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Sintesi del progetto Bengio2 (2002-2004)
L'organizzazione
Le motivazioni
Il sistema di valutazione

Motivazioni per la realizzazione del Progetto.

L'approccio cui il progetto fa riferimento è:

·esplicitamente promosso e sostenuto  dalle normative di riferimento attualmente vigenti:
il Ministero della Pubblica Istruzione  con il Decreto 292/99 ha previsto che  gli interventi di educazione alla salute  e prevenzione primaria “devono integrarsi, come progetto unitario, nel complessivo piano dell'offerta formativa della scuola e trovare punti di ricaduta nel curricolo scolastico” e che “per prevenire e ridurre fenomeni di dipendenza, devianza e psicopatologia nella scuola”  siano da avviare programmi di intervento per lo sviluppo delle “Life Skills”.

Le Life Skills  identificate dall’O.M.S sono le seguenti:

Problem solving: affrontare e risolvere in modo costruttivo i problemi quotidiani
Pensiero critico e creativo:analizzare la situazione in modo analitico, esplorare le possibili alternative, trovare soluzioni originali.
Comunicazione efficace e gestione del conflitto
Empatia: riconoscere, discriminare e condividere le emozioni degli altri.
Gestione delle emozioni e dello stress: riconoscere e regolare le proprie emozioni e gli stati di tensione.
Efficacia personale: convinzioni di poter organizzare efficacemente una serie di azioni necessarie a fronteggiare nuove situazioni ,prove e sfide.
Efficacia collettiva: sistema di credenze condivise da un gruppo circa la capacità di realizzare obiettivi comuni. 

Lo sviluppo di queste capacità è al centro di tutte le attività di formazione realizzate nel progetto, rivolte ai tre diversi target, e viene realizzato utilizzando metodologie e strumenti validati, dalla pratica professionale e dalle attività di evaluation condotte sui partecipanti.

la Regione Lombardia,  con la DGR 42880/99 relativa alle linee guida per le attività di prevenzione dell’HIV afferma che “criterio fondante della prevenzione è la valenza educativa dell’intervento. La prevenzione, infatti, deve intendersi come un’azione educativa finalizzata a promuovere le potenzialità latenti o residue di un individuo, a rimuovere gli ostacoli che possono impedirne un’armonica crescita, a sviluppare un rapporto positivo tra personalità adolescenziale, giovanile od adulta ed i mondi vitali, all’interno dei quali possono attivarsi dinamiche di accostamento a situazioni di disagio” e, successivamente, con la DGR 7/4768 del 24 Maggio 2001 “Linee guida per la valutazione ed il finanziamento di progetti ed interventi nel campo della prevenzione, della cura, della riabilitazione dei soggetti con problematiche di dipendenza da sostanze illecite e lecite” conferma la validità del c.d. “approccio globale” nella realizzazione di attività di prevenzione primaria , preferendolo ad approcci centrati sulla singola sostanza;

Il Ministero del Welfare, riporta così il Dibattito avvenuto nella Terza conferenza Nazionale sulle Tossicodipendenze relativo alla prevenzione:
la prevenzione deve dunque essere finalizzata a:
* creare condizioni di vita personale e sociale che aiutino le persone a sviluppare i propri lati positivi;
* promuovere una nuova cultura che incida su un ordinamento sociale e su forme istituzionali più mirate ad una società in evoluzione;
* ridare alle nuove generazione l’idea del futuro, liberandole dal presente che le imprigiona;

(fonte: http://www.dipartimentoaffarisociali.it/main/AreaTossicoDipendenze/tx-documentazione.asp)

Bengio dunque è :

Promosso dal Sert territoriale che sostiene l’importanza di passare negli interventi di prevenzione  primaria nelle Scuole, da interventi “spot”, caratterizzati dall’estemporaneità e dalla ridotta incidenza, ad interventi più complessi e di lungo periodo che prendano in carico globalmente la comunità scolastica;

Riconosciuto valido dalle Scuole Superiori che esplicitamente hanno chiesto di partecipare al progetto riconoscendone le potenzialità di efficacia;

