lavoro dei Sette Logoi Planetari, secondo le linee dei loro colori occulti, e delle loro note musicali singole, compone, così, una sinfonia magica che ha, per frutto, l'intera evoluzione del nostro Pianeta, il quale, insieme ad altri quattro Pianeti, facenti parte del Sistema Solare e chiamati, con Esso non sacri (qui, scienza ed esoterismo non vanno d'accordo), termina il flusso delle forze solari e chiude i confini del circuito, che ha come padre lo Spazio; quello stesso Spazio che il diletto Fratello Gotamo Buddha disse essere origine e fine di ogni cosa: il Nulla. Un Nulla che gli esoteristi sanno essere una immensa Vita individuale; Vita, comunque, con dei suoi limiti definiti. Nessuno, invece, è riuscito a penetrare oltre di essi e dobbiamo, forzatamente, concludere che esistano successivi spazi, ed altri, ed altri. Questo "Spazio" è la radice vera del corpo eterico in cui circola il sangue vivo di vie lattee, galassie, sistemi solari e stellari, di cui il nostro non è che una relativa parte. Ed è la scientifica ragione del fenomeno della telepatia. Cercheremo di delineare, davanti alla mente dello studente, le leggi che strutturano quella scala, immersa e fusa, in alto, nella luce stessa del nostro Re del Mondo, ma di cui l'ultimo piolo è l'uomo medesimo. Questa scala è la scala dell'iniziazione; iniziazione che si svolge dai piani mentali in su, e che la Gerarchia offre come premio a tutti coloro che rispondano al suo richiamo, con la partecipazione diretta allo sforzo angelico della costruzione di tanta opera magnifica.
E per chi abbia orecchie per sentire, queste lezioni sono uno di tali richiami.
v I Sette Raggi (parte seconda)
v I regni dopo la morte
v Il corpo eterico ed i chakras
La costruzione di un sistema solare, facendo seguito alle nostre precedenti lezioni, pur basandosi sull'ardente incandescenza di una radice squisitamente assoluta, ricalca, nelle sue successive fasi, delle forme del tutto "tecniche" e conseguenziali. Mano a mano che lo studente di esoterismo, in costante rapporto metafisico con il proprio Maestro di Raggio, si addentra nell'investigazione dei misteri della natura, scopre, appunto, quanto meticolosa sia la mano della Gerarchia nell'applicare queste stesse formule costruttrici, che si legano, poi, alla crescita, pur sempre spontanea, della materia. È la semplice enunciazione del campo d'azione del principio Creativo Originario, dal punto di vista del Sistema Solare e non da quello del Mago Bianco, che noi delineeremo, da ora in poi. E seguiremo il metodo, spiccatamente esoterico, di partire dall'universale, scendere nel particolare, e dare modo all'ultimo di ritornare all'universale.
Ci sono, dunque, sette piani di esistenza, dove la coscienza umana è inserita, mentre segue il naturale suo ritmo quotidiano reincarnativo. Sette piani, che rappresentano il campo d'azione diretta dei Sette Raggi, emananti dai Sette Pianeti Sacri del nostro Sistema Solare, sicché, però, ognuno si occupa del suo settore specifico e, nello stesso tempo, collega le sue attività vitali anche agli altri sei; è da tali piani che la Monade agisce, padroneggiando l'Anima e la personalità . Più avanti, studieremo l'importante funzione vitale dei medesimi e penetreremo, alquanto, nello strato segreto e nei significati più riposti e intimi delle Sublimi e Onnipotenti Coscienze che in Essi risiedono, e, da lì, irrorano, in un silenzio fremente d'amore saggio e di potere creatore, le radici della manifestazione tangibile ed oggettiva. Che rapporti hanno tali piani con la coscienza ordinaria dell'uomo comune? Praticamente, alcuna. Egli è semplicemente oggetto dei formidabili influssi energetici che da loro provengono e ne è schiavo, sino a quando le iniziazioni non lo immetteranno, sempre più profondamente, "faccia a faccia con i successivi aspetti del suo Sè celato"; il quale, in definitiva, è appunto l'agglomerato iridescente e infinito di queste vite, collegate in un susseguentesi allacciarsi di distanze. Possiamo, in primo luogo, dividere questi, che sono degli stati di coscienza superiori, in due meravigliose zone esistenziali: la materiale e l'immateriale. Teniamo, però, sempre, presente il fatto che i diagrammi verbali da noi enunciati riguardano soltanto il punto di vista umano e non, per esempio, gli altri regni della natura (coorti angeliche, ecc.); inoltre, teniamo sempre presente che i sette nuclei di vita sono strettamente collegati, dal punto di vista del nostro Logos Planetario, ai Pianeti Sacri, i quali si uniscono alla Sua Coscienza e, di lì, pervengono alla coscienza dell'uomo, ma solo quando egli sintonizza i punti vitali e nevralgici del suo corpo eterico, con il suo organismo fisico. Nell'esoterismo periferico si è portati a credere che i piani di cui parliamo siano la struttura definitiva e completa del nostro Sistema; noi cogliamo l'occasione per chiarire che i medesimi sono, invece, i sottopiani dell'Ultimo Piano Cosmico, il Fisico Cosmico.
L'uomo non è in sintonia cosciente con gli altri sei globi invisibili che coesistono con la Terra, unico aspetto tangibile e sostanziale di essi. Solo in un caso egli è giunto a vederne, privo dei necessari poteri che gli conferisce l'iniziazione datagli dalla Gerarchia Bianca, un frammento: durante il periodo che intercorre tra le sue incarnazioni. Allora, in un delicatissimo processo, paragonabile all'aprirsi dei petali di una profumata rosa d'anima, egli tocca il vertice dei tre mondi in cui è maggiormente polarizzata la sua coscienza; e, cioè, trascende il mondo fisico e penetra in quello illusorio (creato sin dal tempo di Atlantide e destinato a scomparire nella Settima Razza Madre), chiamato astrale, ma che i Maestri sono soliti nominare "dell'annebbiamento emozionale". Mondo pieno di incanti, di forme, a volte luminosissime, ma, per lo più, gravitanti verso l'ignaro, con allettanti sinuosità, inesplicabili in termini scritti. Ci si può ispirare, per averne l'intuitiva comprensione (non dimenticandoci che, in esso, siamo immersi costantemente, come in una nebbia oppressiva e soffocante, ma visibile) nello studiare le descrizioni che ne avemmo ai banchi di scuola, sullo Stige, sull'Acheronte, sul mondo dell'Ade. I Maestri sono molto parchi nell'inviare i propri nuovi discepoli, privi di una guida, in questo regno, che ha una realtà, anche se transitoria, molto potente. Vogliamo accennare, soltanto, che esistono, al giorno d'oggi, gruppi, sempre in maggior numero, di discepoli, in tutto il mondo, i quali hanno il compito, adoperando speciali formule di potere, e allineati alla luce della loro anima, di dissolvere, occultamente, sotto il controllo della Gerarchia dei Maestri, simile morbosa creazione di sentimenti umani; ma, comunque, di una spiccata realtà, pressoché tangibile.
Superando tale ostacolo, l'uomo ha conosciuto il secondo dei piani superiori, durante il processo della morte: il Piano Mentale. Il quale, a sua volta, costituisce un altro ostacolo, pieno com'è, del corollario orticante delle così chiamate forme-pensiero, per lo più - nel nostro caso e nella fase evolutiva in cui si trova immersa l'umanità - frammentarie e distorte; il mondo invisibile, col quale si sintonizzano, spesso e volentieri, le menti non illuminate dalla luce interiore della gran parte dei pensatori odierni. Lì, essi vengono a contatto con una speciale sostanza-pensiero elettromagnetica, manipolata e rimanipolata dai secoli delle generazioni passate; ed entrandovi in rapporto si rinchiudono in una barriera potente di vecchi pregiudizi, dogmi superati, strettoie mentali, da cui è difficile uscire, senza il comando inflessibile della propria volontà spirituale risvegliata. Giunge il momento in cui, però, il disincorporato, dopo aver attuato il processo che, da millenni, nei testi della Gerarchia Bianca, è chiamato "d'eliminazione", perviene allo svincolo di ogni forma transitoria che lo ratteneva aggregato alla stratificazione immediata delle sensazioni; sia emotive, che mentali inferiori. Egli si trova libero e radioso, vincolato soltanto al globo di luce, strumento, a sua volta, dello spirito che risiede in esso, e chiamato anima. I teosofi lo indicano come, corpo causale, poiché vi sono racchiusi i semi delle cause di vite precedenti, che manifesteranno i loro effetti nella presente incarnazione, e lo stesso diverrà serbatoio di futuri semi, da cui sbocceranno altri effetti; sino a quando, però, tale meraviglioso cesello, frutto di un laborioso faticare sottile dello spirito che lo abitò durante tutto il tempo in cui si manifestò nei tre mondi, come uomo, a sua volta, non verrà distrutto, tramite la quarta iniziazione, chiamata della crocifissione. Allora, il liberato andrà a stabilirsi, ricco di poteri soprannaturali e con pieno diritto, a far parte della Confraternita Creatrice, nei quattro Eteri Cosmici, preludio ad altre forme di beatitudine incomprensibili.
