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EDITORIALE
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COME
SCEGLIERE UN OPERATORE DELL’IMMATERIALE : DIECI REGOLE PER UTENTI
E COMMITTENTI
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Il mercato dell'Immateriale è un labirinto di incompetenza, millanteria e costi irrazionali. Non è come andare al mercato e comparare i prezzi delle bancarelle. Comprare bene un professionista o un servizio richiede oggi tante competenze quante venderne. Queste pagine voglione essere una guida per scegliere o comprare una qualsiasi prestazione "immateriale". |
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La
situazione dei Servizi immateriali è ormai in costante sviluppo.
Il XXI secolo è caratterizzato dal progressivo prevalere dei
bisogni e dei relativi soddisfattori immateriali. Le singole persone
si rivolgono sempre di più a terapeuti, insegnanti, formatori,
supervisori, orientatori. consulenti. Ma anche le organizzazioni,
pubbliche e private, stanno incrementando il loro impegno verso i
bisogni immateriali e dunque sono alla costante ricerca di agenzie
di consulenza, ricerca, formazione, supervisione o gestione di servizi
e progetti. La confusione del Un Operatore o un Agenzia sono di qualità se possiedono, almeno in certa misura, le credenziali che seguono. Potrebbe anche esserci un operatore bravo, anche senza queste credenziali; come potrebbe esserci qualche agenzia che, pur avendole, non è gran che. Però domandatevi: Vi fareste operare da un medico senza alcuna credenziale? Comprereste un’auto fabbricata da un parente nel suo garage? HA SENSO COMPRARE I SERVIZI DI UN OPERATORE/AGENZIA SE:
Un medico, un cuoco, un elettricista devono aver fatto uno o più corsi specifici per godere della nostra fiducia. Perché non chiediamo quasi mai ad un operatore dell’immateriale la stessa garanzia? La formazione specifica non è tutto, ma è un punto di partenza. E non basta per il medico, una laurea: ci vuole una specializzazione. Per il cuoco non basta il corso di economia domestica. Per l’elettricista non basta aver fatto "applicazioni tecniche" nella Scuola Media. Se dunque cerchiamo un formatore dobbiamo sapere DOVE E QUANDO ha imparato a fare il formatore. Se ci si offre un'agenzia di servizi, dobbiamo chiedere COME i suoi operatori hanno imparato a svolgere i servizi proposti. Il curriculum di coloro che intendono venderci qualcosa è essenziale: va sempre chiesto ed analizzato. Non sono pochi gli operatori che non hanno alcuna formazione specifica per il servizio che offrono, o che hanno una formazione di 20 ore presso qualche ente formativo di scarsa credibilità.
Le professioni immateriali sono soprattutto intellettuali. Il cliente di un operatore immateriale compra e paga soprattutto le sue conoscenze, la sua intelligenza, la sua cultura, le sue capacità tecniche e metodologiche. Nelle scienze umane e sociali ci sono almeno due secoli di ricerche, pubblicazioni, teorizzazioni ai quali nessuno, che faccia un lavoro intellettuale, può evitare di riferirsi. La differenza fra un mestierante ed un professionista sta appunto nella capacità di quest’ultimo di operare come erede della tradizione scientifica moderna. Un operatore dell’immateriale deve saper spiegare a quale Scuola di pensiero fa riferimento. Se non lo sa fare, o peggio, se i suoi riferimenti sono se stesso o un ignoto amico, significa che appartiene alla schiera dei maghi, dei cartomanti, o dei tele-venditori. Recentemente abbiamo assistito alla diffusione sul mercato di paradigmi e dunque di prodotti e servizi di totale inconsistenza teorica, inventati la sera prima da qualche creativo o importati senza alcuno spirito critico dal mercato anglosassone: l'empowerment, l'assertività, il mobing, l'automotivazione, la mediazione sono solo le più famose monete false del mercato. Ne esistono decine di altre inventate da operatori disoccupati quanto fantasiosi. Per orientarsi in questa selva e distinguere fra "patacche" e novità serie, esistono due soli criteri, se non si è esperti del settore: il radicamento in una tradizione culturale e scientifica consolidata e le credenziali professionali del proponente due cose che solitamente vanno insieme).
Se un operatore è bravo, perché dovrebbe fare due mestieri? Vi fareste curare da un medico che la mattina fa, per arrotondare, il maestro elementare? Eppure è questo che fanno molti operatori italiani. Per una parte del loro tempo fanno il funzionario pubblico, il maestro, l'avvocato o il musicista, e quando trovano un utente o cliente dedicano il tempo restante al lavoro di formatore, psicoterapeuta, animatore, educatore, orientatore, ricercatore. Metà dipendenti (in genere pubblici) e metà liberi professionisti o membri di qualche agenzia di servizi. Se qualcuno fa questo, significa che non è abbastanza bravo da permettersi di lasciare il "posto" e abbracciare la libera professione. Eccezione fa quell'operatore che presta un servizio immateriale accanto ad una seconda attività più prestigiosa: docente universitario, manager, imprenditore.
