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Carlo Antonio Pilati
(1733-1802)

La didascalia che accompagna la riproduzione di un ritratto di Carlo Antonio Pilati così ne sintetizza la vita e l’opera: “Giureconsulto, filosofo, politico, storico, autore di molte opere e della Riforma d’Italia nel 1767, Presidente del Consiglio Superiore di Governo del Trentino nel 1801.”

L’illuminista trentino nacque a Tassullo di Trento il 28 dicembre 1733. Per quella “smania invincibile di frugare nei libri e vedervi quello che è scritto” fu inviato dai genitori a Salisburgo dove frequentò il ginnasio, e poi a Lipsia dove prese la laurea in giurisprudenza, che lo porterà a diventare uno tra i più famosi avvocati del Tirolo.

A Lipsia e a Gottinga, città dove fu nominato professore di giurisprudenza, approfondì le tematiche relative alla tolleranza in campo religioso e morale.

Nel 1767 viene pubblicata l’opera più nota del Pilati, D’una riforma d’Italia, i cui temi dominanti sono la libertà religiosa e l’abolizione dei privilegi ecclesiastici. L’opera gli procurò il bando dal Principato Vescovile di Trento, che lo costrinse a soggiorni clandestini in Trentino e a viaggiare in Europa. In Svizzera conobbe da vicino i filosofi Montesquieu, Helvetius, Voltaire e Rousseau; in Olanda godette della liberalità del paese nei confronti degli scrittori e stabilì contatti col mondo diplomatico; in Inghilterra ebbe modo di studiare un modello di diritto diverso da quello europeo; a Berlino si guadagnò la simpatia di Federico II re di Prussia che lo nominò suo consigliere.

Nel settembre del 1767, a Coira, guidò la Società tipografica che seppe rapidamente trasformare in uno dei centri più attivi di diffusione delle idee illuministiche in lingua italiana.

Nel 1779 ritornò in patria e nel 1796, quando Bonaparte occupò il Trentino, si schierò con i Francesi; nel 1801 fu nominato Presidente del Governo stabilito a Trento.

Per motivi di salute l’anno seguente abbandonò i pubblici affari e cessò di vivere il 27 ottobre 1802 a Tassullo.

Le opere del Pilati, ispirate ad un riformismo graduale, auspicano una riforma urgente della Chiesa, un nuovo diritto di famiglia e una nuova procedura penale che tutelino la libertà dell’individuo.