![]() Questo è lo spazio degli abitanti della Val di Non, che sono invitati non solo ad usarlo, ma anche a costruirlo. Promosso dal Comprensorio della Valle di Non in collaborazione con Egeosrl, attraverso la Legge 285/97 |
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Alla conclusione del periodo di collaborazione di EGEO srl con il Comprensorio
C6 della Valle di Non, è previsto fare il punto della situazione per
verificare l'andamento del progetto realizzato. Ovviamente quanto segue rappresenta
il punto di vista del nostro staff che in questo senso intende essere di stimolo
per una più allargata e completa verifica.
La relazione comprende parti diverse fra loro, nella speranza che il tutto
serva a offrire un quadro il più ricco e preciso possibile, attraverso
il quale il lettore possa farsi una propria idea di tutta l'esperienza.
Nella prima parte è possibile trovare gli elementi teorici sui quali
si basa tutta l'impresa e qualche motivazione relativa agli specifici contenuti
di questa esperienza, in cui alle difficoltà tradizionali si univano
quelle dovute all'introduzione di uno strumento apparentemente "solitario":
il computer ed il collegamento ad INTERNET.
Successivamente si procede ad una descrizione della situazione del Comprensorio
sulla base delle informazioni raccolte attraverso i documenti e le pubblicazioni
degli uffici statistici della Provincia di Trento. Purtroppo ci mancano gli
aggiornamenti (i dati relativi al 2002 verranno pubblicati non prima del prossimo
settembre 2003). Ma in questo senso a noi serviva un parametro di riferimento
per valutare i dati-esito dell'intervento ed anche per evidenziare le potenzialità
del progetto e l'opportunità di mantenerlo in vita ed attivo anche
successivamente alla conclusione del rapporto con EGEO srl.
La terza parte è dedicata ad una sintetica descrizione dell'intervento
realizzato che si è basato principalmente sul marketing e sulla diffusione
delle informazioni-comunicazioni.
L'ultima parte infine prende in esame gli esiti di tutto l'intervento, dalle
adesioni, ai risultati del questionario sulla qualità del sito, al
parere dei leaders d'opinione del Comprensorio.
La stesura di questa relazione è frutto dello staff senior di EGEO srl:
- Ferruccio CAVALLIN - coordinatore del progetto
- Guido CONTESSA per le parti teoriche sulla Prevenzione Primaria/Psicologia
di Comunità
- Margherita SBERNA per le parti riguardanti la metodologia di intervento
- M.Vittoria SARDELLA e Ignazio DRUDI per la parte teorica relativa alla misura
e all'evaluation
- Antonella MATTIUCCI per la parte relativa alla formazione sul campo
- Cristina BERTAZZONI per la raccolta e l'analisi dei dati relativi alla frequentazione
del sito
- Alberto RAVIOLA per i focused-group.
Fanno parte della ricerca i seguenti fascicoli allegati che hanno offerto stimolo alla riflessione e che possono essere utilizzati per farsi un'idea propria, indipendentemente dalla posizione di EGEO srl:
1) ESTRATTI DI PUBLICAZIONI STATISTICHE CONSULTATE:
- Annuario statistico 2001 - Provincia di Trento
- Scuola Trentina in rete - Comprensorio C6
- In Trentino quasi tutti i giovani nel sistema formativo
- Rapporti generali
- Oltre la qualità diffusa
- Istruzione in cifre: alcuni dati relativi all'anno scolastico 2000/2001
- Istruzione in cifre: alcuni dati relativi all'anno scolastico 2001/2002
- Associazioni dall'Annuario del volontariato
2) CONTATTI PER IL PROGETTO
- Elenco Associazioni e Società sportive
- Associazioni culturali
- Elenco mass-media
- Elenco Cori
- Elenco Biblioteche
- Elenco Hotel & Agriturismo
- Elenco leaders d'opinione informati sul Progetto
- Elenco Sindaci comuni Val di Non
- Imprese / Pubblici esercizi / Negozi / ecc.
3) VALUTAZIONE DEL SITO
- Questionario
- Tavole coi risultati del questionario
- Grafici dei risultati
4) PERSONE/ENTI COINVOLTI DAL PROGETTO
- Corsi alfabetizzazione informtica
- Web-team elenco Gruppi/Comuni
- Adesioni formali al Progetto
5) TAVOLE ANALITICHE DELLE PAGINE CONSULTATE VIA INTERNET
Tratte dal data-base del server di Psicopolis
- dato sintetico riferito al 25 giugno 2002
- dati analitici al 14-04-03
- dati analitici al 14-05-03
PREMESSA
Il concetto di Qualità è chiaro ed accreditato, quando si parla
di "cose" oppure di servizi che producano profitto.
