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Motivazioni per la realizzazione del Progetto.
L'approccio cui il progetto fa riferimento è:
· esplicitamente
promosso e sostenuto dalle normative di riferimento attualmente
vigenti:
il
Ministero della Pubblica Istruzione con il Decreto 292/99 ha previsto
che gli interventi di educazione alla salute e prevenzione primaria
devono integrarsi, come progetto unitario, nel complessivo
piano dell'offerta formativa della scuola e trovare punti di ricaduta
nel curricolo scolastico e che per prevenire
e ridurre fenomeni di dipendenza, devianza e psicopatologia nella
scuola siano da avviare programmi di intervento per lo
sviluppo delle Life Skills.
Le Life Skills identificate dallO.M.S
sono le seguenti:
Problem solving: affrontare e risolvere
in modo costruttivo i problemi quotidiani
Pensiero critico e creativo:analizzare la situazione
in modo analitico, esplorare le possibili alternative, trovare
soluzioni originali.
Comunicazione efficace e gestione del conflitto
Empatia: riconoscere, discriminare e condividere le emozioni
degli altri.
Gestione delle emozioni e dello stress: riconoscere e
regolare le proprie emozioni e gli stati di tensione.
Efficacia personale: convinzioni di poter organizzare
efficacemente una serie di azioni necessarie a fronteggiare
nuove situazioni ,prove e sfide.
Efficacia collettiva: sistema di credenze condivise da
un gruppo circa la capacità di realizzare obiettivi comuni. |
Lo sviluppo di queste capacità è al centro di tutte le attività
di formazione realizzate nel progetto, rivolte ai tre diversi target,
e viene realizzato utilizzando metodologie e strumenti validati,
dalla pratica professionale e dalle attività di evaluation condotte
sui partecipanti.
la
Regione Lombardia, con la DGR 42880/99 relativa alle linee guida
per le attività di prevenzione dellHIV afferma che criterio
fondante della prevenzione è la valenza educativa dellintervento.
La prevenzione, infatti, deve intendersi come unazione educativa
finalizzata a promuovere le potenzialità latenti o residue di un
individuo, a rimuovere gli ostacoli che possono impedirne unarmonica
crescita, a sviluppare un rapporto positivo tra personalità adolescenziale,
giovanile od adulta ed i mondi vitali, allinterno dei quali
possono attivarsi dinamiche di accostamento a situazioni di disagio
e, successivamente, con la DGR 7/4768 del 24 Maggio 2001 Linee
guida per la valutazione ed il finanziamento di progetti ed interventi
nel campo della prevenzione, della cura, della riabilitazione dei
soggetti con problematiche di dipendenza da sostanze illecite e
lecite conferma la validità del c.d. approccio globale
nella realizzazione di attività di prevenzione primaria , preferendolo
ad approcci centrati sulla singola sostanza;
Il
Ministero del Welfare, riporta così il Dibattito avvenuto nella
Terza conferenza Nazionale sulle Tossicodipendenze relativo alla
prevenzione:
la prevenzione deve dunque essere finalizzata a:
* creare condizioni di vita personale e sociale che aiutino le persone
a sviluppare i propri lati positivi;
* promuovere una nuova cultura che incida su un ordinamento sociale
e su forme istituzionali più mirate ad una società in evoluzione;
* ridare alle nuove generazione lidea del futuro, liberandole
dal presente che le imprigiona;
(fonte: http://www.dipartimentoaffarisociali.it/main/AreaTossicoDipendenze/tx-documentazione.asp)
Bengio dunque è :
Promosso
dal Sert territoriale che sostiene limportanza di passare
negli interventi di prevenzione primaria nelle Scuole, da interventi
spot, caratterizzati dallestemporaneità e dalla
ridotta incidenza, ad interventi più complessi e di lungo periodo
che prendano in carico globalmente la comunità scolastica;
Riconosciuto
valido dalle Scuole Superiori che esplicitamente hanno chiesto di
partecipare al progetto riconoscendone le potenzialità di efficacia;
Sostenuto
dallAssessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Mantova
che partecipa al CdI (Comitato di Indirizzo), ritenendo le attività