Ma a noi non interessa, ancora, l'argomento. Abbiamo voluto solo accennare che, entrato in contatto con l'anima, dopo il processo naturale della propria morte, meraviglioso unguento che gli esoteristi considerano il profumo stesso della Vita Una, l'uomo raggiunge, coscientemente, il pinnacolo del tempio dei tre mondi: il piano causale. Egli, quindi, conosce solo tre piani, di questi sette che noi abbiamo menzionato, ed è un appuntamento a cui nessuno ha mai mancato; migliaia di volte siamo morti e migliaia di volte ci siamo reincarnati. Pochi spiritualisti che ci leggono non proveranno un richiamo nostalgico che emana dalla descrizione della costante penetrazione che il loro io ha avuto, durante gli intervalli che separano il suo tuffo nella materia, tra incarnazione ed incarnazione. Fa argomento a sè l'enumerare ogni meravigliosa Potenza Angelica, che risiede abitualmente nei tre piani. Vogliamo, comunque, sottolineare due aspetti della questione. Il primo è che, anche se può sembrare, forse, che ci si stia allontanando dal trattare i Sette Raggi in dettaglio, è necessario, comunque, ambientare il campo di azione in cui i medesimi si trovano a far parte di Messaggeri del Divino; il secondo, è che noi ci troviamo ad esprimere, lo ripetiamo, soltanto la struttura del Piano Fisico Cosmico, o l'ultimo dei Sette Piani Cosmici.
Ora, analizzando il corpo fisico umano, frammento che rispecchia in sé le leggi di un più ampio TUTTO, gli occultisti sanno che il medesimo ha sette sfumature graduali di decrescente materialità : è formato da uno strato solido, da uno liquido ed uno gassoso e, finalmente, da quattro gradi di materia invisibile, i quali costituiscono il corpo eterico, che è parte fondamentale in ogni processo di magia naturale. È sul corpo eterico che sono focalizzati quei vortici di forza, deflettori sapienti, quando sono adoperati dal discepolo, dell'energia dei Sette Raggi. È la magistrale padronanza di questi "chakras" che fa di un Adepto della Loggia Bianca la maestosa arca di potere che egli è . È il corpo eterico che collega l'isolata e confinata entità umana, nel palpitante e sconfinato mare del corpo eterico del Pianeta e del corpo eterico del Sole, che sono una semplice Entità .
Nel fare i debiti rapporti, riveliamo che i tre mondi in cui l'uomo è immerso, prima che ne venga liberato dalla quarta Iniziazione, sono il Piano Solido dal punto di vista del Logos Solare, proprio come i tre stati della materia densa lo sono per l'uomo. Ed i rimanenti quattro Piani Cosmici, che interpenetrano e determinano ogni manifestazione emergente nei suddetti tre regni sono, rispetto sempre al Logos Solare, quello che è per l'uomo il corpo eterico. Scopo del Maestro è di dare un metodo occulto al proprio discepolo (comunque, sempre il medesimo da che la Gerarchia tiene le redini dello sviluppo evolutivo del nostro Pianeta), il quale tramuti il piombo del discepolo, cioè i quattro eteri del suo corpo fisico denso, nell'oro purissimo dei quattro eteri cosmici. Ciò comporta, nella manifestazione dei tre mondi, la crescita di un vero Mago Bianco, il quale, senza fronzoli e senza lungaggini di falso misticismo, faccia scorrere, attraverso i trasumanati vortici del suo corpo eterico, ed in modo diretto ed immediato, le forze dei Sette Raggi, che zampillano, fresche e vergini, solo dal Corpo Eterico Cosmico. Processo che, ben presto, lo renderà, a sua volta, Maestro di Saggezza e di Potere.
v I Sette Raggi (parte terza)
v Spiegazione della Parola Sacra "AUM"
v Come vennero creati i piani di esistenza solari
v Come furono creati i regni minerale, vegetale, animale, umano
v Dio è uno e trino, hanno, sempre, detto le Sacre Scritture. L'esoterismo aggiunge: e si àncora alla manifestazione concreta ed oggettiva in sette atti definiti, maschere ultime e supreme della sua potenza interiore.
Questo mistero è accuratamente proposto, sotto forma di simboli, da parte di tutte le religioni, sia orientali che occidentali, al credente ed allo studioso, fino ai giorni nostri, e, per comprenderne l'enigma, affermiamo, in modo franco ed immediato, che occorre, ancora una volta, chiedere aiuto alla conoscenza che gli Adepti e la Fratellanza Bianca posseggono sull'origine magica della creazione dei mondi e sul rapporto vivo ed immanente che intercorre tra il macrocosmo ed il microcosmo, e che dei due fa uno.
Ma, teniamo a ricordare che ogni lezione del trattato che leggete è legata alla precedente ed alla successiva, in maniera molto stretta; lo studente consideri, quindi, che essendo, ora, noi entrati nella spiegazione del tutto "tecnica" e precisa sulla magistica primordiale creativa, non possiamo tornare a ripetere i significati profondi, e puramente astratti, dell'infinita natura dell'Uno, in tre persone ed in sette derivati magici. Ciò fa parte della precedente dissertazione. Ad essa rimandiamo lo studente, prima che egli possa comprendere tutta la stretta logicità dall'attuale esposizione e soddisfare il suo animo che brama dall'attingere a dati metafisici.
Ogni Pianeta è simbolo di una qualità assoluta, latente nell'universo. Qualità che sono, di norma, chiamate idee archetipe. Schiave dell'immanifesto, rendono schiavi i mondo conosciuti, sino a quando gli ultimi non liberano ciò che esse rappresentano, e loro medesimi, con l'atto preciso d'emergere nella materia. Helena Petrowna Blavatsky afferma, nel sesto ed ultimo volume della sua Dottrina Segreta, che il nostro Logos Planetario, immerso in meditazione profonda e divina per l'intero ciclo dei Suoi cento anni (trecentoundici bilioni e quaranta miliardi di anni umani) contempla qualsiasi fatto, dai più grandi ai più piccini, che si oggettiverà in quel periodo, e gliene permette, di conseguenza, la suddetta manifestazione. Egli è il Dio del nostro Pianeta, e, come ogni altro Dio Planetario, vigila e possiede lo scrigno dei disegni intimi del Logos Solare, per quanto concerne il Suo ciclo individuale. A noi non interessa parlare della Terra, con gli altri quattro Pianeti, cosi detti non sacri, del Sistema Solare (Marte: VI Raggio; Plutone: I Raggio; Terra: III Raggio; Sole e Luna, che velano due pianeti occulti). Analizziamo, invece, la natura dei Sette Pianeti Sacri e consideriamo che essa è talmente alta ed inconcepibile alla mediocre mente umana, che il più comune degli sbagli compiuti dagli studiosi in esoterismo diviene il camuffarli grottescamente in giganteschi uomini, una specie di Molock dei cieli. Essi sono una vibrazione, essi sono una impressione sempre più sottile, essi sono rappresentanti di quel nulla che indicò Gotamo Buddha, in antitesi al tutto materialistico che circonda, ancora, l'uomo. Solo facendosi divini in ogni atomo della nostra stessa carne potremo percepire l'inebriante profumo che, pur se della più sottile specie, ha la capacità di sorreggere, ora, in piena manifestazione, tangibile e completa, il foglio del trattato su cui leggete quanto scriviamo.
Non appartengono, quali semplici principi di vita eterna, solo al Sistema Solare, ma ci portano l'eco di campi sempre più lontani, in cui sfumano i contorni individuali del nostro Logos.
- Vulcano (Primo Raggio o della Volontà ): messaggero della volontà amorevole. L'originario. L'uomo di Primo Raggio, pervaso solo da Forza Pura, tende ad acquistare possesso della sua sacra eredità, in modo indiscutibile, con solo coraggio, attingendo alle stesse radici della vita. Ogni grande conquista della storia appartiene ad individualità di questo genere.
- Giove (Secondo Raggio o dell'Amore-Saggezza): amore magnetico, desiderio, attrazione inspiegabile verso ciò che è dolce, spontaneo. Saggezza, in contrapposizione alla frattura immediata d'un atto violento.
- Saturno (Terzo Raggio o dell'Intelligenza Attiva): equilibrio, adattamento tra i poli degli opposti, ragion pura; adattabilità a qualsiasi dissonanza ambientale. Lo si comprende appieno contemplando il fiore chiamato stella alpina, che si apre, con le radici, la strada, tra le rocce, sormontando ogni difficoltà. Gli individui, sotto l'influsso del Terzo Raggio, superano ogni difficoltà, proprio come le radici di questo fiore, alla ricerca di linfa vitale, si attorcono nella dura pietra.
- Mercurio (Quarto Raggio o dell'Armonia e della Bellezza): l'artista; se, per artista, consideriamo colui che possiede la formula matematica e geometrica per racchiudere, in circolo chiuso, la bellezza, prerogativa di ogni cosa in natura. Solo questo raggio dona compiutamente tale capacità .
- Venere (Quinto Raggio o della Scienza): l'uomo di scienza. La ricerca del dettaglio. L'andare verso l'incastro del mosaico. L'accuratezza. Il minimum.
- Nettuno (Sesto Raggio o della Devozione): la devozione inflessibile verso gli eterni ideali. La capacità di identificare l'Assoluto, nello stretto relativo, sia, esso, una forma umana, un amore; sia, esso, il medesimo panteismo.
- Urano (Settimo Raggio o della Magia): l'atto finale della creazione. L'ultimo guizzo che rende l'onda completa. Il mago; la capacità di rendere definitiva e materiale, l'omogenea e spirituale struttura delle forme.
