![]() Questo è lo spazio degli abitanti della Val di Non, che sono invitati non solo ad usarlo, ma anche a costruirlo. Promosso dal Comprensorio della Valle di Non in collaborazione con Egeosrl, attraverso la Legge 285/97 |
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Le vie d'accesso L'Anaunia,
pur essendo una valle di montagna, ha molti accessi: la SS n. 42 che
unisce l'alta valle alla Lombardia, attraverso il Tonale, e all' Alto
Adige, con il passo della Mèndola; la SS n. 43 della valle di
Non che la collega con la valle dell' Adige e l'autostrada del Brennero;
il prolungamento della SS n. 43 o dell'alta Anaunia, da Dermulo a Ronzone;
la SS n. 238 delle Palade, che porta a Merano; la SS n. 421 di Molveno
e Tenno che attraverso la sella di Andalo raggiunge il lago di Molveno,
le Giudicarie e, infine, Riva del Garda. Il tessuto viario è
formato da una fitta rete di strade provinciali e comunali. Provinciali
sono la n. 73, sulla riva destra del Noce, dalla Roc- chetta a cles;
quelle segnate dai numeri 24 e 201 che collegano Sanzeno a Sarnònico;
la n. 26 tra Cavareno, Don e Amblàr, alle pendici del Roèn;
la n. 35 tra Fondo e Malosco. La valle di Non è raggiungibile
anche tramite ferrovia elettrica a scartamento ridotto con capilinea
Trento e Malè: nei mesi estivi corse speciali del 'Trenino dei
Castelli'; al valico della Mèndola sale inoltre una funicolare
che parte da Caldaro. l passaggi che danno accesso alla valle di Non
sono: a sud la forra della Rocchetta, la stretta entrata nella valle,
e la sella di Anoalo, ai piedi del Brenta; a nord il passo della Mèndola
e quello delle Palade, sul quale transitava l'antica via del sale; ad
ovest il ponte di Mostizzolo che, superando la stretta gola del Noce,
porta in valle di Sole; a est infine la Predaia, valico molto frequentato
in epoca romana e fino a tutto il XIX secolo, qùando si andava
a piedi, ma ora abbandonato. |
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La bassa valle di Non rappresenta la porta d'ingresso principale, aperta sulla valle dell' Adige. È un po' l'imbuto del grande catino anaune che ha visto da sempre nella forra della Rocchetta un'importante passaggio e punto strategico. Custodita da una torre di guardia prima, da un forte poi, la forra mantiene attualmente la sua funzione distributiva quale accesso stradale alla valle. Dalla Racchetta si dipartono le strade che risalgono le sponde opposte del torrente Noce. Qui si trova anche l'imbocco della strada per la valle dello Sporeggio e l'altopiano di Andalo. I confini geografici settentrionali della bassa valle sono il torrente Tresenga (è il nome dialettale, ma l'italianizzazione 'Tresenica', che appare sulle carte, di fatto non viene usata dalla gente del posto) a ovest e il rio Pongaiola a est. Sempre a est si elevano i pendii boscosi della Rocca Piana e di cima d' Arza; a ovest, le cime rupestri del gruppo di Campa. Estesi frutteti contornano i villaggi di Tòn, sulla sponda sinistra, di Sporminore, Denno, Campodenno, Cunevo, Flavon e Tèrres, su quella opposta. |
| La media valle è il cuore della regione anaune. Si raccoglie attorno alle due sponde, quella orientale e quella occidentale, del lago di Santa Giustina. A ovest le estreme propaggini del gruppo dolomitico di Brenta si pongono a separazione tra la valle di Sole e la valle di Non, mentre a est fa da confine il 'gradino', che sale agli altopiani di Còredo, Malgolo, Tres. Sulle sponde occidentali del lago di Santa Giustina sorge Cles, capoluogo della valle. A sud di Cles, sul digradante altopiano attraversato dall'antica strada romana, la Traversara, si adagiano le cosiddette 'Quattro