proposte oltremodo qualificate a promuovere il protagonismo giovanile;
Indicato
come priorità nellAggiornamento di Piano Territoriale che
individua la Scuola Secondaria come uno degli ambiti in cui (coerentemente
con quanto affermato dai risultati dellindagine del Senato
del 2000 sui risultati degli interventi per le dipendenze) aumentare
lintensità degli interventi di prevenzione primaria
Inoltre:
La
prima sperimentazione del Progetto in Corso allIPSIA Vinci
mostra dai dati desumibili dagli strumenti di evaluation
utilizzati (disponibili allindirizzo http://www.bengio.net
)- sia lefficacia delle azioni formative realizzate (nei confronti
di studenti e docenti) sia lassoluta urgenza di affrontare
il tema della scuola come spazio di relazione , visti
i dati che emergono dalla ricerca condotta sul clima scolastico;
Le
valutazioni dei partecipanti al Corso Master Genitori
di cui si sono realizzati sinora i primi 3 moduli (pari a 60 ore
di formazione) per un gruppo di genitori, confermano la validità
del modello utilizzato nella gestione dellattività formativa
al fine di indurre un cambiamento nella percezione della genitorialità
e nel miglioramento delle capacità relazionali. (vedi risultati
evaluation http://www.bengio.net)
Si
tratta infine del primo progetto in Regione Lombardia che prevede
un intervento integrato tra SerT, Istituti Scolastici, Enti Locali
e Agenzie di consulenza e formazione psicosociale avente come obiettivo
il trasformare le attività di prevenzione del disagio e di formazione
relazionale degli allievi da una attività integrativa ad
una modalità di intervento che caratterizzi lofferta formativa
dei diversi istituti. Attuando così una concreta forma non solo
di prevenzione del disagio relazionale e di possibile utilizzo di
sostanze, ma di promozione delle competenze degli allievi e del
sistema scuola-territorio.
Dati epidemiologici
Le ricerche condotte a livello europeo, nazionale e locale evidenziano
la necessità di interventi di prevenzione primaria nella fascia
d'età adolescenziale ( a partire dai 15 anni) , periodo in cui avvengono
le prime significative esperienze di uso di sostanze. Così:
Uso di sostanze nelle ricerche condotte a livello Europeo
1) - Experimental substance abuse is common in early
adolescence, but only a minority will eventually develop addictive
patterns of use. Substance misuse and dependence at the age of 1524
years is often associated with mental disorders such as depression.
In the 1990s, no uniform trends in the number of deaths related
to substance abuse were reported across the European Union. In the
mid-1990s, among 15-16-year-olds the prevalence of experiments with
cannabis ranged from 4 to 41% across the European Union;
(fonte: Report on the state of young peoples health
in the European Union, Commissione Europea febbraio 2000)
2) Lindagine più completa sulla diffusione del consumo
di stupefacenti in ambito scolastico è lIndagine ESPAD (1999)
che descrive il consumo di tabacco, alcol ed altre droghe tra
gli studenti di 15-16 anni, la cui rilevazione dei dati ha coinvolto
anche alcuni Istituti Scolastici mantovani. Nel 1998 o 1999
il Belgio, il Lussemburgo e la Spagna hanno anche condotto, indipendentemente
dallindagine ESPAD, delle indagini a livello scolastico, i
cui risultati sono coerenti con quelli dellESPAD.
Situazione e modelli
Queste indagini dimostrano che la cannabis continua ad essere
la sostanza illecita maggiormente diffusa tra la popolazione
scolastica. Lesperienza una tantum tra gli studenti di 15-16
anni va dall8 % in Svezia e Portogallo al 35 % in Francia
e nel Regno Unito. In due Stati membri (Grecia e Svezia), il consumo
una tantum di inalanti (sostanze volatili) è superiore, o
pari, a quello della cannabis.
Le indagini a livello scolastico tra gli studenti di 15-16 anni
segnalano il consumo una tantum di anfetamine in misura pari
all1-8 %, dellecstasy in misura pari all1-5
%, mentre i dati relativi al consumo una tantum di cocaina
variano dall1 % al 4 %, con la Spagna ed i Paesi Bassi in
testa per il consumo di cocaina.