Ecco, in breve, dallo stretto punto di vista umano, l'analisi dei Sette Raggi. Essi presentano una loro inerente dualità . Colui che, come i Maestri di Saggezza, è riuscito ad identificarsi con la linfa squisita che, fiori divini nel campo del Signore, s'innerva nei loro steli, ne manifesta le qualità, or ora, menzionate. Chi sta inerpicandosi verso di loro, ne deformerà l'immacolato candore, mostrando i così detti "difetti di Raggio", e cioè :
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Primo Raggio: |
imposizione dell'autorità, messianesimo politico, violenza, cristallizzazione mentale |
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Secondo Raggio: |
emotività instabile, patologia affettiva, eccesso nel dare, soffocamento sentimentale nei riguardi di coloro cui si è legati intimamente |
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Terzo Raggio: |
diplomazia ipocrita, untuosità, solitudine accentuata, onanismo; |
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Quarto Raggio: |
amore della polemica, complesso dell'artista incompreso, devitalizzazione, nella ricerca disordinata della fondamentale armonia delle cose; |
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Quinto Raggio: |
egoismo, derivato dal distacco illusorio dal tutto,per isolarsi, volontariamente, nel proprio ego; eccesso di dettagli, criticismo innaturale; |
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Sesto Raggio: |
fanatismo politico, religioso, intellettuale. Gli inquisitori medioevali; i discepoli, ai primi passi sul sentiero; |
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Settimo Raggio: |
magia nera, amore per ciò che di torbido esiste nella letteratura misteriosofica, pratiche di cosiddetta magia sessuale. Complesso dei "corridoi sotterranei". |
Tutti gli uomini sono legati, per sempre, a una di queste linee, e si dividono in sette gruppi. Comunque, prima di arrivare alla definitiva scoperta del proprio Raggio Monadico, essi debbono, gradualmente, con l'aiuto del proprio Maestro di Raggio, stabilire e, quindi, non esserne più dominati, gli altri cinque "Raggi sottostanti"; cioè, a quale appartenga il proprio corpo fisico, quello del corpo astrale, quello del mentale concreto, quella della personalità, e quello dell'Anima o del corpo causale. Le prime tre Iniziazioni gli fanno conoscere i primi quattro Raggi; la quarta gli fa conoscere il Raggio dell'Anima ed intuire quello monadico, eterno. Ogni uomo cambia, ad ogni vita, Raggio dei tre corpi; con una certa continuità, tra le vite, quello della personalità ; conserva - ma con le dovute eccezioni - per tutto il ciclo reincarnativo, come Anima, il Raggio del corpo causale. E, per sempre, ripetiamo, il monadico.
Torniamo a suggerire lo studio del "Trattato dei Sette Raggi", di Alice Bailey, per gli incalcolabili benefici che ne deriverebbero allo studente, e non soltanto di carattere puramente intellettuale. Lo studio dei Sette Raggi Fondamentali, oltre che sconfinare nella investigazione dei cicli storici passati e futuri, sotto la Signoria dei Medesimi, dà la possibilità di conoscere, razionalmente e sanamente, quella via chiamata del "fuoco interno", o di kundalini, che riguarda il metodo di risvegliare i poteri occulti del discepolo, e farne un Adepto. Lo studio dei Raggi permette al discepolo di elevare le energie, da sotto il diaframma, sino al punto centrale sulla testa, chiamato chakra eterico brahmarandra, in connessione con la glandola pineale. Ciò, lo libera dalla carreggiata comune degli influssi astrologici (che guidano i destini di coloro, i quali sono polarizzati, nelle proprie essenze vitali, in quelle forze occulte, vibranti, appunto, sotto il diaframma) e lo pone sotto la limpida "impressione" dei Sette Pianeti Sacri. Fino a quando il discepolo, divenuto iniziato, in una progressione sempre più ampia, collaborerà nel lavoro di mago bianco, in modo cosciente e diretto, con gli Dei del nostro Sistema Solare.
v I sette Raggi (parte quarta)
La sacra parola AUM, vocabolo concesso dalla Gerarchia Bianca all'attuale quinta razza madre, come alla quarta venne permesso l'uso della dimenticata parola TAU, contiene il segreto della trinità divina. Tale vocabolo è adoperato, da millenni, in oriente e, da circa un secolo, nei circoli esoterici occidentali.
AUM (OM) è, secondo la tradizione esoterica, la parola di potere che la Vita Eccelsa, da cui dipende, gerarchicamente, il nostro Logos Solare, dette al Medesimo, in eredità divina, prima che Egli iniziasse la costruzione del presente sistema. E, qui, non possiamo fare a meno di sottolineare la vitale importanza, nelle scienze occulte, del simbolo; il quale, volta per volta, è rappresentanza pura d'una realtà infinita, ed è, anche, questa stessa realtà . Negli archivi della Fratellanza Bianca esistono fogli con pochi segni specifici (da alcuni dei quali fu tratta buona parte della Dottrina Segreta); gli Iniziati, già chiaroveggenti e con lo sviluppo dell'intuizione spirituale, sfiorandone con le dita d'animo la superficie, producono lo "scoccare della scintilla", che rivela l'immenso bagaglio di nozioni contenute in quei pochi segni geroglifici.
Anche nel nostro caso si tratta della medesima questione. AUM è simbolo; ma, anche, realtà indiscutibile. E non ci peritiamo di affermare che, per poterne comprendere, a fondo, la natura ed avere possesso delle forze inesplicabili a labbra umane che da esso derivano, dovremo - cosa impossibile - parlare del valore magico, sia della parola, sia del colore, sia del suono.
- "... in principio era il Verbo". E, aggiungiamo noi, continua, tuttora, a vibrare; poiché, se Dio cessasse dal sostenere la creazione, per un solo attimo, essa tornerebbe nel buio dell'increazione assoluta. AUM è questo Verbo, ed ogni cultore d'esoterismo farebbe bene a considerare che egli, mentre pronuncia la Sacra Parola, ripete, nel minimum, l'Atto Creativo Originario; sta a lui studiare - e v'è modo di farlo - la coerente e completa struttura di tale potere.
AUM è composto di tre lettere:
"A": - Primo Raggio, fuoco, aspetto distruttore del divino; polo mascolino, padre, spirito, volontà ; colore occulto: rosso
"U": - Secondo Raggio, Cristo, Figlio, anima, amore vitale e rigeneratore, coscienza, aspetto costruttore, polo femminino; colore occulto: bleu;
"M": - Terzo Raggio, rapporto tra i due precedenti aspetti, Spirito Santo, intelligenza attiva cosmica, postulatore delle basi materiali dell'universo, polo androgino;colore occulto: verde.
Più semplicemente: i tre Logoi, i tre aspetti dell'assoluto; Padre, Figliolo, Spirito Santo. Se, quindi, teniamo presente che la creazione del sistema solare non si risolvette in un Principio Creatore, ma si estende, ancora, sia nelle particole del medesimo, che nella generalità, comprenderemo quale importanza abbia questa Sacra Parola (leggila alla francese: AUM = OM), per chi la pronunci, con piena comprensione del problema.
Rifacciamoci alla lezione settima e consideriamo quanto i sette piani di esistenza, solitamente conosciuti e investigati dagli studiosi, siano i sette sottopiani del Piano Fisico Cosmico.Il Terzo Raggio, o Terzo Logos, con il vibrare della lettera magica "M", geometrizzò sull'etere fondamentale che costituiva e costituisce la sottostante linea magnetica in cui poggiano le esistenze di questo settimo regno, e, in una lunghissima progressione, inquadrò, nell'attuale tempo e spazio, in manifestazione oggettiva, le medesime. Conferì gli specifici poteri ai Sette Arcangeli davanti alla Soglia, i Sette Logoi Planetari, ognuno dei quali si occupò e si occupa della reggenza di uno dei Piani. Suddivise questi, singolarmente, in sette parti, determinando così i 49 sottopiani del Piano Fisico Cosmico. Appare il sistema solare, con le sue leggi in atto, con il Proposito appena baluginato, tangibile, visibile. Mancava, però, la vita; quella spirituale, quella interiore.
Fu il Secondo Raggio a provvedere alla bisogna. Progressivamente, dalle sfere superiori, con il suono "U", la linfa dell'Immensa Quercia raggiunse le radici della manifestazione; i tre regni, cosiddetti elementali, vennero a vivificare il piano causale, ove risiedono, ora, gli ego; il piano mentale, ove gli ego danno forma intellegibile alle loro astrazioni pure; il piano astrale (nel suo aspetto divino), ove l'uomo, come entità ricca di sentimento e di emozione, si manifesta. La Seconda Emanazione, in graduale crescendo, arricchì di coscienza e fece, quindi, pienamente manifestare il mondo minerale, quello vegetale, quello animale. Ad Essa appartengono, anche, il regno umano ed il regno spirituale. Sino all'epoca lemurica, dai 21 milioni ai 15 milioni e mezzo di anni fa, l'uomo, pur se ricco del corredo di un corpo fisico, di un corpo delle emozioni, di un corpo mentale concreto sviluppato, mancava di una vera e propria anima, che gli sarebbe stata data, tramite il sacrificio dei Signori di Venere (il nucleo della Gerarchia Planetaria), e l'intervento diretto del Primo Logos. L'essenza vitale, come dice uno dei Maestri, si "immetallizzò " nel mondo minerale, determinando la nascita e l'ordinamento delle anime-gruppo minerali e polarizzandone l'attenzione evolutiva, sin da allora, sul piano eterico, sì che, alla fine di lunghi cicli, tramite l'attrito continuo sugli atomi ultimi, costituenti la base organica del primo e più alto strato eterico fisico-denso, se ne estrassero dei campioni-sintesi, da far defluire nella successiva incarnazione alla minerale: la vegetale. Qui, l'attenzione dell'essenza vitale, fu rivolta, come tuttora, alla vibrazione astrale, alla sensazione. Gli atomi ultimi eterici, provenienti dal regno inferiore, si unirono ai campioni degli atomi ultimi astrali, che avevano resistito alla pressione iniziatoria nel regno vegetale. Anche in questo regno esistono le cosiddette anime-gruppo: le quali sono, alla fin fine, per non dilungarci in spiegazioni esoteriche, le famiglie, le specie desumibili dai trattati botanici. Tali due atomi ultimi, condotti dall'essenza vitale, o monadica, che aleggiava su di loro, nello sfondo della Prima Emanazione, si innestarono nel regno animale, che, come gli occultisti sanno, non possiede una individualità singola autoconsapevole del futuro, nei singoli elementi che lo compongono. Gli animali posseggono corpo, desiderio ed un barlume di intelligenza concreta. Essi si dividono in "zone separative", che racchiudono, ognuna, svariatissimi elementi. E vediamo le razze, i tipi, i sottotipi. Fino ad arrivare agli animali domestici, che sono l'anello di congiunzione diretto tra l'uomo, loro futuro regno, e gli animali feroci. In tale campo, la Prima Emanazione attese che gli atomi ultimi, o i più rarefatti elementi del corpo mentale concreto, meta di sviluppo degli animali, subissero la massima evoluzione. Un'enorme spinta a tale processo fu data, lo ripetiamo, durante l'epoca lemurica, dall'influsso magnetico proveniente dalle Potenti Individualità Venusiane, inseritesi nell'aura della nostra terra. In un ritmo continuativo, le anime-gruppo animali furono suddivise, singolarizzate, fino a quando si pervenne ad una soddisfacente moltitudine di esseri, i quali possedevano quei tre atomi ultimi (uno eterico, uno astrale, uno mentale concreto), sincronizzati in modo definito tra di loro, tanto da offrire agli Angeli Solari in attesa un soddisfacente piedistallo alla volontà del loro spirito di incarnarsi. Entrò in manifestazione il Primo Raggio; la lettera magica "A" venne fatta vibrare, e l'uomo-animale, invece di tornare a diluirsi, alla sua morte, nell'"anima gruppo" rispettiva, arricchendo la comune esperienza degli elementi singoli che la componevano, con la sua, rimase in attesa dell'individualizzazione.