Ville'. La zona delle Quattro Ville si allarga sulla destra del Noce, fra il territorio di Cles, di Tuenno, e la valle del torrente Paglia. A est di Tassullo e di Nanno c'è la grande borgata di Tuenno, alla sinistra del torrente Tresenga, porta d'accesso alla rinomata valle di Tovel e al settore anaune del Parco naturale Adamello-Brenta. Probabilmente, la denominazione di 'Quattro Ville' (le 'Ville' sono in realtà cinque) viene dal fatto che le frazioni di Tassullo centro e di Campo venivano considerate una sola, data la breve distanza che le separa. Si trova, infatti, in molte carte, la denominazione di 'Campotassullo'. Nell'ambito della media valle si possono anche considerare i territori comunali di Taio, Sanzeno e Dàmbel, posti sulla sponda sinistra del Noce | |
| La Predaia è il vasto altopiano teso tra le pendici occidentali del Corno di Tres e del monte Roèn. Il nome 'Predaia' deriva dal termine dialettale pradaia, che voleva dire prato. Infatti, da sempre, è zona di pascoli di proprietà degli abitanti di Taio, Tres, Vervò, Sfrùz, Smaràno, Còredo, che qui vi falciavano l'erba. La bellezza del paesaggio, a prati e boschi percorsi da numerose e comode passeggiate, oltre alla presenza di moderne ed efficienti infrastrutture, hanno trasformato la zona in una rinomata stazione turistica sulla quale gravitano gli interessi turistici di Còredo, Smaràno, Sfrùz, Tres e Vervò. Gli impianti di risalita (sciovia 'Ciasazza' ai Sette Larici e sciovia 'Predaia' presso il rifugio Sòres) consentono la frequentazione dei luoghi anche nel periodo invernale. Limitati a sud dalla val Rodeza e a nord dalla val di Toc, i pascoli della Predaia costituiscono un grande triangolo che ha per vertice la Roccia Larga. A occidente L' altopiano digrada dolcemente, aprendosi a ventaglio verso la forra del Noce, accogliendo le numerose sedi umane che si adagiano sui morbidi terrazzi prima del 'salto' morfologico verso la media e bassa valle di Non. | |
| La Terza Sponda La costa settentrionale del lago di Santa Giustina, chiusa tra i due profondi 'fiordi' del Noce e del torrente Novella, è comunemente denominata 'la Terza Sponda'. Sulla verde e solatia plaga distesa sulle pendici meridionali del monte Ozol si distribuiscono i paesi di Cagnò, Revò, Romallo, Clòz, Brez, Castelfondo. Più a ovest, sul rilievo tra i corsi dei torrenti Pescara, con il suo affluente Lavazè, e Barnes, prima della loro confluenza nel lago (o nel Noce), si distende l'abitato di Lìvo con le sue vicine frazioni. E il cosiddetto Mezzalone o Mezzalon. I torrenti Pescara e Barnes formano rispettivamente le valli di Rumo e di Bresimo coronate dalla lunga catena montuosa delle Maddalene. Al di là del ponte di Mostizzolo, all'imbocco della valle di Sole, sulle pendici del monte Cort, si distende il piccolo villaggio di Cis | |
| L'alta valle di Non comprende l'alto corso del torrente Novella. Alla profonda incisione si contrappongono gli altopiani alle falde occidentali del monte penegal, tesi tra il torrente Novella, appunto, e il rio di San Romedio. Qui si distribuiscono i villaggi di Fondo, Malosco, Sarnònico, Cavareno, Ronzone, Ruffre, Romeno, Don e Amblàr, dove si alternano in un paesaggio di rara bellezza estensioni prative e folte macchie di bosco. In questa regione la intensiva coltura frutticola lascia il posto ad una specializzata attività zootecnica. L 'alta valle è a stretto contatto con l'area etnica tedesca, con la vai d'Ultimo e la zona di Caldaro e Bolzano, regioni con le quali da secoli si è intrapreso un ricco scambio economico e culturale facilitato dalla presenza di due frequentati valichi: la Mèndola e le Palade. | |