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| Ipotesi per la liberazione dai domini, dai registrars e dai manteiners |
| TRATTO da Internet News ( Ezio Prandini ezio.prandini@tecnichenuove.com) |
| Url
Cloak vestire a nuovo i domini personali
Le offerte di free net
abbondano sul Web e le opportunità di ottenere spazio gratuito o costruire
pagine personali Un numero sempre più alto di navigatori si cimenta nella creazione di pagine Web personali o siti amatoriali, nella maggior parte dei casi si tratta di pubblicazioni che trovano spazio gratuito presso server Web messi a disposizione di grande operatori o portali. Spesso e volentieri sono unottima fonte dinformazione e riscuotono grande interesse in Rete. Ma, nonostante questa forma di partecipazione alla vita della Rete piaccia a molti, un problema affligge gli autori di questi spazi: la visibilità. Come differenziare, infatti, il proprio sito nella marea indistinta del Web gratuito? Non potendo o volendo avere un proprio dominio, gli utenti hanno una certa difficoltà a rendere identificabile il proprio lavoro o a dotarlo di unimmediatezza comunicativa. Gli indirizzi Web sono sempre molto complessi, lunghi, difficili da ricordare. Si confondono facilmente e risultano molto simili tra loro. Una soluzione a questo problema esiste: sono i servizi di Url cloak o di redirection. Si tratta di servizi gratuiti che consentono di avere lindirizzo del proprio sito in modalità compatta e facilmente memorizzabile. Le tipologie di Url cloak sono due. La prima è quella in modalità subdomain che, per esempio, determina domini con la struttura «mionome.provider.com», mentre la seconda è quella in modalità subdirectory che genera indirizzi con la sintassi «provider.com/mionome». Il ruolo specifico di questo tipo di servizio è quello di sostituire lindirizzo del sito sul quale risiedono le proprie pagine, come, per esempio, «www.sitoweb.com/user/mionome/index.html», con un indirizzo personalizzato: «mionome.provider.com». Laccesso avviene, comunque, alle pagine residenti presso il server Web che offre il servizio gratuito. Di fatto i servizi di Url cloak non dispensano spazio Web, ma garantiscono un semplice reindirizzamento da un loro nome di dominio (chiamato dominio di terzo livello in caso di subdomain) o da una sottodirectory del secondo livello del dominio (in caso di subdirectory) verso uno spazio Web già esistente. Oltre alla comodità di avere un indirizzo «accorciato», lUrl cloak è molto vantaggioso in termini di gestione, poiché, nel caso, non infrequente, di spostamento del proprio spazio da un server allaltro, lindirizzo Web rimane inalterato. I pionieri del cloakingIl primo servizio di Url cloak è stato fornito dal mitico ml.org http://www.ml.org/ , ora chiuso e il cui dominio è in vendita, nel lontano 1997. Offriva il cloaking con più opzioni e condizioni e, anche se il servizio soffriva di una certa sperimentalità, fu celebrato con molto entusiasmo dai surfer. Quasi contemporaneamente faceva il suo ingresso v3.com http://www.v3.com/ che, accettando di visualizzare un banner pubblicitario, consentiva di avere, nella forma di subdirectory, il reindirizzamento al proprio sito. Il successo di v3.com è dovuto allofferta multipla di domini reindirizzatori, come «go.to», «surf.to» ecc. La sua popolarità è cresciuta notevolmente in Rete, ma lutilizzo di questi sistemi ha cominciato a spopolare tra gli utenti del Web solo con cjb.net http://www.cjb.net/ , divenuto famoso grazie allofferta priva di banner o pop up pubblicitari. Anche siti molto popolari hanno ceduto alla tentazione di accaparrarsi i domini di cjb.net: provate, per esempio, con yahoo.cjb.net. Questi servizi, un tempo pionieristici e con prestazioni altalenanti, sono via via progrediti, fino a offrire soluzioni sempre più sofisticate e stabili venendo incontro (spesso anche anticipando), le esigenze più disparate di chi si avventura nella creazione e nella gestione di un proprio sito. I servizi più notiLUrl cloak oggi
è un fenomeno in forte espansione, che propone sempre nuovi servizi,
più particolareggiati e mirati a soluzioni di navigazione e di gestione
semplificate. Con pochi clic, infatti, è possibile registrarsi gratuitamente