Sostenuto dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Mantova che partecipa al CdI (Comitato di Indirizzo), ritenendo le attività proposte oltremodo qualificate a promuovere il protagonismo giovanile;

Indicato come priorità nell’Aggiornamento di  Piano Territoriale che individua la Scuola Secondaria come uno degli ambiti in cui (coerentemente con quanto affermato dai risultati dell’indagine del Senato del 2000 sui risultati degli interventi per le dipendenze) aumentare l’intensità degli interventi di prevenzione primaria

Inoltre:

La prima sperimentazione del Progetto in Corso all’IPSIA “Vinci” mostra –  dai dati desumibili dagli strumenti di evaluation utilizzati (disponibili all’indirizzo http://www.bengio.net )- sia l’efficacia delle azioni formative realizzate (nei confronti di studenti e docenti) sia l’assoluta urgenza di affrontare il tema della “scuola come spazio di relazione” , visti i dati  che emergono dalla ricerca condotta sul clima scolastico;

Le valutazioni dei partecipanti al Corso “Master Genitori” di cui si sono realizzati sinora i primi 3 moduli (pari a 60 ore di formazione) per un gruppo di genitori, confermano la validità del modello utilizzato nella gestione dell’attività formativa al fine di indurre un cambiamento nella percezione della genitorialità e nel miglioramento delle capacità relazionali. (vedi risultati evaluation http://www.bengio.net)

Si tratta infine  del primo progetto in Regione Lombardia che prevede un intervento integrato tra SerT, Istituti Scolastici, Enti Locali e Agenzie di consulenza e formazione psicosociale avente come obiettivo il trasformare le attività di prevenzione del disagio e di formazione relazionale degli allievi da una attività integrativa ad una modalità di intervento che caratterizzi l’offerta formativa dei diversi istituti. Attuando così una concreta forma non solo di prevenzione del disagio relazionale e di possibile utilizzo di sostanze, ma di promozione delle competenze degli allievi e del sistema scuola-territorio.

Dati epidemiologici 

Le ricerche condotte a livello europeo, nazionale e locale evidenziano la necessità di  interventi di prevenzione primaria nella fascia d'età adolescenziale ( a partire dai 15 anni) , periodo in cui avvengono le prime significative esperienze di uso di sostanze. Così:

Uso di sostanze nelle ricerche condotte a livello Europeo

1)  “- Experimental substance abuse is common in early adolescence, but only a minority will eventually develop addictive patterns of use. Substance misuse and dependence at the age of 15–24 years is often associated with mental disorders such as depression. In the 1990s, no uniform trends in the number of deaths related to substance abuse were reported across the European Union. In the mid-1990s, among 15-16-year-olds the prevalence of experiments with cannabis ranged from 4 to 41% across the European Union;
(fonte: Report on the state of young people’s health in the European Union, Commissione Europea febbraio 2000)

2) L’indagine più completa sulla diffusione del consumo di stupefacenti in ambito scolastico è l’Indagine ESPAD (1999)   che descrive il consumo di tabacco, alcol ed altre droghe tra gli studenti di 15-16 anni, la cui rilevazione dei dati ha coinvolto anche alcuni Istituti Scolastici mantovani. Nel 1998 o 1999 il Belgio, il Lussemburgo e la Spagna hanno anche condotto, indipendentemente dall’indagine ESPAD, delle indagini a livello scolastico, i cui risultati sono coerenti con quelli dell’ESPAD.

Situazione e modelli

Queste indagini dimostrano che la cannabis continua ad essere la sostanza illecita maggiormente diffusa tra la popolazione scolastica. L’esperienza una tantum tra gli studenti di 15-16 anni va dall’8 % in Svezia e Portogallo al 35 % in Francia e nel Regno Unito. In due Stati membri (Grecia e Svezia), il consumo una tantum di inalanti (sostanze volatili) è superiore, o pari, a quello della cannabis.

Le indagini a livello scolastico tra gli studenti di 15-16 anni segnalano il consumo una tantum di anfetamine in misura pari all’1-8 %, dell’ecstasy in misura pari all’1-5 %, mentre i dati relativi al consumo una tantum di cocaina variano dall’1 % al 4 %, con la Spagna ed i Paesi Bassi in testa per il consumo di cocaina.