La trattazione esoterica riporta che esistono sessanta miliardi di Monadi; Esse risiedono, per la stragrande maggioranza, nel secondo, a cominciare dall'alto, dei sette mondi conosciuti. Tre miliardi e mezzo circa, ora, si trovano in attività reincarnativa sulla terra. Per giungere in sintonia cosciente con il piano della subiettività, o dei tre mondi della manifestazione (l'eterico-denso, l'astrale, il mentale concreto), le Monadi, con l'aiuto diretto delle coorti angeliche, ripeterono, nel minimum, la Grande Opera Magica del loro Genitore Divino. Una in essenza, la Monade, o Spirito, manifesta il Suo Raggio di Volontà pura e si impadronisce di un atomo ultimo del piano a sè sottostante: il terzo - a cominciare dall'alto; manifesta l'aspetto amore, o desiderio, e si impadronisce dell'atomo ultimo del secondo piano a sè sottostante; manifesta l'aspetto di intelligenza attiva e si fissa alla parte superiore del piano mentale, il quinto dall'alto, cioè il piano causale, impadronendosi di uno di quegli atomi ultimi e, così, creando, a sua volta, una triade di atomi ultimi, proprio come fece l'uomo animale, giù, durante tutta l'epoca del suo laborioso faticare. Questi due aspetti del Divino, si intende, sono guidati, per l'intera loro attività, dal corollario delle Potenze Angeliche. Ecco quindi, riunite e frementi, in attesa di congiungersi, la Triade Superiore e la Triade Inferiore.
La Monade ha scelto, quindi, il suo veicolo; ha seguito questi atomi specifici, e solo questi, sino a quando, riuniti in un ambulacro vivente di animale intelligente, non attendono altro che l'innesto della vita superiore. E l'individualizzazione avviene, sul piano mentale. Ecco la ragione per la quale i Signori di Venere, i Capi della Gerarchia, a cui gli stessi Maestri obbediscono, sono chiamati, anche, nella vasta letteratura persiana, indiana e di tutte le religioni storiche: "i Signori del Mentale". Rifacendoci ad un esempio molto famigliare agli esperti in elettricità, quando due fili scoperti si uniscono provocano una zona di confluenza di due energie: un corto circuito. La Monade (seguendo lo stesso processo che si ripeterà quando la porta della individualizzazione del regno animale sarà riaperta) "aleggiando" sull'uomo animale prescelto, unì l'atomo ultimo del suo terzo aspetto (piano causale: il più basso, dal suo punto di vista) con l'atomo ultimo del suo primo aspetto di quello (piano mentale concreto: il più alto, dal secondo punto di vista) e il contatto provocò il corto circuito. E tale zona magnetica creata è chiamata l'anima, il corpo causale.
Le tre emanazioni proseguono, tuttora, il loro Lavoro Superiore; ma, con la creazione dell'uomo, all'epoca lemurica, fu raggiunta la massima sublimazione della qualità divina del nostro Logos. Sta all'uomo, adesso, con il processo dell'iniziazione, riunirsi al Padre, le cui vibrazioni eterne, come le onde di un laghetto increspato da brezza sottile, sono le Monadi, indistruttibili; forma stessa di quella Divinità Planetaria da cui derivano. Tale porta iniziatoria fu aperta, dal Re del Mondo, alla metà dell'epoca atlantidea e verrà richiusa alla prossima ronda planetaria. Venne, in quell'esatto istante, serrata, per lungo tempo ancora e salvo poche eccezioni, la porta di individualizzazione degli animali.
v I Sette Raggi (parte ultima)
v Il corpo eterico planetario ed umano: leggi fondamentali
v Il prana, o essenza universale universa
v I chakras, o centri energetici umani
Tralasciamo volutamente, nella presente lezione, di estendere lo studio del vasto campo d'azione che i Sette Raggi hanno, riguardo al nostro pianeta. Tratteremo soltanto del loro rapporto con il corpo eterico umano. In proposito, riteniamo opportuno riportare la frase che un Adepto scrive, in uno dei suoi scritti: "I Maestri si stupiscono del fatto che i discepoli e gli aspiranti ed anche gli iniziati di un grado inferiore prestino la loro attenzione, lungamente, accentuata, ed i loro studi, sul corpo astrale, e, financo, sul corpo causale, nei loro rispettivi piani. Ma dimentichino di studiare il corpo eterico".
E noi chiariamo il perché : in primo luogo, e lo abbiamo già visto precedentemente, essi sono, con il regno della vita oggettiva, i cosiddetti tre mondi ove si svolge l'esperienza ancora infantile della reincarnazione; e, a tutti gli effetti, sia tecnico-esoterici, che moralistici, il regno della vera Materia. Mentre, invece, il corpo eterico dell'uomo, frammento del corpo eterico planetario e solare, lo collega, direttamente, superando i tre inferiori, ai quattro campi superiori Eterico-Cosmici, dei sette, sino ad ora, da noi analizzati. Questi quattro piani collegano l'uomo, a loro volta, ai primi quattro Divini Piani Cosmici. Si tratta, alla fin fine, di saltare la pozzanghera, senza inzaccherarsi i calzoni. La letteratura esoterica passata ha non soltanto trascurato il corpo eterico, riempiendo volumi sulle esperienze nei tre mondi (cosa importante, ma non essenziale), ma ha investigato la natura dei colori occulti e dei punti nevralgici del corpo eterico, con puro spirito contemplativo, senza penetrarne la praticissima utilità, ai fini del raggiungere la meta per cui esso fu veramente creato.
I tre stati della materia che la scienza conosce (solido, liquido, gassoso), e che compongono l'aggregato di tutte le basi sperimentali nei laboratori di chimica, di fisica, di medicina, preludono a qualche cosa di energetico, che sottostà ad essi. La medesima struttura atomica, al giorno d'oggi, non è provata praticamente, e ciò perché l'apparecchiatura strumentologica non è capace di fissare, alla luce del tempo e dello spazio soliti, l'immensamente piccolo atomo, con i suoi protoni, neutroni ed elettroni. Sono la deduzione teorica e le tracce atomiche che permettono allo scienziato di pervenire ai nuclei più rarefatti che compongono la materia. Comunque, già, agli occhi di qualche studioso intuitivo sta affiorando la realtà di un campo invisibile, ma coordinato in regole e in leggi anch'esso, il quale non già derivi, come nebbia dalla palude, dall'attività spontanea dei tre stati della materia, ma li condizioni e li generi, in modo ineluttabile. È profezia dei Maestri che, sin dalla fine del secolo presente, si comincerà a conoscere il piano eterico, riguardo al quale non sono stati coniati neppure nuovi vocaboli d'identificazione. Quindi, preghiamo lo studente di accettare ciò che diremo come ipotesi attendibile, fino a quando egli medesimo non perverrà a scoprirlo di persona.
- CORPO ETERICO -
- Leggi fondamentali -
Ogni particella dell'aspetto solido, liquido, gassoso, visti come tutt'uno, è galvanizzata, condotta, sorretta da una corrispondente massa invisibile di energia sottostante, più elastica e, perciò, più adatta a costituirne il sottostrato vitale; l'insieme di queste masse è il corpo eterico planetario. Esso si divide in quattro gradi di rarefazione progressiva, tanto che, sia il fiore, che la montagna, che ogni altro postulato tangibile del Pianeta, possiede il suo corpo eterico, il quale è unico ed indissolubile, per tutte le componenti del creato.
Iniziamo a studiare, dal punto di vista umano, tale organismo sottilissimo e vitale.
Ad occhio del chiaroveggente, l'uomo appare "inguantato" da una luce fosforescente, che si staglia a circa cinque centimetri dalla sua pelle; ma, in ogni caso, lo interpreta, integralmente, sino alle più intime sfumature dell'apparato visibile (luce da non confondersi con l'"aura" luminosa degli altri organismi invisibili). In ordine ritmico, sul corpo eterico sono posti settantasette punti nevralgici di energia fremente, esattamente là, ove l'energia del più vasto blocco planetario vi si unisce, per determinare le funzioni vitali alla biologia organica. La più o meno avanzata evoluzione dell'uomo fa sì che i suddetti vortici (o chakras, in linguaggio indiano), siano sopiti, appena risvegliati o, addirittura splendenti; quindi, portatori dei relativi poteri occulti innati, che da essi derivano. Vi sono 49 chakras inferiori, 21 minori e 7 maggiori. Di questi ultimi, noi ci occuperemo, poiché gli altri riguardano unicamente chi si voglia specializzare nel ramo. Sono, difatti, il retaggio evolutivo che noi conserviamo, frutto dell'esperienza del sistema solare passato. Cinque di essi sono visibili, a due pollici di distanza, lungo la spina dorsale di ognuno di noi; tre, si trovano nella testa.