Se compriamo un'auto o un frigorifero, quando scegliamo un ristorante o un hotel, oppure andiamo al cinema o a teatro, siamo soliti dare molta importanza ai testimoni. Amici, conoscenti, giornali specializzati, critici del settore sono per solito elementi autorevoli, se non decisivi, delle nostre scelte, in quanto già fruitori del servizio. Compriamo un oggetto o un servizio perché ce li hanno segnalati persone che ne hanno già fatto l'esperienza, oppure prima di acquistare, cerchiamo di avere pareri da chi lo ha già fatto e di comparare le diverse offerte sul mercato. Nel settore immateriale questo modello di scelta è raro. Solitamente "i compratori" si affidano a segnalazioni basate sull'amicizia: parentele, relazioni amorose, affinità partitiche o ideologiche sono le fondamenta primarie delle decisioni d'acquisto. Non si tratta di testimoni della competenza del venditore o dell'efficacia del servizio, ma di segnalatori per "simpatia". L'unica vera comparazione che viene fatta oggi dai compratori riguarda il costo. Se un servizio costa meno, viene preferito, a prescindere dalla sua effettiva efficacia ed anche dalla sua natura. Per esempio, un corso di specializzazione che dura 100 ore e costa 1 milione viene preferito ad uno che dura 300 ore e costa 2 milioni. Un progetto che costa 10 e produce 1, viene preferito ad un progetto che costa 20 e produce 18. Diventa dunque importante analizzare il curriculum di un operatore o agenzia a partire dalla documentazione dell'esperienza accumulata. Esperienza che può essere autodocumentata, ma anche supportata da dichiarazioni di ex utenti o clienti, scritte o, meglio ancora, orali. Perché non chiedere a chiunque voglia vendervi qualcosa, di darvi 3 nomi di ex utenti o clienti cui chiedere referenze?
La resistenza sul mercato di un professionista o un'agenzia non sono tutto, ma la giovinezza lavorativa non può essere considerata un plus. Tre anni è un tempo arbitrario, per indicare però che se un operatore o un'agenzia hanno un'età inferiore ai 3 anni, significa che non hanno ancora avuto sufficienti successi da garantire l'acquirente. Questo non significa che non sia consigliabile rivolgersi a operatori o agenzie appena entrati sul mercato. Solo ricordatevi di pagarli di meno!
Chiunque ha esperienza di lavoro immateriale sa che "i cavalieri solitari", sono meno affidabili delle èquipes e delle reti. Intanto ci sono questioni banalmente organizzative: da chi si farà sostituire l'operatore ammalato? Con chi si lamenterà il cliente insoddisfatto? Con chi e come si terranno aggiornati l'operatore e l'agenzia solitari? Oltre a ciò, ci sono considerazioni più psicologiche. Che capacità di comunicazione e cooperazione possono avere operatori che lavorano da soli e agenzie che non sono in rete con altre? Chi fornirà loro il confronto e la supervisione che sono la garanzia di controllo degli errori? Infine, se un operatore è bravo come mai non ha colleghi o allievi ? Se un'agenzia è accreditata sul mercato come di qualità, perché non ha legami con altre agenzie ?
Esistono molti operatori ed agenzie che imbrattano la carta con cumuli di frasi senza senso. Cionostante va riconosciuto che, perlomeno queste si sottopongono al giudizio della comunità de colleghi, dei clienti, degli utenti. Chiunque può leggere e criticare ciò che è scritto. Tutti possono sapere con una certa precisione cosa fanno gli autori di documenti scritti e come la pensano. Quanto valgono un operatore o un'agenzia che non hanno mai pubblicato un libro o un articolo, non hanno mai scritto un rapporto o tenuto una documentazione pubblicamente consultabili ? Valgono la metà di chi l'ha fatto.
Possiamo pensare tutto il male possibile delle associazioni di categoria, degli Ordini professionali, o dei Consorzi, ma è sicuro che chi ne fa parte è sottoposto ad un controllo sociale maggiore di chi ne sta fuori. Un'agenzia che fa parte di una rete o di un Consorzio, viene più stimolata verso la qualità, fruisce di servizi di sviluppo, si sottopone ad un certo grado di controllo dei pari. Così un operatore che aderisce ad un'associazione professionale o ad un'Ordine, ci penserà due volte prima di sottoscrivere un progetto terapeutico che preveda la costrizione o l'uso improprio di farmaci; prima di agire un comportamento deontologicamente scorretto, come divulgare un segreto, abusare di un utente, o illegale. Magari non per onestà, ma per la semplice paura di essere espulso e dovere sospendere la professione.
Non è detto che essere relatore o chairman ad un Convegno, una Conferenza, un incontro nazionale o internazionale sia una garanzia di qualità. Ma anche qui è una questione di consenso collettivo. Nessuno viene invitato in una situazione pubblica se non ha una certa stima dei colleghi, una buona dose di credibilità sociale, una qualche competenza accreditata. Inoltre, chi è attore in un aggregazione pubblica è portato a rendere pubblico, e dunque noto e criticabile, il suo pensiero. E ciò aumenta il suo valore rispetto a quegli operatori di cui nessuno conosce il pensiero.
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