e avere il proprio sito immediatamente rinominato e operativo. Molto
apprezzabile risulta ipFox.com http://www.ipfox.com/ veloce cloaking
di nuova generazione, offre nel suo pacchetto anche il reindirizzamento:
delle sottodirectory del sito (path forwarding), oltre a servizi gratuiti
di posta elettronica e lassenza di pubblicità. Ancora più aggressivo
ed esaustivo Hotredirect.com http://www.hotredirect.com/
con sottodomini multipli e la possibilità di guadagnare grazie alluso
del servizio; molto curata è la parte riguardante le statistiche e
lUrl submission presso i motori di ricerca con lindirizzo
hotredirect. FreeUrl.com http://www.freeurl.com/
oltre a fornire servizi analoghi, aggiunge una non secondaria opzione
interattiva, ovvero lhosting di vari script Perl come il guestbook
o i sondaggi online, da abbinare al proprio indirizzo cloak (e in
definitiva al sito). Se il panorama dellUrl cloak è in piena evoluzione, grazie alla qualità dei servizi e alle ipotesi prospettate agli utenti, i siti che offrono spazio Web gratuito soffrono una certa crisi di visibilità, accentuata anche dalla diffusione dei collegamenti freenet che nei loro pacchetti aggiungono anche lo spazio Web gratuito e senza pubblicità. Per esempio, il sito americano Tripod.com http://www.tripod.com/ è corso ai ripari, offrendo ai propri utenti la short Url (Url abbreviata, nel formato «mionome.tripod.com»), precorrendo lanaloga politica di altri noti free Web provider, come Hypermart.net http://www.hypermart.net/ o WebJump.com http://www.webjump.com/ mentre è illuminante il caso del free Web provider Redrival.com http://www.redrival.com/ che, inglobando lUrl cloak r67.net http://www.r67.net/ , invita gli utenti a registrarsi al proprio reindirizzatore. Anche se la soluzione dellUrl abbreviato consentirà di riprendere una parte dellutenza persa, rimane sostanzialmente aperto il problema della gestione del sito, del vincolo e della personalizzazione dellindirizzo, cosa che non intacca minimamente il sistema di Url cloak che si fonda su unindipendenza di fatto e su una notevole semplicità di utilizzo. Levoluzione della specie: i liberi DnsA dicembre, in seguito
alla scelta dei nuovi Tld da parte dellIcann, sono sorte animate
discussioni sulle ragioni che hanno portato a privilegiare solo 7
domini di primo livello a scapito delle numerose proposte formulate
dagli operatori di Tlc di tutto il mondo. Sicuramente tali polemiche
avranno fatto sorridere i responsabili di name.space name.space.xs2.net,
società che a fianco di un tradizionale servizio di hosting, ha creato
un vero e proprio Dns parallelo, con oltre 500 top level domain. Un server Dns (acronimo
di Domain Name Service) si occupa di tradurre un nome È attivo da lunedì 12
marzo e, senza dubbio, darà vita a numerose polemiche. Si tratta del
nuovo servizio di New.net www.new.net per la redirezione di domini
di primo livello non autorizzati dallIcann. Il sistema, messo
a punto dalla società californiana, permette di sfruttare 20 nuovi
nomi di dominio (.shop, .mp3, .inc, .kids, .sport, .family, .chat,
.video, .club, .hola, .soc, .med, .law, .travel, .game, .free, .ltd,
.gmbh, .tech, .xxx) che vengono risolti appendendo lestensione
addizionale .new.net. Perché sia operativa questa redirection gli
utenti che navigano in Rete devono, tuttavia, installare un plug-in
distribuito via Web (dalla società e dai numerosi partner, tra cui
Mp3.com e UltraDns) o fare riferimento a Internet service provider
che dispongono sui propri server di software per la conversione dei
nomi. Negli Usa, tra gli Isp che hanno appoggiato liniziativa
ci sono EarthLink, Excite@Home, NetZero. Grazie a queste partnership
New.net conta di raggiungere più di 16 milioni di utenti. Oggi punta
sui domini .kids, per contenuti espressamente dedicati ai giovani,
e .mp3, per tutti gli appassionati di musica. New.net dichiara, comunque,
che «prenderà in considerazione anche nuove proposte di operatori
che hanno interesse in determinati top level domain non ancora esistenti.
Quelli rilasciati sono solo i primi 20». La rivoluzione sembra, dunque,
solo allinizio. Internet News è un mensile della Casa Editrice Tecniche Nuove S.p.A.
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