Come il cervello è diviso in diverse zone di comando, le quali si occupano di una determinata e differente funzione essenziale, nei riguardi dell'intero apparato nervoso dell'individuo, tanto che abbiamo la zona dell'appetito, l'erotogena, l'intellettuale, e così via, e tanto che, se ne lediamo una, cesserà la fame, la sete, si perverrà all'idiozia, così i sette punti occulti, alla media umanità, sono legati ad altrettante funzioni ghiandolari dell'individuo.
Il corpo eterico si divide in tre parti: l'involucro propriamente detto, la sua composizione di milioni e milioni di segmenti energetici (chiamati "nadis", o condotti vitali, dall'antichissima letteratura indiana) e l'essenza vitale che scorre attraverso di esso, aroma sostanziale dell'ampio TUTTO. I cultori riconosceranno in questa essenza vitale il "prana", che tanta importanza ha nella scienza della respirazione indiana. Dal punto di vita biologico, il corpo eterico, propriamente detto, ha la sua materializzazione nell'organicità inerte dell'uomo; i nadis, si oggettivano nella meravigliosa complessità del sistema nervoso; il prana ha la sua corrispondenza materiale nella corrente sanguigna.
Leggendo la descrizione di tali apparati, maggiormente per quanto si riferisce ai chakras, molta luce verrà fatta nella mente dello studente che si interessi dei vari metodi di guarigione esoterica, quali, ad esempio, l'agopuntura cinese.
Chi abbia una certa esperienza in medicina sa quanto il sistema glandolare sia importante allo sviluppo dell'individuo, in seno alla società . Non solo la salute fisica dipende da un armonioso sistema endocrino, ma, anche, la psichica e la morale.
Ora, ognuno dei sette maggiori punti nevralgici occulti si manifesta e si esprime, materialmente, attraverso una delle ghiandole più importanti. E, dalla ghiandola, estende la sua nota dominante a tutto l'insieme degli organi che quella comanda. Il rapporto tra il chakra e i tre corpi sottili dell'uomo, in più o meno sintonica fusione con l'anima, influenza i liquidi ormonici (secrezione glandolare), i quali, attraverso il sangue, raggiungono il sistema nervoso e l'organico, permettendo all'uomo di manifestarsi nel mondo, sia come genio, sia come idiota. Elena Petrowna Blavatsky dice, a proposito, che la differenza tra un uomo dell'età della pietra e tra un Maestro di Saggezza - se consideriamo, anche, le causali di profondo ordine metafisico - stanno, tutte, nel loro diverso sistema endocrino.
Ma, non dimentichiamoci dei rapporti strettamente occulti che l'individuo può ottenere quando egli è padrone di tale magica conoscenza del campo; non solo frutti, quindi, di carattere puramente fisiologico. La piena coscienza dell'esistenza del proprio Maestro di Raggio la si ottiene, ad esempio, risvegliando i centri superiori al diaframma e "trattando" uno specifico di essi.
- Il Primo Raggio, fluente da Vulcano, si ancora nel centro alla sommità del capo, materializzato, pochi centimetri in basso, nella glandola pineale. La Monade, attraverso il sutratma, o filo di vita, distribuisce le sue energie da questo punto; e tutto il sistema nervoso centrale dipende dallo stesso rapporto.
- Giove, col suo influsso di Secondo Raggio, si àncora nell'atomo ultimo, racchiuso nel centro tra le scapole, o del cuore, il quale ha la sua corrispondenza fisica nella glandola timo. Tutta la zona toracica dipende da essa,, ma anche, e principalmente, l'intera circolazione sanguigna.
- Saturno, il Terzo Raggio, domina l'uomo attraverso il centro posto dietro la gola, e penetra nella sua struttura biologica dalla ghiandola tiroidea, con riflesso sulla trachea e sui bronchi.
- Questi sono i tre centri maggiori, tra tutti. E vengono risvegliati (prima il cuore, poi la gola, poi la testa) alle tre prime iniziazioni date dalla Gerarchia Bianca; ciò, conferisce all'iniziato un rapporto cosciente con la Gerarchia (centro del cuore del Logos Planetario); con l'Umanità, in senso lato e spirituale (centro della gola del Logos Planetario); e con le individualità Divine di Shamballa e Massime Autorità della stessa Gerarchia (centro della testa del Logos Planetario).
- Mercurio, Quarto Raggio, il cui potere irrefrenabile perviene all'uomo direttamente al centro posto alla base della spina dorsale, lì, dove giace (sonnecchiante e avvolto nelle sue spire) il fuoco occulto chiamato "kundalini" e che, trasformato da serpente che striscia nella polvere, in serpente che erge il capo, verso la luce della conoscenza, fa, del semplice uomo, un Adepto Bianco, quando egli lo abbia, in progressione ritmica, fatto salire, simbolicamente, sul capo, e trasformata la sua natura inferiore in superiore. Questo chakra si materializza nelle sue glandole surrenali.
- Venere, Quinto Raggio. Il chakra corrispondente è posto tra le due sopracciglia (ecco, svelato il perché gli indiani di classe aristocratica, in quell'esatto punto, tracciano un segno a matita). L'ipofisi è la glandola che ne fa fluire le energie sul piano fisico.
- Nettuno, Sesto Raggio. Questo chakra, chiamato plesso solare, è posto lungo la spina dorsale, quasi a mezza strada di essa. È l'unico che separi le forze sotto il diaframma, da quelle superiori. E il corpo astrale trova sbocco diretto, nelle sue essenze vitali, da questo "foro d'uscita". La glandola corrispondente è il pancreas e gli organi ad essa legati sono lo stomaco, il fegato, l'apparato intestinale.
- Urano, Settimo Raggio. Il chakra corrispondente è collocato sulla colonna vertebrale eterica, all'altezza dei lombi e si riflette nelle glandole genitali, occupandosi della natura sessuale dell'uomo.
V'è un ulteriore punto occulto, tra gli importanti, che, però, costituisce il ricettacolo dall'esterno e il diramatore agli altri di tutta l'energia che galvanizza il corpo eterico. Esso è posto all'altezza della milza, ed è chiamato centro splenico.
Per finire, indichiamo il chakra della medulla (quel tratto di midollo spinale che collega lo spazio tra la prima vertebra superiore ed il cervello), che viene chiamato la "Bocca dell'Energia" per il rapporto che ha con le Forze Universali. Si trova all'altezza della prima vertebra superiore, appena sotto il chakra della gola.
Annotiamo un particolare che, solitamente, viene trascurato dallo studioso. Sia nelle meditazioni che abbiano per oggetto la visualizzazione dei chakras, sia nell'adoperare la Sostanza Cosmica che riverbera in essi, è utile sapere che ogni sforzo, in tal senso, viene, inizialmente, fatto su di una parte del corpo eterico che non è il chakra specifico, ma il suo rivestimento e la sua protezione. Difatti, il corpo eterico separa l'uomo "denso" dai piani sottili che esistono, a partire da quello astrale. E si avvale, in ciò, di un particolare tipo di sostanza, costituita da un fitto agglomerato di atomi ultimi eterici, misto a gas sottili. Tale "rete" è chiamata: "atomico-eterica". Essa non si limita a proteggere l'organismo magnetico-denso dell'uomo, in senso generale, dai Piani Superiori (che, quando non sono percepiti e adoperati, in modo lineare, divengono pericolosi), ma, separa chakra da chakra, con linee costituite in maniera molto armoniosa, sì che, per impadronirsi compiutamente delle facoltà di un chakra, bisogna distruggere tale involucro. Spesso gli studiosi confondono la rete atomico-eterica, e le sensazioni peculiari che essa dà al contatto elettrico della propria volontà, con i chakras. Sottile è la distinzione tra il chakra ed il suo rivestimento protettivo-eterico, ed è necessario che le proprie facoltà risvegliate sappiano farla. A ciò, si perverrà con la pratica e con la prudenza.
La nostra, purtroppo, limitata descrizione non sarebbe completa se non aggiungessimo due particolari. Cioè, che allo studente non sfugga la possibilità di intuire quanto immenso sia tale campo di ricerca, il quale assomma in sè i presenti argomenti: iniziazione, guarigione esoterica, astrologia esoterica, telepatia, struttura della Gerarchia Occulta Solare, in rapporto al Pianeta ed all'innesto che la medesima Gerarchia può avere nell'organicità viva di ogni anima; rapporto metafisico con il proprio Maestro di Raggio; liberazione dal giogo reincarnativo. Possiamo paragonare l'uomo ad una piccola centrale telefonica, in cui sono allacciati degli spinotti di collegamento. Se egli fa ascendere le energie vitali, da sotto il suo diaframma, e le "aggancia" e quelle sopra il diaframma, in fase graduale, perverrà alle iniziazioni ed alla beatitudine inesprimibile che circonda i Maestri. Le essenze del chakra lombare (o sessuali) debbono essere fatte defluire nel chakra della gola. E il sesso, quale è comunemente conosciuto (problema, a volte, molto acuto per gli aspiranti discepoli) verrà trasformato in radianza artistica e fuoco estetico; quelle del plesso solare, che, quando sono le più vitali, rendono l'individuo polarizzato nella propria instabile emotività e nel proprio egoismo oscuro, dovranno venir fatte assurgere al centro del cuore, ed, ivi, stabilizzate. La coscienza singola si trasformerà, allora, in coscienza di gruppo. L'amore personale, in amore universale. E le energie alla base della spina dorsale, da quel centro, al centro della testa; e trasformeranno l'uomo, puramente materiale, in gigante spirituale; ove, per spirituale, intendiamo Adepto e Padrone delle forze nei tre mondi.
NOTA AGGIUNTA
Diamo l'elenco, per pura conoscenza dello studente, dei 21 centri minori. Con i 49 centri, ancora più piccoli, ed i 7 maggiori si raggiunge la cifra perfetta del numero 77.