Un modello diverso si presenta per il consumo illecito, una
tantum, di tranquillanti e sedativi (senza prescrizione medica),
laddove il Regno Unito e la Norvegia, con il 4%, segnano il punto
più basso di consumo illecito una tantum, mentre la Francia si trova
sul lato opposto (12 %). Il consumo illecito una tantum di tranquillanti
e sedativi è superiore tra le ragazze piuttosto che i ragazzi, in
Francia, Portogallo, Italia, Finlandia e Svezia. Di converso, la
prevalenza del consumo una tantum di droghe illecite è superiore
tra i ragazzi, piuttosto che tra le ragazze, in tutti gli Stati
membri.
Tra il 1995 ed il 1999, in tutti gli Stati
membri che hanno partecipato sia alle prime che alle più recenti
indagini ESPAD, tranne due (Regno Unito ed Irlanda), la prevalenza
del consumo una tantum di tutte le droghe illecite è aumentata.
Consumo una tantum di cannabis
Le cifre relative allassunzione di droghe illecite, in genere
da parte degli studenti di 15-16 anni, sono largamente determinate
da quelle relative alla cannabis. Nella maggior parte dei paesi,
la prevalenza del consumo una tantum di cannabis è aumentata. In
Finlandia e Norvegia, il consumo una tantum di cannabis è pressoché
raddoppiato tra il 1995 ed il 1999. Incrementi sono intervenuti
anche in Svezia, Portogallo, Danimarca ed Italia. La percezione
della disponibilità di cannabis è aumentata considerevolmente in
Danimarca, Finlandia, Italia e Norvegia tra il 1995 ed il 1999.
( Fonte Rapporto OEDT 2001, pubblicato il 21.11. 01)
Uso di sostanze nelle ricerche Italiane
1) Indagine sulluso di Alcol, Tabacco e Sostanze illecite
nella popolazione delle Scuole Superiori Italiane.
E stato pubblicato il report relativo allaggiornamento
relativo allItalia per lanno 2000 dellindagine
ESPAD 1999 ( Fonte Relazione annuale al Parlamento sullo Stato delle
Tossicodipendenze in Italia anno 2000)
I dati maggiormente interessanti, emergenti dal confronto tra lindagine
del 1999 e quella del 2000 sono :
per
sostanze come i cannabinoidi e lalcol emerge, in generale,
un aumento dellapprovazione delluso ed una diminuzione
della percezione del rischio
si
registra , relativamente allesperienza delluso (tab.3
allegato Relazione 2000), un aumento delluso di alcolici,
di episodi di ubriachezza
In particolare, analizzando
comparativamente i risultati delle indagini ESPAD degli anni 1996-1999-2000
si nota un incremento, costante negli anni, degli episodi di ubriachezza
negli ultimi 12 mesi (dal 36% del 1995 al 41% del 2000)
Letà
compresa tra i 15-16 anni risulta quella più critica per liniziazione
ad episodi di ubriachezza, utilizzo di cannabis ed allucinogeni
ed il consolidarsi delluso quotidiano del tabacco.
Questi dati, sottolinea il rapporto possono
essere utilizzati per stimare gli effetti a breve termine delle
campagne di prevenzione primaria che vanno ad incidere (
)
sulla percezione del rischio individuale, legato ai comportamenti
di assunzione di alcol, tabacco e droghe. Questi
dati prosegue il rapporto rivestono particolare importanza
se utilizzati, come ad esempio accade negli Stati Uniti, per la
valutazione e la programmazione degli interventi di prevenzione,
realizzati e da realizzare sulla popolazione generale.
Queste affermazioni, che ribadiscono come peraltro noto
da anni la scarsa efficacia degli interventi di prevenzione
primaria fondati sulla informazione sui rischi connessi alluso
delle sostanze, rinforzano ulteriormente il modello di intervento
previsto dal progetto centrato sullo sviluppo delle life skills
ed il coinvolgimento dei diversi attori della comunità scolastica
(e del territorio) in un processo di cambiamento della scuola che
ne valorizzi le capacità di essere luogo di produzione di benessere
e protagonismo.
