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LA
RIVOLTA DEI CONSUMATORI
Manuale per usare il potere di scelta e ritorsione dei consumatori contro
le prepotenze
Il consumatore ha un certo potere: può evitare di comprare. E' vero che l'omologazione planetaria ed i cartelli delle imprese sempre più inquinano il libero mercato, facendo sì che comprare altrove significa spesso ricevere lo stesso o peggiore trattamento del precedente fornitore. Ma qua e là un certo deterrente il consumatore può ancora esprimerlo, soprattutto se ha il coraggio di dirlo esplicitamente a chi vende. Non compriamo nè trattiamo alcun acquisto quando si presentano uno o più delle situazioni seguenti. NON COMPRIAMO DICENDO......
No all'inglese (specie nei contratti)
Sarebbe interessante conoscere il valore giuridico, in Italia, dei contratti che vengono fatti sottoscrivere, senza firma ed in inglese, via web: quando per esempio veniamo invitati a scaricare un programma shareware. Ma a parte ciò, perchè comprare oggetti che hanno nomi in inglese, vedere film i cui distributori non si sono presi nemmeno la briga di tradurre il titolo, prodotti che vengono reclamizzati con spot in lingua straniera?
Iniziamo a rifiutare ogni contatto commerciale relativo a transazioni che non vengono fatte nella nostra lingua.
No al computerese
Nessun oggetto o servizio viene venduto con l'arroganza che viene usata nel settore informatico. Secondo i venditori di cimputer i consumatori devono essere informati su ogni dettaglio dell'informatica e della telematica, devono conoscere l'inglese, devono masticare abitualmente il linguaggio del Politecnico. Abitualmente gli oggetti vengono venduti per l'uso cui servono. Nessun consumatore "normale" sa di quali componenti dispone un telefono, una lavatrice, un televisore, un'automobile. Chi compra chiede a chi vende, e di solito compra se ottiene un' informazione esauriente, quali sono le prestazioni dell'oggetto in questione, come si usa e quali limiti ha. Il mercato informatico non funziona così, il che spiega in parte la lentezza del suo sviluppo. Se vogliamo comprare un computer o un altro aggeggio collegato, ci viene detto essenzialmente cosa c'è dentro, e ce lo si dice in un linguaggio strettamente tecnico che possiamo definire anglo-tichese (inglese+informatichese).
Buttiamo i volantini e i cataloghi, usciamo sbattendo la porta dai negozi, smettiamo di leggere le pubblicità che ci vogliono vendere prodotti informatici usando una lingua non colloquiale.
No alle indagini e i sondaggi non pagati
Chi fa sondaggi e chi li commissiona ne ha dei vantaggi. Conoscenze, soldi, prestigio e carriera. Chi risponde ai sondaggi ne ricava solo una perdita di tempo. E' ora che gli intervistati chiedano contropartite.
O l'intervistatore ci contraccambia con una conoscenza che ci interessa, per esempio inviandoci i risultati, oppure che ci paghi per il tempo e la concentrazione che concediamo.
No alla cooperazione gratuita siti web
Le collaborazioni "gratuite" che molti portali richiedono sono un vero e proprio sfruttamento di lavoro intellettuale. I siti web ed ancora di più i portali sono imprese profit, se non dichiarano esplicitamente il contrario. Guadagnano con la pubblicità e con il valore del portale, che aumenta con l'aumentare del numero di collaboratori e navigatori. Chiedono ai navigatori opinioni, valutazioni, recensioni, articoli, immagini, lavoro intellettuale offrendo in cambio null'altro che un pò di spazio informatico. Senza avere alcun obbligo verso i navigatori e i collaboratori chiudono i siti, li spostano, li vendono, commerciando sul lavoro concreto e gratuito offerto dai simpatizzanti.
E' arrivato il momento per i navigatori di chiedere di essere retribuiti ai siti/portali di tipo commerciale.
a cura di Miriam Campo(continua)
No ai call centers
No ai contratti in corpo 10
No a "io non c'entro"
No a le mando una visita a spiegarle i nostri prodotti
No ai form che chiedono anche l'analisi del sangue
No ai siti lenti
No ai siti che prima ancora di presentarsi chiedono di iscriversi
No a pił spendi meno spendi
No ai siti di cui non si conosce l'indirizzo
No ai siti in cui non è scritto nessun nome
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