Rammentiamo che ogni centro è in diretto rapporto con una Gerarchia Occulta dei Poteri. I centri inferiori si riassommano nei minori; questi, nei maggiori; ed i maggiori, nel chakra brahmaranda, alla sommità del capo. Poiché esistono poteri occulti dell'involuzione e dell'evoluzione, l'esoterismo avvisa lo studente di non adoperare, nei suoi esperimenti sui chakras, quelli collegati a sfere di vita che non appartengono alla solare e, tra i maggiori, lo educa a fargli acquistare la padronanza del centro alla sommità del capo.
ELENCO DEI 21 CENTRI ETERICI MINORI
1. Due,davanti agli orecchi, vicino al punto dove si riuniscono le ossa mascellari.
2. Due, subito al di sopra dei seni.
3. Uno, nel punto in cui si uniscono le ossa del torace, presso la glandola tiroide. Questo centro e i due precedenti formano un triangolo di forza.
4. Due, nelle mani; uno per ciascun palmo.
5. Due, nei piedi; uno per ciascuna pianta.
6. Due, immediatamente dietro gli occhi.
7. Due, connessi con le gonadi.
8. Uno, vicino al fegato.
9. Uno, connesso con lo stomaco. Questo centro è in rapporto col plesso solare, pur non identificandosi con esso.
10. Due, connessi con la milza. In realtà, essendo sovrapposti l'uno all'altro, essi formano un solo centro.
11. Due, dietro i ginocchi.
12. Un centro potente è strettamente connesso con il nervo vago. Tale è la sua forza, che esso viene considerato da alcune scuole di esoterismo, come uno dei centri maggiori. Esso non è situato lungo la spina dorsale, ma si trova vicino al timo.
13. Uno è vicino al plesso solare e lo collega con il centro alla base della spina dorsale, formando così un triangolo, i cui vertici sono costituiti dal centro sacrale, dal plesso solare e dal centro alla base della colonna vertebrale. Questi due triangoli di forza cui si è accennato sono di grande importanza. Uno è al di sopra e l'altro al di sotto del diaframma.
v La Gerarchia Bianca planetaria
v I Raggi di Aspetto, e di Attributo
Prima di delineare alla mente dello studioso la meravigliosa struttura divina di quella che è chiamata la Gerarchia delle Forze Planetarie, è d'uopo ricordare che quest'ultima è la prosecuzione diretta dei Dirigenti Poteri Solari, a loro volta canali delle forze provenienti dalla stella Sirio, località cosmica dalla quale derivano le leggi più immediate, a cui si adegua il ritmo dell'intero nostro Sistema Solare.
Grandi forze, codeste, che, dalla mente, portata ad un estremo grado di rarefazione spirituale, dei sommi Iniziati vengono ricevute come impressioni intraducibili in gergo materiale; ma che inquadrano e incasellano, in una inscindibile unità di mete, tutte le evoluzioni, in senso molteplice e singolo, oggettivate nella panoramica della Realtà circostante. È letteralmente vero che "non casca foglia che Dio non voglia". Se ci chiniamo a raccattare una pietruzza per la strada, con la percezione dell'instancabile lavorio occulto della Gerarchia Bianca, vedremo, in essa, vibrare le stesse leggi sature, non solo di un amore infinito, ma, anche, di una saggia e razionale applicazione, nel nostro caso, dei principi che tutelano, pure, il più vasto assieme che circonda la pietruzza, apparentemente parte insignificante di esso: lo sviluppo dell'autocoscienza e, quindi, a lungo andare, la capacità dell'autogoverno e della gioia pura dell'assoluta creazione. Ciò per dimostrare quanto vasto e completo sia il campo di lavoro della Gerarchia Bianca, rapporto tra Dio e uomo, ma all'occhio dell'Iniziato, rivelantesi, alla fine, come Dio stesso. Solo l'infuocata intuizione dei privilegiati studenti delle nostre Lezioni, che uniscano ad un puro e limpido misticismo, sorgente in modo diretto dal sorriso del loro Dio Interiore, un sano buon senso, potrà rivelare l'esistenza dello stretto sentiero che allaccia l'infinita natura dell'operato Gerarchico, alla finita natura delle forme in cui esso si svolge.
Come il sangue circola nel nostro apparato organico, portando vita e permettendo le funzioni di ogni suo membro, sino alle più piccole cellule, così l'Anima Centrale del nostro Pianeta tutela e vigila, con le debite proporzioni, il fascio delle linee evolutive che vi si svolgono. Si è abituati chiamarla: Logos Planetario, ma il nome che le si vuol dare non ha importanza. Che ci si riferisca ad Essa usando vocaboli del genere di: Allah, Dio, Assoluto, il concetto rimane sempre lo stesso. L'Entità Planetaria è Una, e, per quanto riguarda noi, circoscritti nella sua Aura, il massimo vertice di saggezza, potere, amore a cui uomo possa rivolgersi. Segue, anch'Essa, un Suo preordinato ciclo evolutivo, come, d'altronde, qualunque forma manifesta, o immanifesta. È, anch'Essa, sottoposta alla legge dell'eterno divenire, ai cicli di espressione visibile, e a quelli invisibili. Sta a noi, tramite i metodi della ricerca diretta e dell'esperienza indiscutibile, convalidata dalla certezza del nostro Sè Superiore, penetrare nell'essenza della sua più intima Natura e riportare alla superficie del ribollente mare delle forme le squisite perle di rivelazione che la ricerca esoterica ci ha permesso di afferrare. In ciò, la pura e semplice indicazione, e nulla di più, delle Anime-Guida di questa evoluzione, chiamate, abitualmente, Maestri, ci serve di incalcolabile ausilio. Ma, non perdiamo mai di vista l'omogeneità nel molteplice: l'Uno, che si manifesta attraverso i molti, senza cadere nella profanazione della separatività . Il nostro Logos Planetario è una Vita con tutte le vite che formano l'evoluzione sul nostro Pianeta. Assieme ad altri quattro Pianeti, già menzionati nelle lezioni precedenti, è destinato, in futuro, a formare, con i sette Pianeti Sacri del Sistema Solare, le dodici Costellazioni Zodiacali di un ritmo cosmico in espressione. Questa, la ragione per cui i dodici Pianeti collaborano, in maniera sì stretta e sovrumana, all'attuazione dei Disegni della loro Stella Centrale e Maestro: il Logos Solare. Questa, anche, la ragione per la quale, proprio da Venere, giunsero sulla Terra, circa venti milioni di anni fa, alcuni Poteri incarnati, in forma umana, che, sino ad ora e sino a quando durerà la Sua evoluzione, reggono le sorti della medesima. Nei trattati sulle religioni mondiali si fa sovente menzione di Loro; la Dottrina Segreta basa il fulcro delle sue vaste cognizioni culturali su tale primordiale Nocciolo Divino. E, anche qui, osserveremo il ripetersi della matematica e della geometria universale, o, se vogliamo, la risonanza della musica delle sfere.
In un luogo facilmente reperibile sugli atlanti geografici, e, cioè, nel deserto di Gobi, celata agli occhi del profano, perché manifesta solo sui corrispondenti eteri invisibili, risiede, dal primo momento del Suo avvento, la Gerarchia Centrale degli ordini tutelari divini. Sette indefinibili Fiamme Onnipossenti, chiamate i Sette Kumara (Vergini [al peccato]), tengono, tra le Loro Palme, simile a boccio profumato, il loto del nostro Pianeta. Uno di essi, il più grande, il Maestro degli altri sei, è il Re del Mondo, in senso occulto. Il rapporto che passa tra la Monade e l'Anima di ogni individuo è quello che passa tra il Re del Mondo ed il Logos Planetario. Determinate forze extra planetarie, dall'esterno, sono da lui accolte, inserite, quindi, diramate, attraverso gli altri sei Suoi Fratelli Divini, sulla e nella Terra. La Sua forma è, simbolicamente, ma, anche, figuratamente, parlando, di un giovinetto di 16 anni: "Il Giovinetto dalle Sedici Primavere", come è chiamato, dall'origine dei tempi. La Sua presenza universale fa sì che la gemma sbocci sull'albero e che il monte, grazie alla forza della gravità (aspetto tangibile della Sua volontà ) rimanga abbarbicato sul territorio che domina, invece di diluirsi e polverizzarsi nel cosmo. Suo voto è di rimanere con gli altri Sei Fratelli, in simile manifestazione, "sino a quando l'ultimo stanco pellegrino non sarà ritornato alla Casa del Padre". In ciò, riferendosi agli stessi atomi - gli stanchi pellegrini - che compongono la sinfonia della struttura basilare delle cose visibili e invisibili. Che dire ancora del Re del Mondo, se non che l'esiguità della presente lezione addolora la nostra mente, perché non Gli rende, nel voluto modo, omaggio? Speriamo che lo studente prosegua nella ricerca e arricchisca, nel raccolto intimismo di uno studio adatto, la conoscenza della divina realtà di cui parliamo. Il rapporto evolutivo che intercorre tra il diletto Giovane dalle Sedici Primavere ed un Maestro, è quello che passa tra l'ultimo ed un uomo animale.
