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| Come decidere se fidarsi di un sito per comprare on line o solo per considerare serie le cose che dice. (Maurizia Mori) |
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1. Non fidarsi dell'anonimato Internet è il territorio del virtuale, ma i soldi che spendiamo per acquistare qualcosa sul web sono veri, e le cose che leggiamo spesso ci portano a mettere in atto comportamenti reali. Ciò implica la necessità di una fiducia che occorre riporre con attenzione. Perchè non dobbiamo sapere chi è la persona fisica che vende o dice qualcosa? Quando si tratta di marche famose (come la Fiat, Microsoft o BMW) non ci serve sapere altro: la marca dà fiducia aldilà delle persone. Ma quando ci viene proposto di acquistare un Computer dalla ditta Brambilla o ci viene proposto di credere ad una notizia offerta dal Bollettino Medico? La prima garanzia da chiedere è: NIENTE ANONIMATO. I navigatori hanno il diritto di sapere di chi è la ditta che sta vendendo qualcosa, o almeno chi ne è responsabile; chi è l'autore del brano che si sta leggendo, o il resposabile dei contenuti di un certo sito. E non solo col nome e cognome ma anche con un curriculum verificabile. Questo non si ottiene con una demenziale regolamentazione similgiornalistica o tipo Camera di Commercio(che non hanno mai tutelato alcun utente) ma consentendo al conusmatore/utente/fruitore di verificare direttamente la credibilità di chi sta proponendo qualcosa sul web. 2. Non fidarsi della smaterializzazione Il web ha dematerializzato molto la nostra vita, rendendo superflui uffici, segreterie, negozi in forma fisica. Tuttavia chi compra o chi fruisce di un qualsiasi servizio su Internet ha il diritto a sapere dove esiste una sede fisica nella quale recarsi in caso di emergenza. A parte i fornitori esteri (che vedremo nel prossimo paragrafo), i fornitori italiani devono poter offrire l'opportunità di contatti faccia a faccia, laddove quelli via web non siano sufficienti. Per esempio, le procedure dei Servizi Hosting sono quasi sempre demenziali e spesso capita di dover trattare un contratto di persona, perchè via web si incappa in decine di trappole. Il fornitore di spazio a pagamento di questo sito ha fatto sapere (a contratto firmato e soldi versati) che esisteva una clausola -ovviamente in un angolo remoto e in corpo illeggibile- per cui non erano consentite le chat !!!! LA SEDE FISICA DEI CONTRAENTI DEVE ESSERE NOTA E RAGGIUNGIBILE. 3. Non fidarsi della lingua inglese E' sconsolante vedere come i fornitori di lingua inglese riescano a vendere prodotti e servizi sul mercato nostrano, senza nemmeno dari la pena di tradurre i loro cataloghi. Se qualche italiano tentasse di vendere negli USA qualcosa in italiano sarebbe deriso, mentre noi compriamo e crediamo a qualsiasi cosa sia scritta in inglese, anche se lo capiamo approssimativamente. Sarebbe interessante sapere quanti sono gli italiani che hanno sottoscritto l'accettazione delle Norme e Condizioni d'Uso che in genere sono allegate ai programmi software che comperano o scaricano. E' raro che non si trovi un prodotto anglosassone da un'altra fonte che lo distribuisce in lingua italiana. E allora perchè siamo così provinciali da ingoiare ogni cosa sia scritta in inglese? SE QUALCOSA VIENE DETTA O VENDUTA IN INGLESE, ASPETTATE DI POTERLA OTTENERE IN ITALIANO (a meno che non si sia capaci di capire l'inglese perfettamente) |