Un modello diverso si presenta per il consumo illecito, una tantum, di tranquillanti e sedativi (senza prescrizione medica), laddove il Regno Unito e la Norvegia, con il 4%, segnano il punto più basso di consumo illecito una tantum, mentre la Francia si trova sul lato opposto (12 %). Il consumo illecito una tantum di tranquillanti e sedativi è superiore tra le ragazze piuttosto che i ragazzi, in Francia, Portogallo, Italia, Finlandia e Svezia. Di converso, la prevalenza del consumo una tantum di droghe illecite è superiore tra i ragazzi, piuttosto che tra le ragazze, in tutti   gli Stati membri.

Tra il 1995 ed il 1999, in tutti gli Stati membri che hanno partecipato sia alle prime che alle più recenti indagini ESPAD, tranne due (Regno Unito ed Irlanda), la prevalenza del consumo una tantum di tutte le droghe illecite è aumentata.

Consumo una tantum di cannabis

Le cifre relative all’assunzione di droghe illecite, in genere da parte degli studenti di 15-16 anni, sono largamente determinate da quelle relative alla cannabis. Nella maggior parte dei paesi, la prevalenza del consumo una tantum di cannabis è aumentata. In Finlandia e Norvegia, il consumo una tantum di cannabis è pressoché raddoppiato tra il 1995 ed il 1999. Incrementi sono intervenuti anche in Svezia, Portogallo, Danimarca ed Italia.  La percezione della disponibilità di cannabis è aumentata considerevolmente in Danimarca, Finlandia, Italia e Norvegia tra il 1995 ed il 1999. ( Fonte Rapporto OEDT 2001, pubblicato il 21.11. 01)

Uso di sostanze nelle ricerche Italiane

1) Indagine sull’uso di Alcol, Tabacco e Sostanze illecite nella popolazione delle Scuole Superiori Italiane.
E’ stato pubblicato il report relativo all’aggiornamento relativo all’Italia per l’anno 2000 dell’indagine ESPAD 1999 ( Fonte Relazione annuale al Parlamento sullo Stato delle Tossicodipendenze in Italia anno 2000)

I dati maggiormente interessanti, emergenti dal confronto tra l’indagine del 1999 e quella del 2000 sono :

per sostanze come i cannabinoidi e l’alcol emerge, in generale, un aumento dell’approvazione dell’uso ed una diminuzione della percezione del rischio

si registra , relativamente all’esperienza dell’uso (tab.3 allegato Relazione 2000), un aumento dell’uso di alcolici, di episodi di ubriachezza…” In particolare, “analizzando comparativamente i risultati delle indagini ESPAD degli anni 1996-1999-2000 si nota un incremento, costante negli anni, degli episodi di ubriachezza negli ultimi 12 mesi (dal 36% del 1995 al 41% del 2000)

L’età compresa tra i 15-16 anni risulta quella più critica per l’iniziazione ad episodi di ubriachezza, utilizzo di cannabis ed allucinogeni ed il consolidarsi dell’uso quotidiano del tabacco.

Questi dati, sottolinea il rapporto possono essere utilizzati per stimare gli effetti a breve termine delle campagne di prevenzione primaria che vanno ad incidere (…) sulla percezione del rischio individuale, legato ai comportamenti di assunzione di alcol, tabacco e droghe”. “Questi dati – prosegue il rapporto – rivestono particolare importanza se utilizzati, come ad esempio accade negli Stati Uniti, per la valutazione e la programmazione degli interventi di prevenzione, realizzati e da realizzare sulla popolazione generale.

Queste affermazioni, che ribadiscono – come peraltro noto da anni – la scarsa efficacia degli interventi di prevenzione primaria fondati sulla informazione sui rischi connessi all’uso delle sostanze, rinforzano ulteriormente il modello di intervento previsto dal progetto centrato sullo sviluppo delle “life skills” ed il coinvolgimento dei diversi attori della comunità scolastica (e del territorio) in un processo di cambiamento della scuola che ne valorizzi le capacità di essere luogo di produzione di benessere e protagonismo.