Il
consumo di ecstasy pare riguardare una quota di popolazione oscillante
tra il 5% e l8,7% della popolazione di età adolescenziale
(Fonte: Camera dei Deputati, Relazione sui dati relativi allo
stato delle tossicodipendenze in Italia. anno 1998. pp.132-133).
In uno studio effettuato a Parma nel 98 viene riportato che
tra gli studenti tra i 14 ed i 16 anni, il 3,6% riporta di aver
già sperimentato lecstasy.
Sempre nella Relazione sullo stato delle tossicodipendenze del 1998 , viene
riportato (p.132) lo studio sperimentato nella provincia romana
su una popolazione di 2800 ragazzi di età tra i 14 ed i 19 anni
con una metodologia detta multirischio. Dallindagine
emerge come il consumo di alcol, tabacco e sostanze stupefacenti
sia frequentemente correlato. Così , tra chi beve, il 38,7%
dichiara di fumare ed il 31,4% di aver assunto sostanze; queste
percentuali si riducono rispettivamente all11,6% ed al 4,5%
tra coloro che non bevono alcolici. Tra chi fuma, la quota di chi
ha assunto sostanze è del 58,5% contro l8,2% riscontrato tra
i non fumatori.. La percentuale di soggetti che consumano
tutte e tre i tipi di sostanza, passa, nei maschi, dal 6,6% dei
quattordicenni al 32,5% a 19 anni. Applicando le stime rilevate
dalle indagini nazionali al contesto mantovano si può quindi stimare
lesistenza di una quota di giovani policonsumatori (14-19
anni) oscillante tra i 1100 e le 2000 unità nella provincia di
Mantova.
Le ricerche mantovane
Considerando complessivamente le segnalazioni giunte al Sert di Mantova dalla
Prefettura dal 1996 al 1999, vediamo come tra i soggetti convocati
i consumatori di cannabinoidi costituiscano , complessivamente il
57% del totale. Se consideriamo solo le convocazioni del 1999 questa
percentuale raggiunge il 91%. Il termine ecstasy ricorre in sole
3 segnalazioni su oltre 400.
Dallesperienza clinica, evidenziata sia attraverso le convocazioni dei
soggetti segnalati che le consulenze nellazione Legami
e nei gruppi operativi tenuti presso la Prefettura, emerge come
frequentemente la cannabis sia solo la sostanza che
emerge, in realtà in cui il consumo è esteso ad una ampia serie
di altre sostanze che, pur consumate, restano nellombra. Lecstasy
resta, per un verso una sostanza duso primario per ca lo 0,7%
dellutenza del SerT, praticamente assente nelle segnalazioni
della Prefettura e nelle rilevazioni effettuate dai Servizi di giustizia
Minorile, dallaltro sostanza frequentemente citata nelle attività
di contatto diretto realizzate dal SerT con gli adolescenti.
Il quadro delle ricerche nel territorio mantovano sul tema è alquanto composito.
Prevalgono indagini condotte in ambito scolastico o sul territorio
di singoli Comuni (spesso grazie a progetti ex 309) con metodologie
e strumenti che rendono difficilmente comparabili i risultati. Prevale
la frammentazione dei punti rilevazione ed osservazione dei fenomeni
di disagio sociale che rende molto difficoltoso tracciare un quadro
unitario. Vengono di seguito riportate alcune delle principali emergenze.
Nella
ricerca intervento condotta dal SerT di Mantova nel 1999 con gli
studenti del CFP, a fronte di un dato secondo cui la stragrande
maggioranza degli studenti considerava pericoloso qualunque utilizzo
di sostanze, senza distinguere tra leggere, pesanti,
naturali e sintetiche, nei dibattiti che
seguivanolillustrazione dei dati, emergevano situazioni in
cui più del 50% degli studenti (età media 15 -16 anni) frequentava
posti in cui avveniva consumo di stupefacenti, molti avevano provato
ad utilizzare sostanze, quasi tutti conoscevano persone che avevano
consumato paste ed erano in grado di indicare i luoghi
in cui il loro consumo era routinario
Questo dato era confermato dalle indicazioni che gli operatori che
partecipavano al Progetto Unità Mobile ricavavano dai colloqui informali
con i frequentatori delle discoteche mantovane.