I Sette Raggi emananti dai Pianeti Sacri trovano ponte unico ed immediato nella loro attività terrestre nei Sette Dei di cui facciamo cenno. Ognuno di essi è collegato ad un Raggio e ne esprime la indescrivibile potenza, all'interno dell'organismo del Logos Planetario. Da tal punto di vista, possiamo affermare che Essi, oramai lontani da ogni catena ad immagine antropomorfica che l'uomo possa, di propria iniziativa, farsene, sono i Sette Punti Occulti, o Chakras, del Dio del nostro Pianeta. L'aura viva delle Loro azioni è Shamballa, nome della località occulta nel deserto di Gobi; altrimenti detta la: "Camera del Concilio dell'Altissimo". Indiscutibilmente, ogni Maestro ha un rapporto quotidiano con Loro. A seconda degli aspetti Zodiacali, sarà attivo uno o l'altro dei Kumara; grazie a Loro, la sapienza e le iniziazioni degli stessi Maestri furono date. Helena Petrowna Blavatsky, nel parlare del Re del Mondo, afferma, facendosi tramite di una improrogabile verità dei fatti, che Egli è la radice dell'Albero della Sapienza che, attraverso i tempi, allungò rami e foglie in tutte le epoche storiche, rendendole, volta per volta, depositarie di un messaggio nuovo all'umanità .
Abbiamo parlato, nelle lezioni precedenti, del Trattato dei Sette Raggi, ma non sufficientemente di alcuni dettagli che riguardano questi ultimi. Ci troviamo costretti, adesso, ad aggiungere qualche nozione pertinente.
Pur essendo, tali linee evolutive, identiche, sotto il punto di vista dei valori delle Loro rispettive nature e qualità, ai fini dell'evoluzione del nostro particolare Sistema Solare, i Raggi si dividono in due settori:
v Quelli di Aspetto, o prettamente mascolini, e sono detti i maggiori. Il Primo, il Secondo ed il Terzo.
v Quelli di Attributo, o i femminini, che si diramano, in modo diretto, dal Terzo; e sono il Quarto, il Quinto, il Sesto ed il Settimo.
Anche, quindi, l'organico della nostra Gerarchia segue questa fase. Difatti, quando, dalla rarefatta atmosfera della ardente Camera del Concilio di Shamballa, noi discendiamo nell'altra, più pacata, ma, diciamo così, più tangibile, della Gerarchia vera e propria, notiamo, subito, l'adeguamento al ritmo più formale e più umano dei Raggi, come sono stati adesso qualificati. La volontà, l'amore e l'intelligenza attiva, e la loro concretizzazione immediata, che sono la materia, lo spirito ed il rapporto coerente tra i due, nel vasto campo dell'evoluzione, non soltanto umano, ma, anche, degli altri regni che si allineano a questi, vengono distribuiti dal Re del Mondo, sotto forma dei Tre Raggi principali, separatamente, e, pure, in un' unica fusione di accordi, a tre grandi Personalità, notoriamente conosciuti sotto il nome del Manù, del Cristo, del Maha Chohan.
Il Manù, incarnazione del Primo Raggio. Tale sostantivo, che risale, in origine, alla lingua sanscrita, è l'attributo che viene dato al potere individualizzato che, nell'ordinamento della Gerarchia, si occupa dell'evoluzione specifica di ogni Razza umana, dall'inizio alla fine. È, letteralmente, il progenitore spirituale della medesima; ne segue lo sviluppo, ne fissa i tipi, dal lato fisico e dal lato ambientale. Determina quei mutamenti della struttura geografica più adatti allo sviluppo esterno della Razza da Lui plasmata. Il Manù della quinta Razza, l'attuale, è conosciuto sotto il nome di Vaivasvata. La politica ed i governi sono sorretti dall'ispirazione costante di tale Grande Essere. Difatti, il Suo è, anche, chiamato il Dipartimento della politica.
Cristo, Incarnazione del Secondo Raggio, il Maestro della Gerarchia Bianca, Guida dello strato spirituale, che inizia dalle propaggini di Shamballa e prosegue, direttamente, fino a noi. Il Maestro degli Adepti. Durante ogni Razza Madre, e per la durata di una sola di esse, Egli, in stretta collaborazione con il Suo Fratello di Primo Raggio, segue ed alimenta, nell'anima umana, il lato spirituale; l'inebriante profumo del Suo alito divino risveglia, lentamente, in ogni coscienza la certezza di essere, a sua volta, nata da Dio. L'intelligenza, la cultura, la psiche dell'uomo della razza, grazie a Lui, istintivamente e senza un apparente contatto diretto, simile al girasole, volgono la corolla interna verso la luminosa stella del divino. È scritto che Cristo, la Guida della nostra attuale Razza, alla fine di questo secolo tornerà a manifestarsi visibilmente sulla terra, come fece duemila anni or sono. Il settore delle religioni, la nascita di esse e lo sviluppo delle medesime, tutto dipende dall'azione saggia del Cristo.
Il Maha Chohan, Incarnazione del Terzo Raggio (Maha = grande - Chohan = Spirito Guida), rappresenta, invece, dal punto di vista della coscienza umana, il rapporto vivo che intercorre tra l'Essere e il non Essere, la forma e la sostanza. Ecco perché viene chiamato il Signore della civiltà, la quale è, chiaramente, il frutto che nasce dall'incontro tra lo spirito di una razza e l'ambiente in cui la medesima si trova a vivere.
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Uno è Dio e tre le Sue manifestazioni. Uno, il Sanat Kumara e tre le Sue manifestazioni: il Manu Vaivasvata, Cristo, il Maha Chohan. Come avrete potuto intuire, sia lo stretto legame che intercorre tra queste tre somme Personalità, che il raggio d'azione delle medesime, è tanto serrato, da una parte, quanto vasto, dall'altra, da costringerli a percepirli solo sul piano, puramente, della magia universale. E dice un Maestro: ".... dubito che voi possiate rendere, nel lato verbale, la rappresentazione esatta delle sublimi realtà invisibili".
Uno è Dio, tre i Suoi aspetti, sette le Sue nature. Ed ecco, quindi, giunto il momento di parlare delle sette principali linee evolutive del nostro Pianeta, rappresentate dal campo d'azione e dall'aggregato collettivo di Anime, o discepoli, che dipendono dal coordinamento centrale di sette, dei settanta, circa, Adepti che, nel campo ancor più accosto all'umanità, ne dirigono l'evoluzione. Parlare della loro azione e volerne restringere l'ampiezza al solo nucleo umano e, in questo, alla linea puramente mistica, o, addirittura, far depositarie delle Loro rivelazioni solo alcune Scuole Esoteriche, significa essere molto lontani dalla verità . Abbiamo visto che la Gerarchia divide il Suo lavoro umano in tre linee centrali: la politica, la religiosa, la civile. Quest'ultima, per essere più precisi, è quella degli scambi tra popolo e popolo, dei rapporti commerciali interni ed esterni alle nazioni; in una parola, degli aspetti strettamente finanziari. Non ci pare sconveniente, a questo punto, sottolineare che, nel sano uso del governo dei popoli e nella saggia manifestazione delle finanze centrali, se eseguiti a scopo universale e realisticamente spirituale, vi è tanto Dio quanto ne contiene l'Ostia Immacolata che il prete alza sulla testa dei fedeli, mentre officia la sua funzione, nella rappresentanza del secondo Dipartimento: quello del Cristo. Ecco perché la Gerarchia dei Maestri rifiuta di venir monopolizzata, non solo da qualche gruppo sparuto di spiritualisti, ma desidera essere conosciuta, attraverso il Suo vero ed intero campo d'azione, che è l'Atto Planetario, nella presenza immanente dell'attualità di ogni ramo evolutivo. Essa agisce in modo occulto e, in un attenuarsi di poteri, guida le sorti della vita, sino a che la medesima non prenderà in mano il proprio destino, affrancata dal dominio della materia e collaborerà con Dio, per la saggia predisposizione del Piano, che si manifesta attraverso la Fratellanza dei Maestri; i quali hanno rivolto il richiamo all'umanità, in cerca di discepoli, già dall'inizio del secolo, e molte notizie vengono date, in proposito, nel volume di Alice Bailey: "Iniziazione umana e solare". Ad esso rimandiamo lo studente che voglia approfondirsi ulteriormente sull'argomento.
v La Gerarchia Bianca (parte seconda)
Parlare dei Maestri, già tante volte citati, lo diciamo subito, non è impresa facile; da una parte, perché il termine adoperato è troppo vago da permettere la comprensione di quanto esso significhi; dall'altra, perché l'argomento delle iniziazioni comporta in sè la necessità di una vasta conoscenza tecnica, retta ad un livello che stupirebbe anche i più precisi razionalisti della nostra epoca. Ogni iniziazione, a partire dalla prima, non solo riguarda dei mutamenti nella struttura fisico-eterica dell'individuo, ma, anche, nei suoi cosiddetti corpi sottili, e lo porta a cicliche espansioni di coscienza, tali da fargli raggiungere poteri e modi di pensare e di agire del tutto fuori il campo d'azione delle normali espressioni di vita. Inoltre, ogni iniziazione spalanca degli orizzonti nuovi all'atto del discepolo, ricchi di linfe spirituali, di natura troppo delicata perché se ne possa trattare pubblicamente, senza correre il rischio di lacerarne le armonie e determinare un danno ancora maggiore di quanto possa essere il saggio e relativo silenzio sull'argomento. Mano a mano che il discepolo avanza sulla strada delle acquisizioni interiori, lo stesso suo Maestro gli appare figura sempre più identificata alla realtà assoluta delle cose. Quindi, le lezioni che avete, sinora, seguito e, in particolar modo, la presente, non presumono di dare luce immediata e completa su ciò che sconfina dalla mente umana, nell'intuizione animica, ma, porgere, semplicemente, il capo di una corda allo studente, invitandolo, con il suo sforzo ulteriore e singolo, a dipanarla, sino alla cima.