Il  consumo di ecstasy pare riguardare una quota di popolazione oscillante tra il 5% e l’8,7% della popolazione di età adolescenziale
(Fonte: Camera dei Deputati, Relazione sui dati relativi allo stato delle tossicodipendenze in Italia. anno 1998. pp.132-133).
In uno studio effettuato a Parma nel ‘98 viene riportato che tra gli studenti tra i 14 ed i 16 anni, il 3,6% riporta di aver già sperimentato l’ecstasy.

Sempre nella Relazione sullo stato delle tossicodipendenze del 1998 , viene riportato (p.132) lo studio sperimentato nella provincia romana su una popolazione di 2800 ragazzi di età tra i 14 ed i 19 anni con una metodologia detta “multirischio”. Dall’indagine emerge come il consumo di alcol, tabacco e sostanze stupefacenti sia frequentemente correlato. Così , “tra chi beve, il 38,7% dichiara di fumare ed il 31,4% di aver assunto sostanze; queste percentuali si riducono rispettivamente all’11,6% ed al 4,5% tra coloro che non bevono alcolici. Tra chi fuma, la quota di chi ha assunto sostanze è del 58,5% contro l’8,2% riscontrato tra i non fumatori.”. La percentuale di soggetti che consumano tutte e tre i tipi di sostanza, passa, nei maschi, dal 6,6% dei quattordicenni al 32,5% a 19 anni. Applicando le stime rilevate dalle indagini nazionali al contesto mantovano si può quindi stimare l’esistenza di una quota di giovani policonsumatori (14-19 anni) oscillante tra i  1100 e le 2000 unità nella provincia di Mantova.

Le ricerche mantovane

Considerando complessivamente le segnalazioni giunte al Sert di Mantova dalla Prefettura dal 1996 al 1999, vediamo come tra i soggetti convocati i consumatori di cannabinoidi costituiscano , complessivamente il 57% del totale. Se consideriamo solo le convocazioni del 1999 questa percentuale raggiunge il 91%. Il termine ecstasy ricorre in sole 3 segnalazioni su oltre 400. 

Dall’esperienza clinica, evidenziata sia attraverso le convocazioni dei soggetti segnalati che le consulenze nell’azione “Legami” e nei gruppi operativi tenuti presso la Prefettura, emerge come frequentemente la “cannabis” sia solo la sostanza che emerge, in realtà in cui il consumo è esteso ad una ampia serie di altre sostanze che, pur consumate, restano nell’ombra. L’ecstasy resta, per un verso una sostanza d’uso primario per ca lo 0,7% dell’utenza del SerT, praticamente assente nelle segnalazioni della Prefettura e nelle rilevazioni effettuate dai Servizi di giustizia Minorile, dall’altro sostanza frequentemente citata nelle attività di contatto diretto realizzate dal SerT con gli adolescenti.

Il quadro delle ricerche nel territorio mantovano sul tema è alquanto composito. Prevalgono indagini condotte in ambito scolastico o sul territorio di singoli Comuni (spesso grazie a progetti ex 309) con metodologie e strumenti che rendono difficilmente comparabili i risultati. Prevale la frammentazione dei punti rilevazione ed osservazione dei fenomeni di disagio sociale che rende molto difficoltoso tracciare un quadro unitario. Vengono di seguito riportate alcune delle principali emergenze.

Nella ricerca intervento condotta dal SerT di Mantova  nel 1999 con gli studenti del CFP, a fronte di un dato secondo cui la stragrande maggioranza degli studenti  considerava pericoloso qualunque utilizzo di sostanze, senza distinguere tra “leggere”, “pesanti”, “naturali” e “sintetiche”, nei dibattiti che seguivanol’illustrazione dei dati, emergevano situazioni in cui più del 50% degli studenti (età media 15 -16 anni) frequentava posti in cui avveniva consumo di stupefacenti, molti avevano provato ad utilizzare sostanze, quasi tutti conoscevano persone che avevano consumato “paste” ed erano in grado di indicare i luoghi in cui il loro consumo era “routinario”
Questo dato era confermato dalle indicazioni che gli operatori che partecipavano al Progetto Unità Mobile ricavavano dai colloqui informali con i frequentatori delle discoteche mantovane.