Nei casi di servizi il cui fine è la crescita sociale, il concetto
di Qualità è ancora piuttosto nuovo, in Italia.
Il tema della Qualità ha due risvolti legati fra loro. Uno è
quello dell'efficienza, cioè della Qualità del processo, cioè
ancora della ottimalizzazione del rapporto fra risorse impiegate e risultati
ottenuti. Qui hanno fatto un certo lavoro gli esperti di organizzazione, anche
se rari sono stati i tentativi di sintesi fra le variabili economiche e quelle
"umane". L'analisi costi-benefici ha una seria tradizione aziendale,
ed in parte anche sanitaria, ma si limita ai fattori economici, trascurando
del tutto i costi umani (del personale e dell'utenza) e i costi sociali (della
comunità).
In campo scolastico, le diatribe sul Tempo Libero e sul Tempo Prolungato,
hanno scavato quasi ogni risvolto, ma hanno trascurato, per esempio, una valutazione
dei costi di stress per gli insegnanti. Nella Riforma psichiatrica, raramente
si conosce la efficienza economica delle istituzioni manicomiali: cioè
se i risultati ottenuti sono proporzionali agli sforzi economici, sociali
ed umani degli operatori e dei degenti. Parlare di Qualità significa
anche arrivare a valutare se una scelta "conviene" concretamente
più di una scelta opposta. Riuscendo a immettere nel concreto anche
l'apparentemente impalpabile "fattore umano".
Il secondo risvolto è quello dell'efficienza, cioè della Qualità
del prodotto, vale a dire dell'ottimalizzazione del rapporto fra risultati
ottenuti e bisogni. Questo è un campo arato spesso dalla cultura sociologica,
nella quale purtroppo ha dominato l'ideologismo. Un ideologismo per il quale
i bisogni sono illimitati e dunque nessun risultato è soddisfacente.
Tale impostazione invece di portare ad un aumento degli sforzi per qualificare
i risultati, ha ottenuto spesso una generale abdicazione verso i risultati.
Se nessun risultato può soddisfare i bisogni, non vale la pena di sforzarsi
per qualificare i risultati.
A noi sembra invece che occorra giungere ad una valutazione della efficienza,
se non altro per basare le scelte organizzative su fondamenta più solide
dell'intuito, del caso o dell'arbitrio.
Si fa una scelta invece di un'altra perché si hanno fondate ragioni
di pensare che sia più efficiente.
Ed occorre giungere ad una valutazione della efficacia, se non altro per uscire
da una logica di disperazione. Una scelta può soddisfare meglio i bisogni,
rispetto ad un'altra scelta. Anche se possiamo convenire che nessuna scelta
soddisferà mai tutti ed appieno i bisogni sociali ed individuali.
Il tema della evaluation dei progetti di prevenzione primaria, come dei processi
formativi dei servizi e delle organizzazioni sociali, è reso assai
ostico da una questione centrale, che riguarda la epistemologia. La questione
è quella del rapporto fra soggettività ed oggettività.
Esiste nelle scienze umane, e quindi nel settore dei servizi sociali, una
sorta di "oggettivismo ingenuo", che persino le scienze più
"dure" (quelle fisiche) hanno da tempo abbandonato. Molti operatori
e ricercatori sociali sono frenati nella riflessione sulla valutazione a causa
dell'idea che nel settore "immateriale" della cultura, della salute,
della psiche, l'oggettività sia irraggiungibile. Da questa constatazione
si fa discendere l'impossibilità di una evaluation scientifica. Questa
equazione di scienza e oggettività è veramente ingenua. Se i
ricercatori fisici ne fossero rimasti soggiogati saremmo ancora in attesa
della lampadina e della televisione. Invece tutta la scienza moderna, quindi
tutta la scienza, si basa sui principi dell'ipotesi, della probabilità,
dell'approssimazione successiva: concetti altamente soggettivi. Inoltre, tutta
la scienza si fonda sulla applicazione di ipotesi, verificate o falsificate
dal loro semplice funzionamento. Le lampadine sono state inventate e utilizzate,
senza che nessuno fosse in grado (né tuttora sia in grado) di spiegare
esattamente cosa sia la luce. L'ingegneria ha fatto miracoli senza essere
tuttora in grado di avvalersi di una descrizione esaustiva dell'atomo. In
altre parole sappiamo che l'oggettività è a tutt'oggi irraggiungibile,
ma ciò non frena la ricerca fisica, chimica e meccanica. Anzi, è
proprio l'uso di conoscenze intermedie, la loro manipolazione ed applicazione,
che a volte consente di aumentare l'oggettività delle conoscenze "a
monte".