Le
ricerche effettuate negli anni passati sulla popolazione giovanile
(Giovani allo Specchio - Comune di Marmirolo, Dal
Fare al Capire, Dal Capire allo Stare - Comune di Roverbella,
Al limite, essere adolescenti a Guidizzolo - Comune
di Guidizzolo) mostrano una popolazione giovanile complessivamente
ben integrata, con una abbastanza rilevante demotivazione nei confronti
della carriera scolastica, e con una rilevante esperienza di condivisione
di situazioni a rischio. Così, nella ricerca di Guidizzolo,
che per certi versi descrive una realtà giovanile che può essere
considerata paradigmatica della realtà provinciale mantovana, emerge
che solo 1 intervistato su tre si dichiara completamente estraneo,
insieme ai suoi amici, al consumo di sostanze. Il numero di giovani
a rischio si riduce, secondo lautore, considerando
poi i comportamenti individuali , a circa 1/4 del totale, ed il
gruppo di consumatori a circa il 13%.
Nella
ricerca effettuata dallAssociazione Porta Aperta
nel territorio del comune di Casteldario, su un campione di 73 ragazzi
di età compresa tra i 14 ed i 25 anni, è emersa in generale un ridotto
livello nella percezione del rischio da parte degli intervistati
ed un consumo (utilizzo almeno una volta) pari al 38% per quanto
riguarda lhashish e del 23% per lecstasy.
Dati di sondaggi effettuati sul territorio
in questione
ricerca
sul clima scolastico rivolta a studenti, personale docente, tecnico
ed ausiliario effettuata allIPSIA Vinci nel maggio
2001
ricerca
sul benessere/malessere nella scuola realizzata presso il Liceo
Virgilio nel settembre 2001 allinterno delle
attività dellOsservatorio sul Benessere.
I dati emergenti dalle due ricerche, realizzate all'interno del
progetto BenGio evidenziano limportanza e lurgenza di
un intervento significativo sulle organizzazioni scolastiche al
fine di ridurre le componenti che possono intervenire nel promuovere
situazioni di disagio (insuccesso scolastico, dispersione, riduzione
dellautostima, adesione a di modelli di identità devianti,
scarsa resistenza alle pressioni di gruppo), e promuovere
il benessere (le life skills prima citate insieme a cambiamenti
nellorganizzazione scolastica)
Mappature del territorio in questione
La provincia di Mantova si caratterizza per alcuni aspetti di sfondo
che, secondo la Ricerca sulla Dispersione Scolastica realizzata
dal Ministero Pubblica Istruzione nel 2000 sono:
basso indice di dinamicità demografica (pos. 77 su 102 province)
p. 22.87 Media Italia 46.52
medio-alto
indice di sviluppo socioeconomico (pos 36 su 102) punti 66.18
Media Italia:54.94
basso
indice di criminalità (pos. 70 su 102) )indice 17, 89 media
Italia 39,76
indice
di dinamicità culturale medio-basso (pos.40 su 102) p. 45.36
Media Italia 40.37
Inoltre:
sono
stati raccolti dati di sfondo relativi ai fattori di benessere/malessere
che si manifestano allinterno delle Scuole Superiori Mantovane
nelle seguenti scuole: IPSIA Vinci, Istituto dArte
G.Romano, Liceo Virgilio Mantova
È
stata fatta una indagine tra le Scuole Superiori per rilevare quante
ritengono di necessitare di interventi ( a diverso grado di complessità)
per la promozione del benessere e la prevenzione primaria del consumo
di stupefacenti con il modello proposto dal progetto BENGIO. Da
questa indagine è emerso che Liceo Classico Virgilio,
IPSIA Vinci, Liceo Scientifico Belfiore,
ITC Pitentino, Istituto dArte G.Romano
ed Istituto Tecnico-Scientifico Sanfelice di Viadana
ritengono opportuno avvalersi in misura diversa - degli interventi
proposti.
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