Le ricerche effettuate negli anni passati sulla popolazione giovanile (“Giovani allo Specchio” - Comune di Marmirolo, “Dal Fare al Capire, Dal Capire allo Stare” - Comune di Roverbella, “Al limite, essere adolescenti a Guidizzolo” - Comune di Guidizzolo”) mostrano una popolazione giovanile complessivamente ben integrata, con una abbastanza rilevante demotivazione nei confronti della carriera scolastica, e con una rilevante esperienza di condivisione di situazioni “a rischio”. Così, nella ricerca di Guidizzolo, che per certi versi descrive una realtà giovanile che può essere considerata paradigmatica della realtà provinciale mantovana, emerge che solo 1 intervistato su tre si dichiara completamente estraneo, insieme ai suoi amici, al consumo di sostanze. Il numero di “giovani a rischio” si  riduce, secondo l’autore, considerando poi i comportamenti individuali , a circa 1/4 del totale, ed il gruppo di consumatori a circa il 13%.

Nella ricerca effettuata dall’Associazione “Porta Aperta” nel territorio del comune di Casteldario, su un campione di 73 ragazzi di età compresa tra i 14 ed i 25 anni, è emersa in generale un ridotto livello nella percezione del rischio da parte degli intervistati  ed un consumo (utilizzo almeno una volta) pari al 38% per quanto riguarda l’hashish e del 23% per l’ecstasy.

Dati di sondaggi effettuati sul territorio in questione

ricerca sul clima   scolastico  rivolta a studenti, personale docente, tecnico ed ausiliario effettuata all’IPSIA “Vinci” nel maggio 2001

ricerca sul benessere/malessere nella scuola realizzata presso il Liceo “Virgilio” nel settembre 2001 all’interno delle attività dell’Osservatorio sul Benessere.

I dati emergenti dalle due ricerche, realizzate all'interno del progetto BenGio evidenziano l’importanza e l’urgenza di un intervento significativo sulle organizzazioni scolastiche al fine di ridurre le componenti che possono intervenire nel promuovere situazioni di disagio (insuccesso scolastico, dispersione, riduzione dell’autostima, adesione a di modelli di identità “devianti”, scarsa resistenza alle “pressioni di gruppo”), e promuovere il benessere (le life skills prima citate insieme a cambiamenti nell’organizzazione scolastica)

Mappature del territorio in questione

La provincia di Mantova si caratterizza per alcuni aspetti di sfondo che, secondo la Ricerca sulla Dispersione Scolastica realizzata dal Ministero Pubblica Istruzione nel 2000 sono:

  basso indice di dinamicità demografica (pos. 77 su 102 province) p. 22.87 – Media Italia 46.52

medio-alto indice di sviluppo socioeconomico (pos 36 su 102) punti 66.18 – Media Italia:54.94

basso indice di criminalità (pos. 70 su 102) )indice 17, 89 – media Italia 39,76

indice di dinamicità culturale medio-basso (pos.40 su 102) p. 45.36 – Media Italia 40.37

Inoltre:

sono stati raccolti dati di sfondo relativi ai fattori di benessere/malessere che si manifestano all’interno delle Scuole Superiori Mantovane nelle seguenti scuole: IPSIA “Vinci”, Istituto d’Arte “G.Romano”, Liceo “Virgilio” – Mantova

È stata fatta una indagine tra le Scuole Superiori per rilevare quante ritengono di necessitare di interventi ( a diverso grado di complessità) per la promozione del benessere e la prevenzione primaria del consumo di stupefacenti con il modello proposto dal progetto BENGIO. Da questa indagine è emerso che Liceo  Classico “Virgilio”, IPSIA “Vinci”, Liceo Scientifico “Belfiore”, ITC “Pitentino”, Istituto d’Arte “G.Romano” ed Istituto Tecnico-Scientifico “Sanfelice” di Viadana ritengono opportuno avvalersi – in misura diversa - degli interventi proposti.