Diciamo dunque che, se l'evaluation è ancora per larga parte un processo
soggettivo, non per questo è meno scientifica e non per questo non
va utilizzata e raffinata.
Il secondo grande nodo dell'evaluation è etico-politico, perché
tocca i concetti di "valore" e di "consenso". L'evaluation
comprende una fase di verifica, il cui scopo è determinare il grado
di ottimalizzazione degli obiettivi prefissati, cioè il grado di ottimalizzazione
delle risorse verso i risultati e dei risultati verso i bisogni. Una seconda
parte dell'evaluation è invece la valutazione etico-politica dei gradi
di cambiamento verificati: una valutazione del valore dei risultati. La valutazione
del valore è una operazione politica che non può fondarsi altro
che sul consenso delle parti. Per esempio, è possibile verificare che
un modello di aggiornamento produce, coi minimi costi umani ed economici,
un aumento delle capacità degli insegnanti pari al 20%. Questo dato
è muto per ciò che riguarda il suo valore. Solo i docenti del
corso, gli insegnanti partecipanti, i dirigenti dell'amministrazione scolastica,
e anche gli Organi Collegiali, sono titolati a decidere se quel 20% può
essere valutato positivamente o no.
Poiché tale escursione nel problema del valore è politica, l'evaluation
ha subito finora tutti i ritardi di ogni azione politica, che chiamasse in
causa una decisione consensuale.
Tuttavia, proprio il carattere politico dell'evaluation, ne fa una delle chiavi
di volta per il cambiamento; cioè, secondo l'ipotesi lewiniana, ne
fa una vera e propria ricerca-intervento.
L'evaluation può essere definita come un processo formalizzato di verifica
e valutazione dell'efficienza e dell'efficacia di un servizio o di un intervento.
Di questa definizione ci sembra di dover approfondire il concetto di "formalizzazione".
Una evaluation è tale se spiegabile o trasferibile, cioè se
esce dal mero e totale soggettivismo del valutatore e se è applicabile
in contesti simili. Possiamo prendere come analogia quella della "rete"
o del "setaccio" che sono utili a estrapolare da una materia fluida,
quegli elementi che sono più vistosi.
È ovvio che tale metodo d'analisi trascura i microrganismi, e molte
altre informazioni che possono filtrare dai buchi.
Tuttavia, se le maglie non sono troppo larghe, il materiale raccolto è
di solito sufficiente a fornire un quadro del sistema indagato. Il problema
dell'evaluation è quello di approntare una rete a maglie abbastanza
strette da raccogliere gli elementi decisivi per l'analisi, ma anche abbastanza
larghe per favorire una certa selezione dei dati.
Questa rete deve avere una logica spiegabile o confutabile e dunque esportabile.
Alcuni ricercatori si sono avviati ad una logica diversa. Mettere sotto indagine
tutte le variabili di un sistema. Un po' come certi medici che prima di fare
ogni diagnosi richiedono decine di analisi diverse. A parte il costo di questo
metodo (problema peraltro non indifferente) resta il fatto che l'idea di poter
radiografare tutte le variabili è un'illusione onnipotente, il cui
risultato è l'impotenza operativa. Siamo ancora nel campo dell'oggettivismo
ingenuo. Per cui una diagnosi non è fondata finché tutto non
sia spiegato con un'oggettività ritenuta necessaria, ma sempre scoperta
come inarrivabile. Si apre dunque un processo di ricerca senza fine, nel quale
si perdono spesso scuole acculturate e accademici contemplativi.
L'evaluation invece deve essere un processo utile a cambiare prima ancora
che utile a conoscere. La sua formalizzazione è certamente una riduzione,
ma non per questo è inutile. Tutta la scienza non è altro che
una sequenza di formalizzazioni riduttive: ma sempre progressivamente meno
riduttive.
Il valore dell'evaluation è dunque quello, un po' scientifico ed un
po' artistico, di concepire ed applicare una serie la più efficace
ed efficiente possibile, che raccolga i dati minimi necessari a verificare
le ipotesi ed a valutare i risultati di un servizio sociale o di un intervento.