Meta dell'evoluzione, per quanto riguarda l'attuale periodo di globo, o il presente, è che tutti gli uomini raggiungano la statura spirituale di un Adepto, o, in termini tecnici, pervengano alla conquista dell'iniziazione di quinto grado. Noi sappiamo che qualunque atto, giunto ad inquadrarsi nei valori di quello che chiamiamo il mondo tangibile ed oggettivo, ha cominciato il suo lontano cammino nei Piani Mentali Cosmici. Buddha, quando disse che vita è sinonimo di morte, e che un fiore, appena nasce, già comincia a morire, non volle parlare delle leggi stupende ed eterne che si svolgono nei Piani Cosmici; Egli si riferiva al fatto che solo nel Mondo della Forma il fenomeno è apparentemente così crudele come lo descrisse. Invitò, quindi, l'umanità a guardare in alto, verso il lato invisibile dell'universale e dette, da una parte, alle masse, una dottrina di regole exoteriche, dall'altra, ai nuovi discendenti della Gerarchia (con cui Egli, nei momenti dell'illuminazione finale, si pose in contatto), le regole esoteriche, o di un profondo contenuto occulto, che fanno argomento dei vari segreti dell'iniziazione. Fatto convalidato da una conferma di un Adepto della Gerarchia Bianca, in una delle Sue lettere note al pubblico.
Questo, per dimostrare che non occorre isolarsi in monasteri, nè, tanto meno, curvarsi, sotto un giogo, spesso subìto e non compreso, di un determinato tipo di rituali, in auge in molte scuole, cosiddette "interne", per raggiungere le definitive vittorie sulla materia, chiamate dell'iniziazione. La stesse spighe di grano, nel giallo e vasto loro campo, crescono e si sviluppano sotto l'agire, dietro il velo dell'invisibile, dei poteri che ne curano la precisa legge di sviluppo organico. Così, l'uomo, rivelato che può penetrare nel Sacro Tempio, tramite il frutto benefico della sua vita, in qualunque ambiente egli si trovi ad esprimerla, e che raggiunge lo sviluppo interiore, tramite l'applicazione del sigillo divino della Fratellanza Bianca, dai piani superiori, direttamente a partire dal suo corpo mentale, in sù, potrà mettere da parte tutte le strane congetture che si sono fatte sull'argomento, consapevole che nessuna forza al mondo, sia interna che esterna, gli impone la schiavitù di localizzazioni spaziali e temporali, al di fuori della gioia di un assoluto eterno presente.
Un Iniziato, spesso, può essere tale, senza che la sua "coscienza di veglia" raccolga il fatto; ma, la regola vuole che ciò avvenga solo per le due prime iniziazioni, quelle, cioè, in cui si acquista il dominio dei corpi eterico-denso ed astrale. Gran parte delle attività di tali individui si svolge durante il sonno, nei piani sottili e, istintivamente, con l'irradiazione della loro aura, nell'ambiente che li circonda, durante il vivere giornaliero. La terza iniziazione porta con sè un grande sviluppo dei poteri mentali, e la forza del pensiero, risvegliata in tal maniera, ed adoperata in modo occulto, centuplica la vastità del piano espressivo dell'iniziato; qui, i cosiddetti siddhi, o poteri occulti, iniziano a germogliare. La quarta iniziazione serve a distruggere, completamente, qualsiasi limitatezza interna al discepolo. Una vita di sofferenze acute, lo serra, da ogni parte, allora. La crocifissione avviene. Tutto il karma che trattiene, ancora, allacciato ai tre mondi, costui, si esaurisce in una volta sola. Calunnie, incomprensioni, dolori fisici e morali di ogni sorta si abbattono sull'anima dolorante, al termine del Sentiero. Sfogliamo qualsiasi autobiografia di qualche grande spirito, noto alle epoche storiche come benefattore dell'umanità, e vedremo l'esatto e chiaro quadro, incarnato in un esempio molto significativo. Helena Petrowna Blavatsky, spesso sorella del dolore, dimostra la fondatezza di quella che ad alcuni può sembrare una strana teoria.
Alla quinta iniziazione, le soglie della beatitudine, o degli eteri cosmici, sono spalancate. Il corpo causale, o anima, non solo in maniera simbolica, ma, anche, in termine strettamente tecnico, già distrutto alla quarta, ha portato via la radice metafisica di ogni illusione. Un Adepto è nato. Non più uomo; solo puro spirito, vibrante sull'ala dell'auto-governo e della stretta identificazione con ogni apparenza universale. Padrone, in senso assoluto, delle energie e della ritmica dei valori, visibili ed invisibili, nei tre mondi. Tra le altre, una realtà inizia a mostrarsi, già baluginante sin dalla quarta iniziazione, davanti agli occhi della conoscenza spirituale di simile Creatura: quella dell'uno tra i sette sentieri che si aprono dinanzi all'umanità giunta all'inizio del Movimento Cosmico, ed alla fine del relativo.
Li tratteremo brevemente, e brevemente ci soffermeremo su quello che riguarda l'argomento della nostra lezione.
- I SETTE SENTIERI -
1) Il Sentiero del servizio sulla Terra. È il Sentiero propriamente detto dei Maestri. Con metodi che possono sembrar tratti dai volumi delle favole orientali, i nostri Fratelli Maggiori garantiscono all'umanità la nascita attuale e futura di altri iniziati di quinto grado; ad epoche storiche fisse, la conoscenza dei misteri viene, da Loro, fatta affiorare nell'umanità . E, con essa, la possibilità di creare nuovi Sacerdoti che, simili alle Vestali del tempio, tornino a custodire il Sacro Fuoco della Verità e del Potere Solare, in forma adatta.
2) Il Sentiero del lavoro magnetico. Passano a questo sentiero coloro che, destinati a stabilirsi sul Piano Mentale Cosmico, vi ci si preparano, manipolando la raffinatissima energia planetaria chiamata Fohat. Quell'energia che, assieme alle altre due (Prana e Kundalini), costituisce la triade centrale da cui si diramano tutte le altre, conosciute e sconosciute. È l'energia di carattere puramente distruttore.
3) Il Sentiero di preparazione per Logoi Planetari. Vi si inseriscono gli Adepti che vengono iniziati alla misteriosa attività chiamata del Logos Planetario. In futuro, preludio al meraviglioso destino di Logos Solare, che attende ogni creatura, Essi incarneranno il Potere che, celato in ogni foglia e manifesto nell'atto creatore totale, è chiamato il Dio di un Pianeta.
4) Il Sentiero di Sirio. Buona parte dell'umanità è diretta a tale Punto Cosmico. Tra Sirio e il sistema stellare delle Pleiadi v'è uno stretto rapporto, e le sette stelle principali dell'ultimo sistema accoglieranno la maggior parte dei sette tipi di anime.
5) Il Sentiero dei Raggi. Seguendo la linea del proprio Raggio Monadico, a sua volta Sottoraggio di un Raggio Cosmico, l'Anima liberata passa a Questo Ultimo. E continua la sua strada evolutiva, in direzione del Sistema Solare corrispondente, tra i Sette, di cui il nostro è uno, stabilendovisi.
6) Il Sentiero del Logos Solare. Il nucleo di Sublimali Individualità, raccolte, dall'origine dei tempi, attorno al nostro Logos Solare, per promuovere lo sviluppo dei Piani, sin qui, da noi studiati, e, per buona parte, conosciuti, mano a mano che procede l'evoluzione raggiungono delle sfere di potere più lontane; i posti vacanti vengono occupati da coloro che provengono da tale Sentiero.
7) Il Sentiero dell'Assoluta Filialità . È il rapporto più stretto che uno spirito liberato possa avere con lo Spirito del Logos Solare. Rapporto che prelude al contatto con una Stella ancora superiore, da cui dipende, con altri, il nostro Logos. È il Sentiero seguito dai Signori del karma.
Il primo dei Sette Sentieri è quello, comunque, che, ora, ci interessa.
Abbiamo parlato, nella lezione passata, della triplice divisione che segue l'ordinamento della Gerarchia, nell'occuparsi dello sviluppo evolutivo dell'umanità : la politica, con a capo il Manu Vaivasvata, rappresentante del Primo Raggio; la religiosa, spirituale, intellettuale, con a capo il Cristo, rappresentante puro del Secondo Raggio; quella della civiltà, dei rapporti commerciali e finanziari tra Paese e Paese, con a capo il Maha Chohan, rappresentante del Terzo Raggio. I Maestri si suddividono, a loro volta, in sette gruppi, ciascuno dei quali è pertinente al Raggio Monadico comune ad ogni gruppo. Gruppi che sono chiamati Ashram. E, in una sempre più successiva intimità spirituale, che, dalle propaggini, si approfondisce sino al Nucleo centrale, in un'assoluta identificazione - Nucleo rappresentato dal Maestro medesimo - i discepoli costituiscono le cellule dell'Ashram. Vale qui dire che tali zone magnetiche non sono riunite, nè in una singola località, nè in un medesimo istante di coscienza. I discepoli di un Maestro possono trovarsi, l'uno a New York, l'altro a Roma, l'altro in un paese sperduto dell'Austria, e così via. È la possente Anima dell'Adepto che tiene i Suoi divini figli riuniti nella meravigliosa comunione del presente eterno. Circa settanta sono gli Adepti, al giorno d'oggi, esistenti sulla Terra. Ed un messaggio è stato emanato dalla Gerarchia, affinchè le file dei discepoli vengano rinverdite; si invitano gli aspiranti, anche attraverso i fogli di queste lezioni, a rinnovare lo sforzo sul Sentiero, per raggiungere la Luce che brilla nel fondo della Caverna dell'esistenza materiale. Decine di migliaia di persone sono già entrate nel Tempio e costituiscono la Compagine di quelli che sono chiamati gli attuali Servitori dell'umanità : ove servitore ha lo stesso significato che si dà a chi serve l'arte, la bandiera, un alto ideale. Tale gruppo è il tramite diretto, attraverso cui si incarna il potere dei Maestri, per raggiungere l'umanità e sollevarla dal pesante fardello che sta portando. Si spera che le presenti lezioni abbiano servito al loro scopo e, tornando a ripetere l'augurio che almeno qualcuno tra gli studenti possa incontrare il suo Maestro di Raggio, attraverso l'esortazione che da noi è stata fatta, chiudiamo questa dissertazione sui Sette Raggi e sul Loro rapporto con la Gerarchia Planetaria.
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